Escher: storia di un artista impossibile

le opere di escher
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L’arte di Escher è strettamente legata alla produzione di opere che presentano costruzioni impossibili.  Le sue litografie, mezzetinte e perfino le incisioni su legno, rappresentano molto spesso figure geometriche che sarebbero fisicamente irrealizzabili nella realtà.

Ti è mai capitato di osservare la “cascata”?

Questa opera, apparentemente molto semplice e banale, è in realtà completamente surreale. La cascata infatti sembra auto alimentarsi in un circolo infinito in cui l’acqua non trova mai pace. Risulta infatti impossibile da realizzare nella realtà perché sia la struttura che il flusso dell’acqua non sarebbe riproducibile nello spazio.

Se l’hai osservato bene, sono sicura che ti avrà affascinato.

Così come è capitato a te, le opere di Escher trovarono soprattutto l’apprezzamento da parte di scienziati, matematici o persone legate all’ambito scientifico che vedevano nella sua arte un vero lampo di genialità.

Ti ho incuriosito almeno un po’?

Bene, qui sotto ti parlo dell’arte di Escher e la storia di questo artista sorprendente e geniale.

Si parte!

Escher, un olandese innamorato dell’Italia

Maurits Cornelis Escher nacque nel 1898 a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, in una famiglia benestante. Sin dalla scuola elementare dimostrò uno spiccato talento nel disegno, mentre nelle altre materie era un disastro. Fu bocciato due volte alla scuola primaria e persino nei primi concorsi artistici, in quanto il suo modo di disegnare risultava poco in linea con gli standard dell’epoca.

Nel 1922 Escher visitò per la prima volta l’Italia, insieme ad alcuni amici e da allora se ne innamorò. Si stabilì in Toscana e poi in costiera amalfitana. Fu proprio a Ravello che conobbe il grande amore della sua vita, Jetta Umiker, con cui si sposò nel 1924.

Si trasferì allora a Roma dove lavorò come grafico e incisore ma non vi rimase a lungo.

Continuò a viaggiare per tutta la penisola, spinto dal suo amore per il mare e per i paesaggi italiani. Decise tuttavia di lasciare il paese quando nel 1935, suo figlio George tornò a casa con la divisa da piccolo Balilla. Erano infatti gli anni del fascismo ed Escher decise di andare via per impedire che i suoi figli prendessero parte al regime fascista.

Vuoi sapere una curiosità sulla vita di Escher?

Durante uno dei suoi viaggi in Abruzzo, venne svegliato alle 5 del mattino e condotto in una caserma dei carabinieri perché accusato di aver preso parte ad un fallito attentato al te Vittorio Emanuele III. La segnalazione era stata fatta da una donna che si era insospettita a causa dello ” sguardo perfido dell’incisore” ma soprattutto perché quella sera Escher non aveva partecipato alla processione del Corpus Domini

Ovviamente l’artista dimostrò la sua estraneità ai fatti e venne rilasciato

Escher in giro per l’Europa

Lasciata per sempre la sua amata Italia, Escher iniziò a viaggiare per l’Europa, sostenendo le spese economiche dei viaggi in cambio di stampe e disegni. Continuò ad esplorare Spagna, Svizzera e Belgio senza trovare pace, finché, con la seconda guerra mondiale, tornò nei Paesi Bassi per essere vicino alla sua famiglia.

La sua arte fu profondamente influenzata dai suoi viaggi, infatti produsse una grandissima quantità di paesaggi. Le sue strutture geometriche in particolare furono ispirate dai motivi arabeggianti visti nell’Italia meridionale e nella Spagna del sud.

L’arte di Escher: infinito e impossibile

L’arte di Escher divenne famosa per le sue geometrie impossibili. Per la maggior parte delle sue opere utilizzò la tecnica dell’incisione, un metodo molto antico che era già stato superato da tempo. Si ispirò Piranesi, e ad altri incisori del passato, ma anche ad artisti come Van Eyck o Parmigianino nell’uso degli specchi convessi.

Le figure che rappresenta hanno sempre molteplici chiavi di lettura, spesso addirittura paradossali.

C’è una mano che si disegna da sola, lucertole che escono ed entrano in un disegno, anatre bianche e nere che si fondono insieme. Le sue composizioni, scale, architetture, geometrie, sono ritratte contemporaneamente da diversi punti di vista. Il risultato è spesso un ciclo infinito, un circolo che si auto conclude ricominciando, una sorta di specchio che riflette lo specchio in una scala potenzialmente senza fine.

Escher e la matematica

Una volta Escher disse “Mi sento spesso più vicino ai matematici che ai miei colleghi artisti“.

Proprio la sua capacità di riportare concetti astratti e paradossali nella sua arte lo rese di profonda ispirazione per i matematici.

Ad esempio l’opera  “ascesa e discesa”, in cui uomini percorrono una scala “impossibile” in un moto eterno, fu ideata sulla base del “triangolo impossibile” dei Penrose, i quali a loro volta si erano ispirati alla sua “casa di scale“!

Per questo Escher è tuttora uno degli artisti più amati e stimati dal mondo scientifico e matematico.

Escher e gli hippie

Persona tranquilla e timida, Escher divenne uno dei simboli della cultura hippie. Infatti le sue immagini psichedeliche, furono scelte come copertina per l’album dei Pink Floyd On the run, a cui concesse l’uso di una sua litografia.

Anche i Mick Jagger gli chiede di disegnare la copertina per il suo disco Let it bleed, ma l’artista si rifiutò.

La solitudine di Escher

Nonostante la fama raggiunta, Escher rimase sempre isolato. Gli altri artisti lo vedevano più come un grafico che come un genio. I matematici stimavano le sue opere ma rimaneva pur sempre al difuori del mondo scientifico.

Se l’unicità dell’arte di Escher lo condannò da una parte alla solitudine, la sua ricerca lo rese un anticipatore di teorie matematiche che vennero scoperte solo anni dopo.

L’artista mori, solo, in una casa di riposo, nel 1972.

Le sue opere sono tuttora tra le più riprodotte al mondo.

Commenti su Escher

Conoscevi già questo artista? Qual è la tua opera preferita?

Scrivimi pure qui sotto nei commenti, ti risponderò al più presto!

Elisa

Elisa

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi.

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