Piazza della Repubblica è una delle piazze più belle di Roma, e la sua Fontana delle Naiadi è forse la più sensuale, e la più discussa, di tutta la città.

Fu una piazza pensata alla fine dell’Ottocento, quando la Roma appena diventata capitale volle darsi un volto moderno, con grandi strade alberate e fontane monumentali sul modello dei boulevard francesi. Ma dietro le sue ninfe di bronzo si nasconde uno scandalo che fece discutere l’intera città.

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Roma dopo l’Unità d’Italia

La sistemazione di Piazza della Repubblica si colloca in un momento di grandi cambiamenti: Roma si ritrova all’improvviso capitale di un nuovo regno e attraversa una transizione profonda, che la trasforma da città santa a città laica.

In quegli stessi anni fu aperta via Nazionale, per collegare la stazione Termini con via del Corso, e vennero edificati l’Altare della Patria, il palazzo di giustizia e molti altri edifici simbolo della nuova capitale. La piazza si chiamava allora Piazza dell’Esedra: il nome veniva dalla grande esedra delle antiche Terme di Diocleziano, il cui perimetro semicircolare è ancora oggi ricalcato dal doppio colonnato disegnato dall’architetto Gaetano Koch.

Su questa stessa piazza affaccia la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, ricavata da Michelangelo all’interno del tepidarium delle terme, un altro dei tanti volti di Roma, in cui l’antico e il moderno si sovrappongono di continuo.

Piazza della Repubblica con al centro la Fontana delle Naiadi

La Fontana delle Naiadi

Forse non lo sai, ma le naiadi sono antiche divinità acquatiche della mitologia greco-romana: fanciulle legate alle acque dolci, a cui si attribuivano poteri taumaturgici. La fontana nacque come mostra terminale dell’Acquedotto dell’Acqua Marcia (l’antica Aqua Marcia romana, riportata in vita da papa Pio IX nel 1870): la vasca fu costruita nel 1888 su progetto di Alessandro Guerrieri, con quattro leoni di gesso.

I leoni furono presto sostituiti dalle protagoniste che ammiriamo oggi: nel 1901 lo scultore palermitano Mario Rutelli, bisnonno dell’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, collocò quattro gruppi in bronzo, quattro ninfe distese ciascuna su un animale che simboleggia una forma dell’acqua: la Naiade dei laghi su un cigno, quella dei fiumi su un mostro fluviale, quella degli oceani su un cavallo e quella delle acque sotterranee su un drago.

Al centro troneggia il Glauco, la divinità marina che stringe un grande pesce e sembra imbrigliare a forza di braccia la potenza dell’acqua. Anche lui ha una storia movimentata: la prima versione, del 1911, non piacque e fu spostata altrove; quella definitiva arrivò l’anno dopo, nel 1912.

Particolare della Fontana delle Naiadi con una delle ninfe di bronzo

Lo scandalo della Fontana delle Naiadi

I corpi nudi e lucidi d’acqua delle ninfe apparvero uno spettacolo immorale all’ala più conservatrice della città, che aveva ovviamente il suo riferimento in Vaticano.

A lavori ultimati, attorno alla fontana venne mantenuto uno steccato di legno per nasconderla alla vista, in attesa che il comune decidesse il da farsi. Ma la recinzione ottenne l’effetto opposto: l’andirivieni di giovani che sbirciavano le statue tra le assi sconnesse non faceva che alimentare la curiosità e il senso di scandalo in tutta Roma.

Per fortuna il comune abbracciò le tesi progressiste e, il 10 febbraio 1901, lasciò che i romani abbattessero lo steccato, liberando per sempre le bellissime ninfe. Da allora la fontana è il cuore pulsante della piazza, e uno dei ritrovi più fotografati della città.

Una delle Naiadi della fontana con il fauno alle spalle

Come visitare Piazza della Repubblica

La piazza e la fontana si trovano a due passi dalla stazione Termini (metro A, fermata Repubblica – Teatro dell’Opera) e si ammirano liberamente, gratis, a ogni ora: al tramonto, quando i getti d’acqua si illuminano, valgono da sole la passeggiata.

Se vuoi trasformare la sosta in una vera visita d’arte, proprio qui accanto ci sono le Terme di Diocleziano, sede del Museo Nazionale Romano: prenota il biglietto per le Terme di Diocleziano e completa il quadro di questo angolo di Roma. E se ti appassionano le storie di scandali e capolavori romani, non perderti la vita di Michelangelo, l’artista che qui trasformò una sala termale in una basilica.

E tu, davanti a quelle ninfe che un secolo fa fecero arrossire mezza Roma, riesci ancora a immaginare lo scandalo? Fermati un attimo a guardarle: è il modo migliore per capire quanta vita si nasconde in una piazza che sembra solo un elegante crocevia.