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Visitare il giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle è un’esperienza che difficilmente dimenticherete. Avevo a lungo desiderato di andarci ma non mi aspettavo assolutamente quello che ho visto. E’ stato un viaggio nella mente eclettica e nella vita di un’artista che conoscevo pochissimo e che mi ha affascinata spingendomi ad approfondire.

La scelta di non voler spiegare la sua opera e le sue sculture è interessante, proprio perché l’arte deve lasciare lo spettatore libero di leggere nelle opere quello che più si avvicina al suo punto di vista e al suo bagaglio culturale. Tuttavia ho deciso di dare in questo articolo la mia soggettiva interpretazione delle sue rappresentazioni dei tarocchi. Trovate tutte le informazioni pratiche per scoprire questo giardino a dir poco unico!visitare il giardino dei tarocchi

Cosa sono i tarocchi?

I tarocchi sono un mazzo di carte la cui origine è ancora discussa. Sicuramente venivano già usati in Italia settentrionale verso il XV secolo. Le carte sono divise in arcani minori e maggiori. I minori sono le carte  italiane che tutt’oggi vengono usate nei giochi che tutti conosciamo come scopa, rubamazzo o briscola. Gli arcani maggiori, che oggi non utilizziamo per giocare, hanno assunto nel tempo un valore diverso tanto da perdere il loro ruolo di carte da gioco per essere considerati strumenti per predire il futuro.

Gli arcani maggiori sono 21 con l’aggiunta del Matto. Si tratta di figure di persone o oggetti che rappresentano però concetti. Nell’interpretazione delle carte, ciascuna ha diversi significati, che combinati con le altre, aiuterebbero ad elaborare il responso sulla scelta da prendere. Diverse tradizioni, hanno rappresentato queste figure in modo differente e con attributi vari ma va tenuto presente che in ciascuna delle raffigurazioni ogni piccolo oggetto o decorazione ha uno specifico significato. Per questo è tanto interessante vedere il modo in cui l’artista Niki de Saint Phalle ha raffigurato questi personaggi!visitare il giardino dei tarocchi

L’ispirazione di Niki de Saint Phalle

L’artista franco-americana si è visibilmente ispirata, come d’altronde ha scritto lei stessa, sia al parco dei mostri di Bomarzo  che a villa d‘Este a Tivoli. Ma una delle sue più costanti ispirazioni fu l’architetto spagnolo Gaudì. Nella realizzazione del giardino dei Tarocchi in particolare, è evidente l’ispirazione al suo parque Guell a Barcellona. L’artista finanziò personalmente il progetto, che andò avanti dal 1979 al 2002, anno in cui morì. Diede indicazioni sulle aperture, la conservazione delle sue creazioni e di lasciare incomplete le opere che non era riuscita a finire. Un lavoro incredibile che portò avanti con suo marito Jean Tinguely, cui si devono le numerose strutture meccaniche semoventi, e pochi altri amici artisti ed architetti. Oltre a numerosi operai, vi lavorarono: Nico Weber, Sepp Imhof, Paul Wiedmer, Dok van Winsen, Pierre Marie ed Isabelle Le Jeune, Alan Davie e Marino Karella.visitare il giardino dei tarocchi

Il giardino dei tarocchi: 21 (e più) sculture incredibili

I tarocchi, parliamo degli arcani maggiori in particolare, sono stati e sono tuttora utilizzati come figure esoteriche in grado di predire il futuro. Non è un caso che Niki de Saint Phalle abbia scelto proprio queste figure e le abbia associate ad altri concetti considerati per antonomasia “esoterici”. Come abbiamo detto, ciascuno può vederci quello che vuole, e io un pò ci ho visto una metafora della vita e un invito all’introspezione. Visitare il giardino dei Tarocchi vuol dire fare un percorso iniziatico in modo più o meno cosciente.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la ruota della fortuna

Non è chiaro, appena si  arriva, che anche la grande fontana all’entrata rappresenti una carta. E’ la ruota della fortuna, la carta numero 10. Nella lettura dei tarocchi, può rappresentare il cambiamento, la ciclicità, lo scorrere del tempo. La fortuna va e viene, sta a noi coglierla. Le grandi ruote, come un ingranaggio, sono mosse dall’acqua, che io ho letto come la rappresentazione del caso, degli eventi, qualcosa che fluisce e non può essere fermato, facendo girare tutto il resto degli ingranaggi dell’esistenza. I quattro cuori sulla ruota maggiore mi sono sembrati un quadrifoglio, simbolo di buona fortuna. Posta al di sotto del Mago e della Papessa, questa fontana assume un significato ancora più pregno.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il mago

La prima scultura che si incontra quando si va a visitare il giardino dei Tarocchi è, quasi inevitabilmente  il Mago. Detto anche Bagatto o Alchimista è la prima carta degli arcani maggiori. E’ facile da individuare perché è praticamente sovrapposta a quella della Papessa ed è rappresentata come un viso, una sorta di maschera, con una mano alzata, interamente ricoperto di specchi. Nella tradizione delle carte il Mago rappresenta l’unione del divino con il terreno ma anche la creatività. L’alchimista è colui che trasforma gli elementi, che è padrone di un sapere e lo mette al servizio degli altri: non è quello che fanno gli artisti, ed in particolare Niki de Saint Phalle, dandoci la possibilità di visitare questo giardino?visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la papessa

La scultura enorme richiama subito alla mente quella dell’orco nel giardino dei mostri di Bomarzo. La bocca spalancata, da cui fuoriesce l’acqua che alimenta la fontana,  i capelli in disordine. La Papessa, carta numero 2 rappresenta la dualità, qualcosa di segreto che non deve essere rivelato ed è sempre disegnata come una sacerdotessa seduta. L’acqua è spesso legata alla figura della luna, presente nella carta, e associata alla donna, forse per questo Niki de Saint Phalle l’ha associata a questa rappresentazione. Sembra un pò la medusa di Caravaggio o la medusa dei Musei Capitolini. All’interno della bocca della papessa troviamo la vera papessa. In una grotta stellata in cui l’acqua crea incredibili riverberi di luce, sta una figura ammantata che sembra quasi viva. E’ lei la vera papessa, colei che custodisce saperi inconsci e segreti che non possono essere rivelati.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’imperatrice

E’ impossibile visitare il giardino dei Tarocchi e non soffermarsi sulla mastodontica struttura dell’Imperatrice. La carta numero 3 degli arcani maggiori, è costruita anche come la casa in cui alloggiò Niki de Saint Phalle durante la realizzazione del giardino. La figura, ricoperta di ceramiche coloratissime, è facilmente assimilabile alle Nanas rappresentate in numerose installazioni dall’artista. Prosperosa ed enorme, non credo sia un caso che sia stata scelta come abitazione. L’Imperatrice rappresenta infatti la maternità, la fecondità e la femminilità. E’ colei che dà la vita e dentro la quale prendono vita le cose, la forza creatrice. All’interno vi era l’abitazione dell’artista, come se fosse il luogo in cui le idee e i progetti prendono vita. Incredibilmente, la casa è tutta fatta di specchi (ancora mi chiedo come facessero a pulire quel mosaico di specchi!) che me ne hanno fatto innamorare a prima vista.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la forza

Questa è stata in assoluto la mia preferita. Un gigantesco drago di specchi verdi, con ali rosso fuoco, digrigna i denti  davanti ad una donna vestita di bianco, una mano sul fianco, l’altra che sembra tenerlo al guinzaglio. La forza è la carta numero 11 dei tarocchi, e di solito la giovane vestita di bianco è ritratta con un 8 orizzontale, ,simbolo dell’infinito, nell’atto di aprire la bocca ad un leone. L’interpretazione che ne ha dato Niki de Saint Phalle mi ha fatto subito pensare ad una rivisitazione dell’opera di Paolo Uccello San Giorgio e il drago. Qui una giovane dama tiene al guinzaglio un enorme drago e sembra voler fermare il cavaliere che lo sta trafiggendo. La forza, quella vera, è addomesticare ed ammansire la bestia più spaventosa di tutte: noi stessi. La forza vera è essere padroni di sé stessi, dei propri istinti, del proprio destino, dei propri impeti. Il bianco dell’abito della donna rappresenta la purezza d’animo e di intenti, quella che serve per imparare ad essere forti davvero. In questa interpretazione il guinzaglio invisibile che lega i due personaggi sembra essere più che presente.

Penso che essere rimasta così affascinata da quest’opera voglia dire che devo ancora lavorare molto su me stessa prima di arrivare al punto di tenere al guinzaglio il mio drago interiore. Ho riflettuto molto su questo punto. Si vedrà!visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il sole

Dall’altro lato della piazza c’è una porta, enorme, con una rappresentazione del sole. Carta numero 19, il sole rappresenta la vittoria, i successi, la luce benefica e vitale. Niki de Saint Phalle scrisse che ha rappresentato un uccello perché sono gli esseri che si avvicinano di più al sole. Io invece l’ho visto ed interpretato subito come se fosse una fenice, l’uccello leggendario che rinasce dalle proprie ceneri.  Per visitare il giardino dei tarocchi dovrai necessariamente passarci sotto. Alla fine chi più del sole può simboleggiare la “resurrezione” intesa come rinascita, fisica, emotiva o spirituale?visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il papa

Nei tarocchi, il Papa rappresenta il sapere spirituale. Qui l’artista lo ha interpretato come un santo, un eremita, un illuminato insomma. Sulla base della struttura su cui è inginocchiato, vi è un viso con il terzo occhio aperto, simbolo di illuminazione spirituale. Nella carta, tradizionalmente, il Papa è ritratto mentre insegna a due monaci, assumendo quindi anche il significato di maestro o guida. Qui ad imparare da lui è una figura femminile molto colorata che solleva lo sguardo verso la triplice croce. Il fatto che sia la carta numero 5 dei tarocchi, rappresenta anche la quintessenza o quinto elemento, la parte spirituale che è difficile spiegare.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’appeso

L’appeso sta in una sorta di nicchia di specchi, i contorni colorati e il corpo evanescente, appeso per un tallone. La 12 carta dei tarocchi rappresenta un giovane appeso a testa in giù che sembra però calmo e tranquillo. In effetti a questa carta si associa l’equilibrio e il punto di vista “alternativo”, quello che può avere una persona appesa al contrario. E’ una delle figure più enigmatiche, anche di quelle che vedrai se vorrai visitare il giardino dei tarocchi.  Talvolta viene chiamato l’impiccato, anche se non è impiccato veramente. Viene interpretato come un anticonformista, una persona che vive la sua vita incurante del giudizio degli altri e capace di trovare, comunque, un equilibrio.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’eremita

Niki de Saint Phalle ha pensato l’eremita come una statua quasi trasparente. Quest’uomo in cerca della propria spiritualità e dei segreti della vita, è rappresentato con un bastone che somiglia molto ad un cadueceo. E’ la carta numero 9, e rappresenta la saggezza e la ricerca interiore. L’artista dice che ha pensato l’oracolo come la versione femminile di questa carta (che non esiste nei tarocchi tradizionali). La scultura dell’oracolo la troverai più avanti salendo la collina.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la giustizia

Mi è piaciuta tantissimo l’interpretazione della carta numero 8, la giustizia. L’artista l’ha pensata come un’enorme donna vestita di bianco e nero (bene e male), che tiene in mano una bilancia, costituita dai suoi stessi seni. Nella sua mastodontica gonna, c’è una nicchia, chiusa da un cancello, in cui si muovono ingranaggi di un meccanismo ideato dal marito di Niki, Jean Tinguely. Questa macchina stride e fa un rumore orribile, tra crani di animali e strani ingranaggi che sembrano arrugginiti. Nel visiatare il giardino dei tarocchi, la prima cosa che mi è venuta in mente guardando questa statua è che la giustizia contiene in sé sempre anche una parte di ingiustizia, non essendo mai tutto bianco e nero ma di tante diverse sfumature. Il mio compagno di viaggio invece l’ha vista come un modo di rappresentare gli arruginiti e complessi meccanismi per arrivare alla giustizia, gli anni di processo, di accuse e controaccuse e così via. Quello che è certo è che non si parla solo di giustizia in senso generale ma soprattutto di essere giusti e capaci di giudicare sé stessi.  Come abbiamo detto, la lettura “simbolica” dei tarocchi spinge all’analisi di sé stessi in primis, e la giustizia è quella che dobbiamo trovare con il nostro comportamento, ogni giorno.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la stella

Concepita come una fontana, questa statua è incompleta ed offre un’interessante occasione per capire il processo di creazione delle sculture. I bordi della vasca sono infatti privi delle maioliche colorate. La carta dei tarocchi rappresenta una giovane donna nuda che versa acqua da due brocche, una che alimenta i fiumi della terra e un’altra uno specchio d’acqua. E’ la 17esima carta e nel visiare il giardino dei tarocchi, ti renderai conto che è una delle poche che sorride. Simbolicamente è associabile al fluire della vita, e della natura ma anche del tempo.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: gli innamorati

La carta numero 6 è quella degli innamorati che l’artista ha rappresentato come Adamo ed Eva. E’ la carta della scelta, una scelta consapevole. Una giovane coppia che si trova a compiere una scelta: giusta o sbagliata? Personalmente trovo che la scelta di rinunciare a tutti i piaceri, gli agi, sia pure la vita eterna per SAPERE, perché di questo si tratta, non sia per niente sbagliata. Ovviamente è la strada più difficile da percorrere ma, come disse Dante fatti non fummo per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza. A questo ho pensato quando ho visitato il giardino dei Tarocchi.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’imperatore

Non si può visitare il giardino dei Tarocchi senza soffermarsi sull’imperatore. Inserito in un’architettura visionaria fatta di due livelli che si aprono su una corte interna, l’imperatore è quella grossa scultura rossa  e dorata. La quarta carta dei tarocchi rappresenta l’uomo inteso come energia e potere maschile. E’ inserito in una sorta di chiostro visionario molto simile alle architetture di Gaudì al Parque Guell, con tanto di fontana al centro, specchi, maioliche e colonne, scacchiere e teschi che ricordano quelle del dia dos muertos messicano.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la torre

Poco lontano sorge la torre, XVI arcano . Rappresenta la torre di Babele e, ce lo dice Niki de Saint Phalle stessa, è una costruzione fisica e mentale che deve essere abbattuta per guardare oltre. In alto, la scultura in ferro, rappresenta il fulmine che la colpisce e la distrugge. Ho pensato che fosse un pò la rappresentazione della vita: a volte le nostre certezze crollano ma solo per essere ricostruite su basi più solide. Le sue dimensioni sono impressionanti e sembra davvero caderti addosso!visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il giudizio

All’interno della cappella sovrastata dalla temperanza, vi è una rappresentazione del giudizio, inteso non solo come giudizio universale ma anche come vita dell’essere umano. E’ infatti rappresentato su uno specchio, con tre diverse figure che possono essere lette come le tre età dell’uomo o tre persone di etnie diverse, africana, asiatica ed europea. Questi tre uomini sono tutti davanti ad una tomba. Il giudizio è l’arcano 20 dei tarocchi e ribadisce il concetto di uguaglianza: siamo tutti  uguali davanti alla morte e al giudizio “superiore”.

Giardino dei Tarocchi: il carro

Il carro rappresenta la vittoria. E’ stata pensata dall’artista come una piccola scultura all’interno della casa-imperatrice. Il carro della vittoria mi fa sempre pensare a quello che veniva condotto dai generali romani di ritorno dalla guerra, acclamati e lodati dal popolo. Dietro ai generali c’era però un servo che gli sussurruva “hominem te esse memento” ossia “ricordati che sei solo un uomo“. La vittoria è un’ingannatrice e bisogna imparare a stare sul carro senza lasciarsi trascinare via da lui. Un monito e un insegnamento da non sottovalutare!visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la temperanza

Concepita come una cappella privata, la temperanza getta acqua  tra due brocche. Rappresenta la calma, la responsabilità ma anche la consapevolezza e la pazienza. La XIV carta non a caso è associata al raccoglimento e all’introspezione della religione: è all’interno di noi stessi, grazie a pazienza e contemplazione che troveremo la pace. Le mura della cappella sono ricoperte di specchi, ennesimo invito a guardare dentro sé stessi.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la luna

La scultura della luna mi ha un pò delusa. Questa carta, la 18, è uno spicchio da cui emerge un profilo femminile, sostenuto da una sorta di granchio o aragosta che ricorda un pò Dalì e che potrebbe rappresentare il cancro e allo stesso tempo l’acqua, alla quale la luna è sempre legata. Il significato della carta è l’immaginazione, anche inteso nel senso di estraneamento dalla realtà. Ci sono anche due cani sotto. Non so, forse non l’ho capita bene, mi ha lasciata insoddisfatta.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la morte

E’ la carta 13 che spaventa sempre di più ma in realtà rappresenta un cambiamento profondo. Ogni giorno una parte di noi muore per lasciare spazio a qualcosa di nuovo, vale per le idee, per la società e per le generazioni. La morte è un’equalizzatrice democratica anche può apparire spietata. Nell’immaginario di Niki de Saint Phalle cavalca un destriero stellato e falcia tutto, animali, piante ed esseri umani. E’ al di sopra di tutto e sempre in movimento.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il diavolo

Questa scultura è inquietante come ciò che rappresenta. E’ legato ai piaceri terreni come il sesso ma anche all’uso di sostanze stupefacenti e alla perdita di controllo. E’ l’opposto della carta degli amanti, quella in cui si proponeva una scelta. Qui la scelta è stata palesemente sbagliata.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il matto

Vuoti e pieni, colori fuori posto e un grande dinamismo caratterizzano la carta senza numero del mazzo dei tarocchi, il matto. Rappresentato come un viandante o un giullare, il matto è colui che si è distaccato da tutto ciò che è terreno e vaga alla ricerca di qualcosa di più alto e irragiungibile. Non a caso è la carta 0, o XXII, il principio o il compimento ultimo. O tutte e due le cose?visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il mondo

L’ultima scultura che incontrerete è anche l’ultima carta, la XXI. Il mondo rappresenta la vita, la creazione,  il compimento. Non a caso l’artista lo rappresenta come un uovo, simbolo di vita ma anche di perfezione, avvolto da un serpente che richiama il caduceo della medicina ma sopratutto l’uroboro, simbolo dell’infinito, il serpente che si morde la coda. Un meccanismo fa ruotare la scultura che sembra ascendere verso l’alto. E’ il termine di un percorso iniziatico ed interiore che ci ha lasciato questa artista così visionaria ed originale!visitare il giardino dei tarocchi

Altre sculture del Giardino dei Tarocchi

Dall’oracolo che sembra una dea cretese dei serpenti al gatto Ricardo, dal profeta di specchi alle sculture di serpenti giganteschi che ci raccontano la storia della vita di Niki de Saint Phalle come una moderna colonna serpentina di Delfi, il giardino non si esaurisce nelle carte dei tarocchi e nei significati che possiamo leggervi. Persino la targa all’entrata ci parla del progetto di quest’artista, della sua visione della vita e dell’arte, oltre che dei tarocchi e dell’esoterismo. I legami che formano le sue sculture/architetture, il percorso che si snoda tra pavimenti ricoperti di frasi, firme, poesie, geroglifici e scacchiere, tutto fa parte di un progetto incredibile e assolutamente visionario. Una cosa è certa: per me è stata un’ispirazione e uno spunto di riflessione incredibile!visitare il giardino dei tarocchi

Come arrivare al giardino dei Tarocchi

Il giardino non è molto ben segnalato ma si trova non lontano da Capalbio, in Toscana. Si trova in località Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina. Se vi state chiedendo come arrivare al giardino dei Tarocchi da Roma è semplice: basta prendere l’E80 o Aurelia in direzione nord. Molto comoda l’autostrada da Civitavecchia.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi biglietti

Il prezzo dei biglietti per entrare al giardino dei Tarocchi è 12 euro per gli adulti, 7 euro ridotto. Trovate le informazioni sull’orario di apertura, il periodo in cui è visitabile e le riduzioni sul sito del giardino dei Tarocchi.

Non sono un’esperta di tarocchi e di esoterismo, quindi penso di aver capito solo un decimo del significato reale che l’artista voleva dare a questo parco e alle sue sculture, ma vi assicuro che sono bellissime anche per chi non ne capisce niente come me. Se qualcuno ci è stato mi piacerebbe sapere le vostre impressioni: vi è piaciuto? Conoscevate già quest’artista? Qual è stata la vostra scultura/architettura preferita? Fatemelo sapere nei commenti!visitare il giardino dei tarocchi

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Hai mai pensato di visitare Civita di Bagnoregio? Questa città, soprannominata la “città che muore”, è unica al mondo. Ti spiego in questo post perché!Visitare Civita di Bagnoregio

Visitare Civita di Bagnoregio e i calanchi

Civita di Bagnoregio si trova nei pressi del lago di Bolsena nella valle dei calanchi. Il terreno infatti è prevalentemente argilloso e tufaceo, il ché ha prodotto una notevole erosione dovuta alle precipitazioni e ai fiumi che vi passano, rendendo il paesaggio molto caratteristico. 

La progressiva erosione del terreno circostante sta condannando la città a morte: un giorno Civita di Bagnoregio crollerà, scomparendo inesorabilmente!Visitare Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio: 2500 anni di storia…

Questo territorio è abitato dall’epoca degli etruschi, quando fondarono un villaggio proprio su questa collina. La posizione strategica permetteva di controllare tutta la valle circostante. Le vie d’accesso alla città erano garantite da 5 porte, cui conducevano suggestive strade scavate nella roccia. Già all’epoca l’erosione costituiva un problema rilevante, al punto che gli etruschi e poi i romani, scavarono e arginarono fiumi per salvare la piccola Civita.

Gli edifici sono soprattutto di epoca medievale e rinascimentale mentre il grande ponte di accesso risale al 1965. Buona parte del paese originale franò con il terremoto del 1695.

Non mancano testimonianze del periodo etrusco e romano, come una necropoli antica.Visitare Civita di Bagnoregio

Qualche curiosità per visitare Civita di Bagnoregio

Da alcuni anni, Civita di Bagnoregio è divenuta un centro di interesse turistico, proprio perché è la “città che muore”. Ma non è questa l’unica ragione. E’ stata proprio Civita ad ispirare il capolavoro di animazione di  Hayao Miyazaki “La città incantata”, rendendo famoso il piccolo paese nel paese del Sol Levante.

Un altro dato sorprendente è il numero degli abitanti: Civita di Bagnoregio contava nel 2011 solamente 16 persone in tutto il paese!

Visitare Civita di BagnoregioInformazioni pratiche per visitare Civita di Bagnoregio

Visitare Civita di Bagnoregio è possibile solo dietro pagamento di un biglietto d’ingresso di 3 euro giorni feriali e 5 euro a persona nei giorni festivi. Un parcheggio, anch’esso a pagamento, si trova a poca distanza dal ponte, di 300 metri, che collega la città. Il ponte è percorribile solo a piedi.

Civita di Bagnoregio è un luogo incantevole, che sembra rimasto sospeso nel tempo ai secoli passati. Passeggerete tra fiori, casette di pietra e piccole chiese ma non c’è niente da “vedere” veramente. E’ bello nel suo complesso, è bello il paesaggio, è unico al mondo ma non ha un’attrazione nello specifico.

Potrebbe interessarvi il museo geologico e delle frane, per capire meglio il territorio e le sue peculiarità. Tuttavia di borghi simili e molto meno turistici di Civita di Bagnoregio ce ne sono molti, ad esempio Pitigliano (di cui abbiamo parlato qui).

Vi consiglio comunque di visitarla, potremmo essere tra le ultime generazione ad avere il privilegio di farlo!

Visitare Civita di Bagnoregio

Burg Eltz è un castello fiabesco che si trova in una regione altrettanto fiabesca, la splendida Mosella. Il castello di Eltz, perché è questo che vuol dire la parola burg, si trova in una posizione piuttosto isolata all’interno di un piccolo borgo immerso in una foresta. Sembra un villaggio di fate ma è molto di più: la storia di questo maniero è infatti intensa ed interessante, vi racconto tutto in questo post!burg eltz

Burg Eltz: un castello per tre famiglie

Abbiamo spesso l’idea che i castelli siano stati realizzati da ricchissimi e facoltosi nobili, che li hanno fatti costruire per mostrare la propria magnificenza. In realtà Burg Eltz è un Ganerbenburg, cioè un castello collettivo. I tre figli di un nobiluomo, il signore di von und zu Eltz, non potendosi permettere un castello per ciascuno, si associarono e misero i fondi per costruire un unico castello diviso in tre parti, una per ciascun fratello. Per questo vi sono le dimore di tre diverse famiglie: i Rübenach, i Rodendorf, i Kempenich. Il castello, dal XII secolo, è ancora proprietà degli eredi, ed è sempre rimasto in loro possesso da 33 generazioni!burg eltz

L’incredibile storia di Burg Eltz

La prima testimonianza del castello risale addirittura all’epoca di Federico Barbarossa ma la struttura attuale è frutto di vari interventi che si sono succeduti nei secoli. Gli ultimi ampliamenti risalgono addirittura al XVI secolo!

Ma la cosa più incredibile di questo castello è la continuità storica che lo ha visto protagonista: non fu mai distrutto da guerre ed è rimasto in possesso della stessa famiglia da ormai 850 anni!

Tre sono i simboli araldici che rappresentano le tre casate in cui si divise la famiglia: il leone d’oro, il leone d’argento e le corna di bufalo. Se fate attenzione troverete nelle corrispondenti ale del castello questi simboli ripetuti e potrete identificarne i proprietari.

Una delle parti più interessanti è sicuramente l’arredo d’epoca che comprende tavoli, letti, bauli, armature, arsenale da caccia, trofei e antichità diverse. I personaggi che si sono succeduti in questo castello e la storia di cui è impregnato rendono la visita oltre che interessante, assolutamente indimenticabile.

Nella sala del tesoro, visitabile a parte mostrando il biglietto, potrete ammirare capolavori dell’oreficeria e argenteria di diverse epoche e scoprirne l’evoluzione.burg eltz

Scoprire la vita della nobilità al Burg Eltz

La spiegazione della guida è stata magnetica per me. Ho scoperto cose che non avrei mai immaginato! I piccoli cannoni che si trovano in alcune sale, ad esempio, erano modellini portati dai fabbricanti per mostrare ai nobili un nuovo modello di cannone. Questi “omaggi” in miniatura, venivano poi utilizzati dai bambini e dai ragazzi per esercitarsi nell’uso dell’arma o per giocare. Lo avreste mai detto?

La convivenza tra le tre famiglie era regolamentata da un vero e proprio codice che somiglia in parte ai nostri regolamenti di condominio.

Bellissima la simbologia che permea alcune delle sale più importanti, come la rosa del silenzio nella sala delle riunioni. Questo simbolo era posto sopra la porta, ad indicare che tutto quello che sarebbe stato detto sarebbe rimasto all’interno di quella sala. Accanto alla rosa vi sono delle curiose maschere dei buffoni sulle pareti: i buffoni erano gli unici alle corti medievali a poter dire tutto quello che volevano senza incappare in dure punizioni. Così si incitavano i cavalieri ad essere totalmente sinceri e a non prendersi troppo sul serio ma anche a mantenere il segreto di quanto detto nella riunione!burg eltz

Informazioni pratiche per visitare Burg Eltz

Il castello di Eltz si trova all’interno di una foresta e per raggiungerlo vi consiglio di fare a piedi il suggestivo cammino Eltzer Burgpanorama, classificato come uno dei più bei percorsi naturalistici della Germania.

La visita al castello costa 10 euro per gli adulti ed include una guida. I turni di visita partono all’incirca ogni 15 minuti e dura all’incirca 45 minuti. Potete trovare tutte le informazioni sul Burg Eltz qui.burg eltz

Impressioni su Burg Eltz

Ho visitato Burg Eltz pensando che fosse sicuramente più bello da fuori che dentro. Putroppo all’interno non è permesso fare foto ma vi assicuro che vale la pena visitarlo ed ascoltare la guida! Il castello è meraviglioso e la quantità di arredi originali non fa che renderlo ancora più interessante e affascinante. Il posto in cui si trova, su una piccola altura circondata dal fiume, immerso in una foresta verdissima e circondato da un piccolo nucleo di casette, lo fa sembrare ancora più fiabesco. Me ne sono innamorata e l’ho trovato davvero bellissimo, come e più di altri splendidi castelli tedeschi!burg eltz

Una delle più belle vacanze della mia vita è stata a Rodi.

Quest’isola greca in cui si respira la Turchia, è baciata dal sole per 300 giorni l’anno. Ha un mare incantato, monumenti dell’antichità classica e del medioevo, una foresta di farfalle e dei tramonti indescrivibili.

In questo post cercherò di raccontarti cosa ho amato di Rodi e perché, sperando che miei consigli possano esserti utili!

Vacanza a Rodi: come organizzarsi

L’isola di Rodi è una meta turistica molto popolare, per questo ti consiglio di evitare i periodi di maggiore affluenza (come agosto).  Personalmente ci sono stata a settembre e non ho trovato tanto affollamento: questo mi ha permesso di godermi al meglio la vacanza.

Siccome non mi piace stare ferma in un posto, ho noleggiato un’auto durante il soggiorno e mi sono sempre mossa con quella. Senza l’automobile non so come altro avrei potuto vedere tutte le cose che ho visto, mi ha dato una flessibilità che con gli autobus non avrei sicuramente avuto, quindi ti consiglio di noleggiare un’auto o una motocicletta per visitare Rodi.

Ho preso un appartamento vicino (ma non troppo) Faliraki, il centro della vita notturna della città, pieno di locali e ristoranti. Noi abbiamo soggiornato presso le residenze Summer Days che consiglio se vuoi visitare Rodi con un mezzo proprio. Le maggiori città, Rodi e Lindos, si trovano a 20/30 minuti di automobile, così anche alcune delle spiagge più belle dell’isola.  Ecco qualche idea che ho sperimentato su cosa fare a Rodi.visitare rodi

La valle delle farfalle a Rodi, Petaloudes

Se vuoi visitare Rodi devi includere una passeggiata a Petaloudes, la foresta delle farfalle. Lungo il fiume Pelkanos sorge una lussureggiante foresta, dove ogni anno, tra luglio e settembre, le farfalle vanno a riprodursi. Mentre passeggi tra ponticelli e sentieri, potrai ammirare migliaia di esemplari  volteggiare nel loro habitat e dormire sulle rocce. Salendo fino alla cima potrai anche ammirare una bella vista sulla valle.visitare rodi

Le più belle spiagge di Rodi

Ti sconsiglio di fermarti sempre alla stessa spiaggia. A Rodi ci sono golfi e spiagge bellissime e diversissime, che ti permetteranno di vedere anche paesaggi diversi.  Considera che ombrellone e due lettini li puoi noleggiare quando vuoi a 4 euro.

Una delle mie preferite è stata la baia di Anthony Queen, un piccolo golfo roccioso con l’acqua cristallina dove nuotano pesci bellissimi. Da grande amante dello snorkeling me ne sono innamorata!

Splendida anche la spiaggia di Lindos, dominata dall’acropoli della città con le sue case colorate. Ho amato molto anche la spiaggia di Kallithea, Agios Pavlos (una piscina naturale!), la spiaggia Stegna e Oasis (incantevole). Un discorso diverso va fatto per Prassonissi, all’estremità dell’isola, dove si incontrano mar Egeo e Mar Mediterraneo. E’ il paradiso per gli amanti di windsurf, infatti è molto ventosa: sicuramente un posto da visitare ma assolutamente inadatta per lo snorkeling!

Anche a Faliraki e a Kalithea ci sono spiagge molto attrezzate ma anche molto frequentate. Se preferite posti più tranquilli, vi consiglio Agathi, Gennadi o Glyfada.visitare rodi

Rodi medievale: storie di cavalieri e castelli

La città di Rodi ti accoglierà con le sue mura imponenti ed il suo enorme castello medievale. Ripercorrere la storia della città non è semplice, tra i dedali delle sue vie, i minareti che si mescolano a resti di templi greci e bastioni medievali che si alternano ai tipici mulini a vento. Visitare Rodi città è un’esperienza che rimarrà impressa nei tuoi ricordi!

Rodi deve il suo fascino proprio a questo insieme eterogeneo di storia e di storie. Se vuoi sapere cosa fare a Rodi, ti consiglio di iniziare a visitarla dal suo castello, appartenuto ai cavalieri templari e poi ai cavalieri di Malta. Questo magnifico palazzo, fu pesantemente ricostruito nel XX secolo a seguito di un’esplosione. Potrai ammirare antichi arredi italiani e reperti vari. Le parti originali sono un insieme di stili: i cavalieri che lo fondarono come snodo per la navigazione verso la Terra Santa, provenivano da paesi diversi. Francia, Provenza, Italia e Spagna avevano le loro pensioni ma i cavalieri provenivano principalmente da sette stati: Provenza, Alvernia, Germania, Italia, Inghilterra, Aragona e Francia.

La passeggiata lungo le mura, vi darà un’idea della magnificenza di questa struttura che, nonostante i restauri, resta un luogo estremamente affascinante.

Percorrendo l’antica via dei Cavalieri noterete edifici in cui l’arte gotica e romanica, con influssi diversi, si mescolano a formare uno stile unico e bellissimo.

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Una delle porte d’entrata della città di Rodi

Il museo archeologico di Rodi

Presso l’antico ospedale di San Giovanni è oggi allestito il museo archeologico di Rodi. Tra i tanti, incredibili reperti, le palle di cannone e la splendida sala grande segnalo la Venere accovacciata che si asciuga i capelli, un mosaico paleocristiano e lenti di ingrandimento in cristallo di rocca risalenti all’epoca classica.visitare rodi

Visitare Rodi tra siti archeologici e castelli

Altri luoghi di interesse artistico e panoramico sono i castelli, disseminati in tutta l’isola. I più belli oltre a quello della città di Rodi secondo me sono i castelli di  Monolithos e Kritinia.

Se vuoi visitare Rodi città fino in fondo, non devi perderti la parte archeologica dove sorgono i resti del tempio di Zeus, padre degli dei e di Athena Polias, dea della sapienza. Anticamente questi due dei proteggevano la città ed avevano templi dedicati a loro in molte città greche.

Altro sito archeologico magnifico a Rodi è Kamiros, in cui si può scoprire la città di più di 2500 anni fa. L’acropoli di Lindos, un luogo veramente magico, a cui ripenso spesso, è uno dei siti archeologici che devi vedere se vuoi visitare davvero Rodi. Non farti spaventare dalla salita, ne vale davvero la pena!

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acropoli di Lindos

Dove mangiare a Rodi

A Rodi si mangiano tutte le specialità della cucina greca più alcune delizie della Turchia. Non manca la cucina italiana, vista la massiva presenza di connazionali sull’isola, quindi, quanto a cibo, non potrete andarvene insoddisfatti!

Dalla cucina greca vi consiglio pita e suvlaki, la tipica piadina che costituisce un perfetto pranzo al sacco o cena veloce. Il kebab, che in Turchia è eccezionale, è sicuramente buono anche a Rodi. Ma la cucina greca si diversifica soprattutto quando si parla di pesce: ottimo il pescato fresco che ho assaggiato a Lindos. I miei due posti preferiti, dove sono tornata più di una volta sono stati l’Auvergne café a Rodi, ospitato in un angolo tranquillo di mura, all’ombra di un grande albero secolare. Sembrava di tornare davvero indietro nel tempo e i club sandwich sono eccezionali!

L’altro ristorante, una delle cene più romantiche della mia vita, è stata in riva al mare da Maria Mouria dove si servono piatti della tradizione greca cucinati in modo semplice e gustoso.visitare rodi

La bellezza di Rodi

La bellezza di Rodi non finisce qui! Ci sono terme, golfi, prodotti tipici, paesaggi magnifici e tramonti magici da vedere. Se state pensando di visitare Rodi, vi consiglio questo sito che può aiutarvi a programmare la vostra vacanza in quest’isola meravigliosa. Per gli amanti dello snorkeling, Rodi è perfetta e vi farà innamorare! Spero che questo post sia stato utile, per qualunque domanda scrivetemi pure!

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Oggi inauguriamo la nuova rubrica, in cui expat e locali ci racconteranno le loro città dando consigli pratici a chi vuole visitarle. Giulia ci parla di Amsterdam, una città dalle mille sorprese!

Amsterdam. Un connubio di arte e colori. Le facciate delle antiche case lungo i canali contrastano meravigliosamente con le architetture moderne.

Passato, presente e futuro si fondono nella capitale olandese che corre veloce, come le migliaia di bici che ogni giorno la percorrono. Le opportunità che questa città offre sono molte e varie, da un punto di vista sia lavorativo sia universitario. Non vi ho ancora convinti a organizzare il vostro prossimo viaggio ad Amsterdam?

Beh, effettivamente non ve ne ho parlato ancora abbastanza. Mi sono trasferita qui per la seconda volta nel giro di due anni, da quanto ne sono innamorata. Cercherò di raccontarvi Amsterdam con gli occhi di chi la vive tutti i giorni (e di chi la ama da impazzire!).visitare-amsterdam

Cosa c’è da vedere ad Amsterdam?

Tanto. Davvero tanto. Consiglio di spendere almeno tre notti nella città per riuscire a godersene almeno una buona parte. La vera essenza di Amsterdam sta nei canali che la percorrono: una passeggiata per la Grachtengodel (letteralmente “cintura dei canali”) è d’obbligo. Da non perdere le quattro piazze principali di Amsterdam: Dam (dove ha sede l’ex Palazzo Reale), Nieuwmarkt, Rembrandtplein e Leidseplein.

Splendida è anche la zona del Red Light District(“Quartiere a luci rosse“), una delle più antiche di tutta Amsterdam, che ospita la gotica Oude Kerk (“Chiesa Vecchia”). Degne di nota sono anche la gotica Nieuwe Kerk (“Chiesa Nuova”), situata a Dam, e la neo-barocca Sint Nicolaaskerk (“Basilica di San Nicola”), proprio davanti alla maestosa Stazione Centrale. E questo è solo l’inizio se volete visitare Amsterdam!visitare-amsterdam

I musei di Amsterdam da non perdere

Se volete visitare Amsterdam, imperdibile è la Museumplein, la gigantesca piazza dei musei. Oltre a ospitare la celebre scritta “Iamsterdam” (diventata un vero e proprio marchio della città), essa è sede dei principali musei amsterdamiani. Il Rijksmuseum (in foto) è dedicato alla Storia dell’arte (olandese e non solo), dall’antichità ai giorni nostri; lo Stedelijk è il museo di arte contemporanea; il Museo di Van Gogh è dedicato interamente all’immenso artista olandese e, infine, il Moco Museum dedicato a Banksy. Altri due musei assolutamente da visitare sono il Nemo Museo della Scienza, la cui architettura in rame a forma di nave è opera di Renzo Piano, e l’Amsterdam Museum, l’interattivo (e interessantissimo!) museo della storia della città.

Infine, consiglio di ritagliarsi un’oretta di tempo per fare una crociera sui canali. La maggior parte dei boat trips partono dalla Stazione Centrale e dal Damrak; la durata può variare tra mezz’ora, un’ora e un’ora e mezza. Alcune offrono addirittura la possibilità di un drink o di una cena a bordo. Penso che sia una buona occasione per visitare Amsterdam da un punto di vista totalmente diverso.visitare-amsterdam

Dove mangiare ad Amsterdam?

Come per ogni viaggio che si rispetti, le info “culinarie” sono fondamentali! Le due zone più caratteristiche di Amsterdam sono anche quelle più ricche di ristoranti: mi riferisco
al Grachtengodel e al Red Light District. Il bello è che si possono provare diverse cucine, provenienti da tutto il mondo: ottimi ristoranti olandesi, indiani e greci nella zona dei canali; deliziosi cinesi, indonesiani e argentini nei dintorni di Dam e del Quartiere a luci rosse.

Tra tutti i ristoranti che ho provato, però, devo dire che questi tre mi sono rimasti nel cuore:

  • Eye Film Museum. A tutti gli effetti è un museo… del cinema! Si trova a Nord di Amsterdam, ed è facilmente raggiungibile dalla Stazione Centrale grazie a un traghetto gratuito che parte ogni 5 minuti e impiega circa 3 minuti per raggiungere l’altra sponda. Il Museo (e cinema) gode di una splendida terrazza (interna con vetrate) sede di un bar-ristorante dove si può degustare un’ottima cucina internazionale. La location è molto bella e i prezzi sono abbastanza contenuti.
  • Madame (in foto): è il ristorante dell’Adam Lookout Tour (135m), situato a circa 100 m di altezza. Come potete immaginare – e notare dalla foto – la vista sulla città è mozzafiato. I prezzi sono medio-alti, ma ne vale veramente la pena; la cucina è internazionale. Consiglio sempre di prenotare tramite il loro sito, soprattutto il weekend, perché i coperti non sono molti
  • The Seafood Bar. Amsterdam è una “città d’acqua” e qui il pesce arriva fresco ogni giorno. Bene, questo è il posto ideale per farne una scorpacciata. Si trova a Spui, nel centro città. La location è splendida e pesce e cucina sono a vista, garantendo una trasparenza estrema. I prezzi sono abbastanza alti, ma neanche troppo se si considera la qualità eccelsa del cibo, il servizio e la location.visitare-amsterdam

Info pratiche per visitare Amsterdam

Amsterdam è la città delle biciclette. Le piste ciclabili sono delle specie di autostrade e le bici hanno la precedenza su tutti, perfino sui pedoni. Consiglio, quindi, di noleggiarne una: alla Stazione Centrale, ad esempio, c’è un noleggio bici ben fornito. Il mezzo perfetto per visitare Amsterdam!

Se poi proprio il tempo è tiranno e in Olanda, purtroppo, succede abbastanza spesso, potete usare i trasporti per spostarvi. La cosa più conveniente da fare è acquistare una carta dei trasporti (valida 24, 48 o 72 ore) con cui potete viaggiare liberamente in bus, tram e metro. Ancor meglio, se siete degli appassionati di musei, consiglio la IAmsterdam City Card (24, 48, 72 o 96h) che garantisce l’ingresso a più di 50 musei e l’utilizzo gratuito dei trasporti cittadini.

Qualcosa mi dice ora che forse ora vi ho convinto a fare il vostro prossimo viaggio ad Amsterdam! Lasciatevi incantare dalla bellezza di questa città, dal profumo dei suoi tulipani e dai colori delle sue case sui canali… ne vale davvero la pena!

Giulia Pianellivisitare-amsterdam

(le foto di questo post sono state prese da internet. Se violano il tuo copyright, per favore fammelo sapere scrivendomi a arttrip@arttrip.it)

Se ti stai chiedendo cosa fare Merano, questo post è per te. Merano è una cittadina dell’Alto Adige incastonata tra le montagne. Si trova in Val Venosta ed è famosa per essere una località termale di fama internazionale dai tempi dell’impero Asburgico.

Ma visitare Merano ti farà scoprire anche le tradizioni millenarie, le storie rimaste incastrate tra le Alpi tantissime volte, lasciando segni indelebili. A Merano i luoghi dell’arte e della cultura si fondono con il paesaggio creando scenari incredibili.

Pronto a scoprire questo bellissimo paese tra le Alpi? Ti racconto cosa fare a Merano qui sotto!

Post scritto in collaborazione con l’hotel Westend Meran

Cosa fare a Merano

La passeggiata Tappeiner e la torre delle polveri

Se  ti stai chiedendo cosa vedere a Merano, ti dico subito che passeggiando per le sue stradine ti ritroverai trasportato in un’atmosfera di altri tempi. Casette di legno intonacato, il fiume Passirio che scorre tra piccoli ponti, giardini pensili e terrazze con vista sulle montagne.

Ho iniziato ad esplorare Merano partendo dalla passeggiata Tappeiner, un sentiero che si snoda dal centro città fino all’antica torre del castello, arroccato sul versante della montagna. Il panorama dall’alto è mozzafiato e aiuta a comprendere come si articola la città e i suoi vari monumenti.

Si può salire fino alla cima della torre delle polveri, chiamata così perché vi furono conservate le scorte di polvere da sparo. La vista dall’alto vale sicuramente la fatica della salita!

Cosa fare a Merano

La bellezza nascosta della cattedrale di Merano

La cattedrale di Merano, dedicata a San Niccolò, è attestata nei documenti sin dal 1266. Quella che vediamo oggi è il frutto di un ampliamento trecentesco. Vi si riconoscono influenze nord europee ed italiane che si fondono in un complesso unico.

In questo territorio, da secoli conteso tra Austria ed Italia, si percepisce l‘influsso di due diverse culture che si incontrano e si contaminano. Ne è un esempio il campanile di Merano, alto più di 80 metri, che fu costruito a più riprese su tipo italiano mentre nella cattedrale prevale uno stile tardo gotico.

Come consuetudine, nei pressi della cattedrale di Merano, sorgeva in antichità un cimitero. Oggi è stato spostato ma si possono ancora vedere delle belle lapidi antiche dietro alla chiesa.

Cosa fare a Merano

Scoprire la storia di Merano al museo civico

Cosa fare a Merano? Se vuoi scoprire la sua storia e approfondire la conoscenza del territorio, dovrai visitare il Mamming Museum che si trova proprio accanto alla cattedrale di San Niccolò.

La collezione fu iniziata dal ricco medico Franz Innerhofer che raccolse opere d’arte da tutta la regione. Oggi il museo civico di Merano raccoglie reperti archeologici, pezzi di storia collettiva e privata, dalla preistoria all’annessione dell’Alto Adige all’Italia.

Alcuni reperti curiosi, come una maschera funebre di Napoleone, una mummia egiziana e armi sudanesi, sono stati raccolti da meranesi avventurosi in giro per il mondo. Bellissima la collezione di oggetti tipici, dai vestiti alle antiche insegne, dalle carrozze alle statue devozionali.

La parte più interessantedel Mamming Museum? Sicuramente quella dello sviluppo della città come centro termale e attrazione turistica, la vita sulle montagne nell’antichità e le tradizioni locali.

Cosa fare a Merano

I giardini del castello Trauttmansdorff

I giardini di Trauttmansdorff a Merano sono dei veri giardini da favola. Se vuoi sapere cosa vedere a Merano, inseriscili nella tua lista, soprattutto se hai intenzione di visitare Merano in primavera o in estate!

Ai piedi di un imponente castello, si estendono ettari di boschi, giardini fioriti e fontane tra cui spicca la passeggiata fino al laghetto, il sentiero degli innamorati e un punto di osservazione praticamente sospeso sul vuoto. Sono quattro le aree tematiche in cui si suddivide il giardino Trauttmansdorff: giardini del sole, boschi dal mondo, giardini acquatici e terrazzati e paesaggi dell’Alto Adige.

Durante la visita scoprirai più di 80 ambienti botanici, ti godrai un paesaggio magnifico e potrai vivere anche esperienze sensoriali basate su profumi e textures.

Ti consiglio di visitare il castello di Trauttmansdorff, dove ora è allestito lo spazio museale del Touriseum. Si ripercorre la storia del turismo e dei trasporti nella regione, pro e contro della fama di cui gode Merano ma anche la storia del castello, costruito da una serie di famiglie e poi divenuto proprietà asburgica. E’ proprio qui che Sissi amava ritirarsi per riposare.

Un posto da non perdere, da mettere nella lista di cosa fare a Merano, anche se hai bambini piccoli!

Cosa fare a Merano

Le terme di Merano, curarsi con l’acqua

Nell’800 si scoprirono le proprietà curative delle acque termali e Merano attirò l’attenzione dei sovrani austriaci e di tutta la nobiltà dell’epoca. A questo momento risale l’espansione della città, la costruzione di moltissimi palazzi e dei centri termali di Merano. Il più grande di Merano fu tuttavia costruito nel 2005 ed è oggi una spa completa in cui potersi prendere cura del proprio corpo tra saune, massaggi, vasche idromassaggio etc.

La parte più bella per me restano le vasche (25 tra esterne del interne) con acqua a diverse temperature.

La parte più imbarazzante è stata la sauna per sole donne a cui bisogna accedere completamente nude. Per me sarebbe anche andato bene sennonché, mentre mi stavo spogliando, è passato un uomo, impiegato dell’impianto che mi ha cordialmente salutata lasciandomi di stucco. Non ce l’ho fatta, mi sono rimessa il costume e sono tornata nell’area piscina.

Ti è mai capitata una cosa del genere?

Cosa fare a MeranoCome arrivare a Merano

Arrivare a Merano in treno non è difficile poiché è collegata benissimo da un trenino che parte ogni 20 minuti dalla stazione di Bolzano. Bolzano è collegata con tutta Italia sia dai treni ad alta velocità che da quelli regionali.

Se vuoi raggiungerla in auto, cosa che ti sconsiglio, puoi seguire le indicazioni riportate su questo sito.

L’aeroporto più vicino a Merano è quello di Bolzano.

Cosa fare a Merano

Dove dormire a Merano

A Merano siamo stati ospiti dell’hotel Westend Merano. Si trova in una residenza d’epoca in stile art nouveau che sorge sulle rive del fiume Passirio, in un giardino lussureggiante.

La struttura è un palazzo di inizi ‘900 che venne costruito come residenza privata di un architetto e poi convertito in hotel. Le camere sono spaziose e luminose, la colazione abbondante e la cena, semplice e gustosa, prevede piatti preparati freschi ogni giorno.

Ottime le ricette tipiche altoatesine come gli spatzle o lo strudel, che lasceranno un ricordo indelebile nei vostri ricordi dell’Alto Adige!

Cosa fare a Merano

Cosa fare a Merano: informazioni pratiche

Le attrazioni di Merano e dintorni sono visitabili anche con alcune convenzioni. Il nostro hotel ci ha proposto ad esempio il biglietto combinato terme e giardini Trauttmansdorff e la Museumcard  che permette l’accesso a musei, mezzi di trasporto e attrazioni in tutta la provincia.

Spero di averti detto cosa fare a Merano, presto ti racconto quello che abbiamo visto a Malles e dintorni.

Cosa fare a Merano

Commenti su Merano!

Hai mai visitato questa zona d’Italia?

Raccontami la tua esperienza qui sotto nei commenti!

Bevagna è un piccolo borgo umbro che nei secoli ha conservato tutto il suo fascino antico.

E’ considerato uno dei borghi più belli d’Italia: tra resti romani, casette di mattoni e antiche chiese, visitare Bevagna è come tornare indietro nel tempo.

Proprio partendo da quest’idea, ogni anno, una festa particolarissima ti permetterà di scoprire Bevagna com’era circa 700 anni fa!

Sei pronto a scoprire di cosa si tratta?

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Il mercato delle Gaite: Bevagna nel medioevo

Il momento migliore per visitare Bevagna è a giugno, quando viene organizzato il mercato delle Gaite.  Si tratta di una manifestazione che riproduce fedelmente la vita di una cittadina medievale tra il 1250 e il 1350.

In quest’occasione, la popolazione indossa abiti d’epoca, sono organizzati spettacoli di falconeria e musica antica. Una delle parti più interessanti, sono i diversi artigiani che spiegano le arti e i mestieri di un tempo. Le botteghe del circuito dei mestieri medievali, l’antica cartiera, il cereria, la zecca e il setificio sono visitabili dietro pagamento di un biglietto di 7 euro per tutto il circuito.

Nella cartiera di Bevagna si può ammirare come veniva confezionata la carta, materiale preziosissimo all’epoca. Così al setificio ti verrà spiegato il sistema di estrazione della seta dai bachi, come questa tecnica sia stata esportata dall’Asia e l’importanza di questa scoperta. La cereria e la zecca, altrettanto interessanti, ti illustreranno le modalità di realizzazione delle candele (e non solo) e del conio.

Altro punto di interesse è la casa di Cecco, una tipica dimora medievale dove potrai apprendere come si viveva 700 anni fa!

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la cartiera medievale

I monumenti che non puoi perderti se vuoi visitare Bevagna

Bevagna, già importante centro umbro, fu conquistata dai Romani e prosperò come nodo mercantile sulla via Flamina, divenendo comune indipendente. Fu distrutta da Corrado Trinci, della vicina Foligno. Oggi Bevagna conserva ancora un teatro romano e i resti di due templi, in parte reimpiegati nelle chiese della piazza principale, Piazza Sivestri, dove sorgono ben due edifici romanici.

La chiesa di San Michele, costruita nel XII secolo, è un bellissimo esempio di romanico: eccezionalmente per quell’epoca, sappiamo i nomi dei due artisti che la costruirono, Binello e Rodolfo. Troviamo infatti le loro “firme” nell’iscrizione all’ingresso. Magnifiche le sculture del portale, rappresentanti San Michele e un angelo con cartiglio.

Praticamente di fronte sorge la chiesa di San Silvestro, risalente al 1195, capolavoro di Binello. L’imponente navata fu edificata su una cripta antica, dove si respira un’atmosfera surreale: mi sono sentita una pellegrina di tanti anni fa, sbalordita dall’imponenza della costruzione.

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la firma degli architetti si trova sotto gli angeli

Alla scoperta dell’antica Mevania

Il teatro romano di Bevagna non è visibile ma c’è. Se osserviamo la pianta della città dall’alto lo notiamo subito: un intero complesso di case è stato costruito seguendo le fondazioni dell’antico edificio. All’interno delle abitazioni, sono stati inglobati resti della struttura romana.

Oggi una parte “nascosta” di questo tesoro è visitabile grazie alla Compagnia delle Arti. Questa compagnia guida i visitatori alla scoperta degli ambienti antichi ancora conservati come parte dell’ambulacro sottostante la cavea. Proprio la cavea, l’ambiente centrale del teatro, misurava la bellezza di 90 metri. Le dimensioni notevoli dell’edificio fanno pensare che accorressero anche dai paesi vicini per assistere agli spettacoli. La struttura del teatro romano di Bevagna risale all’incirca al I secolo d.C.

Ai tempi dell’impero romano, Mevania, l’antico nome di Bevagna, custodiva anche templi e terme sontuose. I magnifici mosaici delle terme sono oggi stati recuperati e sono visibili nel percorso del museo civico di Bevagna, che ci racconta la storia della città sin dalle sue origini.visitare Bevagna

Dove dormire e cosa mangiare a Bevagna

Se stai cercando dove dormire a Bevagna, ti consiglio di dare un’occhiata al Marinucci’s house.  La dimora storica del Canonico ti lascerà incantato. Il soggiorno include la visita alla casa di Cecco e al teatro romano (per informazioni puoi contattare il numero 3331207957).

Noi abbiamo mangiato poco distante in un ristorante deliziosola cucina umbra è eccezionale!visitare Bevagna

Perché visitare Siena? I motivi possono essere i più svariati  e non importa che scusa trovi, che sia assaggiare il prosciutto di cinta o  ammirare gli affreschi di Simone Martini, va bene comunque!

Siena è una città medievale piena di capolavori d’arte e meraviglie in ogni angolo. La cattedrale e il suo pavimento unico, la libreria Piccolomini, il Palazzo Pubblico e i suoi affreschi, la famosa piazza del Campo e il museo civico…

Mi sono ritrovata a Siena quasi per caso, ti racconto qui perché visitare Siena e cosa vedere!

perché visitare sienaVedere Siena dall’alto

Perché visitare Siena? Se osservi Siena dall’alto, la prima cosa che noterai è la sua forma. E’ come se la città si fosse sviluppata in forme sinuose  attorno a piazza del Campo. Ha mantenuto gli edifici antichi, color mattone, tra i quali spicca la cattedrale in marmo bianco e nero.

A Siena troverai tantissimi luoghi interessanti da visitare, pieni di storia, di storie e di bellezza. Eccone alcuni che non puoi assolutamente perdere!perché visitare siena

Piazza del Campo a Siena

Se vuoi un motivo sul perché visitare Siena possiamo partire proprio da questa piazza incredibile.

Pizza del Campo a Siena un tempo era un acquitrino che fu poi bonificato ai tempi dei romani. Il “campo” divenne il centro del mercato cittadino e solo nel 1270 si decise di costruire qui il palazzo pubblico, quello che rappresenta la città libera dal potere ecclesiastico e dai dispotismi.

Da allora il centro di Siena è proprio piazza del Campo, con i suoi splendidi palazzi rinascimentali e la sua divisione in nove spicchi, a ricordare il governo dei nove.

E’ in questa piazza che ogni anno si tiene il palio di Siena, che vede correre i cavalli delle varie contrade senesi in una giostra che ha addirittura origini medievali.perché visitare siena

La fontana Gaia a Siena

E’ chiamata così per via della festa che venne fatta dai senesi quando finalmente si riuscì a portare l’acqua sino alla piazza del campo, alla metà del XIV secolo. All’epoca venne costruita una nuova fontana da Jacopo della Quercia agli inizi del ‘400.

Quella oggi visibile nella piazza del palio è una copia ottocentesca, mentre i resti dell’originale sono ospitati nel museo civico di Siena. Fu una delle opere scultoree più importanti del suo secolo: basta guardare la bellezza delle sue figure per capire perché!

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Il palazzo Comunale di Siena

Il palazzo Pubblico o palazzo Comunale di Siena fu costruito agli inizi del ‘300 per ospitare il governo della città. L’esterno è maestoso quanto l’interno è ampio e solenne. Le forme trecentesche si fondono con una decorazione complessa e vastissima. Perché visitare Siena ti apparirà evidente anche solo per questo edificio!

Al suo interno ospita il museo civico e uno dei cicli di affreschi più famosi del XIV secolo: allegoria del Buono e del Cattivo Governo di Ambriogio Lorenzetti.

L’affresco descrive cause ed effetti del governo giusto e del malgoverno, un tema sempre attuale e trattato magistralmente in questo dipinto.

Altri importantissimi artisti hanno lavorato in questo palazzo come Beccafumi, Sodoma, Duccio di Buoninsegna… nelle sue sale si ripercorre la storia della pittura toscana del XIV secolo!

Anche Guidoriccio da Fogliano  è un affresco molto interessante,  attribuito a Simone Martini.perché visitare siena

La torre del Mangia a Siena

Accanto all’imponente palazzo Comunale, svetta la Torre del Mangia di Siena. Questa torre di 88 metri è alta quanto il campanile del duomo di Siena, a simboleggiare l’equilibrio che deve esistere tra i poteri spirituale e temporale.

Ma perché si chiama così? Viene detta del “Mangia” dal soprannome che i cittadini diedero al primo campanaro della torre, famoso per la ghiottoneria. Lo avresti mai detto?

Per salire sulla cima della torre bisogna scalare più di 400 gradini di una scala molto stretta. E’ sconsigliato a chi soffre di cuore o claustrofobia. Il panorama dall’alto però è davvero stupendo!perché visitare siena

Il magnifico duomo di Siena

Perché visitare Siena? Sicuramente per il suo duomo!

Questo capolavoro medievale ha visto diverse fasi costruttive: vi furono impiegati alcuni tra i più grandi ed importanti artisti ed architetti dell’epoca. Le prime notizie risalgono al 1226 e alla prima parte della facciata, verso la fine del XIII secolo, lavorò Giovanni Pisano.

Il cantiere proseguì per oltre un secolo finché non fu deciso di rendere questo duomo ancora più maestoso convertendo la cattedrale nel transetto e prolungando le navate centrali.

Tuttavia questo progetto non fu mai completato: la peste e la carenza di fondi fecero bloccare il cantiere. Rimangono oggi però gli archi di quella che doveva essere la nuova navata centrale e la nuova facciata che sembra quasi un arco di trionfo isolato.

Nel museo dell’opera di Siena potrai ripercorrere tutte le vicissitudini di questo immenso cantiere, ammirare le statue originali e scoprire una parte della storia di questa città così affascinante.perché visitare siena

Non perderti la libreria Piccolomini nel duomo di Siena!

Lungo la navata sinistra del duomo, potrai notare un ambiente completamente decorato e pieno di libri! Si tratta della libreria Piccolomini,

Fu costruita nel 1492 per custodire i libri di Papa Pio II e fu decorata agli inizi del ‘500 da Pinturicchio e aiuti, tra cui anche Raffaello. Gli affreschi raccontano della vita di Enea Silvio Piccolomini, divenuto papa con il nome di Pio II.

Quando si entra in questa libreria non si sa dove guardare, se ai libri, al soffitto, agli affreschi… è un gioiello!perché visitare siena

I pavimenti del duomo di Siena

Un capolavoro spesso sottovalutato è il pavimento del duomo di Siena (ti ricordi del pavimento della cattedrale di Otranto? Ne abbiamo parlato qui e qui).

Realizzato in tarsie marmoree, rappresenta più di sessanta scene, pensate tra il ‘300 e l’800. Le composizioni sono tanto varie e diverse che si fatica a trovare un tema generale che potrebbe essere sinteticamente pensato come la ricerca della salvezza.

Personaggi biblici si alternano ad antichi sapienti come Ermete Trimegisto, le Sibille e allegorie della fortuna e della sapienza. Al centro campeggia la lupa di Siena e le città alleate.

Se visiti la cattedrale di Siena, facci caso, perché visitare Siena è anche questo!perché visitare siena

Altre bellezze da vedere a Siena

Se ti stai ancora chiedendo perché visitare Siena, ti assicuro che le cose da visitare non finiscono qui!

Potrai ammirare la basilica medievale di San Domenico, legata a Santa Caterina o la chiesa di San Francesco, potrai ammirare i capolavori della Pinacoteca Nazionale di Siena o Santa Maria della Scala

Poco distante da Siena si trovano altri luoghi incantevoli, come la Val d’Orcia o la suggestiva abbazia di San Galgano di cui ho già parlato in precedenza.perché visitare siena

Commenti su Siena?

Spero di averti dato delle buone ragioni per visitare questo capoluogo toscano. Io ci sono capitata praticamente per caso e mi ha lasciata a bocca aperta!

Hai altre buone ragioni su perché visitare Siena?

Raccontamele nei commenti!

perché visitare siena

Vuoi sapere cosa vedere a Catania in un giorno? Questo capoluogo siciliano ha una storia antichissima ed è profondamente legato ad uno dei più grandi vulcani del mondo, l’Etna.

Qui ti racconto quali monumenti ho visto durante la mia visita, cosa ho mangiato e cosa puoi fare se hai poco tempo per vedere Catania!

Si parte!

Perché c’è un elefante a Catania?

Per cominciare a raccontarti cosa vedere a Catania in un giorno, voglio iniziare dal simbolo della città: l’elefante. Ne troverai una statua proprio davanti al duomo. Al centro della piazza la statua sorregge un obelisco probabilmente egizio.

Non si sa a che epoca risalga quest’opera, ma è senza dubbio molto antica. Varie sono le leggende che associano l’elefante alla città di Catania, si dice addirittura in memoria di una vittoria contro i cartaginesi.  Forse non sapremo mai quali sono le vere origini di questa scelta, ma quello che possiamo dire è che divenne il simbolo della città già nel XIII secolo.

Ah, ovviamente l’elefante di Catania è realizzatoin basalto nero o pietra lavica. Quasi in tutta la città vedrai questa pietra nera proprio perché gli abitanti hanno ricavato questo materiale dalle eruzioni dell’Etna.

Dopo che la città di Catania fu quasi distrutta dopo l’eruzione del 1669 e il terremoto del 1693, la statua dell’elefante venne inserita in una fontana monumentale, opera di Giovan Battista Vaccarini, che operò anche i restauri all’elefante.

Ma a Catania c’è molto di pù da vedere. Ad esempio il bellissimo Duomo di Sant’Agata!

cosa vedere a catania in un giornoIl duomo di Sant’Agata a Catania

Cosa vedere a Catania in un giorno? Sicuramente il duomo di Sant’Agata!

Questa cattedrale fu costruita sui resti di terme romane alla fine del XI secolo dalla potente famiglia normanna degli Altavilla (ti ricordi? Ne abbiamo parlato a proposito dell’abbazia incompiuta di Venosa). Anche questa chiesa, come la maggior parte dei monumenti, ha subito una ricostruzione dopo il terremoto del 1693. Le forme infatti sono settecentesche: lo stile elegante dell’architettura è arricchito dall’opulenza del barocco. Nella parte absidale tuttavia sono ancora visibili i resti medievali e alcune colonne romane di reimpiego.

Ho trovato bellissimi i lampadari e gli arredi della chiesa. Quando ci entrerai fai caso ai particolari!

Una curiosità: di fronte all’altare, accanto al grande pilastro, vi è la tomba di Vincenzo Bellini, grande musicista catanese. La sua salma fu spostata qui nel 1876 dal cimitero Père Lachaise di Parigi.  Anche un altro personaggio importante di Catania, il poeta Mario Rapisardi, è legato alla cattedrale. Dedicò queste parole alla campana della chiesa di Sant’Agata:

O sacra campana del Duomo/ Che al vespro d’autunno con lenti/ Rintocchi sui vènti lamènti/ L’audace miseria dell’uomo,/ Nell’ombra solinga raccolto/ Feconda di mesti pensieri,/ Dolente dell’oggi, del jeri,/ Intènto al domani, io t’ascolto./ La fine del pallido giorno/ Lamenta, o campana romita:/ Io canto dell’alba il ritorno,/ L’amor, la giustizia, la vita.

cosa vedere a catania in un giornoSulle tracce dei romani a Katane

La città di Catania fu fondata dai greci con il nome di Katane (Kατάvη). Passò poi sotto al dominio romano, di cui resta il magnifico teatro romano ancora ben conservato. Il biglietto d’entrata costa 6 euro e consente l’accesso all’interno del teatro e ad uno spazio espositivo dove si possono ammirare statue e decorazioni.

Lungo la via Etnea, la strada principale della città che arriva fino al duomo, troverai i resti di un altro edificio romano: l’anfiteatro. Ne potrai vedere una porzione a piazza Stesicoro ma putroppo i resti non sono quasi mai visitabili.

cosa vedere a catania in un giornoIl castello ursino di Catania

Il castello ursino di Catania è un monumento che devi assolutamente inserire nel tuo itinerario su cosa vedere a Catania in un giorno. Questo maniero fu costruito da Federico II di Svevia nel XIII secolo e si trovava in riva al mare, come molti altri castelli tra cui quello di Trani e Roseto Capo Spulico, di cui abbiamo già parlato.

Dopo l’eruzione del 1669, la lava ricoprì parte della città, tra cui il castello, pur non intaccandone la struttura. L’edificio fu successivamente sede del parlamento durante i vespri siciliani, dimora reale degli Aragonesi, guarnigione militare e poi prigione. Oggi ospita il museo civico di Catania ed è sede di mostre temporanee.

Al momento vi è l’esposizione “tesori nascosti” a cura di Vittorio Sgarbi che ha raccolto opere di collezioni private e quindi “nascoste”.

Un elemento del castello che mi ha lasciata interdetta è la stella a cinque punte che si trova su una delle finestre. Ho letto che sarebbe la stella di Davide e che quindi rappresenterebbe le maestranze ebraiche del tempo, ma la stella di Davide di solito ha sei punte.

C’è qualcuno più informato che può spiegarmi se questa decorazione ha qualche significato preciso?

cosa vedere a catania in un giornoIl barocco di Catania: patrimonio dell’UNESCO

Gli eleganti edifici barocchi che troverete in giro per la città, in particolare quelli della piazza del duomo, sono stati proclamati patrimonio dell’UNESCO. La bellezza di Catania è proprio nelle sue eleganti architetture e negli splendidi palazzi storici. Facci caso mentre passeggi per le sue strade!

Per ammirare la piazza del duomo di Catania, ti consiglio di salire sulla cupola della Badia di Sant’Agata, altra chiesa barocca che sorge accanto alla cattedrale. 3 euro e molti scalini, vi permetteranno di vedere la città dall’alto dei suoi tetti e di goderti una vista incantevole sull’Etna e sulle sue strade!

Anche se hai poco tempo ti consiglio di inserirla nella lista di cosa vedere a Catania in un giorno!

Altra attrazione da non perdere è il monastero benedettino, oggi sede dell’università. Anche qui puoi ammirarne le stupende architetture e decorazioni…

cosa vedere a catania in un giornoGiardini e mercati: la vita quotidiana a Catania

Altri due luoghi di Catania mi hanno colpita particolarmente: la bellezza dei suoi parchi e il mercato del pesce. Una tappa che puoi goderti se c’è il sole, sono i bellissimi giardini Bellini, curati e rilassanti. Sono annoverati addirittura tra i giardini più belli d’Italia.

Il mercato del pesce invece si trova a pochi passi dalla piazza del duomo e non vi si trovano solo prodotti ittici ma molto altro. I turisti si mescolano ai catanesi e si trovano praticamente tutti i prodotti più buoni di questo meraviglioso territorio, tra cui i vini! Le colate laviche rendono infatti il terreno estremamente ricco e fertile, perciò frutta e verdura locali hanno un sapore eccezionale!cosa vedere a catania in un giorno

Visitare Catania in un giorno: cosa mangiare e dove

Cosa vedere a Catania in un giorno te l’ho detto, ora ti racconto cosa assaggiare! Tutti sanno che la Sicilia vanta una tradizione culinaria eccezionale e dopo essere stata a Catania non posso che confermare. Pur essendo rimasta in questa città pochissimi giorni, ti lascio qualche indirizzo che mi è piaciuto particolarmente.

Siamo tornati al ristorante U’fucularu di Catania due volte e, se vuoi un consiglio su dove mangiare a Catania, non posso non raccomandarti questa piccola trattoria! I prodotti sono tutti freschissimi, compresa la pasta e la passata di pomodoro, i dolci fatti in casa e l’accoglienza molto simpatica. Ho mangiato la pasta all’arriminata e alla norma più buone della mia vita!

Ho assaggiato le arancine al caffè Prestipino, a due passi dal duomo e le ho trovate eccezionali! Se hai altri locali da consigliare scrivilo pure nei commenti! Un altro piatto tipico della città è la carne di cavallo ma io non la mangio, quindi non so darti indicazioni in merito.

Quanto a dolci e cannoli, mi sono imbattuta per caso in un caffè-pasticceria buonissimo (e grassissimo!) che si chiama Magrì. Per la prima volta in vita mia non sono riuscita a finire un cannolo.

cosa vedere a catania in un giornoBrutte esperienze e consigli sul tragitto da e per l’aeroporto

In viaggio può capitare di fare brutti incontri e prendere delle fregature. E’ quello che ci è successo appena arrivati all’aeroporto di Catania, quando abbiamo preso un taxi per arrivare in hotel. Il conducente ha allungato la strada di proposito, passando da 6 a 9 km, e alla mia domanda sul perché mi ha risposto per evitare il traffico che però non c’era.

A quel punto potevo scegliere se farmi lasciare in mezzo alla strada con le valigie o fidarmi e proseguire. Ho fatto l’errore di fidarmi.

Arrivati a destinazione, ci ha chiesto 40 euro per il tragitto di 9 km. Ovviamente abbiamo protestato dicendogli che era troppo e abbiamo chiesto quale fosse la tariffa a chilometro: la risposta è stata 2 euro per chilometro. Quindi 18 euro, più i bagagli e il nostro trasporto siamo arrivati a 30 euro (che è comunque tanto).

A quel punto, davanti all’evidenza, ha fatto finta di essersi sbagliato e ci ha chiesto solo 30 euro. Non ci ha fatto fattura ed ero così alterata che non ho neppure pensato a chiederla. Insomma, una brutta esperienza! Volete il mio consiglio? Prend l’alibus, un pullman che vi porta dall’aeroporto al pieno centro in una ventina di minuti e costa 4 euro. Eviterete malintesi e soprattutto litigate!

A parte questo inconveniente, ho trovato Catania splendida e salire sull’Etna è stata un’esperienza indimenticabile per me. cosa vedere a catania in un giorno

Commenti su Catania?

Hai mai visitato questa splendida cittadina della Sicilia? Cosa ti è piaciuto di più?

Raccontamelo nei commenti qui sotto!

Stai pensando di andare a Lubiana?

Questa capitale poco conosciuta è un piccolo tesoro di arte e storia, un incanto di canali, casette e colori. Dall’alto, domina l’antico castello di Lubiana che ci racconta la storia della città e di tutta la Slovenia.

Ma ci sono tante altre cose da scoprire… ad esempio sai perché su uno dei ponti ci sono quattro enormi draghi appollaiati? O cosa potrai ammirare nella Narodna galerija? Sei mai stato in un museo delle illusioni dove ti ritroverai in una stanza al contrario?

Ti dico perché visitare Lubiana, ti racconto la mia esperienza,  e ti do qualche consiglio su cosa vedere, fare e mangiare nella splendida capitale slovena!

castello di lubianaScoprire la storia della Slovenia al castello di Lubiana

Il castello di Lubiana o Ljubljanski grad sorge sull’insediamento più antico della città. L’area fu abitata sin dalla preistoria e poi divenne una cittadina romana con il nome Aemona e più tardi Labacum. Nel medioevo sorse il primo castello, documentato sin dal 1144 e poi ampliato a più riprese nei secoli successivi.

Struttura difensiva e roccaforte, il castello di Lubiana ha segnato profondamente la storia della città. Nel XV secolo furono edificate solide torri, per resistere agli attacchi di armi sempre più evolute come i cannoni. Nel XVII secolo divenne un ospedale militare e poi una prigione, sino alla seconda guerra mondiale.

Visitare il castello di Lubiana vuol dire anche scoprire questi cambiamenti, dalla preistoria alla sua ricostruzione negli anni ’60. Per arrivare al castello di Lubiana potrai prendere la funicolare, inclusa nel prezzo del biglietto. Il percorso si snoda in senso cronologico tra reperti archeologici e installazioni video. Ti consiglio di salire sino alla cima delle varie torri: si gode di un paesaggio magnifico sulla città!

Ecco altre 5 cose da fare a Lubiana e che a me sono piaciute tantissimo!

castello di lubianaFare una foto sul ponte dei draghi a Lubiana

Il castello di Lubiana è solo una delle attrazioni di questa piccola città. La più famosa e forse sopravvalutata è il ponte dei draghi che in realtà è… piccolissimo! Due draghi in bronzo controllano il passaggio di persone ed automobili sul fiume Ljubljanica.

Il drago infatti è il simbolo della città, poiché la leggenda vuole che la città sia stata fondata da Giasone. Dopo aver rubato il vello d’oro assieme ai coraggiosi argonauti, avrebbe preso il mare sbarcando sulle coste slovene e, mentre cercavano di tornare in Grecia, si sarebbe imbattuto in un terribile mostro. Quella che un tempo era una palude, era il regno di un possente drago, che Giasone sconfiggerà. Al posto della palude sorgerà la città di Lubiana e il drago rimarrà perennemente presente nel suo stemma.

Il ponte è un capolavoro della Secessione (movimento artistico di cui fece parte anche Klimt). Il ponte dei draghi di Lubiana fu uno dei primi in cemento armato ed era all’avanguardia dal punto di vista tecnico, poiché fu costruito nel 1901. Puoi leggere la mia esperienza sul ponte dei draghi in questo post!castello di lubiana

Visitare la galleria nazionale di arte della Slovenia

Se le gallerie nazionali di alcuni stati che ho visto si sono rivelate piuttosto deludenti, quella della Slovenia mi ha colpita in senso positivo. Non ci sono capolavori famosissimi, ma splendide opere che vanno dal medioevo agli inizi del ‘900. Le mie opere preferite? Sicuramente la “Danza macabra” tardomedievale, in cui si vedono gli scheletri di persone di tutte le classi sociali, filare in fila a rappresentare il fatto che la morte rende tutti uguali.

Ho scoperto autori sloveni che non conoscevo affatto come Ivana Kobilka, pittrice dell’800 tra le più importanti della Slovenia o Anton Karinger.castello di lubiana galleria nazionale arte slovena

Perdere l’orientamento nel museo delle illusioni di Lubiana

Molte guide raccomandavano il museo delle illusioni, quindi abbiamo deciso di dedicargli una visita. Ci ha sorprese oltre le aspettative!  Le illusioni ottiche vi faranno perdere il senso dell’orientamento e della realtà trascinandovi come Alice nel paese delle meraviglie in un mondo assurdo e meraviglioso! Indicato per i più piccoli ma molto divertente anche per i più grandi. La mia preferita è stata la stanza al contrario…museo delle illusioni lubiana

Accendere una candela nella chiesa dei santi Cirillo e Metodio

Si tratta di una chiesa ortodossa moderna, risalente agli anni ’30. Si trova proprio davanti alla galleria Nazionale di arte Slovena, e all’esterno è molto sobria, nonostante le sue cinque cupole. All’ interno invece è completamente ricoperta da coloratissimi affreschi. Ci sono voluti più di 10 anni per terminarli, dal 1986 al 1997. Il suo fascino è proprio nelle decorazioni: l’atmosfera che si respira è di grande raccoglimento ma i dipinti sono talmente vari e stupefacenti che lasciano senza parole. santi Cirillo e metodo lubiana

Assaggiare piatti deliziosi al ristorante Atelje

Uno dei ristoranti più buoni in cui sia mai stata in tutta la mia vita si trova a Lubiana, in pieno centro. Noi abbiamo soggiornato allhotel Union Business, che vi consiglio caldamente non solo per la posizione ma anche per la bella SPA e l’ampiezza delle stanze. Proprio accanto c’è l’hotel Union, in una bellissima struttura di inizio secolo e il ristorante Atelje si trova proprio alle spalle di questo albergo.

Abbiamo provato il menù degustazione ed è stato un tripudio di sapori! Lo chef alterna piatti tipici della Slovenia con cucina la internazionale ed il risultato è sensazionale. Da provare, non te ne pentirai!

Consigli pratici per visitare Lubiana

Lubiana ha un centro città piccolino e molto curato, quindi non farai fatica a raggiungere le attrazioni principali a piedi. Per risparmiare su monumenti e musei, ti consiglio la Ljubljana card che ti permette di avere sconti e gratuità su tutti i luoghi di interesse principali. La puoi acquistare online a questo link, oppure all’ufficio del turismo che si trova in pieno centro!

Sei già stato a Lubiana? Quali sono le tue 5 cose interessanti da fare? Fammelo sapere nei commenti!

museo delle illusioni lubiana
Quante zampe ha questo elefante?

castello di lubiana

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