Otranto è il punto più a est della nostra penisola e, nonostante sia un piccolo comune di circa 5.600 abitanti, d’estate vede moltiplicarsi la popolazione grazie al turismo.

Il mare a Otranto, e nei suoi dintorni, è davvero spettacolare: fanno parte del territorio comunale alcune mete richiestissime.

Se stai pensando di trascorrere le vacanze in Salento non posso che consigliarti un tuffo a Porto Badisco, alle Fontanelle, a Serra Alimini, Frassanito o Conca Specchiulla. Io ci sono stata e il mare mi ha lasciata senza parole!

Ma c’è di più.

Appena arrivata a Otranto sono rimasta colpita dal suo colore: la città è bianca come la spuma del mare che la lambisce. Ed è stato proprio il mare il vero tesoro e insieme la rovina di questa città. Grazie agli scambi commerciali via mare Otranto è fiorita per secoli, almeno fino alla terribile distruzione portata dai turchi nel 1480.

Insomma, se vuoi visitare Otranto mettici in conto almeno mezza giornata, perché questa città del Salento è tutta da passeggiare.

Ora ti racconto cosa non puoi assolutamente perderti.

Si parte!

Storia e castello di Otranto

Otranto è una città costiera con una storia che risale addirittura alla Magna Grecia: fu prima greca, poi romana e, nel Medioevo, importante centro di scambi commerciali e culturali tra l’Europa orientale e occidentale.

La prima cosa che salta all’occhio visitando Otranto è che si tratta di una città fortificata. Il borgo antico è racchiuso da mura difensive tra cui spicca il bellissimo castello aragonese, fatto costruire dagli Aragonesi dopo la riconquista della città dai turchi, alla fine del XV secolo. Proprio questo edificio diede il nome (e l’atmosfera cupa) al primo romanzo gotico della storia, Il castello di Otranto di Horace Walpole (1764): curiosamente lo scrittore inglese non vi mise mai piede, prese il nome da una carta geografica.

Il castello sorge su fortificazioni militari preesistenti e doveva apparire imponente già all’epoca. Ha una pianta pentagonale con tre torrioni cilindrici ed è cinto da un fossato; sul portale d’ingresso spicca ancora il grande stemma di Carlo V. Oggi il castello di Otranto ospita mostre ed eventi culturali ed è visitabile.

Il castello aragonese di Otranto

L’incredibile cattedrale di Otranto

La bellissima cattedrale romanica di Otranto (Santa Maria Annunziata) fu consacrata nel 1088 e sorge su resti più antichi: sotto il pavimento si riconoscono tracce di un insediamento messapico-romano e di una chiesa paleocristiana, testimoni dell’antichissima storia della città.

Ma il suo capolavoro assoluto è il pavimento musivo: un immenso mosaico realizzato tra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleone, su commissione dell’arcivescovo Gionata. Lungo i suoi circa 52 metri (è il mosaico pavimentale più grande d’Europa) si dispiega un gigantesco Albero della Vita, da cui si diramano scene di vita quotidiana, profeti e personaggi biblici, animali, scene di caccia, figure leggendarie e storiche — perfino re Artù e Alessandro Magno — tutto legato da un profondo messaggio teologico. La presenza delle panche non permette di ammirarlo per intero, ma la sua complessità resta impressionante.

La cattedrale custodisce anche una pagina tragica della storia cittadina: nella Cappella dei Martiri sono conservate le reliquie degli 800 abitanti (per la precisione 813) decapitati dai turchi di Gedik Ahmet Pascià sul Colle della Minerva, nel 1480, per aver rifiutato di convertirsi all’Islam. I Martiri di Otranto sono stati canonizzati da papa Francesco nel 2013.

Il mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto

Il rosone della cattedrale di Otranto

La piccola chiesa di San Pietro

Un’altra chiesa da non perdere è la piccola chiesa bizantina di San Pietro, nel cuore del centro storico.

L’ho trovata per puro caso passeggiando tra le viuzze di Otranto: resta quasi nascosta tra i vicoli, ma è un piccolo tesoro che vale la pena scoprire. Ha una raffinata architettura bizantina a croce greca con cupola centrale e custodisce all’interno bellissimi affreschi di scuola bizantina, tra cui una Lavanda dei piedi e un’Ultima Cena.

Il suo nucleo risale probabilmente alla fine del IX-metà del X secolo, quando Otranto era una metropoli sotto Costantinopoli (dal 968): è considerata la chiesa più antica della città. Secondo la tradizione locale fu dedicata a San Pietro perché si racconta che l’apostolo passò proprio di qui nel suo viaggio dalla Palestina verso Roma.

La chiesa bizantina di San Pietro a Otranto

Otranto, crocevia di culture

L’origine di Otranto è tra le più antiche d’Italia.

Per le sue vie trovi edifici che sembrano greci, altri che ricordano la dominazione spagnola, altri ancora dall’aria orientale: come molte città costiere, Otranto è stata tutto questo e ne conserva le tracce. Ho avuto la stessa sensazione anche mentre mi perdevo nel centro storico della città di Rodi.

Le mura e il castello di Otranto

L’emozione del mare

Le mura di Otranto e la passeggiata sul lungomare sono davvero suggestive. L’acqua cristallina del porto si tinge di rosa e viola al tramonto, mentre la città bianca comincia a illuminarsi e le sue vie si popolano di turisti curiosi.

E se vuoi vivere Otranto dal suo elemento naturale, il mare, ti consiglio un giro in barca lungo la costa: da qui partono le escursioni verso le grotte marine e le baie più belle del Salento, fino alla celebre Baia dei Turchi. Per me Otranto è l’emozione del mare, della storia e della forza dell’uomo di ricostruire, sempre.

Il lungomare di Otranto al tramonto

Come arrivare a Otranto

Se vuoi visitare Otranto e prenderti un gelato nel centro storico o su una delle terrazze sul mare, il modo più pratico per arrivare è l’auto. Una delle strade più belle è la litoranea che collega Otranto a San Cataldo: il paesaggio vale ogni chilometro. Se invece preferisci i mezzi pubblici, dovrai prendere il treno fino a Lecce e proseguire con le Ferrovie Sud Est.

E tu, di Otranto ti conquisterà prima il mosaico o il mare?

La costa di Otranto in Salento