Eugène Delacroix: tutti i segreti del più grande pittore del Romanticismo francese

Eda, Storica dell’arte

Eugène Delacroix è stato sicuramente uno dei più grandi pittori del Romanticismo francese. I suoi dipinti sono tutti incentrati sul tema politico, il fascino dell’esotico ed il racconto del mito. Vediamo più da vicino la sua arte, le sue idee e la sua vita incredibile!

L’arte di Eugène Delacroix

L’arte di Eugène Delacroix trasse la sua ispirazione da artisti come Rubens, Tintoretto e Veronese. I colori e le pennellate costituiscono le figure e le loro turbinose e dinamiche azioni. Il suo principale rivale Ingres invece, ancora legato al neoclassicismo, concentrerà la sua ricerca sulla perfezione e la definizione dei contorni.

Per Delacroix la missione è piacere a “l’uomo col quale il caso mi fa incontrare, un contadino o un gran signore”.

Autoritratto Delacroix

Di chi era figlio Delacroix?

Eugène Delacroix nacque il 26 aprile 1798 in una località vicino Parigi. Sua madre era figlia di un ricco commerciante e aveva sposato Charles-François Delacroix, un importante avvocato che stava intraprendendo anche la carriera politica. Alcuni storici ritengono pero’ che il pittore non sia figlio del diplomatico ma di Charles Maurice de Talleyrand. Quest’ultimo, soprannominato “il camaleonte” o “lo stregone della diplomazia”, fu uno dei più importanti politici della sua epoca e caro amico della famiglia Delacroix.

Le ragioni che spingono a sostenere questa teoria sono la somiglianza fisica tra il pittore e l’astuto politico ma anche il fatto che Charles era affetto da una malattia che probabilmente lo rendeva sterile all’epoca del concepimento di Eugène.

Quel che è certo è che Talleyrand fu sempre vicino al giovane, rimasto orfano di padre a soli otto anni.

Massacro di Scio

Delacroix e il fascino dell’oriente

Nei numerosi viaggi compiuti in Africa settentrionale e nell’Europa meridionale, Delacroix rimase incredibilmente affascinato dalle diverse culture. La sua vivace intelligenza lo porterà ad indagare gli usi e i costumi locali, spingendolo persino all’interno di un harem, che riprodurrà in “ragazze di Algeri”.

La sua passione per l’oriente fu alimentata dalla sua vasta cultura letteraria. Ritrovava in queste popolazioni ancora “autentiche” tutta la poesia delle antiche culture mediterranee.

Morte di Sardanapalo

La difficile carriera di Eugène Delacroix

Il primo dipinto che espose fu “la barca di Dante” in cui vediamo il poeta accompagnato da Virgilio sopra una barca infernale che attraversa il famoso fiume di anime descritto nella Divina Commedia.

L’opera non riscosse successo come anche molte delle sue successive fatiche.

Una delle sue opere che più mi ha colpita è “orfanella in un cimitero” come anche la “furia di Medea”, entrambe al Louvre.

Alla causa della libertà greca Delacroix dedicò numerose opere, a partire da “il massacro si Scio”, per continuare con la “morte di Sardanapalo” e “La Grecia spirante sulle rovine del Missolungi”.

Dagli ideali romantici di libertà dei popoli da oppressori e tirannie prese forma anche la sua opera più celebre, “La Libertà guida il popolo”.

Donne di Algeri

La Libertà guida il popolo, il più famoso dipinto di Delacroix

Questo capolavoro fu ispirato dai moti rivoluzionari del 1830, quando i parigini insorsero contro le politiche autoritarie di Carlo X di Borbone. Durante le tre gloriose giornate tra il 27 e il 29 luglio, Parigi alzò barricate e combatté contro le guardie del re fino a costringerlo a revocare le riforme e ad abdicare.

La libertà che guida il popolo di Delacroix rappresenta una donna, Marianne, che incede incitando la folla e sventolando il tricolore.

La donna è il simbolo della Libertà: mostra il seno nudo e porta il cappello frigio, simbolo della rivoluzione del 1789. In una mano porta la bandiera francese e con l’altra una baionetta simbolo della lotta per la libertà.

Intorno a lei sono rappresentate tutte le classi sociali: un ragazzino con le pistole, rappresenta il coraggio dei giovani, un manovale che incede dietro ad un ricco signore con il cappello simboleggiano la operai e borghesia.
Da un punto di vista compositivo, l’opera si ispira chiaramente a “la zattera della medusa” dell’amico Gèricault. La struttura piramidale è infatti simile, così come la drammaticità dei corpi in primo piano. Da notare anche il particolare del piede con il calzino parzialmente sfilato, chiara citazione del dipinto dell’altro pittore. Non a caso; al Louvre; queste due splendide tele sono esposte a poca distanza l’una dall’altra!

Orfanella in un cimitero

Sai chi erano gli amici di Eugène Delacroix?

Il maestro di Eugène Delacroix fu Guèrin, un importante esponente del neoclassicismo.

Verso il 1817 conobbe Géricault con cui strinse un’amicizia tanto forte da farlo posare persino all’interno del famoso dipinto “la zattera della Medusa”.

Una decina di anni dopo, lo vediamo frequentare assiduamente i poeti romantici tra cui Hugo, Stendhal e Dumas. Appassionato di letteratura, si appassionò ai testi classici, di Dante, Shakespeare, Goethe e soprattutto Byron. Proprio da uno dei suoi libri si ispirò per il quadro “morte di Sardanapalo”.

Nella maturità si avvicinò molto alla musica classica frequentando Chopin e la drammaturga e scrittrice George Sand (pseudonimo di Amandine Dupin).

Uno dei pittori che stimò maggiormente fu Constable, da cui trasse l’ispirazione per l’uso del colore. Grazie ai suoi taccuini e diari di viaggio, pieni di schizzi e acquerelli, sappiamo molto anche della sua vita. “Constable mi fa un gran bene” annotò durante un soggiorno in Inghilterra.

La furia di Medea

Maturità e morte di Delacroix

La bravura di Delacroix fu riconosciuta solo in tarda età, quando gli furono commissionate degli importanti cicli di affreschi al Luxembourg, sede del Senato, a Saint-Sulpice, al Louvre e a Palais Borbon (controllare).

Il lavoro lo affaticò molto fisicamente tuttavia lavorò sino alla sua morte, il 13 agosto 1863. La sua tomba si trova oggi al cimitero Père Lachaise di Parigi.

Delacroix fu uno dei più grandi artisti del romanticismo francese e le sue opere continuano a parlarci dei suoi ideali di libertà e della sua vasta cultura.

La barca di Dante

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