Via Appia Antica: 5 cose da scoprire dalla Roma antica fino al medioevo

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Hai voglia di fare una passeggiata tra i resti più importanti della storia di Roma e, approfittando di una bella giornata, vorresti scoprire il percorso da fare sulla via Appia Antica?

Probabilmente avrai già notato che visitare i monumenti dell’Appia antica in un giorno non è praticamente possibile. Questa antica strada romana ha infatti una notevole estensione. Non solo era una delle più importanti strade durante l’impero romano, ma permetteva di arrivare da Roma fino a Brindisi dove c’era uno dei più importanti porti per la Grecia e l’Asia.

Oggi il percorso lungo Appia Antica è piuttosto lungo e comprende monumenti di epoche anche molto diverse tra loro. Si passa dalla Roma cimiteriale dell’extra moenia alle chiese medievali, dagli ipogei alle ville di campagna. Insomma, un viaggio vero e proprio nella storia di uno dei più importanti imperi dell’antichità.

La bellezza di questo luogo è tale che, da alcuni anni, sono stati organizzati dei veri e propri tour sull’appia con la bici elettrica. In bici è infatti possibile raggiungere i monumenti più importanti che altrimenti richiederebbero ore di cammino. Con la guida non solo potrai scoprire tutti i particolari di questo luogo, ma visitare anche le famose Catacombe di San Callisto sull’Appia.

Ti assicuro che il panorama della campagna romana, gli antichi acquedotti e la bellezza dei monumenti ti faranno venire un grande senso di nostalgia.

Vuoi organizzarti per conto tuo ma non sai da dove iniziare?

Lo so, non è affatto facile mettere ordine tra tutte le opere. Ma qui sotto troverai tutte le informazioni per visitare l’Appia Antica e per comprendere questo immenso patrimonio storico-artistico. Ti farò scoprire alcuni dei monumenti più importanti della “regina viarum” partendo proprio dal centro di Roma.

Ti va di saperne un po’ di più?

Si parte!

Indice degli argomenti

Attività da prenotare sull’Appia Antica

1 – L’Appia Antica: percorso sulla “regina viarum”

Fare una passeggiata sull Appia antica vuol dire ripercorrere la storia di Roma e scoprire un lato della civiltà romana molto particolare, quello legato alle vie di comunicazione e alle sepolture.

Per gli antichi romani le strade erano indispensabili, non solo per i commerci ma soprattutto per il controllo del territorio.

Muovendo velocemente le legioni da una regione all’altra dell’impero erano in grado di difendere i confini e rispondere a qualsiasi attacco esterno. La via Appia Antica, definita regina viarum cioè regina delle strade, fu costruita verso il IV secolo a.C. e fu una delle principali vie di comunicazione nella penisola italiana fino al Medioevo.

Nonostante i numerosi monumenti che si trovano sull’Appia Antica, la strada stessa rappresenta di per se una grandiosa opera dell’ingegno romano. Quando passeggerai o farai un percorso in bicicletta sull’Appia Antica, potrai notare che la pavimentazione stradale è stata effettuata utilizzando enormi blocchi di pietra. Questa caratteristica permetteva a qualunque mezzo di percorrerla e, se farai attenzione, potrai notare addirittura i solchi delle ruote dei carri.

Ma percorrere l’Appia Antica oggi è come sfogliare il libro della storia di Roma e, attraverso i suoi monumenti, potrai scoprire delle cose davvero molto interessanti.

Ecco i monumenti che non puoi assolutamente dimenticarti di visitare.

appia antica a roma stadio di massenzio

2 – Le tombe e la triste storia di Spartaco

Forse ci avrai già fatto caso ma i romani erano soliti costruire le loro tombe ed i loro mausolei di famiglia lungo le vie principali che uscivano da Roma. Per ragioni igieniche infatti non seppellivano i loro morti intra moenia, cioè all’interno delle mura della città, ma solo all’esterno. Io la trovo una cosa davvero geniale se pensi che stiamo parlando di più di 2000 anni fa.

Ma sulle antiche tombe romane c’è una curiosità che non tutti conoscono!

Se ci fai caso, le scritte riportate sulle lapidi sono tutte in prima persona, come se fosse il defunto stesso a parlare. All’epoca era infatti uso leggere ad alta voce e non silenziosamente come siamo abituati oggi: in questo modo, quando i passanti leggevano, i defunti ritrovavano la loro voce e raccontavano la loro storia.

Lungo la Via Appia Antica troverai moltissimi esempi di questa tradizione romana, ma questa strada consolare fu anche teatro di un terribile e crudelissimo evento, tra i più cruenti nella storia del mondo.

Forse ricorderai la storia della ribellione di Spartaco nel 73 a.C.

Spartaco era un gladiatore romano che, esasperato dalle condizioni inumane della sua condizione, organizzò una rivolta con circa 6000 schiavi. La guerra di Spartaco durò fino al 71 a.C e si concluse con la vittoria della repubblica per mano di Crasso. Per dare un esempio, e per evitare che potesse succedere ancora, gli schiavi che furono catturati furono tutti crocifissi sulla via Appia.

Il tratto che da Roma arrivava a Capua fu riempito di croci come monito per gli altri schiavi.

appia antica a roma stadio di massenzio

3 – Lo stadio di Massenzio

Ma la storia dell’Appia Antica, per fortuna, non è fatta solo di brutti ricordi e terribili esecuzioni. Lungo il percorso incontrerai infatti numerosi monumenti dell’antichità romana, tra i quali spicca il maestoso stadio di Massenzio. Se vuoi visitare l’Appia antica ti consiglio di partire proprio da qui!

Ma chi era Massenzio e perché è così importante il suo stadio?

Massenzio, scelto come Cesare nel 306 d.C dalla parte “meridionale” dell’impero di Roma, si alleò con Costantino per consolidare il suo potere contro gli eredi di Diocleziano.

Al di là degli intrighi di palazzo che ti risparmio, il suo declino iniziò poco tempo dopo quando Costantino si alleò con il secessionista africano Lucio Domizio Alessandro e poi con il suo stesso padre Massimiano. Forse ti suonerà familiare per la celebre battaglia di Ponte Milvio in cui si scontrarono proprio Massenzio e Costantino.

Il 28 ottobre 312, Costantino vinse la battaglia mentre Massenzio trovò la morte: fu decapitato e gettato nel Tevere.

Nonostante la sua tragica fine, Massenzio risulta particolarmente importante per la storia di Roma perché promosse grandi lavori edili come la famosa basilica di Massenzio al Foro Romano e la sua meravigliosa villa suburbana sulla via Appia Antica. La residenza comprendeva un magnifico palazzo, il mausoleo di suo figlio Valerio Romolo, e uno stadio.

Quello che puoi vedere oggi sull’Appia Antica è quindi lo “stadio privato” di Massenzio, utilizzato per corse di cavalli, spettacoli di gladiatori e molto altro. Le dimensioni sono impressionanti, soprattutto se pensi che si tratta di una struttura riservata alla corte imperiale e agli amici.

Per darti un’idea, la struttura poteva contenere “solo” 10.000 persone. Era lungo 520 metri e largo fino a 92.

Pur meno famoso e meno spettacolare del Circo Massimo, resta comunque un sito di grande interesse che vale assolutamente la pena di visitare.

stadio di massenzio sull'appia antica

4 – Mausoleo di Cecilia Metella

Non puoi visitare l’Appia Antica senza soffermarti al mausoleo di Cecilia Metella. Questo enorme monumento funebre è uno dei più importanti dell’antichità e per secoli ha suscitato l’interesse di artisti, architetti e storici.

Chi era Cecilia Metella?

Mi dispiace deluderti ma purtroppo della defunta non si sa nulla se non ciò che è riportato in un’iscrizione sulla struttura. Sappiamo che era figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico, personaggio di spicco e console nel 69 a.C. mentre suo marito era Marco Licinio Crasso, figlio del Crasso che fece il triunvirato con Cesare e Pompeo, e che sconfisse Spartaco.

Ma allora perché questo monumento è così importante?

Il mausoleo di Cecilia Metella è un edificio circolare che ospita una camera funeraria di trenta metrialta quasi quaranta, rivestita di marmo e decorazioni con bucrani. Il basamento originale era interamente rivestito con blocchi di travertino, purtroppo rimosso durante il rinascimento, mentre il muro esterno è alto 11 metri per 30 di diametro.

Non sappiamo se in origine fosse coronato da una cupola oppure ospitasse una copertura di terra e piante come in altre sepolture romane, né cosa ne sia stato del ricco corredo funerario che doveva accompagnare il sarcofago. L’interno della camera sepolcrale è tuttavia interessante perché presenta un’unico ambiente rivestito in laterizi, uno degli esempi più antichi di questa tecnica.

Sicuramente questo monumento fu fatto costruire per veicolare un messaggio politico e per celebrare il prestigio della famiglia oltre che della nobile defunta.

Ecco una curiosità!

Durante l’XI secolo, il Mausoleo di Cecilia Metella divenne parte di un castelletto di proprietà dei Conti Tuscolo. Vista la sua forma particolare, fu utilizzato come torrione. La merlatura che puoi vedere in alto è invece del 1300, quando il monumento entrò a far parte di un vero e proprio borgo fortificato di proprietà della famiglia Caetani, che riscuotevano delle gabelle per il passaggio dell’Appia.

Ma la sua storia non finisce qui!

Una cosa che non tutti sanno è che il Mausoleo rischiò di essere demolito da Bernini, per ordine di Papa Urbano VIII, per ricavare il materiale per il completamento della fontana di Trevi. Per fortuna il popolo romano si oppose ed il monumento restò al suo posto.

mausoleo di cecilia metella sull'appia antica

5 – Villa di Erode Attico e un giallo lungo 2000 anni

Lungo il percorso sulla Appia Antica, troverai la villa romana di Erode Attico, un personaggio alquanto singolare, che ebbe una vita densa di eventi e di misteri.

Nato e cresciuto in Grecia, fu uno degli uomini più ricchi della sua epoca. Il padre, probabilmente usuraio anche se di nobili origini, dichiarò di aver trovato un tesoro nel muro della sua casa. Chi ne beneficiò fu però il figlio, che utilizzò quel denaro per finanziare numerose opere pubbliche.

Erode Attico iniziò perfino ad insegnare ad Atene e divenne poi il precettore di Lucio Vero e Marco Aurelio, il futuro imperatore “filosofo”.

Sposò la giovanissima nobile romana Appia Annia Regilla, e con lei passò un periodo a Roma, dimorando nella villa suburbana della moglie, completa di ogni comodità. Ma è a questo punto che inizia un vero e proprio giallo sulla vita di Erode Attico.

La coppia fu funestata da gravi eventi: persero più di un figlio in tenera età e Regilla fu poi costretta dal marito a seguirlo in Grecia dove divenne sacerdotessa. L’unico figlio che raggiunse l’età adulta, Bradua, fu in eterno conflitto con il padre a causa di un delitto misterioso quanto crudele.

Nel 160 d.C. Regilla venne picchiata violentemente da un liberto, probabilmente su ordine del marito, e morì a soli trentacinque anni, per le percosse subite e con lei il bambino che aveva in grembo da otto mesi.

Erode Attico fu accusato ma riuscì ad evitare la pena grazie alla protezione di Marco Aurelio. Tuttavia suo figlio Bradua non lo perdonò mai così, per assicurarsi una discendenza, Erode Attico adottò altri bambini e, in onore della moglie defunta, fece erigere un cenotafio sulla via Appia Antica.

villa di erode attivo sull'appia antica

La villa di Erode Attico oggi

Il racconto di questa triste storia è arrivato fino a noi grazie alla Villa di Erode Attico sull’Appia Antica.

Della casa originale non restano che le fondamenta. Quella che puoi visitare oggi è in realtà un’abitazione fatta erigere nel dopo guerra, che ha inglobato nella muratura varie parti dell’antica abitazione romana.

Le vasche delle terme, i mosaici, le statue e persino un’iscrizione in greco, riporta “Regilla, luce della casa“, e ci raccontano la storia di questa donna e del delitto impunito.

All’interno della casa oggi è allestita una mostra fotografica che ti farà ripercorrere la storia della via Appia Antica. L’ingresso è gratuito, la struttura è ben organizzata e nelle domeniche di primavera si organizzano delle visite guidate con brunch nel giardino, che ospita la palma più antica d’Italia!

iscrizione all'interno della villa di erode attico

Percorso sull’Appia Antica cos’altro vedere

Se decidi di spingerti ancora più lontano sull’Appia Antica, troverai molti alti sepolcri importanti tra cui quello di Caio Licinio, quello di Ilario Fusco e quello di Quinto Apuleio.

Oltre il V miglio troverai i resti dell’antico ninfeo di Villa Quintili, che arriva fino all’Appia Nuova e, sempre li vicino, potrai osservare l‘Acquedotto dei Quintili che è uno degli acquedotti dell’antica Roma meglio conservati, visitabili ancora oggi.

A questo punto il percorso sull’Appia Antica ti porterà praticamente in aperta campagna, ma le cose da vedere non sono ancora finite.

Si trova qui uno dei più grandi grandi sepolcri dell’Appia Antica: si tratta del Mausoleo di Casal Rotondo. Su questa struttura, dall’imponente forma cilindrica, si sono formulate diverse speculazioni riguardanti il possibile proprietario. Il più probabile sembra essere il console Messalla Corvino, che aveva qui la sua villa di campagna.

Nei pressi del GRA invece potrai osservare un’antica torre medievale del XII secolo costruita su un antico tumulo romano a forma piramidale: la Torre in Selce.

cosa vedere sull'appia antica a roma-2

Come arrivare sull’Appia Antica

Per visitare l’Appia Antica ti consiglio una passeggiata o un giro in bicicletta: nei weekend è davvero piacevole recarsi in questo parco dove il tempo sembra essersi fermato all’epoca romana!

Per raggiungere l’Appia Antica dal centro di Roma ci sono alcuni bus di linea oppure il sito è raggiungibile con l’Archeobus. Se decidi di utilizzare l’auto, ti consiglio di parcheggiare a Via Appia Pignatelli.

Il tratto visitabile dell’Appia Antica parte da Porta di San Sebastiano ed arriva fino a Frattocchie. Qui l’antica strada consolare si unisce con la Via Appia Nuova.

cosa vedere sull'appia antica a roma-2

Commenti

Sei mai stato in questo bellissimo parco di Roma?

Raccontami la tua esperienza qui sotto e i monumenti più belli che hai visitato.

Elisa

Elisa

Ciao, io sono Elisa! Sono una storica dell’arte e travel blogger. Ho uno spirito nomade e adoro viaggiare per scoprire posti nuovi, scrivere e vivere nuove esperienze! Dal 2012 ho creato arttrip.it per condividere le mie esperienze di viaggio con tutti voi. Foto scattate con Panasonic GH5

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