Georges Seurat: storie di puntini, luce e colori puri

Eda, Storica dell’arte

Seurat è il maestro del puntinismo per eccellenza. Ma perché dipingere a “puntini”? Cosa si cela dietro questa scelta? Te lo spiego in questo post.

La vita spezzata di Georges Seurat

Sulla vita di Georges Seurat da dire c’è poco, perché fu davvero breve. Questo artista nacque a Parigi alla fine del 1859 da una famiglia agiata. Si iscrisse all’accademia di belle arti nel 1878 dove frequentò le lezioni Henri Lehmann ed iniziò ad interessarsi ai problemi del cromatismo e della luce. Da lì partì la sua ricerca straordinaria che lo portò ad essere il fondatore di una nuova corrente artistica.

Una delle sue modelle, Madeleine Knobloch, fu anche sua amante e diede alla luce un figlio nel 1891. Seurat morì a soli 31 anni, a causa di un’infezione, probabilmente difterite. La malattia lo colpì nel marzo del 1891 e lo portò via in pochissimo tempo. Solo qualche giorno più tardi, anche suo figlio scomparve a causa della stessa malattia.

Le modelle

Georges Seurat e il puntinismo

L’interesse di Georges Seurat per i colori nacque probabilmente dalla lettura di un testo del chimico Michel Eugène Chevreul che aveva scritto un saggio intitolato Legge del contrasto simultaneo dei colori. La ricerca dell’artista si basò sul modo di rappresentare i colori “puri” cioè non mescolati, in tutta la loro luminosità creando però gradazioni di colore. I colori vengono messi puri sulla tela e mescolati dall’occhio umano.

Ad una certa distanza dal quadro, le forme ed i colori appaiono come macchie di colore e solo avvicinandosi ci si rende conto che in realtà il quadro è costituito da migliaia di “puntini”. E’ come se fossero le tessere di un mosaico o i pixel di una foto che abbiamo ingrandito di molto. Il risultato che ottenne fu di avere colori vibranti e luminosi semplicemente accostando diverse tinte pure. Per ottenere il verde ad esempio, Seurat non mescolava blu e giallo ma alternava puntini blu a puntini gialli. A distanza, l’occhio crea automaticamente il verde perché sovrappone da solo le due tinte. Questo è un modo semplicistico e sbrigativo di spiegare una tecnica molto più complessa che comprende lo studio approfondito del colore e della luce cioè il cromo-luminarismo (chi vuole saperne di più può consultare questo articolo).

L’approccio scientifico alla pittura come studio della luce ma anche dell’occhio umano, portò alla denominazione di questa nuova corrente artistica di neoimpressionismo. Seurat tuttavia chiamò la sua tecnica divisionismo poiché i suoi colori erano “divisi” e il quadro stesso era composto da pennellate più piccole.

L’innovazione di Seurat

Georges Seurat fu ispirato senz’altro dagli impressionisti ma il suo interesse era più di carattere scientifico. Tra le sue opere più famose ricordiamo i bagnanti di Asnières, una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte e Il circo, tutte realizzate con la tecnica divisionista o puntinista. Se si guardano i particolari si percepisce lo sguardo analitico e anche ironico di Seurat. Dalla scimmietta che la signora della Grande-Jatte tiene al guinzaglio alla signora che pesca, dai bagnanti stesi sull’erba vicino alla Senna, in ogni sua opera questo artista ritrae una società borghese cristallizzata, dove i personaggi non interagiscono e sono immobili, distaccati.

Anche nella sua ultima opera troviamo questo elemento seppure mascherato. La tela è rimasta incompleta alla sua morte e si intitola il circo. Quest’opera presenta un grande dinamismo e fa sfoggio di allegria, tuttavia se si osserva il pubblico, nessuno sorride o è impressionato. Molti hanno interpretato l’immobilità dei personaggi di Seurat come una trasposizione artistica dell’immobilità sociale della belle époque, in cui tutto era calmo, piacevole e divertente (come fare un bagno o stendersi sul prato la domenica) ma in realtà vi erano già forti tensioni sociali e politiche che sarebbero sfociate, pochi decenni dopo, nel primo conflitto mondiale.

Il circo

Georges Seurat, un impressionista atipico

Molti impressionisti dipingevano con colori puri, accostando pennellate dense e corpose. Tuttavia Seurat si differenzia dagli altri impressionisti per il lungo studio sulle sue opere, fatto di bozzetti, schizzi e disegni. Gli impressionisti erano famosi per la loro capacità di lavorare all’aria aperta (en plein air) mentre Seurat operava nel suo studio. Per questo il suo stile è stato definito neoimpressionismo e non entrò mai nella cerchia degli impressionisti, pur esponendo con loro nei vari salon des refusés.

Seurat una volta dichiarò “Alcuni dicono che vedono la poesia nei miei quadri. Io vi vedo solo la scienza“. Io la poesia nei suoi quadri la vedo, e tu?

una domenica mattina sull’isola della Grande-Jatte

La tour Eiffel era in costruzione quando Seurat la ritrasse

Faro ad Honfleur

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