Il rione sanità di Napoli è una zona fuori dai soliti itinerari turistici.

Questo quartiere è stato a lungo vittima di pregiudizi perché ritenuto uno dei luoghi più pericolosi di Napoli. Tuttavia, grazie all’impegno delle persone che ci vivono, oggi il rione sanità sta attraendo sempre più visitatori.

Il percorso lungo il Miglio Sacro nasconde delle bellezze incredibili che rivelano una parte importante della storia di Napoli e dei suoi abitanti.

Se vuoi sapere cosa vedere a Napoli oltre al centro storico, ti racconto la mia esperienza vissuta lungo il Miglio Sacro.

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Il rione Sanità e la sua cicatrice

Il rione Sanità era il luogo in cui i napoletani si recavano per chiedere i miracoli. Era una delle zone più facoltose di Napolidove si trovava la tomba di San Gennaro, dove passava il re con la sua corte per recarsi alla reggia di Capodimonte e dove i nobili avevano i loro splendidi palazzi.

Questo quartiere, fatto di salite e discese, è costruito in una valle ed è stata proprio questa la sua sfortuna. Nel 1806, il governo francese decise di costruire un mastodontico ponte nel quartiere sanità per migliorare la viabilità. A causa di questa strada soprelevata, che taglia letteralmente il quartiere ed i suoi edifici, il rione Sanità iniziò un lento ed inesorabile degrado. Tagliato fuori dal resto della città, nei decenni passati è stato al centro di atti camorristici che gli hanno conferito la triste fama di uno dei luoghi più pericolosi di Napoli.

Vi ho già spiegato che oggi le cose stanno cambiando grazie anche all’impegno e al lavoro dei suoi abitanti. Ed è proprio grazie a loro che i suoi tesori del rione sanità stanno ricevendo sempre più attenzione sia per il valore storico artistico che per quello antropologico.

Vuoi sapere cos’è il miglio sacro di Napoli? Te lo spiego tra poco!

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Il miglio sacro di Napoli: che cos’è e perché è importante

Il miglio sacro è un percorso che si snoda all’interno del rione Sanità. Nelle sue varie tappe permette di approfondire e comprendere aspetti diversi ed unici della cultura napoletana.

E’ molto importante perché fa parte di un progetto molto più ampio di rivalutazione del quartiere. Include alcuni importanti siti come le catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso, il cimitero delle Fontanelle e bellissime chiese come quella della Madonna della Sanità, di San Severo fuori le mura e di San Gennaro fuori le mura.

Inoltre, per gli appassionati dello street art, c’è un bellissimo che si snoda tra i palazzi storici.

Pronti a partire?

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Le catacombe di San Gennaro a Napoli lungo il miglio sacro

Sotto al rione Sanità si snodano gallerie scavate nel tufo. Questa zona nell’antichità era utilizzata come cimitero e ne abbiamo testimonianza partendo dalle catacombe di San Gennaro. Rispetto alle catacombe che avevo già visitato, sono rimasta colpita dall’ampiezza: non si tratta di un luogo angusto ma di una sorta di grande basilica sotterranea da cui si dipanano varie gallerie.

Il primo santo patrono della città di NapoliSant’Agrippino, venne sepolto qui nel III secolo e, nel V secolo, anche le spoglie di San Gennaro vennero sepolte vicino. Poiché la vicinanza alle reliquie dei santi veniva considerata un privilegio, furono scavate numerosissime tombe, decorate con bellissimi affreschi e mosaici.

Anche se le spoglie di San Gennaro furono portate via nel IX secolo, causando per altro un progressivo abbandono del sito, le decorazioni delle tombe sono rimaste. Particolarmente belli sono i ritratti a mosaico dei primi vescovi di Napoli, tra cui l’africano Quodvultdeus, sfuggito alle persecuzioni vandaliche.

Come spesso accade, le sepolture ci parlano della vita, degli usi e dei costumi ed è proprio qui che si trova  il più antico ritratto di San Gennaro conosciuto.

Le catacombe di San Gennaro al rione Sanità sono una tappa fondamentale per capire a fondo la storia di Napoli.

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La basilica di San Gennaro fuori le mura

Alla fine delle catacombe di San Gennaro, sorge una chiesa paleocristiana del V secolo, pesantemente rimaneggiata nei secoli successivi. Si tratta di San Gennaro extra moenia, fuori le mura, annessa alle catacombe che ospitavano la tomba del santo.

L’edificio assunse forme medievali e poi barocche, finché nel ‘900 non si volle riportarla all’originale “semplicità” rimuovendo gli altri interventi.

Dell’originale struttura si conservano le belle colonne nell’abside e l’impianto basilicale, mentre l’atrio d’accesso è decorato con affreschi cinquecenteschi di Andrea Sabatini, rappresentanti storie della vita di San Gennaro.

Accanto alla chiesa sorse prima un monastero benedettino (VIII secolo) poi convertito in ospedale per gli appestati (XV secolo), e infine ospedale dei poveri (XVII secolo).

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Il cimitero delle Fontanelle a Napoli, dove la devozione incontra il folklore

Uno dei posti più incredibili e suggestivi del Miglio Sacro e del rione Sanità è il cimitero delle Fontanelle. Un’antica cava di tufo, di proporzioni mastodontiche, ospita le ossa di centinaia di migliaia di napoletani.

Dal seicento furono infatti ammassati i resti di tutti gli ossari cittadini, di qualunque epoca fossero, per fare spazio ai corpi delle numerose vittime della peste. Nell’ottocento le ossa furono sistemate da alcune pie donne e da allora questo enorme cimitero divenne un vero e proprio luogo di culto.

Era uso adottare un teschio, detto “capuzzella”, cui si chiedeva protezione e grazia in cambio di preghiere. Le anime pezzentelle, proteggevano l’intera famiglia e, quando realizzavano un miracolo, il teschio veniva messo in una teca, gli si portavano doni e gli si scrivevano dediche.

A volte la suggestione era tale che si sognava la persona a cui era appartenuto il teschio.

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Riflessioni lungo il Miglio Sacro a Napoli

Le riflessioni da fare in un luogo simile sono infinite.

Possiamo pensare alla famosa “livella” di Totò, che peraltro nacque al quartiere Sanità. In questo luogo si trovano i resti di persone dal V secolo al XVII. Tutte ammucchiate, tutte uguali, che siano appartenute a ricchi o a poveri, a persone importanti o sconosciute.

Ho trovato molto interessanti anche le teche dei teschi che hanno esaudito le grazie richieste, alcuni dei quali con errori di ortografia e con dediche speciali, che ci raccontano la storia di chi si era preso cura di questi resti.

Secondo me il cimitero delle Fontanelle del Miglio Sacro non è solo un posto incredibilmente suggestivo, ma anche e soprattutto importante per capire la vita e le usanze napoletane.

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Il centro del rione e del miglio Sacro: la madonna della Sanità

La chiesa di Santa Maria della Sanità sorge proprio al centro del quartiere e del Miglio Sacro. Si tratta di un edificio barocco di grandissime dimensioni, che colpisce soprattutto per la cripta. La chiesa ha infatti origini antichissime: risale addirittura al V secolo di cui ci è arrivata l’immagine della Madonna con Bambino.

Proprio questo ritrovamento ha causato la ricostruzione dell’edificio e della cripta. I frati domenicani, per dare lustro alla chiesa, acquistarono anche le reliquie di 13 santi. Grazie a quest’ultime, aumentarono i fedeli desiderosi di essere sepolti nelle catacombe adiacenti e i prezzi aumentarono velocemente.

Davanti all’altare vi è una superba scalinata detta “a forcipe”, con marmi policromi che fa da cornice all’entrata della cripta. Nella chiesa sono presenti interessanti opere pittoriche del Seicento, di Luca Giordano e Andrea Vaccaro.

La statua di San Vincenzo O’Monacone, patrono del quartiere, è la più venerata.

Sulla sinistra della facciata c’è l’entrata dell’antico chiostro, oggi tagliato in due dalla costruzione del ponte napoleonico. Se riuscite ad entrate noterete gli affreschi antichi, quasi monocromatici, e la particolare forma ellittica.

Da una delle scale si accede al b&b casa del Monacone, gestito dalla cooperativa la Paranza, di cui vi ho parlato qui.

Proprio accanto alla cripta, si trova l’entrata alle catacombe di San Gaudioso, anche queste uniche nel loro genere.

Ora te ne parlo!

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Le catacombe di San Gaudioso a Napoli

Le catacombe di San Gaudioso si trovano proprio sotto alla chiesa della Madonna della Sanità e sono incluse nel percorso turistico del Miglio Sacro. Sono più piccole e strette delle Catacombe di San Gennaro ma non così tanto da causare ansia da claustrofobia.

Anch’esse hanno una parte antica, risalente al V secolo, quando vi erano sepolti i resti di San Gaudioso.

Furono abbandonate dopo la traslazione del corpo del santo e ampliate nel XVII secolo, quando nella chiesa furono portate le reliquie dei 13 santi.

frati domenicani costruirono quindi dei nuovi alloggiamenti per le salme del tutto particolari. All’epoca era in uso a Napoli l’essiccamento dei cadaveri, che prevedeva un tempo di svuotamento e perdita dei liquidi corporei di circa un anno. La temperatura costante del tufo bloccava i processi di putrefazione e permetteva la conservazione dei tessuti.

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Le catacombe di San Gaudioso: macabri racconti barocchi

Al di sotto delle catacombe di San Gaudioso si trova il luogo dove i corpi venivano trattati prima della sepoltura. Questi venivano lasciati su seggi scavati nel tufo di diverse dimensioni, a seconda della grandezza del morto. Vi era una persona addetta proprio a sorvegliare che il processo avvenisse in modo corretto, detta schiattamuorto, che bucava i cadaveri per permettere ai liquidi di fuoriuscire.

E’ ancora in uso a Napoli dire “che tu pozza sculà” cioè che tu possa “scolare”, morire.

Una volta “scolati”, i defunti venivano inumati e la tomba sigillata. La testa veniva murata con tanto di capelli e, al di sotto, veniva rappresentato il vestito del defunto.

Immaginate l’impressione che dovevano fare con tutta la pelle attaccata!

Nelle catacombe di san Gaudioso troviamo un giudice, un medico, delle ricche dame ma, per fortuna, sono conservate solo parte dei teschi e non tutti i crani essiccati!

Anche qui l’arte funebre si mescola al folklore, alle tradizioni locali e della storia del costume. La prossima volta che vi lamentate del vostro lavoro, pensate allo schiattamuorto, che se ne stava dentro alle catacombe tra i liquidi dei cadaveri…TERRIBILE!

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Altre due chiese da non perdere al quartiere Sanità

Vi sono altri due edifici che meritano attenzione lungo il miglio sacro. Si stratta della chiesa di Santa Maria de’ Vergini, cosiddetta perché legata alla confraternita degli eunostidi, dediti alla castità.

L’altro edificio interessante è San Severo fuori le mura, chiesa barocca che nasconde più di un tesoro: l’oratorio della confraternita dei bianchi, con preziosi stucchi e dipinti e delle antiche catacombe, non ancora accessibili al pubblico.

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La street art a Napoli da vedere lungo il miglio sacro

Passeggiando lungo il Miglio Sacro, non potrete non notare i coloratissimi murales che decorano i palazzi. Gli stessi ragazzi che gestiscono le catacombe hanno chiamato artisti da tutto il mondo per decorare il rione Sanità che oggi si presenta come una vera e propria esposizione di street art a Napoli.

Tra i murali più famosi vi è “Luce” di Tonio Cruz, davanti alla Madonna della Sanità, che rappresenta i bambini del rione o “Resis-ti-amo” di Bosoletti, che si concentra sulla “femminilità” del quartiere, abitato da moltissime donne con figli.

Ho trovato splendido anche “Speranza nascosta” che mostra il viso segnato dalle rughe di un clochard però in negativo, come se per essere letto dovessimo avere un filtro, un modo diverso di vedere la realtà. Si trova proprio in corrispondenza con un centro di accoglienza per senzatetto.

Il murale che ricopre totalmente la chiesa accanto al cimitero delle Fontanelle, il volto della venere spezzata che rappresenta il quartiere stesso, il grande totem fuori dalla chiesa di San Severo, tutti raccontano di come questi artisti di fama mondiale vedono questo quartiere tanto bello quanto ricco di contraddizioni.

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Informazioni utili sul miglio sacro

L’intero percorso del Miglio Sacro è frutto di anni di lavoro e paziente rivalutazione del quartiere da parte dei ragazzi che oggi gestiscono le Catacombe di Napoli. Come vi ho spiegato, non si tratta solo di una cooperativa, ma di un progetto molto più vasto che sta dando nuova vita al rione.

Il tragitto intero dura circa tre ore con una guida.

Il Miglio Sacro è un ottimo spunto per scoprire una parte della città di Napoli fuori dai soliti percorsi turistici ma che include grandi bellezze artistiche ed eccellenze culinarie come la pasticceria Poppella, famosa per il suo fiocco di neve, la pizzeria da Ciro Oliva, locali tradizionali dove potrete gustare piatti tipici della tradizione come il ristorante La taverna di Totò o l’alimentari Carmine. Vi lascio agli articoli dei miei compagni di viaggio.

Il racconto di Martina di Martiipal

Il racconto di Gian Luca di Viaggiaescopri

Il racconto di Ramona di Farina Lievito e Fantasia

Il racconto di Fedora di Cappuccino e Cornetto

Il racconto di Pilar di Non solo turisti

Siete mai stati o avete intenzione di visitare il rione sanità di Napoli? Per qualsiasi informazione scrivetemi nei commenti!

Il viaggio è stato sponsorizzato da InsolitaItalia.

 

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