Il palazzo del Reichstag a Berlino ha una storia particolare, intrecciata a doppio filo con quella della Germania. Non solo è uno degli edifici più importanti della città, ma è stato il palcoscenico delle vicende più tristi e più felici della nazione tedesca.

La costruzione del parlamento tedesco iniziò nel 1884 su progetto dell’architetto Paul Wallot (la prima pietra fu posata dall’imperatore Guglielmo I, lo stesso a cui fu dedicata la chiesa della Memoria), ma l’edificio fu completato solo nel 1894, sotto Guglielmo II. Le quattro torri d’angolo, secondo la lettura più diffusa, rappresenterebbero i quattro regni dell’impero: Prussia, Baviera, Sassonia e Württemberg.

La base del parlamento tedesco è neoclassica, con forme imponenti e lineari. Ma l’elemento più bello era, ed è tuttora, la sua cupola: quella originale, in ferro e vetro e sormontata dalla corona imperiale, fu un vero azzardo tecnico per l’epoca.

Ti stai chiedendo se puoi visitare la cupola del Parlamento tedesco?

Certo che sì, ed è un’esperienza che ti consiglio vivamente. La salita alla cupola è gratuita ma richiede la registrazione anticipata (con posti limitati); in alternativa, un tour guidato del Reichstag ti fa entrare senza pensieri e ci abbina la Porta di Brandeburgo.

Vuoi saperne di più su questo edificio?

Si parte!

La storia terribile del Reichstag di Berlino

Come ti dicevo, la storia del Reichstag coincide con quella della Germania, perché è stato la sede di quasi tutti gli eventi che ne hanno segnato il destino.

Fu costruito per celebrare l’unità del Paese, raggiunta nel 1871 sotto la guida del Kaiser Guglielmo I. Nel 1918 l’imperatore Guglielmo II abdicò e la Germania divenne quella che prese poi il nome di Repubblica di Weimar: fu il politico Philipp Scheidemann, da una finestra del Reichstag, a proclamarla al mondo.

La celebre scritta “Dem Deutschen Volke” (“al popolo tedesco”) che campeggia sulla facciata fu aggiunta solo nel 1916, in piena Prima guerra mondiale; le sue lettere di bronzo, si dice, furono fuse da cannoni di guerra.

E poi?

Nel 1933 il Reichstag fu protagonista dell’ascesa del nazismo con il grande incendio del 27 febbraio. L’incendio del parlamento tedesco fu usato da Hitler come pretesto per eliminare gli oppositori comunisti, accusati di aver appiccato il fuoco, e per sospendere i diritti costituzionali: l’inizio della dittatura.

Durante la Seconda guerra mondiale l’edificio fu pesantemente danneggiato dai bombardamenti. E nel 1945, con la battaglia di Berlino, divenne l’obiettivo simbolico dell’Armata Rossa: la fotografia del soldato sovietico che pianta la bandiera sul tetto in fiamme (scattata da Evgenij Chaldej) è una delle immagini più iconiche del Novecento.

Il palazzo del Reichstag a Berlino

Il nuovo Reichstag

Dopo la divisione di Berlino, il palazzo del Reichstag si ritrovò nella parte occidentale della città, proprio a ridosso del Muro. Ma la capitale della Germania Ovest non era Berlino, bensì Bonn, ed era lì che si riuniva il parlamento: l’edificio perse così la sua funzione e fu usato solo sporadicamente.

Negli anni Sessanta fu restaurato dall’architetto Paul Baumgarten, che rimosse i resti della vecchia cupola danneggiata: un intervento molto criticato. Solo dopo la riunificazione della Germania (1990) fu deciso di riconvertirlo per ospitare di nuovo l’assemblea parlamentare.

Nel 1995, prima dei lavori, l’edificio fu “imballato” in una celebre opera d’arte contemporanea degli artisti Christo e Jeanne-Claude, il Wrapped Reichstag: per due settimane il palazzo scomparve sotto teli argentei, richiamando cinque milioni di visitatori.

Il Reichstag a Berlino

La cupola di Norman Foster

La ricostruzione fu affidata all’architetto britannico Norman Foster e seguì alcuni principi simbolici molto interessanti. L’ingresso del pubblico e quello dell’assemblea parlamentare, per esempio, sono lo stesso, così come lo stesso è il percorso all’interno.

La grande cupola di vetro, inaugurata con il ritorno del Bundestag a Berlino nel 1999, è stata ricostruita in modo del tutto nuovo. Da lassù si può osservare l’aula parlamentare riunita al di sotto, così come i parlamentari possono vedere i visitatori: il popolo che rappresentano, letteralmente sopra le loro teste.

La nuova cupola è anche un gioiello di ecologia. Un grande cono di specchi al centro riflette la luce naturale nell’aula, mentre l’aria calda che sale viene espulsa dalla sommità; un sofisticato sistema sfrutta l’energia solare e le fonti rinnovabili per rendere l’edificio uno dei parlamenti più “verdi” al mondo.

L'interno della cupola di vetro del Reichstag con il cono di specchi

Visitare il Parlamento tedesco

Visitare il Reichstag a Berlino è un must ed è gratuito: rappresenta la cosa pubblica per eccellenza e i cittadini sono invitati a prenderne parte. Al suo interno si organizzano anche visite guidate che ti fanno conoscere gli aspetti più interessanti dell’edificio e della storia di Berlino.

Ti consiglio di prenotare in anticipo: la registrazione alla cupola è gratuita ma i posti sono limitati e vanno spesso esauriti, mentre un tour guidato ti evita l’attesa e aggiunge la guida.

Attenzione! Per accedere al Reichstag dovrai mostrare la conferma della prenotazione, passare controlli di sicurezza in stile aeroporto ed esibire un documento d’identità.

Una volta dentro, un ascensore ti porta alla grande terrazza, da cui si gode una delle viste più belle su Berlino. Un’audioguida ti spiega gli edifici della città, la storia del Reichstag e le sue particolarità. Ti consiglio di salire tutta la spirale che si arrampica fino alla cima della cupola di vetro: io sono rimasta senza fiato!

Il Reichstag a Berlino è la sintesi perfetta del vecchio e del nuovo, di un Paese pieno di cicatrici ma più che mai proiettato verso il futuro. Se vuoi continuare a scoprire la capitale, dai un’occhiata alla mia guida di Berlino e alla Gemäldegalerie, uno dei musei più belli della città.

La vista su Berlino dalla terrazza del Reichstag