Pitigliano, la città del tufo incastonata sulla roccia.

Storie di vino, di etruschi, di sfratti e di castelli.

Eda, Storica dell’arte

Pitigliano è una città Toscana con alcune particolarità che la rendono assolutamente unica: si trova incastonata nella roccia ed è chiamata la città del tufo.

Continua a leggere per scoprire perché mi ha colpita così tanto e per conoscere le pagine più oscure della sua storia

Perché Pitigliano mi ha lasciata a bocca aperta

Quando sono arrivata a Pitigliano ho spalancato gli occhi. L’ho vista da lontano, appoggiata sul nulla. Se ne sta arroccata su uno sperone di roccia, circondata per tre lati da burroni profondissimi. Le case sono a strapiombo sul vuoto. Sembra essere sospesa sopra la foresta e i fiumi che le scorrono sotto, a metà tra terra e cielo.

E’ uno spettacolo incredibile.

La chiamano la città del tufo perché è costruita interamente in questo materiale e si trova su uno sperone di roccia. Ma Pitigliano è anche conosciuta come la piccola Gerusalemme della Toscana. Infatti, da secoli, ospita una comunità ebraica molto importante.

Alcune persone del luogo mi hanno raccontato che era abitata sin dall’epoca degli etruschi di cui sono stati ritrovati nuclei abitativi visitabili. D’altronde la posizione e la ricchezza di acqua ne facevano un punto perfetto per il controllo dell’area circostante.

Il suo aspetto medievale è rimasto intatto grazie al palazzo fortificato degli Orsini e al magnifico campanile della chiesa dei santi Pietro e Paolo.

Ma non è finita qui, la storia di Pitigliano è molto più appassionante.

Pitigliano

Ecco perché Pitigliano si chiama la Piccola Gerusalemme

Pitigliano o piccola Gerusalemme ha un quartiere del ghetto, dove furono confinati gli ebrei per secoli.

Ho avuto modo di visitare il museo interno al ghetto che mi ha permesso di scoprire i loro usi e la loro vita. L’entrata costa 5 euro e comprende una visita alle botteghe del ghetto e alla sinagoga.

Nelle antiche grotte scavate nel tufo si conservava il vino, prodotto di eccellenza del territorio. Ho visto poi la bottega della carne, dove si macellava il bestiame secondo la tradizione. Vi sono anche un forno dove si produceva il tipico pane azzimo e una tintoria. Il tutto in uno spazio molto angusto.

L’ambiente più bello è la sinagoga, riccamente decorata e dall’aspetto quasi barocco. Oggi la Sinagoga è parte del museo perché in disuso. Servono infatti almeno dieci uomini ebrei in età adulta (sopra i 13 anni) perché la Sinagoga possa essere in funzione e celebrare i riti sacri.

 

Il museo non mi ha colpita particolarmente, ma sono rimasta sconvolta nel leggere la lapide che ricordava gli ebrei di Pitigliano morti nei campi di concentramento. In una città cosi piccola e tranquilla, non mi aspettavo di trovare cosi tante vite spezzate senza un motivo.

Le persecuzioni iniziarono molto prima della seconda grande guerra, leggete sotto per scoprire di più.

Museo della comunità ebraica di Pitigliano

La sinagoga di Pitigliano

Interno della sinagoga di Pitigliano

Lo Sfratto di Pitigliano

Una scoperta che ho fatto a Pitigliano è il tipico dolce ebraico: lo sfratto.

Questo dolce ricorda quando, nel XVII secolo, fu emanato un editto che confinava nel ghetto tutti gli ebrei della città e dei dintorni. I funzionari del Granduca di Toscana, bussarono alle porte delle case per intimare alle famiglie di religione ebraica di lasciarle.

Quasi un secolo dopo, fu creato questo dolce di forma allungata che ricorda i bastoni con cui bussarono alle porte delle loro case. Dentro alla pasta c’è un delizioso ripieno di miele, noci, scorze d’agrume, noce moscata e anice.

Io l’ho gustato al “Forno del Ghetto” dove la proprietaria mi ha fatto assaggiare alcune specialità della tradizione ebraica e locale.

Lo sfratto non è l’unica specialità di questa cittadina, leggete oltre per saperne ancora.

Lo sfratto di Pitigliano

Uno dei bellissimi vicoletti

Il castello degli Orsini a Pitigliano

Uno degli edifici più belli della città è il castello degli Orsini. La struttura medievale fu ristrutturata nel XVI secolo su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane.

Oggi ospita il museo diocesano di Palazzo Orsini e il museo civico archeologico.

In realtà ha avuto un ruolo chiave nella storia di questa cittadina. Il castello infatti fu roccaforte degli Aldobrandeschi prima e degli Orsini poi e difese la città dai continui tentativi di sottomissione di Siena ed Orvieto.

Solo nel 1604 Pitigliano fu annessa al Granducato di Toscana ed inizio’ il suo lento declino.

Veduta della città

Il vino bianco di Pitigliano

In questo territorio il vino è un prodotto tipico ricercato e frutto di secoli di selezione e lavoro. Il bianco di Pitigliano ha la certificazione DOC e viene prodotto solo nei comuni di Pitigliano e Sorano.

Il vino che ho assaggiato è quello più famoso, il bianco Ildebrando. Non me ne intendo molto di ma devo dire che era davvero molto buono!

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