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Stai cercando dove andare al mare questa estate e vuoi conoscere le spiagge più belle della Calabria? Se sei un amante delle spiagge sassose ti suggerisco un posto incredibile e suggestivo.

Roseto Capo Spulico si affaccia sul mar Ionio, ha una spiaggia bellissima ma soprattutto una storia lunga ed intensa. Il suo castello medievale a strapiombo sul mare ci parla ancora di pirati, templari, imperatori e perfino della sacra sindone.

Continua a leggere e scopri tutti i suoi segreti!

Roseto Capo Spulico: ecco perché si chiama cosi

 Roseto è una piccola ma antichissima cittadina a sud della Calabria. La sua attrazione principale è il meraviglioso castello medievale, oggi riconvertito a ristorante. Il castello di Roseto Capo Spulico si trova a pochi passi dal mare e avrai la possibilità di piantare il tuo ombrellone proprio ai piedi della roccia sulla quale si erge.

Il nome della località deriva dall’epoca greco-romana, quando su queste coste venivano coltivate le rose. I loro petali avevano diversi usi, tra cui quelli erboristici e per produrre olii essenziale. Avresti mai pensato che venivano utilizzati perfino per  riempire i materassi!

Il castello di Roseto Capo Spulico

Il castello attuale fu costruito nel XI secolo e segnava i limiti tra i regni di Roberto il Guiscardo e suo fratello Ruggero. Il Castrum Petrae Roseti serviva a controllare le coste dalle incursioni e a garantire la sicurezza del villaggio.

Questo castello fu sotto il controllo dei cavalieri templari sino a quando non venne requisito da Federico IInel 1228. Dell’epoca dei cavalieri combattenti rimangono solo pochi stemmi ancora visibili all’interno.

L’imperatore Federico II modifico’ la forma dell’edificio e lo rese una vera e propria roccaforte. Alcuni studiosi affermano che, in una delle due torri di questo castello, sia stata ospitata la Sacra Sindone durante il XIII secolo.

Nei secoli successivi il castello sopravvisse per via della sua funzione indispensabile di controllo delle coste contro gli attacchi degli arabi e dei pirati.

La spiaggia di Roseto Capo Spulico

Se una parte del fascino di questo posto si deve al castello, non bisogna tralasciare la bellezza del mare della Calabria.

La spiaggia è sassosa e non facilissima da raggiungere se non con mezzi privati. In compenso è immersa nella calma e nella tranquillità più assoluta: molto spesso non ci saranno che una manciata di persone lungo tutta la spiaggia.

Non si può certo perdere l’occasione di portare la maschera e lo snorkel per ammirare la bellissima fauna marina: non è difficile trovarsi a nuotare immersi un un banco di pesci, intenti a cercare cibo vicino alla spiaggia. Ma fate attenzione ai ricci di mare!

Poco lontano dal Castello di Roseto ci sono anche alcuni bar per rinfrescarsi nelle ore più calde.

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Avete mai fatto il bagno nel mare cristallino della Calabria?

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Vorresti scoprire i parchi più belli dove passeggiare a Roma e allontanarti dai soliti posti pieni di turisti? Forse ho quello che fa per te!

Ci sono dei luoghi a Roma di cui spesso neppure i romani sono a conoscenza. Uno di questi è Villa Torlonia, un vero e proprio gioiello nel bel mezzo di un parco pubblico sulla via Nomentana.

Villa Torlonia è parco bellissimo e le residenze principesche al suo interno sono ricche di storia e bellezza.

Situate in mezzo al verde, sulla via Nomentana, si ergono varie costruzioni distinte: il Casino nobile, il Casino dei Principi e la Casina delle Civette, tutte costruite tra il XIX ed il XX secolo dalla potente famiglia Torlonia.

Oggi il parco ospita due musei, uno dedicato alla scuola romana e uno alla villa stessa. Continua a leggere se le vuoi scoprire cosa vedere a villa Torlonia!

Come venne costruita villa Torlonia

Villa Torlonia a Roma prende il nome dai principi Torlonia che la acquistarono nel 1797 e ne fecero la loro residenza principale. Ottenuto il titolo nobiliare, Giovanni Torlonia decise di farne una tenuta degna del suo rango.

I lavori di sistemazione furono affidati a Valadier, che sistemò il giardino organizzandolo “all’inglese”. Vennero cosi costruiti il casino Nobile, il casino dei Principi e le scuderie. Il figlio di Giovanni, Alessandro, decise di ampliare ancora di più la tenuta e fece costruire dall’architetto Carretti una tribuna, un tempio di Saturno e dei falsi ruderi.

Villa Torlonia fu dotata perfino di un campo da gioco, di grotte artificiali e vennero eretti il teatro, la limonaia o aranciera e la capanna svizzera. Quest’ultima è poi diventata poi la casina delle civette.

Infine fece costruire due obelischi in onore dei genitori.

Suo figlio, a sua volta, fece costruire una guardiania, il villino Rosso (oggi all’incrocio con via Siracusa), il villino medievale e diede l’aspetto attuale alla Casina delle Civette.

Feste e bunker: il Duce e villa Torlonia

Oltre ai Torlonia, in questa villa alloggiò anche Benito Mussolini durante gli anni della sua dittatura. Gli fu concesso infatti di risiedervi dal 1925 al 1943 e qui organizzò incontri, feste sfarzose e riunioni. In questo di periodo il parco di Villa Torlonia a Roma fu convertito in un orto di guerra e vennero realizzati dei bunker antiaereo sotto al casino Nobile.

Dal 1944 al 1947, villa Torlonia fu occupata dalle forze anglo-americane per poi essere acquistato dal comune di Roma, restaurato e reso pubblico.

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Il casino Nobile: finte tombe etrusche, sale da ballo e Valadier.

Il Casino Nobile di Villa Torlonia fu costruito da Valadier tra il 1802 e il 1806. La sistemazione attuale, che la fa sembrare un tempio classico, fu tuttavia realizzata più tardi, per rendere l’edificio ancora più maestoso.

Gli interni erano sfarzosamente decorati e si possono ancora ammirare splendide sale, come il grande salone delle feste o la bellissima sala egizia. Quella che mi è piaciuta di più è la sala dei poeti italiani, dove sono ritratti con le loro muse ispiratrici.

Fu proprio nel casino Nobile di villa Torlonia che abitò Mussolini. Sotto alla struttura, oltre ai bunker, è riemersa una finta tomba etrusca, costruita probabilmente dal Caretti.

La casina delle Civette

La Casina delle civette è il vero e proprio fiore all’occhiello del parco di Villa Torlonia sia per la sua particolare struttura ma soprattutto per le vetrate: un perfetto esempio di stile liberty tipico dell’inizio del secolo scorso.

Dell’originale capanna svizzera non rimangono che i muri: tra il 1908 e il 1930 infatti la casina venne trasformata interamente. Vennero aperte grandi finestre decorate con magnifiche vetrate colorate e gli interni furono arricchiti con maioliche, boiseries e sculture a tema zoo e fitomorfo (con forme quindi di animali e piante).

L’aspetto divenne quello di una dimora medievaleggiante e quasi favolesca. Presto iniziò ad essere chiamata casina delle civette, sia per la famosa vetrata con questi animali, che per il ricorrere di questi uccelli notturni nella casa.

Il significato esoterico delle civette è legato all’antichità greco-romana, in quanto animale della dea della sapienza Atena. Sarebbe dunque simbolo di una sapienza ancestrale e lontana: questo uccello notturno infatti “vede” nelle tenebre, come il sapiente riesce a discernere il bene nel male.

La cura e l’attenzione posti alla decorazione degli interni della casina delle civette ti lasceranno a bocca aperta: ogni stanza ha un proprio argomento di decorazione. La parte più interessante sono comunque le vetrate, un unicum nel panorama artistico di Roma in quegli anni.

La ricchezza dei mobili, delle statue e degli stucchi è veramente sorprendente, come l’armonia della struttura architettonica che, più che ad un appartamento, la fa sembrare un tempio di pace e benessere.

Insomma, è un luogo magico dove tutti sognano di poter vivere.

rondini villa torlonia

Una delle più belle ville di Roma

Passeggiare per villa Torlonia ti farà immergere in un’atmosfera incantata. Il parco non è molto grande, ma resta una delle ville meno conosciute di Roma nonostante il suo innegabile fascino.

Dopo i restauri degli anni ’90 e la riqualificazione degli anni 2000, ora è un centro di cultura e di incontroper i cittadini. Vengono infatti organizzati concerti e mostre.

E’ davvero posto da visitare!

Vetrate villa torlonia roma

Informazioni pratiche su villa Torlonia

L’accesso al parco pubblico di villa Torlonia è gratuito ma l’entrata alle casine è a pagamento (circa 10 euro). La prima domenica di ogni mese, soltanto per i residenti a Roma, l’entrata è gratuita.

villa torlonia a roma

cigno villa torlonia

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Vuoi conoscere tutte le cuoristà sulla Cappella Sistina di Michelandelo? Sei nel posto giusto!

Oggi parliamo di Michelangelo e del suo lavoro all’interno della Cappella Sistina: scopriremo l’uomo che si cela dietro questo artista straordinario, le curiosità ed i particolari che ci aiuteranno a capire le molteplici sfaccettature del suo lavoro.

Sei pronto a scoprire tutte le curiosità e gli aneddoti sulla Cappella Sistina?

Si parte!

La personalità di Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti era una persona molto particolare e soprattutto eccentrica. Conosciamo il suo carattere iracondo grazie alle descrizioni del Vasari, primo “storico dell’arte” ante litteram e suo grande ammiratore ( per gli interessati ecco un approfondimento su Michelangelo).

Grazie al suo genio e alle commesse ricevute, Michelangelo Buonarroti aveva accumulato notevoli ricchezze nel corso della sua carriera. Tuttavia si racconta che vivesse al limite della sopravvivenza, ossessionato e sofferente. Egli era infatti ossessionato per il problema della morte e della salvezza ultraterrena. 

Poco famose sono le poesie di Michelangelo, che ci parlano del forte turbamento emotivo dovuto alla sua omosessualità unita ad una fervente fede cattolica (nel 1500 non doveva essere facile).

Gli antagonisti di Michelangelo alla corte papale

Si racconta che Michelangelo fosse oggetto di scherno da parte degli altri artisti presenti alla corte papale. Le cause furono il suo caratteraccio e la sua scarsa igiene personale. La riprova ci arriva  direttamente da parte di Raffaello Sanzio nella “Scuola di Atene” (ne ho parlato approfonditamente qui).

Raffaello era infatti un epico rivale di Michelangelo e nel celebre dipinto “la scuola di Atene”, raffigurà l’artista solitario ed enigmatico. Ma la cosa che mette in evidenza sono soprattutto i suoi stivali logori che Michelangelo era solito non togliere mai.

L’aneddoto sulla tomba di Giulio II

Emblematico è l’episodio che vede Michelangelo fuggire a Firenze a seguito di un disguido circa la monumentale tomba per Papa Giulio II della Rovere. L’artista scrisse una lettera piuttosto irriverente al pontefice che si vide costretto a chiedere di intercedere per lui affinché Michelangelo tornasse a Roma.

Tuttavia gli aneddoti sulla cappella Sistina sono molto più interessanti.

Bramante, Michelangelo e la Cappella Sistina

Secondo Vasari, Michelangelo venne ingaggiato dal Papa per dipingere la volta della Cappella Sistina su consiglio del Bramante, che voleva umiliarlo e favorire il suo amico Raffaello presso il pontefice.

Bramante sapeva della scarsa esperienza di Michelangelo in pittura, ed in particolare nell’affresco, visto che l’arte che amava di più era la scultura.

Michelangelo rifiutò varie volte l’incarico di affrescare la Cappella Sistina finché, provocata la collera del Papa, fu costretto ad accettare.

Quando si ritrovò a dover costruire le impalcature per sostenerlo capì che il piano del Bramante era mettergli i bastoni tra le ruote: quest’ultimo gli suggerì infatti di costruire delle impalcature sospese, direttamente attaccate al soffitto. Alla domanda su come avrebbe poi fatto a ricoprire i buchi provocati dai montanti, l’altro gli rispose che ci avrebbe pensato a lavoro ultimato.

Michelangelo, capito che ” o Bramante in questo valeva poco, o che e’ gl’era poco amico”ideò un sistema innovativo per la costruzione delle impalcature e fu talmente efficace da essere utilizzato anche successivamente.

La finta partenza di Michelangelo dal Vaticano

Michelangelo non lasciò entrare nessuno a vedere i lavori, neanche il Papa. Il pontefice però, oltremodo curioso, insisteva per poter guardare l’opera in esecuzione.

Esasperato, l’artista disse di dover andare a Firenze per affari e che si sarebbe trattenuto qualche giorno raccomandandosi di non entrare nella Cappella. Tuttavia la curiosità del Santo Pontefice era tale che si fece aprire le porte e, entrato, vi trovò l’artista che aveva solo finto di dover partire.

Montato su tutte le furie, Michelangelo minacciò di lasciare il lavoro incompleto, minaccia che per fortuna non mise in atto.

L’impresa solitaria di Michelangelo

Vuoi sapere per quanto tempo Michelangelo lavorò alla Cappella Sistina? Ben 4 anni.

Inizialmente gli furono affidati alcuni aiutanti ma, vedendo che non erano abbastanza bravi, Michelangelo li scacciò in malo modo e completò il lavoro in totale solitudine. I diverbi con il pontefice durarono tutta la vita: si dice addirittura che una volta Giulio II lo prese a bastonate.

Costretto dall’insistenza del Papa a far presto, Michelangelo terminò la Cappella Sistina  il 31 ottobre 1512.

La riteneva ancora imperfetta.

Commenti sulla cappella Sistina di Michelangelo?

Hai mai avuto la possibilità di visitare uno dei monumenti più belli di Roma?

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