Last updated on luglio 20th, 2018

A Roma, in zona Trieste, su una traversa di viale Regina Margherita, tra la via Nomentana e i Parioli, sorge un quartiere del tutto particolare. In realtà non si tratta propriamente di un quartiere, ma di un insieme di 26 palazzi e 17 villette ideati dall’arhitetto Gino Coppedé, da cui il nome.

Questi edifici sono il frutto di un’originale mescolanza tra l’armonia leggera dello stile liberty e le dure linee squadrate dello stile fascista.

Ti porto a scoprire il quartiere Coppedè, uno dei più singolari ed affascinanti di Roma!

Il quartiere Coppedè e la sua storia unica

Coppedé iniziò a progettare questo quartiere nel 1915, ma dovette più volte rimaneggiarlo per aderire alle direttive delle commissioni edilizie e del regime. Il duce voleva infatti inserire all’interno delle architetture degli elementi che rimandassero all’Impero Romano.

Fu per questo motivo che Coppedè introdusse mascheroni “classici”, modanature e stucchi su questo tema. Anche il grande arco che fa da ingresso al quartiere rimanda agli archi di trionfo, come l’uso del marmo travertino, materiale prediletto dai romani.

Coppedé morì prima che finissero i lavori, nel 1927, e il suo progetto fu portato a termine da un altro architetto.

La magia del quartiere Coppedè

Oggi, quando si passa dal traffico di Viale Regina Margherita allo spazio dove sorgono gli edifici fiabeschi del quartiere coppedè, sembra di entrare in un altro universo.

Al centro della piazza del Mincio zampilla la fontana delle Rane, tutto intorno architetture finemente decorate di stucchi ed affreschi. Spiccano il palazzo del Ragno, che è un’esaltazione del lavoro, il villino delle fate, con una decorazione che rappresenta Roma, Firenze e Venezia e il palazzo detto Ospes Salve, in cui si invitano gli ospiti ad entrare.

Notevole anche il grande lampadario in ferro battuto che si trova sotto all’arco d’ingresso e la decorazione del soffitto.

La simbologia esoterica del quartiere Coppedè

Alcuni hanno identificato una serie di significati simbolici nel quartiere Coppedè, legati in particolare ad un percorso iniziatico di tipo massonico.

Il lampadario posto sotto l’arco sarebbe un simbolo di luce legato alle pratiche massoniche, cosi come i vari rimandi al tempio di Salomone. La densa simbologia massonica si arricchisce di allegorie, l’eclettismo delle architetture che rimandano al rinascimento, al neogotico, al liberty permettono molte diverse interpretazioni per questo quartiere.

Gli animali che vengono scelti sono senz’altro significativi: il ragno e le api, ad esempio, sembrano rimandare al lavoro e alla costruzione di elementi perfetti (la ragnatela e l’alveare che con la loro simmetria hanno sempre affascinato l’essere umano). Le rane e le fate sarebbero invece da intendersi come creature di passaggio tra un mondo e l’altro: la terra e l’acqua, il reale ed il fantastico.

Cio’ che è certo è che la fantasia e l’originalità di questo architetto hanno reso il quartiere Coppedé un posto unico al mondo e sicuramente uno dei posti più belli da vedere a Roma.

Il quartiere Coppedè e Roma

Il quartiere Coppedè a Roma ospita anche alcune ambasciate ed è un quartiere residenziale di lusso. L’architetto pensò anche gli interni delle dimore per essere funzionali ma allo stesso tempo adatte ad ospitare serate e cene di lavoro. Le decorazioni infatti proseguono anche all’interno, in un’originale mescolanza tra stile liberty e decò 

Se vuoi visitare il quartiere Coppedè ti consiglio di farlo al mattino: la luce è più intensa e valorizza le splendide decorazioni dei palazzi. Di notte invece sembra quasi grottesco ma è molto suggestivo!

Opinioni sul quartiere Coppedè a Roma?

Hai già visitato questo angolo di Roma o hai in mente di farlo? Scrivimi pure nei commenti.





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