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Orleans è una piccola città capoluogo del dipartimento del Loira in Francia. Non è molto grande ed una giornata è più che sufficiente per visitarla interamente, ma ti rapirà il cuore.

Il fulcro del centro urbano è la grande place du Martroi, di forma esagonale, da cui si dipartono le principali arterie della città. Nel centro storico campeggia la statua equestre dell’eroina di questa città e della Francia intera, Giovanna D’Arco.

Questa ragazza, grazie al suo coraggio tolse l’assedio ad Orleans e combatté gli inglesi finché non fu tradita, venduta ed arsa come strega a Rouen.

Sarà stato complice il tempo uggioso ma mi sono letteralmente persa per la città alla scoperta dei suoi luoghi di cultura e della vita di una giovane pulzella che cambiò le sorti della Francia per sempre.

La cattedrale di Orleans

La Cattedrale di Orleans è notevole. Trovarla è molto facile grazie alle sue dimensioni maestose ma anche perché si trova su una delle strade più grandi della città, la Rue Jeanne D’Arc.

Questa Cattedrale è dedicata alla Santa Croce e ha origini antichissime: il primo centro di culto risalirebbe addirittura al 330 d.C. quando santa Elena, madre dell’imperatore Costantino, ritrovò la vera croce di Cristo portandone un frammento proprio ad Orleans. Fu proprio in questo momento che venne avviata la costruzione di una chiesa per contenere la sacra reliquia.

Quella che vediamo oggi non è l’originale. Successivamente alla costruzione voluta da Santa Elena,  venne eretta una prima cattedrale gotica, poi crollata e ricostruita nel 1278. Di questa oggi rimangono le nove cappelle radiali del coro.

La Cattedrale di Orleans fu poi distrutta dagli ugonotti durante le guerre di religione e ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo arrivando fino a noi.

Insomma una storia piuttosto movimentata.

Il museo delle belle arti di Orleans e la casa di Giovanna d’Arco

Se vuoi visitare Orleans non puoi perderti il museo delle belle arti. Si trova proprio accanto alla cattedrale ed ospita opere dal XV secolo ai giorni nostriPur non avendo pezzi eccezionali, è molto ricco di tele interessanti che vanno dai fiamminghi a Tamara de Lempicka.

Le vere scoperte per me sono state Léon Cogniet, artista del XIX secolo di cui sono conservate alcune bellissime tele, e il fotografo Jérémie Corbeau, che può essere apprezzato grazie ad alcune foto esposte in una breve percorso chiamato “Réalité énigmatique“. Il suo lavoro è incentrato sul concetto di realtà, percezione e prospettiva. Da non perdere se sei appassionato di fotografia.

Per i fan della Pulzella, non molto lontano si trova la casa di Giovanna d’Arco di Orleans. Non si tratta della casa natia ma di un’abitazione in cui l’eroina francese abitò dal 29 aprile al 9 maggio 1429.

Oggi la Casa di Giovanna D’Arco è un museo e spazio multimediale chiamato Maison de Jeanne D’Arc. L’abitazione non è originale ma si tratta di una ricostruzione del 1960. Loriginale, come molte altre strutture, venne distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Altre attrazioni da vedere ad Orleans

Altre attrazioni interessanti sono l’hôtel de Ville, cioè il municipio, e le tante piccole case in legno che caratterizzano alcuni scorci davvero tipici. Queste abitazioni non sono ben conservate come a Troyes o ad Amiens, a causa dei bombardamenti che hanno segnato la storia di questa città.

Resti dell’antica cinta muraria di Orlenas sono visibili accanto al transetto sinistro della cattedrale e nel quartiere Saint Paul, accanto ad uno spazio giochi per bambini.

Informazioni pratiche per visitare Orleans

Il biglietto per il museo archeologico di Orleans costa solo 4€. Il museo è allestito in un bellissimo edificio rinascimentale, l’hôtel Cabu. Inoltre con il biglietto è possibile visitare anche la casa di Giovanna d’Arco.

In questo museo si trovano l’incredibile tesoro di Neuvy-en-Sullias, un insieme di bronzi gallo-romani tra cui spiccano una tromba e una statua equestre molto belli.

Una sala è interamente dedicata al commercio sulla Loira e alla lavorazione dello zucchero che veniva raffinato ad Orleans. Nelle altre sale si trovano vari cimeli ed opere che hanno segnato la vita della città, infine un’intera sezione è consacrata alla vita di Giovanna D’Arco.

Commenti su Orleans

Hai mai visitato Orleans?

Se hai dubbi o vuoi raccontarmi la tua esperienza scrivimi qui sotto nei commenti!

Se stai facendo un tour della Francia e sei desideroso di scoprire cosa fare fuori da Parigi, ti suggerisco di passare almeno un giorno a Rouen.

Ho potuto visitare questa bellissima città della Normandia durante i due anni in cui mi sono trasferita in Francia. Rouen si trova infatti a solo un’ora di treno da Parigi ed è una meta molto amata da tutti i viaggiatori che desiderano fare un tour in Normandia.

Proprio in questa città si trova una delle più belle cattedrali del mondo, sopravvissuta per miracolo ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Rouen è inoltre una città densa di storia. Fu in origine città celtica, poi romana, invasa dai normanni, infine ducato francese spesso vittima di invasioni. La Francia e l’Inghilterra si sono a lungo contese questo territorio per via della sua posizione strategica vicino al mare e per via dei fiorenti commerci.

Se non ne eri a conoscenza, devi inoltre sapere che Rouen è stata la città del processo di Giovanna D’arco nonché il luogo della sua esecuzione nel 1431.

Sei curioso di scoprire cosa vedere e cosa fare a Rouen in un giorno?

Ecco la mia esperienza nella capitale della Normandia.

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La cattedrale di Rouen

Quando si arriva a Rouen è impossibile non notare la magnifica cattedrale dedicata a Notre-Dame. La sua guglia è la più alta di Francia: la  flèche (freccia in francese) misura infatti  151 metri.

La facciata della cattedrale di Rouen sembra di merletto e le ampie navate gotiche non possono non lasciare affascinati. All’interno invece troviamo immense colonne,  vetrate del XIV secolo e sepolture di personaggi importanti della storia di Francia quali Rollone e suo figlio Guglielmo Lungaspada.

In questo luogo è deposto il cuore di Riccardo Cuor di Leone, il famoso sovrano inglese di cui narrano tanti romanzi, celebre per le crociate e per il suo spregiudicato coraggio.

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Le altre chiese di Rouen

Passeggiando nei dintorni della cattedrale, mi sono imbattuta in altre due bellissime chiese: Saint Maclou e Saint Ouen.

La prima, costruita e decorata in un bellissimo gotico fiammeggiante, mi ha davvero colpita. Saint Ouen non è da meno:  costruita nello stesso stile, è altrettanto spettacolare ed è parte di un’antichissima abbazia benedettina molto importante in questa regione.

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Il centro storico di Rouen e il Gros Horologe

Ma Rouen non é solo famosa per il suo gotico religioso. Durante il Medioevo fu una ricca e prosperosa città comunale, fiera della sua indipendenza e della sua potenza. Proprio a questo periodo risalgono molte delle pittoresche casette in legno del centro storico. Alcune mi hanno lasciata davvero senza parole.

Uno dei monumenti più importanti da visitare a Rouen in un giorno è il magnifico palazzo di giustizia e il Gros Horloge. Questo grande orologio un tempo scandiva i ritmi della città. Fu realizzato nel 1389da Jourdain Delestre e Jean de Felains e trova il suo posto nella torre civica della città.

Il Gros Horologe di Rouen è uno dei più antichi e più bei orologi d’Europa: il suo funzionamento è assai complesso e presenta delle raffigurazioni allegoriche molto belle.

Si tratta sicuramente di uno dei monumenti più famosi dopo la magnifica cattedrale.

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Il museo delle belle arti di Rouen

Non ho potuto non visitare l’esposizione permanente del Museo delle Belle Arti: tra le numerose sale, le cose più belle che vi segnalo sono senza dubbio la Flagellazione di Caravaggio, i ritratti di Theodore Gericault e alcuni notevoli capolavori impressionisti firmati Monet, Renoir e Sisley.

Da non perdere la parte contemporanea con opere di Duchamp (adoro!), Kupka e molti altri.

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Dove è morta Giovanna D’Arco

Vagando senza meta ho scoperto molto della storia di Rouen tra cui il legame con Giovanna d’Arco (che è invece originaria di Orleans)

Tra i tanti luoghi di interesse, consiglio una passeggiata nella piazza del Vieux Marché(vecchio mercato), al cui centro sorge la piccola chiesa dedicata a Santa Giovanna d’Arco, bruciata viva in questa piazza a soli 18 anni nel 1431.

Poco distante dalla piazza sorge una torre, parte di un edificio in cui quest eroina francese fu imprigionata in attesa della sua esecuzione… fa davvero stringere il cuore.

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Informazioni pratiche

L’ufficio del turismo di Rouen si trova esattamente di fronte alla cattedrale in un edificio rinascimentale che difficilmente non noterete. La città è facilmente raggiungibile da Parigi grazie al TGC, il treno ad alta velocità francese.

Il centro cittadino è tranquillamente visitabile a piedi.

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Se ti stai chiedendo cosa fare a Lione, posso raccontarti la mia bellissima esperienza.

Lione è una città magnifica e antichissima.

Tra le cose che non puoi perderti c’è una visita alla cattedrale di Lione, un giro tra i traboules e una degustazione di piatti e vini tipici.

Sei pronto a leggere la mia esperienza?
Si comincia!

Visitare Lione: informazioni pratiche

Lione è una delle città più grandi è meglio organizzate della Francia, nonostante non sia molto popolosa.

E’ servita da 5 linee metro e da numerosi tram, quindi ogni zona della città è facile da raggiungere. Se cerchi un alloggio la posizione migliore è probabilmente la Presqu’ile, la penisola al centro dei due fiumi che attraversano Lione e che si uniscono alla confluence.

Questa zona è vicina a tutte le attrazioni turistiche. Da li ci si sposta velocemente sia con i mezzi pubblici che a piedi e offre splendide visuali sui lungofiume.

Per i trasporti e per visitare la città di Lione, studia bene il sito dell’ufficio del turismo: se sei studente o sotto i 25 anni, per brevi soggiorni conviene fare il biglietto intera giornata per i mezzi pubblici (5.00 euro al giorno).

Sotto i 26 anni la maggior parte dei musei, come quello delle belle arti, sono gratuiti, o a prezzo ridotto. Se invece non studi più, conviene la Lyon city card, una carta che dà sconti e agevolazioni.

Per raggiungere il centro dall’aeroporto, io ho scelto il Rhonexpress, un treno veloce che ferma in poche stazioni (22 euro andata e ritorno, con lo sconto studenti).

Vecchia Lione

Place des Terraux: una fontana incredibile

Sulla Place des Terraux sorge il municipio ed il museo delle belle arti. Questa piazza è arricchita dalla maestosa fontana di Bartholdi (ideatore della Statua della Libertà di New York) inaugurata nel 1892. La bellissima scultura in bronzo rappresenta la Francia ed i suoi quattro fiumi.

La commissione era partita in realtà dalla città di Bordeaux e avrebbe rappresentato la Garonna ed i suoi quattro affluenti. Quando fu acquistata dalla città di Lione, cambiò nome e significato.

Pesa la bellezza di 360 tonnellate ed è un’opera di grande maestria tecnica. Puoi osservare una donna che guida un carro trainato da quattro cavalli: dalle loro narici era previsto che uscisse del vapore, effetto che ora non è più funzionante.

Perdersi nei Traboules di Lione

Lione è famosa per il suo quartiere della Croix Rousse, dove vi sono i traboules. Si tratta di un complesso labirinto di passaggi segreti utilizzati dai tessitori di seta nei moti insurrezionali del 1830-31, e poi dai partigiani della seconda guerra mondiale.

L’entrata dei Traboules di Lione non ha l’aspetto molto invitante: a dire la verità è molto maleodorante e un po’ spaventoso. Si entra in un complesso di case popolari della periferia, per uscire un paio di isolati dopo, in cima alla collina e davanti ai comignoli di Lione.

L’ingresso è gratuito, al 9 place Colbert (non chiedetemi dove si esca), ma ce ne sono tantissimi altri disseminati per tutta la città: se non sai cosa fare a Lione ed hai il pomeriggio libero, sono assolutamente da visitare!
Ma il vero spettacolo te lo racconto qui sotto.

La collina e Notre Dame de la Fourvière… che spettacolo!

Vieux Lyon, o Lione Vecchia, è la parte più antica di questa città. Tra agglomerati di casette rinascimentali si diramano piccoli vicoli pieni di negozi dalle vetrine colorate.

Lungo il fiume, mentre si passeggia, ci sono scorci che mi hanno lasciato a bocca aperta perché, quando meno te l’aspetti, la visuale si apre sulla splendida cattedrale gotica.

Il cuore pulsante di Lyon è colmo di profumi, delle deliziose boulangeries, e si allarga dal fiume alla collina di Fourvière. Da qui si gode il paesaggio più bello sulla città e dove sono situate la tour métallique e l’église de Notre-Dame de Fourvière.

La collina si raggiunge comodamente con la funicolare che ti porterà proprio davanti alla bella basilica della fine dell’800.

A me è sembrato un castello delle fate.

Notre Dame de la Fourvière

Antichi romani, Guignol e una cattedrale medievale

Sempre sulla collina Fourvière sorge un museo gallo-romano davvero notevole. Dal principio non volevo entrarci ma una volta dentro è stato amore a priva vista. Vale la pena di visitarlo anche solo per i magnifici mosaici romani.

Ai piedi della collina c’è la cattedrale dedicata a Saint-Jean-Baptiste. Questo edificio ha origini risalenti all’XI secolo e una struttura gotica meravigliosa. Davvero incredibile l’orologio astronomico di Lione che si trova nel transetto di sinistra, attestato già all’inizio nel XIV secolo (suona e si muovono le statuette ogni ora dalle 12.00 alle 16.00).

Se hai bimbi, ci sono vari teatri di marionette da vedere, con il fantastico Guignol la marionetta  dei tessitori di seta di Lione nell’800.
Scommetto che ora hai fame, ora ti racconto cosa mangiare a Lione!

Dove e cosa mangiare a Lione

Lione è conosciuta in tutta la Francia per la sua gastronomia e per i prodotti tipici. Particolarmente note sono le ricette a base di patate, come la famosa “patate de Lyon“. C’é un locale in questa città che serve solo piatti a base di questo delizioso tubero: La pataterie. Non si trova proprio in centro ma è gustosissimo, con porzioni super abbondanti e una location molto particolare.

Per il resto ti consiglio di provare i tipici bouchons. Sono come piccole trattorie dove gustare i prodotti tipici e dell’ottimo vino. Io ne sono rimasta entusiasta: il vino e il cibo sono buoni, l’interno dei locali è molto curato e i prezzi non sono affatto alti.

Se vuoi gustare una colazione o una merenda, ti consiglio una delle tante boulangeries in giro per la città. Una in particolare mi è piaciuta tantissimo, la Boulangerie l’Epiaison  nella vecchia Lione, appena dopo il ponte.  A Lione, almeno per la mia esperienza, si mangia davvero bene!

Se avete domande o se volete altri suggerimenti su cosa fare a Lione, non esitate a chiedere qui sotto nei commenti!

Stai pensando di visitare la Bretagna ma non sai bene cosa vedere!? Ti consiglio assolutamente di trascorrere una giornata a Dol-de-Bretagne è un posto da fiaba in cui ho lasciato il cuore.

E’ un luogo in cui la storia dell’uomo affonda le sue radici e che a distanza di millenni non smette di stupire ed emozionare.

Dalla preistoria al medioevo, questo piccolo paese Bretone ha conservato tutto il suo fascino antico tra storia e misticismo.

Il tempo sembra essersi fermato secoli fa… sei pronto a visitarlo con me?

Il menhir di Champ-Dolent: arte della preistoria

L’area verde del Dol-de-Bretagne era abitata già dalla preistoria. La più antica testimonianza della presenza umana è data dal menhir de Champ-Dolent che si trova oggi in aperta campagna.

Queste enormi pietre, issate in posizione verticale, presentano spesso delle decorazioni incise, appartenenti per lo più ad epoche successive. Probabilmente erano legate ad una qualche forma di culto religioso, tuttavia non se ne conosce ancora la funzione certa.

Il più grande menhir della Bretagna

Questo menhir misura 9,30 m di altezza, ha una circonferenza di 8,7 m e pesa circa 100 tonnellate, proporzioni considerevoli che ne fanno il più grande menhir della Bretagna.

Ovviamente non si conosce la data di erezione di questo monumento che si perde nella memoria dei secoli.

La cattedrale di San Sansone a Dol-de-Bretagne

All’interno della cittadina ho visitato la splendida cattedrale di San Sansone, dedicata ad uno dei sette santi fondatori della chiesa Bretone (assieme a Saint-Malo).

L’edificio fu costruito tra il XII e il XIII secolo ed ospita alcune bellissime vetrate medievali in una struttura maestosa ed impressionante.

La facciata, dalle forme molto dure ma anche eterogenea, l’ho trovata grandiosa ed unica nel suo genere.

Il diluvio universale

Una voce dal medioevo: impressioni e sensazioni da Dol-de-Bretagne

A Dol-de-Bretagne ho scoperto anche alcune belle case medievali da visitare. C’é perfino un museo interamente dedicato alle tecniche di costruzione delle cattedrali nel Medioevo.

Questo paesino è uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visitato. Dà l’impressione di essere un organismo vivente che a fatica è riuscito a sopravvivere ai secoli, alle invasioni e resta li a guardarci per non farci dimenticare da dove veniamo.

Mentre si passeggia tra i vicoli, respirando l’aria fredda del nord, non si può non restare affascinati da queste “pietre antiche” che ci osservano ma che soprattutto sembrano smaniose di raccontarci vecchie storie di cavalieri e santi, menhir e cattedrali.

Il museo delle belle arti di Lione è uno dei più importanti e grandi di Francia.

Vi sono opere di Perugino, Chagal, Rodin, Pietro da Cortona, Rubens, Vouet, Delacroix, Picasso e tanti altri.

Si trova a Place des Terreaux, in pieno centro, ed è ospitato in un edificio del ‘600.

All’entrata, nel cortile, c’è un piccolo e delizioso giardino dove potrete rifocillarvi in primavera ed estate, mentre all’interno ci sono più di 70 da visitare.

Siete curiosi di conoscere le opere più belle del Museo di Lione. Ecco le 5 che mi sono piaciute di più!

La Kore di Lione

La Kore di Lione datata 550 a.C. è stata ritrovata ad Atene in un’epoca non precisata. Le prime descrizioni di questa statua sono attestate a Marsiglia nel XVIII secolo. Sappiamo che fu rinvenuta nella capitale greca perché successivamente furono riscoperti i frammenti della parte inferiore del corpo, ora al museo dell’acropoli di Atene.

Questa ragazza (Kore) era una delle numerose statue votive a grandezza naturale che furono interrate nella cosiddetta colmata persiana. Dopo i saccheggi e le devastazioni delle guerre persiane, gli ateniesi interrarono tutti i loro oggetti sacri, tra cui gli ex voto, spesso distrutti. Questo ha permesso di ritrovare reperti preziosi che sappiamo essere datati necessariamente prima del 480 a.C.

Le Korai (fanciulle) e i Kouroi (fanciulli) erano rappresentati nell’atto di fare l’offerta alla dea Atena. Con in mano un frutto, un piatto o un uccello, come nel nostro caso, le ragazze erano rappresentate in piedi.

Con l’avanzare delle tecniche di scultura, le pieghe delle vesti vennero ad esaltare sempre più le forme dei corpi rendendo la tridimensionalità e la plasticità dei volumi in modo sempre più accurato. Il sorriso cosiddetto “arcaico” illumina i volti sereni di queste antiche statue. La peculiarità della Kore di Lione sta nel fatto che sia una delle prime di influsso ionico.

In origine era colorata, il che doveva far apprezzare i particolari degli orecchini, dei capelli e delle pieghe della veste. Si pensa che potesse anche svolgere la funzione di cariatide.

“La pazza” o “Monomania della gelosia” di Gericault

Géricault dipinse quest’opera verso il 1820 insieme agli altri “alienati”.

I suoi modelli furono persone con problemi mentali con le “monomanie” per il gioco d’azzardo, l’invidia, il furto, la pedofilia e il comando militare.

L’interesse crescente degli artisti per gli studi che iniziavano ad essere condotti su queste figure emarginate della società, spinse ad indagare i lati più oscuri dell’intelletto umano che vengono portati efficacemente sulla tela dalla sensibilità del pittore.

Tra le tante opere conservate al museo delle belle arti di Lione, mi ha colpito il dipinto della monomaniaca dell’invidia grazie alla sua potenza espressiva.

Vi è ritratta una donna anziana, con gli occhi piccoli e cattivi, iniettati di sangue. Le spalle curve in avanti, sembra che stia per parlare e proferire qualche frase velenosa contro qualcuno.

All’epoca si pensava che i tratti somatici o la forma del cranio potessero determinare la propensione o meno alla delinquenza, all’omicidio o alla pazzia. Forse è anche per questo che il pittore si sofferma a ritrarre solo i volti di questi alienati. Li carica anche però di specifiche caratteristiche dell’abbigliamento: la vecchia invidiosa di Gericault indossa una cuffietta che le copre parte del campo visivo, come se la facesse concentrare solo su specifici particolari.

Gli altri invece, disseminati in diversi musei del mondo, presentano caratteristiche tipiche del loro vizio. Géricault in questa tela ci porta nei bassifondi dell’umanità e ci fa fare un viaggio più che reale nella vita del XIX secolo.

Danae di Tintoretto

Impossibile non nominare tra le più belle opere del museo la splendida Danae di Tintoretto. Jacopo Robusti, detto appunto Tintoretto (poiché suo padre era tintore di stoffe) la dipinse intorno al 1570.

Quest’opera rappresenta un esempio bellissimo di manierismo. Il pittore veneziano fu considerato infatti un precursore del barocco, con la teatralità delle sue figure e delle scene che ritrae.

Si vede dalla sfarzosità delle stoffe di velluto, quasi sipari di un palco. Anche la bocca semiaperta della serva incredula e il mandolino poggiato sulla finestra chiusa, indicano i suoni di una scena “reale”.

La bella Danae infatti, venne rinchiusa da suo padre perché era stato predetto che egli sarebbe stato ucciso dal nipote. Ma Zeus, invaghitosi della giovane, la fecondò sotto forma di pioggia d’oro. E’ questo il momento che ritrae il pittore, quando la ragazza e la serva si guardano, mentre una raccoglie le monete d’oro e l’altra sembra sollevarsi un po’ incredula.

Caino e la sua discendenza maledetti da Dio

Questa è una delle opere che più mi sono piaciute al museo delle belle arti di Lione. Caino e la sua discendenza maledetta da Dio, è un gruppo scultoreo di straordinario potere espressivo, opera di Antoine Etex.

L’opera è degli anni ’30 del XIX secolo e ritrae un colossale Caino a testa china con la sua famiglia nella disperazione più totale.

Dopo aver ucciso il fratello Abele infatti, il protagonista viene maledetto da Dio. L’artista esprime qui tutta l’incertezza dell’avvenire dell’umanità, in un’epoca di grandi cambiamenti sociali, economici e soprattutto politici.

Infatti nel periodo post rivoluzionario, in molti si batterono, soprattutto in quegli anni, per i diritti e l’uguaglianza sociale, sfociando spesso in scontri violenti.

I cambiamenti continui di regime, le guerre e l’instabilità generale, rendono il futuro incerto e rischioso. La struttura del gruppo è armoniosa e forma quasi una piramide concentrando l’attenzione in un’escalation di sentimento sino ad arrivare al capo chino del responsabile: Caino.

Etex, ispirato da Michelangelo, divenne grazie a questo gruppo uno dei più importanti scultori francesi dell’epoca romantica.

Due opere di Fleury François Richard

Ci sono due tele del museo delle belle arti di Lione che mi hanno colpita particolarmente. Le ho volute inserire, anche se non sono particolarmente famose o importanti.

Si tratta di due intime scene di convento, opera di Richard. Questo pittore ottocentesco fu allievo di Jacques-Louis David ed ebbe un discreto successo ai suoi tempi, divenendo uno dei precursori della scuola dei Troubadour, ispirata alla pittura olandese dei secoli precedenti e di argomento storico.

Le due opere in questione sono “Vert-Vert” e “All’entrata del convento“.

Il primo, letteralmente “Verde-verde” è ispirato ad una storia umoristica pubblicata nel 1734 in cui si narra di un pappagallo cresciuto in convento e che perciò parla il linguaggio cristiano e che poi vivrà varie avventure. Lo vediamo qui ritratto nel convento con due suore, colto in una scena di quotidianità rilassata. Ho amato molto le luci, la prospettiva e l’atmosfera generale dell’opera.

Il secondo quadro è più interessante perché non è finito: aleggiano due figure quasi come fantasmi all’entrata del convento. Sembrano ombre del passato che svaniscono… L’autore infatti a volte aggiungeva dei particolari alle opere finite e in questo caso decise di aggiungere le due donne. Non sono riuscita a sapere perché non terminò l’opera. Se lo sapete scrivetelo nei commenti! ?

Il Violone grigio di Braque

Georges Braque dipinse “il violone” nel 1911, in pieno “cubismo analitico“.

Gli artisti di questa corrente studiavano la realtà e la disarticolavano in un gioco di piani diversi, frammentandone le forme. I toni principali sono quelli del grigio e del bruno: la luce è elemento unificante degli oggetti scomposti.

L’artista suonava il violino ed amava moltissimo la musica, per questo fu il primo cubista a rappresentare strumenti musicali. Per la prima volta in quest’opera associa uno strumento alla forma ovale e continua della tela, non interrotta da angoli.

Il suo amico e compagno Picasso, prenderà spunto da lui e realizzerà anch’egli delle tele di questa forma.

La visita al museo delle belle arti di Lione

La visita al museo delle belle arti di Lione parte con alcune statue magnifiche del XIX secolo e prosegue con capolavori sumeri, celti, egizi, greci e romani, sino ad arrivare ad oggetti d’arte dello scorso secolo.

Pettini, vasi, mobili, stoviglie, armature e fucili, vi condurranno attraverso i secoli, variando dagli oggetti della toilette di una nobildonna dell’Egitto romano, alla ricostruzione di una stanza da letto in art nouveau.

Al secondo piano, sempre avanzando in ordine cronologico, si trova la pinacoteca del museo. Questa raccolta vanta capolavori medievali, rinascimentali, barocchi, neoclassici e una bella collezione delle avanguardie dello scorso secolo.

Il museo tuttavia non finisce qui: quando l’ho visitato, erano state da poco acquisite nuove opere contemporanee di Pierre Soulages. Trovo che questa sia una cosa fondamentale perché l’arte non appartiene solo al passato ma, come la storia, si innova ed evolve anche ai giorni nostri.

Il museo si visita in circa due ore e mezza. Il prezzo pieno per le collezioni è 8 euro, tra i 18 e i 25 anni costa 4 euro e per i minori di 18 anni è gratuito.

La Sainte Chapelle è un capolavoro del gotico fatto realizzare da un re santo per contenere le reliquie più preziose della cristianità.

E’ una delle attrazioni più belle di Parigi che ti lascerà senza parole per la bellezza delle sue vetrate e della sua luce.

La storia della Sainte Chapelle: uno scrigno delle reliquie

Della mia precedente visita del 2007, uno dei monumenti che più mi aveva colpita di Parigi era stata la splendida Sainte Chapelle, la cappella palatina del re Luigi IX, conosciuto anche come Luigi il Santo.

Fu costruita  nel 1241 per contenere le reliquie della corona di spine di Gesù, raccolte dal pio sovrano in tutto il mondo. Era unita al palazzo reale mentre ora è inglobata nel Palazzo di Giustizia di Parigi.

Il re, che quasi mandò in bancarotta la Francia per raccogliere reliquie, fece realizzare questa splendida cappella su due ordini: il più basso è architettonicamente più semplice, mentre la cappella superiore è uno dei più bei capolavori del gotico.

Il messaggio politico della Sainte Chapelle

Lo scopo politico di questa costruzione era imporsi come il principale monarca cristiano, opponendosi all’imperatore di Costantinopoli, dal quale comprò ad un prezzo elevato la preziosa spina santa.

Probabilmente l’architetto fu Pierre Montreuil (anche se non è attestato in nessun documento), che aveva lavorato anche a Saint Denis e alla facciata di Notre Dame.

Il miracoloso salvataggio delle vetrate della Sainte Chapelle

E’ per puro caso che le vetrate della Sainte Chapelle di Parigi ci sono giunte in buono stato. Infatti, la rivoluzione francese causò la distruzione di moltissime opere religiose, suprattutto a Parigi. Per fortuna le vetrate della Sainte Chapelle furono ricoperte e quindi non vennero danneggiate al contrario di quelle di molte altre chiese.

Circa il 60 % delle vetrate sono originali e narrano storie bibliche. Si parte dalla Genesi (prima vetrata a sinistra dell’altare) per finire con l’apocalisse di Giovanni (nel rosone che pero’ è successivo).

Vi è anche narrata la vicenda del ritrovamento delle reliquie da parte della madre del primo imperatore cristiano  Costantino (non a caso un rimando ad un legittimo sovrano “d’europa” cristiano), Santa Elena e della costruzione della Sainte Chapelle stessa.

Bianca di Castiglia: una delle più grandi donne del medioevo

La Sainte Chapelle fu costruita da Luigi il Santo ma questo progetto si deve anche a sua madre, Bianca di Castiglia. Fu una donna straordinaria, intelligente e colta, tra le più importanti regine medievali. Non solo crebbe più di dieci figli, ma riuscì a mantenere la reggenza dello stato francese per tantissimi anni.

Quando rimase vedova fu incoronato suo figlio Luigi di soli 3 anni. La sua posizione era molto critica, essendo straniera e vedova ma fronteggiò da sola la schiera dei baroni, che volevano impadronirsi del potere scavalcando il giovane re.

Bianca di Castiglia riusci a mantenere lo stato unito ed intatto sino alla maggiore età del figlio grazie alla sua diplomazia e alle sue abilità politiche. Anche durante la crociata, fu a lei che il figlio affidò gli affari di stato. Per tutta la vita fu sua consigliera e punto di riferimento.

Simbologia e numerologia nella Sainte Chapelle

Un particolare interessante per capire la personalità del re che commissionò questa meraviglia sono i simboli del giglio e del castello presenti sulle colonne. Il giglio, simbolo dei regnanti francesi, rappresenta il padre di Luigi IX, mentre il castello è l’emblema della casata dei Castiglia a cui apparteneva la madre Bianca.

La costruzione di questa cappella segue un preciso schema simbolico e numerologico. La lughezza dall’abside al portico superiore misura infatti 100 piedi come nell’antico testamento è scritto che il tempio di Salomone (il re giusto per eccellenza) era di 100 cubiti. Inoltre è stata messa in relazione la misura dei contrafforti esteriori del coro con quelli interni: la relazione è di 50:30 il cui rapporto da 1,6, il numero aureo. La sezione aurea fu largamente utilizzata nell’arte antica e nell’arte medievale come ad esempio in Castel del Monte.

Tra le altre cose, l’abside della Sainte Chapelle è costituito dalla metà di un dodecagono, numero che rimanda evidentemente ai Santi Apostoli. Il numero sette dei lati del coro sarebbe invece un richiamo all’apocalisse o alla creazione del mondo.

La Sainte Chapelle oggi

La guglia attuale è enorme e completamente rivestita di piombo. Fu voluta da Viollet-le-Duc nell’800 e quindi non è originale (come anche i banchi del coro).

Oggi la Sainte Chapelle è sconsacrata e di conseguenza non rappresenta più un luogo di culto. Le reliquie che vi erano custodite sono state trasferite a Notre Dame. Ciononostante mantiene integro il suo fascino di prezioso scrigno sacro: la luce che filtra dalle vetrate, i colori e la maestosità della struttura che sembra reggersi in piedi miracolosamente, lasciano senza fiato. E’ forse il monumento di Parigi che amo di più. L’emozione di entrarvi è sempre fortissima e sono certa che non possa lasciare indifferente nessuno.

Biglietto d’ingresso Sainte Chapelle

Essendo monumento nazionale il prezzo del biglietto per la Sainte Chapelle è 10 euro per gli adulti, gratuito sotto i 26 anni. Le foto non possono descrivere l’emozione di visitarla, ma spero possano darvi un’idea della sua bellezza! (informazioni e prezzi a questo link)

Dal 1889 c’è una signora di ferro che osserva Parigi. Dal monumento più alto del mondo a diventare un’icona moderna, la Tour Eiffel non smette mai di stupirci.

Ecco a voi tutti i numeri, gli aneddoti, la storia e le vicissitudini che hanno fatto della Tour Eiffel il simbolo di Parigi e della Francia intera.

La storia della Tour Eiffel

Monumento unico e di grande effetto, la Tour Eiffel lascia incantati i visitatori della Ville des lumières dal 1889.

La torre più famosa della Francia fu infatti costruita su progetto di Gustave EiffelQuesto artista fu autore anche dell’interno della statua della libertà di New York. Non tutti sanno infatti che la statua della libertà è un’opera francese, inviata via nave per celebrare il centenario dell’indipendenza americana impacchettata e da montare stile IKEA.

La tour Eiffel fu ideata per l’Esposizione Universale del 1889. Fin da subito fu oggetto di grandi critiche perché “antiestetica”. Doveva essere un’opera temporanea ed essere smantellata alla fine dell’esposizione, ma fu lasciata in piedi perché utile per gli esperimenti delle nuove tecniche di trasmissione radio.

Durante la seconda guerra mondiale ne furono sabotati gli ascensori per impedire ai nazisti di giungere alla sommità e di impossessarsi degli apparecchi radio. I francesi fecero lo stesso anche durante la visita di Hitler, che fu costretto a rimanere ai piedi della torre.

I numeri della Tour Eiffel

La Tour Eiffel è costruita su tre livelli e per raggiungere la sommità si possono percorrere i 1665 gradini o prendere gli ascensori. E’ il monumento più visitato del mondo, con i suoi cinque milioni  mezzo di turisti l’anno.

Inoltre è stata annoverata tre le meraviglie del mondo moderno. Questa signora è alta 324 metri ma, a seconda della temperatura, a causa della dilatazione del metallo, aumenta e diminuisce di volume sino a 15 cm!

Il peso della Tour Eiffel si aggira sulle 8000 tonnellate, non male se pensiamo che è costruita con più di 18.000 pezzi di ferro. Fu realizzata in soli due anni e durante la sua edificazione un solo operaio perse la vita (e se pensiamo alle misure di sicurezza dell’epoca è un dato molto positivo!).

Fu la struttura più alta al mondo sino all’erezione del Chrysler Building di New York nel 1930. E’ utilizzata come base per antenne radio televisive ed è oggi il simbolo di Parigi e della Francia intera, riconosciuto a livello mondiale.

Ha ospitato molti eventi e di notte si illumina. Se ti stai chiedendo quante sono le lucine lampeggianti sulla Torre Eiffel… beh sono più di 20.000 luci che la fanno brillare con un effetto davvero suggestivo. Queste luminarie furono installate per passaggio al nuovo millennio, il 1 gennaio del 2000 e piacquero così tanto che non furono più smontate.

La torre viene riverniciarla periodicamente e servono dalle 50 alle 60 tonnellate di vernice.

Come è cambiata la Torre Eiffel nel tempo

Nonostante sia stata aspramente criticata, questa torre di ferro resta simbolo di modernità, ed è ancora incredibilmente attuale.

Negli anni è stata a più riprese modificata: gli originali arconi del primo livello sono stati smantellati negli anni ’30 perché non rispecchiavano più il gusto dell’epoca e il colore è stato più volte cambiato. Tuttavia questo monumento non ha mai perso il suo fascino e la sua capacità di attrarre le persone.

Oltre agli studi sulle onde radio, da questa torre si è gettato nel 1912, il sarto Franz Reichelt per testare il suo paracadute fatto a mano che purtroppo non gli impedì di schiantarsi a terra pochi istanti dopo.

Il marketing che ruota attorno a questa torre di ferro è notevole anche grazie alla sua forma facile da replicare e da stilizzare, che le conferiscono un altro primato, quello di essere il monumento più riprodotto al mondo.

E’ doveroso rendere omaggio a questo capolavoro dell’arte “moderna”, una signora di ferro che veglia su Parigi e che fa stare milioni di turisti con gli occhi all’insù da più di un secolo.

Ci si rende conto di essere a Parigi solo quando ci si trova ai suoi piedi.

Informazioni pratiche sulla Torre Eiffel

Il prezzo del biglietto per salire sulla Tour Eiffel varia a seconda del livello che si vuole raggiungere. Il costo è 11 euro fino al secondo piano. Prezzo ridotto a 8.50 per i giovani dai 18 ai 24 anni e a 4 euro per i bambini dai 4 agli 11 anni.

Se vuoi proseguire per il livello successivo bisognerà pagare 17 euro a tariffa piena (14.50 per i giovani e 8 euro per i bambini).

Se invece vuoi prendere le scale la tariffa scende a 7 euro (5 per i giovani e 3 per i bambini).

Trovi tutte le altre informazioni qui.

Hai voglia di fare un tour nella regione dello Champagne ma non sai bene cosa visitare? Ti consiglio di spendere almeno mezza giornata a Reims e di gustare un po’ di bollicine passeggiando per le sue viuzze interne.

Ma Reims non è solo la “capitale” dello champagne! La città ha infatti una storia antichissima che parte dall’impero romano fino ad arrivare al regno di Francia. Vuoi sapere dove venivano incoronati i Re di Francia. Proprio qui, a Reims!

Il ruolo iniziatico di questo luogo si respira per le strade del suo centro storico. Qui si conservano, a pochi metri, monumenti che ci fanno ripercorrere la storia francese sin dalla conquista romana.

Oggi Reims ha l’onore di possedere quattro monumenti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità: la cattedrale di Notre Dame, il palazzo di Tau, la basilica di Saint Remi e il Museo Saint Remi.

Sei curioso di scoprire di più su questa città francese?

Reims nell’antichità

La storia di Reims inizia dall’impero romano e se ne trovano delle tracce ben visibili nel centro città

A reims si trova un capolavoro d’architettura antica: spicca infatti il più largo arco di trionfo del mondo romano (III secolo), detto Porte de Mars. Questo monumento ci ricorda il tempo in cui Reims era chiamata Durocortorum e faceva parte, con la tribù dei Remi, degli alleati di Cesare. 

arco di trionfo romano a reims

arco di trionfo romano a reims

arco di trionfo romano a reims

L’importanze della città di Reims nella storia

Reims fu capitale della provincia Belgica sotto Augusto e il suo ruolo centrale nella regione conobbe una certa continuità. Fu qui che, dopo le invasioni barbariche e la caduta di Roma, ricevette il battesimo Clodoveo, il re dei Franchi, convertendosi al cristianesimo assieme a tutto il suo regno.

Reims è stata una delle sedi vescovili più importanti del nord della Francia.  Per questo motivo vide avvicendarsi i re, incoronati nella sua splendida cattedrale di Notre Dame, dopo un lungo e complesso cerimoniale.

le vetrate della cattedrale di reims

cosa vedere a reims in un giorno cattedrale interno

cosa vedere a reims in un giorno cattedrale

La cattedrale di Reims: una ferita della guerra

La cattedrale di Notre Dame a Reims fu ricostruita nel XIII secolo sulla precedente, andata bruciata in un incendio.

Le bellissime forme gotiche trovano la massima espressione nella facciata dove si aprono tre portali strombati, riccamente decorati. Nella controfacciata, spicca una ricca decorazione scultorea con scene della vita di Cristo.

Come le altre magnifiche cattedrali che ho visitato ad Amiens e Chartres, anch’essa ospitava un labirinto sul pavimento al centro della navata principale, andato perduto nel XVIII secolo.

Questo labirinto, a differenza degli altri, riportava le figure dei capicantiere che si erano avvicendati nella costruzione di questo capolavoro, Jean d’Orbais (1211-1231), Jean-le-Loup (1231-1247), Gauchier de Reims (1247-1255) e Bernard de Soissons (1255-1290) assieme con il vescovo che diede origine ai lavori della nuova cattedrale, Aubry de Humbert, al centro del labirinto.

cattedrale di reims particolare medievale

Decorazione della cattedrale di reims

cattedrale di reims di fianco

Reims Durante la guerra

Purtroppo molte parti medievali della cattedrale di Notre Dame a Reims sono andate perdute nei secoli. La cattedrale fu saccheggiata durante la rivoluzione francese perché legata profondamente alla monarchia mente durante la Prima Guerra Mondiale fu incendiata dall’artiglieria tedesca, con conseguente crollo del soffitto: il tetto si fuse e i gargoyles vomitarono letteralmente metallo.

Purtroppo buona parte dei cicli scultorei e delle ultime vetrate medievali che erano sopravvissute ai secoli vennero distrutti in questo modo.

cosa vedere a reims in un giorno cattedrale interno

cattedrale di reims seconda guerra mondiale

Le vetrate di Chagall nella cattedrale di Reims

Dopo le distruzioni perpetrate dalla guerra, le vetrate di Notre Dame vennero sostituite. Oggi vi trovarono posto anche tre bellissime opere di Chagall, sorprendentemente in armonia con la cappella medievale.

Chissà se questa “vecchia signora” di pietra, così ferita nell’orgoglio, avrebbe mai immaginato di ospitare, nella sua struttura, qualcosa di così straordinariamente moderno e affine allo stesso tempo.

cosa vedere a reims in un giorno vetrate chagal

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Il museo di palazzo Tau a Reims

La storia della cattedrale di Reims si può ripercorrere nel palazzo Tau, oggi museo della cattedrale, ma un tempo sede dell’arcivescovo nonché luogo dove il re si preparava per la cerimonia dell’incoronazione.

La struttura attuale, costruita tra il XV e il XVIII secolo, conserva ciò che rimane del tesoro della cattedrale, tra cui spicca lo splendido pendente detto di Carlo Magno, bellissimi arazzi e numerose statue rimosse dalla cattedrale per motivi conservativi.

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Il museo delle belle arti di Reims e i suoi biscotti rosa

Altro museo degno di interesse è il Musée des Beaux arts che ospita, nella collezione permanente, opere di Cranach il Giovane, David, Corot e Poussin.

Reims merita più che una visita, meriterebbe un soggiorno di almeno una notte in modo da permettere di assaporare bene i suoi monumenti, respirare la sua aria così densa di storia e, perdendosi tra le sue vie, stuzzicare il palato con le sue specialità culinarie.

Non dimenticare di assaggiare i tipici biscotti rosa o il delizioso Champagne.

Vorresti fare un tour della Francia ed uscire dai soliti itinerari turistici vicino a Parigi? Allora devi assolutamente visitare Soissons!

La città di Soissons merita di essere visitata con tutta calma, ma c’è un edificio che lascia perplessi per non dire sbalorditi: l’antica abbazia Saint-Jean-des-Vignes, di cui restano in piedi solo la facciata ed una parte del chiostro.

Vieni a scoprire perché questa bella abbazia è stata abbandonata e distrutta.

L’abbazia di Soisson e la sua storia secolare

Un tempo l’abbazia di Soissons era molto importante: fu fondata da Ugo il Grande nel 1076, ma la struttura attuale data al XIII secolo e fu dotata di torri solo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Tra le attività che ricoprivano i suoi monaci, importanti erano la medicina e l’erboristeria ma anche la coltivazione.

All’apice della sua grandezza, l’abbazia di Soisson dominava su molti terreni circostanti e contava circa 150 monaci.

La storia tuttavia, come spesso accade, ha deciso di lasciarci solo il ricordo della sua incredibile grandezza: la chiesa e il monastero furono infatti saccheggiati dagli ugonotti nel 1567 e ne fu poi decisa la distruzione nel 1805. La rivoluzione francese ne aveva causato la caduta in rovina.

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La facciata

La grande facciata vuota dell’abbazia di Soisson sembra lo scheletro di un gigante: i muri del chiostro appaiono come usciti da un romanzo gotico. Solo il refettorio medievale lascia immaginare quanto il complesso dovesse essere magnifico ed imponente.

Non ci sono orpelli o vetrate ma solo la nuda pietra. L’impressione che si ha è di un’indescrivibile tristezza mista a compassione. Si vorrebbe quasi andare vicino alle sue vecchie torri e consolarle.

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Lo scheletro dell’abbazia di Soisson

Ai piedi di questa struttura “violata” non si può non interrogarsi sulla fugacità del tempo, sul fatto che neppure l’arte e la bellezza sfuggano alla corrosione e alla crudeltà dei secoli, alle guerre e alla spietatezza dell’uomo, capace di costruire cose grandiose per poi distruggerle o abbandonarle.

Un altro luogo francese che ha vissuto una storia altrettanto toccante è quello della  cattedrale di Reims che ti consiglio assolutamente di visitare.

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