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Oggi inauguriamo la nuova rubrica, in cui expat e locali ci racconteranno le loro città dando consigli pratici a chi vuole visitarle. Giulia ci parla di Amsterdam, una città dalle mille sorprese!

Amsterdam. Un connubio di arte e colori. Le facciate delle antiche case lungo i canali contrastano meravigliosamente con le architetture moderne.

Passato, presente e futuro si fondono nella capitale olandese che corre veloce, come le migliaia di bici che ogni giorno la percorrono. Le opportunità che questa città offre sono molte e varie, da un punto di vista sia lavorativo sia universitario. Non vi ho ancora convinti a organizzare il vostro prossimo viaggio ad Amsterdam?

Beh, effettivamente non ve ne ho parlato ancora abbastanza. Mi sono trasferita qui per la seconda volta nel giro di due anni, da quanto ne sono innamorata. Cercherò di raccontarvi Amsterdam con gli occhi di chi la vive tutti i giorni (e di chi la ama da impazzire!).visitare-amsterdam

Cosa c’è da vedere ad Amsterdam?

Tanto. Davvero tanto. Consiglio di spendere almeno tre notti nella città per riuscire a godersene almeno una buona parte. La vera essenza di Amsterdam sta nei canali che la percorrono: una passeggiata per la Grachtengodel (letteralmente “cintura dei canali”) è d’obbligo. Da non perdere le quattro piazze principali di Amsterdam: Dam (dove ha sede l’ex Palazzo Reale), Nieuwmarkt, Rembrandtplein e Leidseplein.

Splendida è anche la zona del Red Light District(“Quartiere a luci rosse“), una delle più antiche di tutta Amsterdam, che ospita la gotica Oude Kerk (“Chiesa Vecchia”). Degne di nota sono anche la gotica Nieuwe Kerk (“Chiesa Nuova”), situata a Dam, e la neo-barocca Sint Nicolaaskerk (“Basilica di San Nicola”), proprio davanti alla maestosa Stazione Centrale. E questo è solo l’inizio se volete visitare Amsterdam!visitare-amsterdam

I musei di Amsterdam da non perdere

Se volete visitare Amsterdam, imperdibile è la Museumplein, la gigantesca piazza dei musei. Oltre a ospitare la celebre scritta “Iamsterdam” (diventata un vero e proprio marchio della città), essa è sede dei principali musei amsterdamiani. Il Rijksmuseum (in foto) è dedicato alla Storia dell’arte (olandese e non solo), dall’antichità ai giorni nostri; lo Stedelijk è il museo di arte contemporanea; il Museo di Van Gogh è dedicato interamente all’immenso artista olandese e, infine, il Moco Museum dedicato a Banksy. Altri due musei assolutamente da visitare sono il Nemo Museo della Scienza, la cui architettura in rame a forma di nave è opera di Renzo Piano, e l’Amsterdam Museum, l’interattivo (e interessantissimo!) museo della storia della città.

Infine, consiglio di ritagliarsi un’oretta di tempo per fare una crociera sui canali. La maggior parte dei boat trips partono dalla Stazione Centrale e dal Damrak; la durata può variare tra mezz’ora, un’ora e un’ora e mezza. Alcune offrono addirittura la possibilità di un drink o di una cena a bordo. Penso che sia una buona occasione per visitare Amsterdam da un punto di vista totalmente diverso.visitare-amsterdam

Dove mangiare ad Amsterdam?

Come per ogni viaggio che si rispetti, le info “culinarie” sono fondamentali! Le due zone più caratteristiche di Amsterdam sono anche quelle più ricche di ristoranti: mi riferisco
al Grachtengodel e al Red Light District. Il bello è che si possono provare diverse cucine, provenienti da tutto il mondo: ottimi ristoranti olandesi, indiani e greci nella zona dei canali; deliziosi cinesi, indonesiani e argentini nei dintorni di Dam e del Quartiere a luci rosse.

Tra tutti i ristoranti che ho provato, però, devo dire che questi tre mi sono rimasti nel cuore:

  • Eye Film Museum. A tutti gli effetti è un museo… del cinema! Si trova a Nord di Amsterdam, ed è facilmente raggiungibile dalla Stazione Centrale grazie a un traghetto gratuito che parte ogni 5 minuti e impiega circa 3 minuti per raggiungere l’altra sponda. Il Museo (e cinema) gode di una splendida terrazza (interna con vetrate) sede di un bar-ristorante dove si può degustare un’ottima cucina internazionale. La location è molto bella e i prezzi sono abbastanza contenuti.
  • Madame (in foto): è il ristorante dell’Adam Lookout Tour (135m), situato a circa 100 m di altezza. Come potete immaginare – e notare dalla foto – la vista sulla città è mozzafiato. I prezzi sono medio-alti, ma ne vale veramente la pena; la cucina è internazionale. Consiglio sempre di prenotare tramite il loro sito, soprattutto il weekend, perché i coperti non sono molti
  • The Seafood Bar. Amsterdam è una “città d’acqua” e qui il pesce arriva fresco ogni giorno. Bene, questo è il posto ideale per farne una scorpacciata. Si trova a Spui, nel centro città. La location è splendida e pesce e cucina sono a vista, garantendo una trasparenza estrema. I prezzi sono abbastanza alti, ma neanche troppo se si considera la qualità eccelsa del cibo, il servizio e la location.visitare-amsterdam

Info pratiche per visitare Amsterdam

Amsterdam è la città delle biciclette. Le piste ciclabili sono delle specie di autostrade e le bici hanno la precedenza su tutti, perfino sui pedoni. Consiglio, quindi, di noleggiarne una: alla Stazione Centrale, ad esempio, c’è un noleggio bici ben fornito. Il mezzo perfetto per visitare Amsterdam!

Se poi proprio il tempo è tiranno e in Olanda, purtroppo, succede abbastanza spesso, potete usare i trasporti per spostarvi. La cosa più conveniente da fare è acquistare una carta dei trasporti (valida 24, 48 o 72 ore) con cui potete viaggiare liberamente in bus, tram e metro. Ancor meglio, se siete degli appassionati di musei, consiglio la IAmsterdam City Card (24, 48, 72 o 96h) che garantisce l’ingresso a più di 50 musei e l’utilizzo gratuito dei trasporti cittadini.

Qualcosa mi dice ora che forse ora vi ho convinto a fare il vostro prossimo viaggio ad Amsterdam! Lasciatevi incantare dalla bellezza di questa città, dal profumo dei suoi tulipani e dai colori delle sue case sui canali… ne vale davvero la pena!

Giulia Pianellivisitare-amsterdam

(le foto di questo post sono state prese da internet. Se violano il tuo copyright, per favore fammelo sapere scrivendomi a arttrip@arttrip.it)

Anche se non sai chi è Escher sicuramente hai visto qualcuna delle sue opere riprodotta su una maglietta, un poster o un quaderno.

Se l’hai osservato bene, ne sei rimasto probabilmente affascinato. Ti spiego qui chi era questo artista e la sua arte sorprendente in questo post!

Escher, un olandese innamorato dell’Italia

Maurits Cornelis Escher nacque nel 1898 a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, in una famiglia benestante. Sin dalla scuola elementare dimostro’ molto talento nel disegno, mentre nelle altre materie era un disastro. Fu bocciato due volte alla scuola primaria e persino nei primi concorsi artistici, in quanto il suo modo di disegnare risultava poco in linea con gli standard dell’epoca.

Nel 1922 visitò per la prima volta l’Italia, insieme ad alcuni amici e da allora se ne innamorò. Si stabilì in Toscana e poi in costiera amalfitana. Fu proprio a Ravello che conobbe il grande amore della sua vita, Jetta Umiker, con cui si sposò nel 1924. Si trasferì allora a Roma dove lavorò come grafico e incisore.

Continuò a viaggiare la penisola, spinto dal suo amore per il mare e per i paesaggi italiani. Decise tuttavia di lasciare il paese quando nel 1935, suo figlio George tornò a casa con la divisa da piccolo Balilla. Erano infatti gli anni del fascismo ed Escher decise di andare via per impedire che i suoi figli fossero indottrinati.

Era stato anche portato in caserma dai carabinieri ed accusato di aver preso parte ad un fallito attentatoalla vita di re Vittorio Emanuele III. Durante un viaggio in Abruzzo una donna si era infatti insospettita e lo aveva denunciato solo perché non aveva partecipato alla processione del paese.

Escher in giro per l’Europa

L’artista iniziò quindi a viaggiare per l’Europa, sostenendo le spese economiche dei viaggi in cambio di stampe e disegni. Continuò esplorare Spagna, Svizzera e Belgio senza trovare pace, finché, con la seconda guerra mondiale, non tornò nei Paesi Bassi per essere vicino alla sua famiglia.

La sua arte fu profondamente influenzata dai suoi viaggi, infatti produsse una grandissima quantità di paesaggi. Le sue strutture geometriche in particolare furono ispirate dai motivi arabeggianti visti nell’Italia meridionale e nella Spagna del sud.

L’arte di Escher: infinito e impossibile

L’arte di Escher divenne famosa per le sue geometrie impossibili. Per la maggior parte delle sue opere utilizzò la tecnica dell’incisione, un metodo molto antico che era già stato superato da tempo. Si ispirò Piranesi, e ad altri incisori del passato, ma anche ad artisti come Van Eyck o Parmigianino nell’uso degli specchi convessi.

Le figure che rappresenta hanno sempre molteplici chiavi di lettura: spesso sono addirittura paradossali. C’è una mano che si disegna da sola, lucertole che escono ed entrano in un disegno, anatre bianche e nere che si fondono insieme. Le sue composizioni, scale, architetture, geometrie, sono ritratte contemporaneamente da diversi punti di vista. Il risultato è spesso un ciclo infinito, un circolo che si autoconclude ricominciando, una sorta di specchio che riflette lo specchio in una scala potenzialmente senza fine.

Escher e la matematica

Una volta Escher disse “Mi sento spesso più vicino ai matematici che ai miei colleghi artisti“.

Proprio la sua capacità di riportare concetti astratti e paradossali nella sua arte a renderlo un‘ispirazione per i matematici.

Ad esempio l’opera  “ascesa e discesa” in cui uomini percorrono una scala “impossibile” in un moto eterno, fu ideata sulla base del “triangolo impossibile” dei Penrose, i quali a loro volta si erano ispirati alla sua “casa di scale“!

Per questo Escher è tuttora uno degli artisti più amati e stimati dal mondo scientifico e matematico.

Escher e gli hippie

Persona tranquilla e timida, Escher divenne uno dei simboli della cultura hippie. Infatti le sue immagini psichedeliche, furono scelte come copertina per l’album dei Pink Floyd On the run, a cui concesse l’uso di una sua litografia.

Anche i Mick Jagger gli chiede di disegnare la copertina per il suo disco Let it bleed, ma l’artista si rifiutò.

La solitudine di Escher

Nonostante la fama raggiunta, Escher rimase sempre isolato. Gli altri artisti lo vedevano più come un grafico che come un genio. I matematici stimavano le sue opere ma rimaneva pur sempre al di fuori del mondo scientifico.

Se l’unicità dell’arte di Escher lo condannò da una parte alla solitudine, la sua ricerca lo rese un anticipatore di teorie matematiche che vennero scoperte solo anni dopo.

L’artista mori, solo, in una casa di riposo, nel 1972. Le sue opere sono tuttora tra le più riprodotte al mondo.

Commenti su Escher

Conoscevi già questo artista? Qual è la tua opera preferita?

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