Hai voglia di fare una passeggiata tra i resti più importanti della storia di Roma e, approfittando di una bella giornata, vorresti scoprire il percorso da fare sulla via Appia Antica?
Probabilmente avrai già notato che visitare i monumenti dell’Appia Antica in un giorno non è praticamente possibile. Questa antica strada romana ha infatti una notevole estensione: non solo era una delle più importanti strade dell’impero, ma permetteva di arrivare da Roma fino a Brindisi, dove c’era uno dei principali porti verso la Grecia e l’Oriente.
Oggi il percorso lungo l’Appia Antica è piuttosto lungo e comprende monumenti di epoche molto diverse tra loro. Si passa dalla Roma cimiteriale dell’extra moenia alle chiese medievali, dagli ipogei alle ville di campagna. Insomma, un viaggio vero e proprio nella storia di uno dei più importanti imperi dell’antichità.
Una bella notizia: nel luglio del 2024 la Via Appia è entrata nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO con il nome “Via Appia. Regina Viarum”, la sessantesima meraviglia italiana riconosciuta. Un motivo in più per andare a scoprirla.
La bellezza di questo luogo è tale che, da anni, sono stati organizzati dei veri e propri tour dell’Appia in bicicletta. In bici, infatti, è possibile raggiungere i monumenti più importanti che altrimenti richiederebbero ore di cammino: con la guida non solo scoprirai tutti i dettagli di questo luogo, ma potrai visitare anche le famose catacombe di San Callisto.
Ti assicuro che il panorama della campagna romana, gli antichi acquedotti e la bellezza dei monumenti ti daranno un grande senso di meraviglia.
Vuoi organizzarti per conto tuo ma non sai da dove iniziare?
Lo so, non è affatto facile mettere ordine tra tutte le opere. Ma qui sotto troverai tutte le informazioni per visitare l’Appia Antica e per comprendere questo immenso patrimonio storico-artistico. Ti farò scoprire alcuni dei monumenti più importanti della regina viarum partendo proprio dal centro di Roma.
Ti va di saperne un po’ di più?
Si parte!
1 – L’Appia Antica: la “regina viarum”
Fare una passeggiata sull’Appia Antica vuol dire ripercorrere la storia di Roma e scoprire un lato molto particolare della civiltà romana, quello legato alle vie di comunicazione e alle sepolture.
Per gli antichi romani le strade erano indispensabili, non solo per i commerci ma soprattutto per il controllo del territorio.
Spostando velocemente le legioni da una regione all’altra dell’impero, erano in grado di difendere i confini e rispondere a qualsiasi attacco. La via Appia Antica, definita regina viarum (la regina delle strade), fu iniziata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua; venne poi prolungata fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi, restando una delle principali vie di comunicazione della penisola fino al Medioevo.
Nonostante i numerosi monumenti che si trovano sull’Appia Antica, la strada stessa rappresenta di per sé una grandiosa opera dell’ingegno romano. Quando ci passeggerai o farai un percorso in bicicletta sull’Appia Antica, noterai che la pavimentazione è fatta di enormi blocchi di pietra (i basoli) perfettamente incastrati. Questa caratteristica permetteva a qualunque mezzo di percorrerla e, se farai attenzione, potrai notare addirittura i solchi lasciati dalle ruote dei carri.
Ma percorrere l’Appia Antica oggi è come sfogliare il libro della storia di Roma: attraverso i suoi monumenti scoprirai cose davvero interessanti.
Ecco quelli che non puoi assolutamente perderti.

2 – Le tombe e la triste storia di Spartaco
Forse ci avrai già fatto caso, ma i romani erano soliti costruire le loro tombe e i mausolei di famiglia lungo le vie principali che uscivano da Roma. Per ragioni igieniche, infatti, non seppellivano i morti intra moenia, cioè dentro le mura della città, ma solo all’esterno. Io la trovo una cosa davvero geniale, se pensi che parliamo di più di 2000 anni fa.
Ma sulle antiche tombe romane c’è una curiosità che non tutti conoscono!
Se ci fai caso, le scritte sulle lapidi sono spesso in prima persona, come se fosse il defunto stesso a parlare. All’epoca era infatti uso leggere ad alta voce e non silenziosamente come facciamo oggi: così, quando i passanti leggevano, i defunti ritrovavano la loro voce e raccontavano la loro storia.
Lungo la via Appia Antica troverai moltissimi esempi di questa tradizione, ma questa strada consolare fu anche teatro di un evento terribile, tra i più cruenti della storia di Roma.
Forse ricorderai la storia della rivolta di Spartaco, scoppiata nel 73 a.C.
Spartaco era un gladiatore che, esasperato dalle condizioni disumane della sua condizione, guidò una rivolta di schiavi che arrivò a contare decine di migliaia di uomini. La guerra di Spartaco durò fino al 71 a.C. e si concluse con la vittoria della repubblica per mano di Crasso. Per dare un esempio, ed evitare che potesse ripetersi, i circa 6000 schiavi catturati furono tutti crocifissi lungo la via Appia.
Il tratto che da Roma arrivava a Capua fu riempito di croci, come monito per gli altri schiavi.

3 – Il Circo di Massenzio
Ma la storia dell’Appia Antica, per fortuna, non è fatta solo di brutti ricordi e terribili esecuzioni. Lungo il percorso incontrerai numerosi monumenti dell’antichità romana, tra i quali spicca il maestoso Circo di Massenzio. Se vuoi visitare l’Appia Antica, ti consiglio di partire proprio da qui!
Ma chi era Massenzio e perché è così importante?
Massenzio fu proclamato imperatore a Roma nel 306 d.C. e governò la parte centrale dell’impero in un’epoca di lotte per il potere tra gli eredi di Diocleziano.
Il suo destino si giocò contro Costantino: forse ti suonerà familiare la celebre battaglia di Ponte Milvio, in cui i due si scontrarono. Il 28 ottobre 312 Costantino vinse e Massenzio trovò la morte annegando nel Tevere durante la fuga, quando il ponte cedette sotto il peso dei fuggitivi.
Nonostante la sua fine tragica, Massenzio è importante per la storia di Roma perché promosse grandi opere edili, come la famosa basilica di Massenzio al Foro Romano e la sua villa suburbana sulla via Appia Antica. La residenza comprendeva un magnifico palazzo, il mausoleo del figlio Valerio Romolo (morto bambino nel 309) e un grande circo.
Quello che puoi vedere oggi sull’Appia Antica è quindi il circo “privato” di Massenzio, usato per le corse dei carri e altri spettacoli. Le dimensioni sono impressionanti, soprattutto se pensi che era una struttura riservata alla corte imperiale.
Per darti un’idea, poteva contenere circa 10.000 persone: era lungo 520 metri e largo fino a 92. È uno dei circhi romani meglio conservati in assoluto e vale davvero la pena di visitarlo.

4 – Il mausoleo di Cecilia Metella
Non puoi visitare l’Appia Antica senza soffermarti al mausoleo di Cecilia Metella. Questo enorme monumento funebre è uno dei più celebri dell’antichità e per secoli ha suscitato l’interesse di artisti, architetti e storici.
Chi era Cecilia Metella?
Mi dispiace deluderti, ma della defunta non si sa quasi nulla se non ciò che è riportato in un’iscrizione sulla struttura. Sappiamo che era figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico, console nel 69 a.C., e che suo marito era Marco Licinio Crasso, figlio del Crasso che formò il primo triumvirato con Cesare e Pompeo e che sconfisse Spartaco.
Ma allora perché questo monumento è così importante?
Il mausoleo di Cecilia Metella è un grande edificio circolare che poggia su un basamento quadrato. La torre cilindrica, alta circa 11 metri e larga quasi 30 di diametro, era rivestita di marmo e decorata da un fregio con bucrani (teschi di buoi). Al suo interno si apre un’unica camera sepolcrale rivestita in laterizi, uno degli esempi più antichi di questa tecnica.
Non sappiamo se in origine fosse coronato da una cupola o da una copertura di terra e piante, come in altre sepolture romane, né che fine abbia fatto il ricco corredo funerario che doveva accompagnare il sarcofago. Di certo il monumento fu costruito anche per veicolare un messaggio politico e celebrare il prestigio della famiglia, oltre alla nobile defunta.
Ecco una curiosità!
Durante l’XI secolo il mausoleo di Cecilia Metella divenne parte di un castelletto e, vista la sua forma, fu usato come torrione. La merlatura che vedi in alto è invece del Trecento, quando il monumento entrò a far parte di un vero e proprio borgo fortificato della famiglia Caetani, che riscuoteva il pedaggio per il passaggio sull’Appia.
Ma la sua storia non finisce qui!
Una cosa che non tutti sanno è che, secondo la tradizione, il mausoleo rischiò di essere demolito per ricavarne materiale da costruzione, come accadde a molti monumenti antichi di Roma. Per fortuna si oppose il popolo romano e il monumento restò al suo posto. Se ti incuriosisce il modo in cui il barocco romano “riciclava” l’antico, dai un’occhiata anche alla storia di Gian Lorenzo Bernini.

5 – La villa di Erode Attico e un giallo lungo 2000 anni
Lungo il percorso sull’Appia Antica troverai la villa romana di Erode Attico, un personaggio singolare, dalla vita densa di eventi e di misteri.
Nato e cresciuto in Grecia, fu uno degli uomini più ricchi della sua epoca. Il padre, di nobili origini, dichiarò di aver trovato un tesoro nascosto nel muro della sua casa; a beneficiarne fu però il figlio, che usò quel denaro per finanziare numerose opere pubbliche.
Erode Attico insegnò addirittura ad Atene e divenne poi il precettore di Lucio Vero e di Marco Aurelio, il futuro imperatore “filosofo”.
Sposò la giovanissima nobile romana Appia Annia Regilla e con lei trascorse un periodo a Roma, nella villa suburbana della moglie, dotata di ogni comodità. Ma è a questo punto che comincia un vero e proprio giallo.
La coppia fu colpita da gravi lutti: perse più di un figlio in tenera età e Regilla fu poi costretta dal marito a seguirlo in Grecia, dove divenne sacerdotessa. L’unico figlio arrivato all’età adulta, Bradua, restò in eterno conflitto con il padre a causa di un delitto tanto misterioso quanto crudele.
Nel 160 d.C. Regilla, incinta di otto mesi, venne picchiata violentemente da un liberto, probabilmente su ordine del marito, e morì a soli trentacinque anni per le percosse subite, insieme al bambino che portava in grembo.
Erode Attico fu accusato dell’omicidio, ma riuscì a evitare la condanna grazie alla protezione di Marco Aurelio. Suo figlio Bradua, però, non lo perdonò mai; così, per assicurarsi una discendenza, Erode adottò altri bambini e, in onore della moglie, fece erigere un cenotafio sulla via Appia Antica.

La villa di Erode Attico oggi
Il racconto di questa triste storia è arrivato fino a noi grazie alla villa di Erode Attico sull’Appia Antica.
Della casa originale non restano che le fondamenta. Quella che puoi visitare oggi è in realtà un’abitazione costruita nel dopoguerra, che ha inglobato nella muratura varie parti dell’antica dimora romana.
Le vasche delle terme, i mosaici, le statue e persino un’iscrizione in greco, “Regilla, luce della casa”, ci raccontano la storia di questa donna e del delitto impunito.
All’interno oggi è allestita una piccola esposizione che ti farà ripercorrere la storia della via Appia Antica. La struttura è ben organizzata e nel giardino cresce quella che è considerata la palma più antica d’Italia.

Percorso sull’Appia Antica: cos’altro vedere
Se decidi di spingerti ancora più lontano sull’Appia Antica, troverai molti altri sepolcri importanti, tra cui quelli di Caio Licinio, di Ilario Fusco e di Quinto Apuleio.
Oltre il quinto miglio incontrerai i resti della grandiosa Villa dei Quintili, una delle più grandi ville suburbane di Roma, che si estende fino all’Appia Nuova; lì vicino potrai osservare l’Acquedotto dei Quintili, uno degli acquedotti dell’antica Roma meglio conservati. La Villa dei Quintili è oggi un’area archeologica visitabile con un proprio museo.
A questo punto il percorso sull’Appia Antica ti porterà praticamente in aperta campagna, ma le cose da vedere non sono ancora finite.
Qui si trova uno dei più grandi sepolcri dell’Appia Antica: il Mausoleo di Casal Rotondo, dall’imponente forma cilindrica. Sul suo proprietario si sono fatte diverse ipotesi: la più probabile è il console Messalla Corvino, che aveva qui la sua villa di campagna.
Nei pressi del Grande Raccordo Anulare, infine, potrai osservare un’antica torre medievale del XII secolo costruita su un tumulo romano di forma piramidale: la Torre in Selce.

Come arrivare e visitare l’Appia Antica
Per visitare l’Appia Antica ti consiglio una passeggiata o un giro in bicicletta: nei weekend è davvero piacevole immergersi in questo parco dove il tempo sembra essersi fermato all’epoca romana.
- Come arrivare: dal centro di Roma puoi prendere l’autobus 118 (passa da Colosseo e Circo Massimo e arriva fino alla Villa dei Quintili) oppure la metro A fino ad Arco di Travertino e poi il bus 660. In auto conviene parcheggiare lungo la via Appia Pignatelli o vicino ai singoli monumenti. All’ingresso del parco (via Appia Antica 42/60) trovi anche il noleggio bici.
- Biglietti: camminare o pedalare lungo la strada è gratuito. Per i monumenti gestiti dal Parco archeologico c’è un comodo biglietto cumulativo (intero circa 12 €, ridotto 2 € per i cittadini UE 18-25, gratis under 18) valido una settimana, che include il mausoleo di Cecilia Metella e la Villa dei Quintili; esiste anche la card annuale “La mia Appia” (25 €). Il Circo di Massenzio ha una biglietteria a parte. Verifica orari e prenotazioni sul sito ufficiale del Parco prima di andare, perché le modalità di accesso vengono aggiornate spesso.
Il tratto più bello e visitabile parte da Porta San Sebastiano e prosegue verso sud, dove l’antica strada consolare si perde nella campagna.

Se ti è piaciuto camminare dentro la Roma antica, ti consiglio anche Ostia Antica, la villa di Tiberio a Sperlonga e Villa Adriana a Tivoli.
E tu, quale monumento dell’Appia Antica ti incuriosisce di più: il Circo di Massenzio, il mausoleo di Cecilia Metella o la villa dal delitto irrisolto di Erode Attico?