Di viaggi che finiscono, di viaggi che continuano

Eda, Storica dell’arte

I viaggi finiscono. Tutti i viaggi finiscono.

Ce n’è uno, che è la vita, che sappiamo quando inizia ma non possiamo sapere quando finirà.

Diamo sempre per scontata la nostra esistenza e quella dei nostri cari. Almeno finché non ci scontriamo con la morte.

Roma, giugno 2017

E’ brutto, pensavo qualche mese fa, vivere nell’incertezza, nella paura di poter morire in ogni istante. Questa coscienza della mortalità e dell’ineluttabilità della fine mi ha sconvolta sin da quando ero bambina.

Ora ho capito che non è una cosa spaventosa e che è proprio la morte a rendere la vita così dolce, preziosa e bella. Se non ci fosse la morte la vita avrebbe molto meno valore e sarebbe molto meno importante.

Due anni fa si è ammalata una delle persone che più ho amato e che più amerò finché sarò in vita. Un anno fa è guarita, dopo lunghi mesi di terapie, dolore e paura.

Quando ci dissero che la malattia era scomparsa è stato il giorno più bello del quale abbia ricordo. Pensavamo tutti che fosse finita, di avere tempo, tanto tempo ancora con lei. Abbiamo iniziato ad apprezzare ogni attimo accanto a lei, proprio perché avevamo avuto paura di perderla.

Mi sono detta che dovremmo vivere la vita tutta così, con la gratitudine di avere vicino le persone che amiamo e la coscienza che niente è per sempre.

La vita però va secondo i suoi piani, non secondo i nostri. La malattia è tornata, proprio quando tutto sembrava risolto, e se l’è portata via in due mesi. Questi ultimi due mesi sono stati tra i più duri della mia esistenza, perché veder soffrire qualcuno che ami è una cosa orribile, terribile e spaventosa.

Non ho mai avuto tanta paura come l’ho avuta in queste ultime settimane. Non ho mai sofferto tanto.

Il suo viaggio si è concluso il 24 giugno. L’abbiamo accompagnata, siamo stati con lei giorno e notte, le abbiamo tenuto la mano mentre le forze le scivolavano via per sempre.

E’ stato a quel punto che la paura, le lacrime e il dolore hanno lasciato lentamente posto alla pace. Una silenziosa e quieta pace.

Non so cosa accadrà poi, come reagiremo noi che siamo rimasti tra qualche settimana o tra qualche mese al vuoto che ha lasciato nelle nostre vite.

So solo quello che provo adesso e sento la fatica delle notti passate a vegliarla, sento la tristezza dell’idea che non la vedrò mai più, ma sento anche la certezza che sia molto meglio cosi piuttosto che vederla soffrire come stava soffrendo. L’atto di amore più grande è lasciare andare chi ami. Ho capito il senso di questa frase solo in questi ultimi giorni.

Mi dico che il suo viaggio in questa vita è finito, ma io ho ancora molta strada da fare. E dovrò farla seguendo il suo esempio: il coraggio che ha avuto fino all’ultimo di affrontare la sua malattia, la dignità, che ha mantenuto sempre e la forza di non mollare, anche quando aveva capito che non c’era più niente da fare. In due anni di dolori, paura e sconforto non l’ho mai vista piangere. Non l’ho mai sentita lamentarsi. Non si è mai data per vinta. Ha sempre lottato, fino all’ultimo respiro.

Non so quanto tempo mi rimane, nessuno di noi lo sa. Perché la verità è che non siamo immortali, e questa è la nostra unica ed incredibile occasione di vivere in questo mondo. Quindi cerchiamo di utilizzare bene il nostro tempo, di non sprecarlo, di essere coscienti e presenti a noi stessi, di seguire le nostre passioni ma soprattutto di essere felici e di apprezzare davvero ciò che abbiamo.

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