Storie di imperatori, ciclopi e arte al museo archeologico di Sperlonga

Eda, Storica dell’arte

Un posto da sogno

Immagina una grotta in riva al mare. Ora immagina che in questa grotta ci sia un bacino d’acqua, come un laghetto privato, al centro del quale si può pranzare tra statue meravigliose che raccontano la storia di uno degli eroi più grandi di tutti i tempi. Da questa fresca cavità si sente il rumore del mare, appena fuori c’è una magnifica villa, dotata di ogni comodità.

Non ti sembra un sogno? 

E se ti dicessi che un posto simile esiste e che fu costruito 2000 anni fa?

 

La villa di Tiberio a Sperlonga

Siamo nel I secolo d.C. e l’imperatore Tiberio ha deciso di costruire la sua splendida dimora in riva al mare. Oggi la località si chiama Sperlonga e anche se i tempi degli imperatori sono lontani, il suo fascino è rimasto intatto.

Il nome di questa città viene da Speluncae, cioè cavità o grotte. La sua fama è legata infatti ad una famosa grotta, testimonianza dell’altissimo livello artistico raggiunto dagli antichi Romani.

Accanto alla villa infatti, Tiberio fece scavare una grande grotta. All’interno vi erano un lago e un isolotto, dove l’imperatore amava pranzare d’estate per sfuggire al caldo.

Il museo archeologico di Sperlonga e l’Odissea

Nel 1957, proprio in quella grotta, furono ritrovati frammenti marmorei. Le statue che vennero ricomposte da questi resti lasciano a dir poco senza parole. Nel 1963 fu costruito un museo per ospitarle, assieme ai vasi, ritratti e altre sculture che decoravano la magnifica villa.

Il museo archeologico di Sperlonga è piccolo, ma ben organizzato. Il vero polo di attrazione restano pero’ le statue che raccontano le scene dell’Odissea, un tempo allestite all’interno della grotta. Queste enormi sculture, di epoca ellenistica, sono ritenute opere degli stessi scultori del Lacoonte. Secondo un’iscrizione infatti, gli autori sarebbero Agesandro, Atanodoro e Polidoro. Di certo si trattava di capolavori incredibili, che lasciano ancora oggi a bocca aperta.

Vi sono rappresentate le avventure di Ulisse: mentre sfida  il mostro Scilla, mentre trascina il corpo di Achille, mentre ruba il Palladio (ne abbiamo solo pochi frammenti) e cosi via.

Ma la scultura che più di tutte mi ha colpita è il gruppo di Ulisse e Polifemo.

Ti spiego perché…

La storia di Ulisse e Polifemo

Ulisse, lo scaltro eroe che aveva ideato il cavallo di Troia, dà di nuovo prova della sua intelligenza nell’episodio dell’Odissea che lo vede alle prese con un crudele ciclope. Approdato durante le sue avventure per tornare a casa sull’isola delle Capre, Ulisse e i suoi compagni, durante l’esplorazione dell’isola, finiscono in una grotta.

Questa è la casa del crudele mostro Polifemo, un ciclope con un occhio solo e dimensioni enormi, che si nutre anche di carne umana. Polifemo è figlio del dio del mare Poseidone e non appena vede il piccolo gruppo in casa sua, divora due dei compagni dell’eroe e promette di mangiarlo per ultimo.

La mattina quando sposta il gigantesco masso all’entrata per far pascolare le sue capre, Ulisse architetta un piano per scappare e sfuggire al ciclope. Appuntisce un tronco di albero che ha trovato nella grotta e aspetta la sera. Polifemo torna stanco e affamato. Allora l’eroe gli offre il vino che aveva portato con i suoi compagni, per farlo ubriacare.

A quel punto, con il palo, acceca l’unico occhio del mostro. Poi lega sotto alle pance dei montoni i suoi compagni in modo tale che possano fuggire non appena il mostro sposterà il masso all’entrata. In questo modo riescono a fuggire e a prendere il mare. Ma il dio delle acque vendicherà suo figlio, Ulisse ha ancora tante avventure da vivere…

La statua del museo archeologico di Sperlonga

La statua del museo archeologico di Sperlonga rappresenta il momento in cui il ciclope sta per essere accecato. Il gruppo era ospitato nella grotta artificiale proprio come se la storia si stesse svolgendo li e l’eroe omerico fosse poi pronto a scappare legato sotto ai montoni. Possiamo vedere una ricostruzione in gesso: immagina l’originale, in marmo, splendere di colori alla luce dei riflessi sull’acqua…

Informazioni pratiche sul museo archeologico di Sperlonga

L’entrata al museo archeologico di Sperlonga costa 5 euro (2.5 biglietto ridotto) e consente l’accesso all’esposizione, alla grotta e ai resti della villa. Altre info sul link!

Se questo museo non è certo l’unica attrazione di Sperlonga, penso che sia assolutamente da visitare…

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Ricostruzione ipotetica della grotta di Tiberio a Sperlonga (immagine presa da internet).

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5 Commenti

  1. Complimendi eda, davvero un bell’articolo! Io sono di Sperlonga e ho scritto un romanzo, sul genere thriller storico, ambientato lì, con Tiberio protagonista della parte storica. Ruota proprio tutto attorno al conflitto tra Giulii e Claudii. Se ti interessa lo trovi online, si chiama Amyclae, Il silenzio che uccide. Se torni a Sperlonga fatti sentire!

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    • Grazie per il tuo commento Irene! Il tuo libro mi incuriosisce… vado a cercarlo!

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  2. Salve molti anni fa erano gli anni settanta, andavamo a Sperlonga in vacanza proprio vicino
    alla grotta c’erano quelli che chiamavamo gli scoglietti, li i miei figli si divertivano insieme ai loro amici! nella grotta allora si poteva entrare e un archeologo mi ha spiegato anche che Tiberio oltre a quello scritto da voi ,la grotta serviva anche per avere del pesce
    fresco se il mare era mosso infatti li si praticava anche l’acqua cultura

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  3. Tiberio era della famiglia Claudia, discendente da un figlio di UlIsse e Circe, UlIsse il prode, l’astuto….con questa ricostruzione stupenda della figura dell’eroe Tiberio,almeno in privato,voleva alleggerirsi dai Giuli che discendevano da Enea. Uno aveva abbattuto Troia, l’altro era scappato…..mettici un po’ di storia privata del committente. È più interessante.

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    • E’ molto interessante questo tuo approfondimento! Grazie!

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