Last updated on luglio 21st, 2018

Catania, Marzo 2018

Era il 2007 quando partecipai allo scambio culturale a scuola. Venne scelta una piccola cittadina tedesca, con mio grande disappunto, poiché studiavo francese ed ero innamorata della Francia. All’epoca non sapevo che quell’esperienza mi avrebbe radicalmente cambiato la vita.

Fu durante lo scambio che ho conosciuto uno dei miei migliori amici, un ragazzo tedesco con cui è nata subito un’amicizia che è sopravvissuta agli anni e alla distanza, alle intemperie della vita e alla differenza linguistica.

In questo post ti racconto come ci siamo ritrovati sull’Etna! Pronto a partire con noi?

salire sull'EtnaLontani ma vicini: home is where your heart is

Oggi considero la Germania la mia seconda casa e, anche se ancora non parlo tedesco, ho un gruppo di amici che sono contenta di riabbracciare ogni volta che posso. Insieme abbiamo viaggiato in mezza Europa: Parigi, Napoli, Pisa, Colonia, Ravenna, Dusseldorf, Bruges, Pompei, Spoleto, Bruxelles, Monaco di Baviera, Firenze e molte altre città.  Ci siamo innamorati dei nostri Paesi, li abbiamo esplorati e poi abbiamo iniziato ad esplorare anche gli altri. Siamo cresciuti insieme.

Abbiamo finito il liceo, preso la patente, vissuto la vita universitaria e l’inizio delle nostre carriere inviandoci messaggi in inglese, incontrandoci non importava dove, appena possibile. Grazie a lui ho capito l’importanza di studiare le lingue e ho praticato l’inglese. Insieme abbiamo fatto i primi viaggi da soli e ci siamo innamorati dei viaggi. Abbiamo condiviso esperienze, tradizioni, conoscenze e momenti felici dai 40 gradi di Roma ai -7 di Colonia. Siamo saliti insieme su grattacieli, torri, cupole, campanili, montagne, e stavolta abbiamo deciso di salire sull’Etna. Ecco com’è andata.

Mi ha chiamata un mesto fa, dicendomi che aveva dei giorni di ferie che gli avanzavano dal 2017. “Vieni a Roma!” gli ho detto tutta contenta “Elisa, ti andrebbe di andare in Sicilia per salire sull’Etna?”.  La risposta ovviamente è stata sì.

salire sull'EtnaSalire sull’Etna: mille sensazioni straordinarie

Siamo partiti verso questa nuova avventura in un posto in cui non eravamo mai stati.

Se hai intenzione di salire sull’Etna ti consiglio di prenotare un tour organizzato. Noi abbiamo fatto così e ci siamo trovati molto bene. La nostra guida, un esperto speleologo, ci ha spiegato moltissime cose che non avremmo mai potuto sapere. Sapevi che ci vogliono 400 anni perché la vegetazione cresca di nuovo sulla lava solidificata?

La guida ci ha portati con il pulmino a vedere una grotta sull’Etna in cui si possono notare le bolle di gas, gli strati delle eruzioni e le differenti componenti delle colate. E’ stato come fare un viaggio al centro della terra.

E ovviamente ci ha spiegato che a Catania si usa tantissimo il basalto, la pietra nera di origine vulcanica (se ti interessa sapere in quali edifici di Catania è stata usata ne ho parlato qui).

Se ti stai chiedendo che temperatura ci sia sull’Etna, la risposta è… FA FREDDO!  Abbiamo camminato nel vento gelido e fortissimo per più di due ore, da un cratere all’altro, tra la sabbia nera e la neve candida. E ho scoperto che ci sono delle differenze perfino tra i diversi crateri: su un cratere dove c’era più ferro sembrava di stare su Marte, su un altro di stare sulla Luna.

Il mare in lontananza, la sensazione assurda di essere su una montagna e la percezione che in realtà si tratti di qualcosa di molto più potente E’ difficile da descrivere quello che ho provato sul vulcano. L’idea di camminare su qualcosa di vivo, in divenire, in movimento in qualche modo, è impossibile da spiegare.

Posso solo dire che è stato interessante, affascinante ed emozionante.

salire sull'EtnaLa popolazione che aspetta le colate

Il nome Etna deriva dal greco Etnea, che significa bruciare. L’Etna è un vulcano gentile, perché produce solo eruzioni effusive. Vuol dire che non scoppia, erutta piano piano fiumi di lava. Negli scorsi anni la popolazione ha fatto  in tempo a scappare o addirittura a deviare il flusso della lava. Tutto questo territorio è in continua evoluzione e cambiamento, grazie all’Etna.

“Quella è la colata del 1669. Quell’altra della fine dell’800. Quella lì è del ’91/92, questa qui del 2001” ci racconta la guida a mano a mano che saliamo con il piccolo furgoncino. Sembra quasi che mi presenti i suoi parenti. “Ora stiamo aspettando” ci dice “aspettiamo la nuova colata. Ci sono state piccole scosse di terremoto, vuol dire che tra poco arriverà”.

Le sue parole mi hanno colpita.

Non posso immaginare come sia vivere ai piedi di un vulcano che veglia sulla valle e che ogni tanto getta fuori dalle profondità del pianeta fiumi infuocati.

salire sull'EtnaL’Etna, sito UNESCO

L’Etna è stato di recente annoverato tra i siti patrimonio dell’UNESCO e i visitatori si sono moltiplicati, generando un grande indotto turistico. Forse da qualche parte dentro di loro gli abitanti della valle  ringraziano questo vulcano, anche se li minaccia. D’altronde se si vive in questo luogo da millenni, nonostante le eruzioni, vuol dire che con un vulcano ci si può convivere.

“Guarda Elisa: questo è il tuo Paese. Avete il mare, le montagne, l’arte, una cucina eccezionale e persino i vulcani…” mi ha detto il mio amico tedesco guardando il paesaggio “il tuo Paese è meraviglioso!”.

Non ho detto niente ma ho pensato che avesse proprio ragione.

salire sull'Etna

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