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Visitare il giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle è un’esperienza che difficilmente dimenticherete. Avevo a lungo desiderato di andarci ma non mi aspettavo assolutamente quello che ho visto. E’ stato un viaggio nella mente eclettica e nella vita di un’artista che conoscevo pochissimo e che mi ha affascinata spingendomi ad approfondire.

La scelta di non voler spiegare la sua opera e le sue sculture è interessante, proprio perché l’arte deve lasciare lo spettatore libero di leggere nelle opere quello che più si avvicina al suo punto di vista e al suo bagaglio culturale. Tuttavia ho deciso di dare in questo articolo la mia soggettiva interpretazione delle sue rappresentazioni dei tarocchi. Trovate tutte le informazioni pratiche per scoprire questo giardino a dir poco unico!visitare il giardino dei tarocchi

Cosa sono i tarocchi?

I tarocchi sono un mazzo di carte la cui origine è ancora discussa. Sicuramente venivano già usati in Italia settentrionale verso il XV secolo. Le carte sono divise in arcani minori e maggiori. I minori sono le carte  italiane che tutt’oggi vengono usate nei giochi che tutti conosciamo come scopa, rubamazzo o briscola. Gli arcani maggiori, che oggi non utilizziamo per giocare, hanno assunto nel tempo un valore diverso tanto da perdere il loro ruolo di carte da gioco per essere considerati strumenti per predire il futuro.

Gli arcani maggiori sono 21 con l’aggiunta del Matto. Si tratta di figure di persone o oggetti che rappresentano però concetti. Nell’interpretazione delle carte, ciascuna ha diversi significati, che combinati con le altre, aiuterebbero ad elaborare il responso sulla scelta da prendere. Diverse tradizioni, hanno rappresentato queste figure in modo differente e con attributi vari ma va tenuto presente che in ciascuna delle raffigurazioni ogni piccolo oggetto o decorazione ha uno specifico significato. Per questo è tanto interessante vedere il modo in cui l’artista Niki de Saint Phalle ha raffigurato questi personaggi!visitare il giardino dei tarocchi

L’ispirazione di Niki de Saint Phalle

L’artista franco-americana si è visibilmente ispirata, come d’altronde ha scritto lei stessa, sia al parco dei mostri di Bomarzo  che a villa d‘Este a Tivoli. Ma una delle sue più costanti ispirazioni fu l’architetto spagnolo Gaudì. Nella realizzazione del giardino dei Tarocchi in particolare, è evidente l’ispirazione al suo parque Guell a Barcellona. L’artista finanziò personalmente il progetto, che andò avanti dal 1979 al 2002, anno in cui morì. Diede indicazioni sulle aperture, la conservazione delle sue creazioni e di lasciare incomplete le opere che non era riuscita a finire. Un lavoro incredibile che portò avanti con suo marito Jean Tinguely, cui si devono le numerose strutture meccaniche semoventi, e pochi altri amici artisti ed architetti. Oltre a numerosi operai, vi lavorarono: Nico Weber, Sepp Imhof, Paul Wiedmer, Dok van Winsen, Pierre Marie ed Isabelle Le Jeune, Alan Davie e Marino Karella.visitare il giardino dei tarocchi

Il giardino dei tarocchi: 21 (e più) sculture incredibili

I tarocchi, parliamo degli arcani maggiori in particolare, sono stati e sono tuttora utilizzati come figure esoteriche in grado di predire il futuro. Non è un caso che Niki de Saint Phalle abbia scelto proprio queste figure e le abbia associate ad altri concetti considerati per antonomasia “esoterici”. Come abbiamo detto, ciascuno può vederci quello che vuole, e io un pò ci ho visto una metafora della vita e un invito all’introspezione. Visitare il giardino dei Tarocchi vuol dire fare un percorso iniziatico in modo più o meno cosciente.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la ruota della fortuna

Non è chiaro, appena si  arriva, che anche la grande fontana all’entrata rappresenti una carta. E’ la ruota della fortuna, la carta numero 10. Nella lettura dei tarocchi, può rappresentare il cambiamento, la ciclicità, lo scorrere del tempo. La fortuna va e viene, sta a noi coglierla. Le grandi ruote, come un ingranaggio, sono mosse dall’acqua, che io ho letto come la rappresentazione del caso, degli eventi, qualcosa che fluisce e non può essere fermato, facendo girare tutto il resto degli ingranaggi dell’esistenza. I quattro cuori sulla ruota maggiore mi sono sembrati un quadrifoglio, simbolo di buona fortuna. Posta al di sotto del Mago e della Papessa, questa fontana assume un significato ancora più pregno.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il mago

La prima scultura che si incontra quando si va a visitare il giardino dei Tarocchi è, quasi inevitabilmente  il Mago. Detto anche Bagatto o Alchimista è la prima carta degli arcani maggiori. E’ facile da individuare perché è praticamente sovrapposta a quella della Papessa ed è rappresentata come un viso, una sorta di maschera, con una mano alzata, interamente ricoperto di specchi. Nella tradizione delle carte il Mago rappresenta l’unione del divino con il terreno ma anche la creatività. L’alchimista è colui che trasforma gli elementi, che è padrone di un sapere e lo mette al servizio degli altri: non è quello che fanno gli artisti, ed in particolare Niki de Saint Phalle, dandoci la possibilità di visitare questo giardino?visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la papessa

La scultura enorme richiama subito alla mente quella dell’orco nel giardino dei mostri di Bomarzo. La bocca spalancata, da cui fuoriesce l’acqua che alimenta la fontana,  i capelli in disordine. La Papessa, carta numero 2 rappresenta la dualità, qualcosa di segreto che non deve essere rivelato ed è sempre disegnata come una sacerdotessa seduta. L’acqua è spesso legata alla figura della luna, presente nella carta, e associata alla donna, forse per questo Niki de Saint Phalle l’ha associata a questa rappresentazione. Sembra un pò la medusa di Caravaggio o la medusa dei Musei Capitolini. All’interno della bocca della papessa troviamo la vera papessa. In una grotta stellata in cui l’acqua crea incredibili riverberi di luce, sta una figura ammantata che sembra quasi viva. E’ lei la vera papessa, colei che custodisce saperi inconsci e segreti che non possono essere rivelati.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’imperatrice

E’ impossibile visitare il giardino dei Tarocchi e non soffermarsi sulla mastodontica struttura dell’Imperatrice. La carta numero 3 degli arcani maggiori, è costruita anche come la casa in cui alloggiò Niki de Saint Phalle durante la realizzazione del giardino. La figura, ricoperta di ceramiche coloratissime, è facilmente assimilabile alle Nanas rappresentate in numerose installazioni dall’artista. Prosperosa ed enorme, non credo sia un caso che sia stata scelta come abitazione. L’Imperatrice rappresenta infatti la maternità, la fecondità e la femminilità. E’ colei che dà la vita e dentro la quale prendono vita le cose, la forza creatrice. All’interno vi era l’abitazione dell’artista, come se fosse il luogo in cui le idee e i progetti prendono vita. Incredibilmente, la casa è tutta fatta di specchi (ancora mi chiedo come facessero a pulire quel mosaico di specchi!) che me ne hanno fatto innamorare a prima vista.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la forza

Questa è stata in assoluto la mia preferita. Un gigantesco drago di specchi verdi, con ali rosso fuoco, digrigna i denti  davanti ad una donna vestita di bianco, una mano sul fianco, l’altra che sembra tenerlo al guinzaglio. La forza è la carta numero 11 dei tarocchi, e di solito la giovane vestita di bianco è ritratta con un 8 orizzontale, ,simbolo dell’infinito, nell’atto di aprire la bocca ad un leone. L’interpretazione che ne ha dato Niki de Saint Phalle mi ha fatto subito pensare ad una rivisitazione dell’opera di Paolo Uccello San Giorgio e il drago. Qui una giovane dama tiene al guinzaglio un enorme drago e sembra voler fermare il cavaliere che lo sta trafiggendo. La forza, quella vera, è addomesticare ed ammansire la bestia più spaventosa di tutte: noi stessi. La forza vera è essere padroni di sé stessi, dei propri istinti, del proprio destino, dei propri impeti. Il bianco dell’abito della donna rappresenta la purezza d’animo e di intenti, quella che serve per imparare ad essere forti davvero. In questa interpretazione il guinzaglio invisibile che lega i due personaggi sembra essere più che presente.

Penso che essere rimasta così affascinata da quest’opera voglia dire che devo ancora lavorare molto su me stessa prima di arrivare al punto di tenere al guinzaglio il mio drago interiore. Ho riflettuto molto su questo punto. Si vedrà!visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il sole

Dall’altro lato della piazza c’è una porta, enorme, con una rappresentazione del sole. Carta numero 19, il sole rappresenta la vittoria, i successi, la luce benefica e vitale. Niki de Saint Phalle scrisse che ha rappresentato un uccello perché sono gli esseri che si avvicinano di più al sole. Io invece l’ho visto ed interpretato subito come se fosse una fenice, l’uccello leggendario che rinasce dalle proprie ceneri.  Per visitare il giardino dei tarocchi dovrai necessariamente passarci sotto. Alla fine chi più del sole può simboleggiare la “resurrezione” intesa come rinascita, fisica, emotiva o spirituale?visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il papa

Nei tarocchi, il Papa rappresenta il sapere spirituale. Qui l’artista lo ha interpretato come un santo, un eremita, un illuminato insomma. Sulla base della struttura su cui è inginocchiato, vi è un viso con il terzo occhio aperto, simbolo di illuminazione spirituale. Nella carta, tradizionalmente, il Papa è ritratto mentre insegna a due monaci, assumendo quindi anche il significato di maestro o guida. Qui ad imparare da lui è una figura femminile molto colorata che solleva lo sguardo verso la triplice croce. Il fatto che sia la carta numero 5 dei tarocchi, rappresenta anche la quintessenza o quinto elemento, la parte spirituale che è difficile spiegare.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’appeso

L’appeso sta in una sorta di nicchia di specchi, i contorni colorati e il corpo evanescente, appeso per un tallone. La 12 carta dei tarocchi rappresenta un giovane appeso a testa in giù che sembra però calmo e tranquillo. In effetti a questa carta si associa l’equilibrio e il punto di vista “alternativo”, quello che può avere una persona appesa al contrario. E’ una delle figure più enigmatiche, anche di quelle che vedrai se vorrai visitare il giardino dei tarocchi.  Talvolta viene chiamato l’impiccato, anche se non è impiccato veramente. Viene interpretato come un anticonformista, una persona che vive la sua vita incurante del giudizio degli altri e capace di trovare, comunque, un equilibrio.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’eremita

Niki de Saint Phalle ha pensato l’eremita come una statua quasi trasparente. Quest’uomo in cerca della propria spiritualità e dei segreti della vita, è rappresentato con un bastone che somiglia molto ad un cadueceo. E’ la carta numero 9, e rappresenta la saggezza e la ricerca interiore. L’artista dice che ha pensato l’oracolo come la versione femminile di questa carta (che non esiste nei tarocchi tradizionali). La scultura dell’oracolo la troverai più avanti salendo la collina.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la giustizia

Mi è piaciuta tantissimo l’interpretazione della carta numero 8, la giustizia. L’artista l’ha pensata come un’enorme donna vestita di bianco e nero (bene e male), che tiene in mano una bilancia, costituita dai suoi stessi seni. Nella sua mastodontica gonna, c’è una nicchia, chiusa da un cancello, in cui si muovono ingranaggi di un meccanismo ideato dal marito di Niki, Jean Tinguely. Questa macchina stride e fa un rumore orribile, tra crani di animali e strani ingranaggi che sembrano arrugginiti. Nel visiatare il giardino dei tarocchi, la prima cosa che mi è venuta in mente guardando questa statua è che la giustizia contiene in sé sempre anche una parte di ingiustizia, non essendo mai tutto bianco e nero ma di tante diverse sfumature. Il mio compagno di viaggio invece l’ha vista come un modo di rappresentare gli arruginiti e complessi meccanismi per arrivare alla giustizia, gli anni di processo, di accuse e controaccuse e così via. Quello che è certo è che non si parla solo di giustizia in senso generale ma soprattutto di essere giusti e capaci di giudicare sé stessi.  Come abbiamo detto, la lettura “simbolica” dei tarocchi spinge all’analisi di sé stessi in primis, e la giustizia è quella che dobbiamo trovare con il nostro comportamento, ogni giorno.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la stella

Concepita come una fontana, questa statua è incompleta ed offre un’interessante occasione per capire il processo di creazione delle sculture. I bordi della vasca sono infatti privi delle maioliche colorate. La carta dei tarocchi rappresenta una giovane donna nuda che versa acqua da due brocche, una che alimenta i fiumi della terra e un’altra uno specchio d’acqua. E’ la 17esima carta e nel visiare il giardino dei tarocchi, ti renderai conto che è una delle poche che sorride. Simbolicamente è associabile al fluire della vita, e della natura ma anche del tempo.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: gli innamorati

La carta numero 6 è quella degli innamorati che l’artista ha rappresentato come Adamo ed Eva. E’ la carta della scelta, una scelta consapevole. Una giovane coppia che si trova a compiere una scelta: giusta o sbagliata? Personalmente trovo che la scelta di rinunciare a tutti i piaceri, gli agi, sia pure la vita eterna per SAPERE, perché di questo si tratta, non sia per niente sbagliata. Ovviamente è la strada più difficile da percorrere ma, come disse Dante fatti non fummo per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza. A questo ho pensato quando ho visitato il giardino dei Tarocchi.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: l’imperatore

Non si può visitare il giardino dei Tarocchi senza soffermarsi sull’imperatore. Inserito in un’architettura visionaria fatta di due livelli che si aprono su una corte interna, l’imperatore è quella grossa scultura rossa  e dorata. La quarta carta dei tarocchi rappresenta l’uomo inteso come energia e potere maschile. E’ inserito in una sorta di chiostro visionario molto simile alle architetture di Gaudì al Parque Guell, con tanto di fontana al centro, specchi, maioliche e colonne, scacchiere e teschi che ricordano quelle del dia dos muertos messicano.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la torre

Poco lontano sorge la torre, XVI arcano . Rappresenta la torre di Babele e, ce lo dice Niki de Saint Phalle stessa, è una costruzione fisica e mentale che deve essere abbattuta per guardare oltre. In alto, la scultura in ferro, rappresenta il fulmine che la colpisce e la distrugge. Ho pensato che fosse un pò la rappresentazione della vita: a volte le nostre certezze crollano ma solo per essere ricostruite su basi più solide. Le sue dimensioni sono impressionanti e sembra davvero caderti addosso!visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il giudizio

All’interno della cappella sovrastata dalla temperanza, vi è una rappresentazione del giudizio, inteso non solo come giudizio universale ma anche come vita dell’essere umano. E’ infatti rappresentato su uno specchio, con tre diverse figure che possono essere lette come le tre età dell’uomo o tre persone di etnie diverse, africana, asiatica ed europea. Questi tre uomini sono tutti davanti ad una tomba. Il giudizio è l’arcano 20 dei tarocchi e ribadisce il concetto di uguaglianza: siamo tutti  uguali davanti alla morte e al giudizio “superiore”.

Giardino dei Tarocchi: il carro

Il carro rappresenta la vittoria. E’ stata pensata dall’artista come una piccola scultura all’interno della casa-imperatrice. Il carro della vittoria mi fa sempre pensare a quello che veniva condotto dai generali romani di ritorno dalla guerra, acclamati e lodati dal popolo. Dietro ai generali c’era però un servo che gli sussurruva “hominem te esse memento” ossia “ricordati che sei solo un uomo“. La vittoria è un’ingannatrice e bisogna imparare a stare sul carro senza lasciarsi trascinare via da lui. Un monito e un insegnamento da non sottovalutare!visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la temperanza

Concepita come una cappella privata, la temperanza getta acqua  tra due brocche. Rappresenta la calma, la responsabilità ma anche la consapevolezza e la pazienza. La XIV carta non a caso è associata al raccoglimento e all’introspezione della religione: è all’interno di noi stessi, grazie a pazienza e contemplazione che troveremo la pace. Le mura della cappella sono ricoperte di specchi, ennesimo invito a guardare dentro sé stessi.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la luna

La scultura della luna mi ha un pò delusa. Questa carta, la 18, è uno spicchio da cui emerge un profilo femminile, sostenuto da una sorta di granchio o aragosta che ricorda un pò Dalì e che potrebbe rappresentare il cancro e allo stesso tempo l’acqua, alla quale la luna è sempre legata. Il significato della carta è l’immaginazione, anche inteso nel senso di estraneamento dalla realtà. Ci sono anche due cani sotto. Non so, forse non l’ho capita bene, mi ha lasciata insoddisfatta.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: la morte

E’ la carta 13 che spaventa sempre di più ma in realtà rappresenta un cambiamento profondo. Ogni giorno una parte di noi muore per lasciare spazio a qualcosa di nuovo, vale per le idee, per la società e per le generazioni. La morte è un’equalizzatrice democratica anche può apparire spietata. Nell’immaginario di Niki de Saint Phalle cavalca un destriero stellato e falcia tutto, animali, piante ed esseri umani. E’ al di sopra di tutto e sempre in movimento.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il diavolo

Questa scultura è inquietante come ciò che rappresenta. E’ legato ai piaceri terreni come il sesso ma anche all’uso di sostanze stupefacenti e alla perdita di controllo. E’ l’opposto della carta degli amanti, quella in cui si proponeva una scelta. Qui la scelta è stata palesemente sbagliata.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il matto

Vuoti e pieni, colori fuori posto e un grande dinamismo caratterizzano la carta senza numero del mazzo dei tarocchi, il matto. Rappresentato come un viandante o un giullare, il matto è colui che si è distaccato da tutto ciò che è terreno e vaga alla ricerca di qualcosa di più alto e irragiungibile. Non a caso è la carta 0, o XXII, il principio o il compimento ultimo. O tutte e due le cose?visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi: il mondo

L’ultima scultura che incontrerete è anche l’ultima carta, la XXI. Il mondo rappresenta la vita, la creazione,  il compimento. Non a caso l’artista lo rappresenta come un uovo, simbolo di vita ma anche di perfezione, avvolto da un serpente che richiama il caduceo della medicina ma sopratutto l’uroboro, simbolo dell’infinito, il serpente che si morde la coda. Un meccanismo fa ruotare la scultura che sembra ascendere verso l’alto. E’ il termine di un percorso iniziatico ed interiore che ci ha lasciato questa artista così visionaria ed originale!visitare il giardino dei tarocchi

Altre sculture del Giardino dei Tarocchi

Dall’oracolo che sembra una dea cretese dei serpenti al gatto Ricardo, dal profeta di specchi alle sculture di serpenti giganteschi che ci raccontano la storia della vita di Niki de Saint Phalle come una moderna colonna serpentina di Delfi, il giardino non si esaurisce nelle carte dei tarocchi e nei significati che possiamo leggervi. Persino la targa all’entrata ci parla del progetto di quest’artista, della sua visione della vita e dell’arte, oltre che dei tarocchi e dell’esoterismo. I legami che formano le sue sculture/architetture, il percorso che si snoda tra pavimenti ricoperti di frasi, firme, poesie, geroglifici e scacchiere, tutto fa parte di un progetto incredibile e assolutamente visionario. Una cosa è certa: per me è stata un’ispirazione e uno spunto di riflessione incredibile!visitare il giardino dei tarocchi

Come arrivare al giardino dei Tarocchi

Il giardino non è molto ben segnalato ma si trova non lontano da Capalbio, in Toscana. Si trova in località Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina. Se vi state chiedendo come arrivare al giardino dei Tarocchi da Roma è semplice: basta prendere l’E80 o Aurelia in direzione nord. Molto comoda l’autostrada da Civitavecchia.visitare il giardino dei tarocchi

Giardino dei Tarocchi biglietti

Il prezzo dei biglietti per entrare al giardino dei Tarocchi è 12 euro per gli adulti, 7 euro ridotto. Trovate le informazioni sull’orario di apertura, il periodo in cui è visitabile e le riduzioni sul sito del giardino dei Tarocchi.

Non sono un’esperta di tarocchi e di esoterismo, quindi penso di aver capito solo un decimo del significato reale che l’artista voleva dare a questo parco e alle sue sculture, ma vi assicuro che sono bellissime anche per chi non ne capisce niente come me. Se qualcuno ci è stato mi piacerebbe sapere le vostre impressioni: vi è piaciuto? Conoscevate già quest’artista? Qual è stata la vostra scultura/architettura preferita? Fatemelo sapere nei commenti!visitare il giardino dei tarocchi

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Nelle scorse settimane hai letto il mio articolo sul parco archeologico di Paestum e stai stai pensando di prenotare le vacanze estive in Cilento. Ottima scelta.

Ho avuto la possibilità di andare in Campania nell’estate del 2017 e non potevo non raccontarti cosa mi è piaciuto di più e quali sono i posti da non perdere in Cilento. Questa zona della Campania è una delle più belle di tutta la regione. Si tratta di una terra ricca sia dal punto di vista naturalistico che storico. Io me ne sono letteralmente innamorata. Scommetto che per te sarà lo stesso!

Vale la pena di visitare il Cilento anche solo per il suo splendido paesaggio.

Le strade tortuose si snodano tra la bellissima costa campana e le dolci colline ricoperte di ulivi. Gran parte del territorio del Cilento rientra nel parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano che conserva un ricchissimo patrimonio naturalistico.

Se invece preferisci trascorrere la tua estate al mare, le spiagge del Cilento sono tra le più belle d’Italia. L’acqua è così limpida che sembra di farsi il bagno in una piscina.

Ma quali sono i posti da non perdere in Cilento?

In questa breve guida ho selezionato le 9 località del Cilento che devi assolutamente visitare, tra località di mare e luoghi d’arte unici al mondo. Io ho impiegato circa una settimana per visitarle tutte ma tu puoi prenderti tutto il tempo necessario se vuoi passare la tua vacanza in questa regione incantevole.

Pronto a partire per il Cilento?!

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Visitare Acciaroli tra Hemingway e il mare

Se vuoi sapere cosa vedere in Cilento non puoi perderti Acciaroli.

Questa frazione del comune di Pollica è un borgo di pescatori sul mare, fatto di antiche tradizioni, piccoli negozi e ristoranti tipici. Noi abbiamo alloggiato poco più nell’entroterra, presso Canniclo ma abbiamo spesso passeggiato al tramonto sul lungomare di Acciaroli.

Acciaroli è un luogo talmente pittoresco che persino Ernest Hemingway vi passò lunghi periodi tornandoci addirittura più volte.

Il mare di Acciaroli è rimasto limpido. Il comune ha ottenuto per diversi anni consecutivi le 5 vele per il mare pulito anche se c’è c’è un gran rispetto per l’ambiente in tutta la zona.

Noi abbiamo fatto il bagno nelle splendide spiagge di Acciaroli, poco lontane dal porto. Tienile in considerazione come punto di partenza per esplorare il Cilento.

Dal punto di vista artistico non c’è molto ma ti consiglio di visitare la chiesta dell’Annunziata, costruita nel 1187 proprio a ridosso del mare e i resti della torre di difesa angioina. Impossibile non notarla!

Se vuoi sapere dove mangiare ad Acciaroli, un ottimo il ristorante di pesce e pizza è Luca e la lucciola dove siamo tornati a più riprese!

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Il parco archeologico di Paestum in Cilento

Se anche tu se appassionato di arte classica puoi leggere il mio approfondimento su Paestum.

Il parco archeologico di Paestum mi è rimasto nel cuore e non potevo non inserirlo in questo elenco di cosa vedere in Cilento.

Nonostante sia uno dei complessi monumentali più importanti della Magna Grecia, il parco archeologico di Paestum non è molto visitato dai turisti. Forse sono capitata in un periodo di bassa stagione ma eravamo davvero in pochi ad aggirarci per i bellissimi templi.

Se stai pensando di visitare il parco archeologico di Paestum, ti consiglio anche di visitare anche il Museo Archeologico nazionale. Qui si trovano numerosi reperti e manufatti decorativi di incredibile bellezza e ben conservati.

Paestum è un luogo meraviglioso che ogni italiano dovrebbe conoscere. Fa parte della nostra storia ed è nostro dovere farlo conoscere.

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Grotte di Pertosa- Auletta

Sei ancora indeciso su cosa vedere in Cilento? Se ti piacciono le avventure preparati a scoprire un luogo dove la natura ha dato il meglio di se.

Oltre alle bellezze del mare e dell’arte, tra le cose più belle da vedere in Cilento non potevo non aggiungere una delle meraviglie della natura, una grotta piena di tesori che si trova all’interno di un parco naturale: le grotte di Pertosa- Auletta.

Queste non sono le prime grotte che ho avuto la possibilità di visitare ma sono quelle che mi hanno colpito di più perché hanno una grande particolarità: sono le uniche grotte in Europa ad essere navigabili.

Appena entrato nelle grotte, ti attenderà una barca che ti porterà sul letto del fiume Negro. Questo fiume sotterraneo nasce nelle profondità della montagna e ti offrirà la possibilità di fare un esperienza davvero insolita. A me è sembrato quasi di navigare sull’Acheronte!

Entrare nella grotta e ascoltare il lento il rumore dell’acqua e delle cascate che scorrono è una delle esperienze più belle da fare in Cilento.

Il percorso all’interno delle grotte di Pertosa – Auletta è lungo circa tre chilometri che ti condurranno all’interno di uno spazio antichissimo. Stalattiti e stalagmiti, rocce colorate e spazi che sembrano cattedrali della natura ti lasceranno senza parole, così come le storie legate a questo luogo.

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Battistero san Giovanni in fonte a Padula

Questo è un luogo poco conosciuto che secondo me deve essere inserito tra le attrazioni da vedere in Cilento. Il motivo? E’ raro, forse unico.

Ora ti spiego perché!

E’ noto che in antichità il battesimo veniva fatto solo agli adulti e che avveniva per immersione completa del fedele. Se avevo visto vasche più o meno grandi, risalenti a questo periodo, non mi era mai capitato di visitare un edificio simile.

Beh, all’interno del Battistero di San Giovanni in fonte non ci sono vasche o tinozze ma un vero e proprio fiume che scorre libero all’interno della chiesa.

Ne abbiamo documentazione già nel VI secolo e persistono brandelli di affreschi di epoche successive, purtroppo mal conservati sia a causa dell’umidità che dell’abbandono progressivo dell’edificio. Le murature di tipo romano, le acque gelide del torrente, la campagna tutta intorno rendono questo battistero poetico e incredibile. Assolutamente da inserire nella lista di cosa fare in Cilento!

Non mi era mai capitato di vedere una cosa del genere!

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Pisciotta: dove il mare incontra la montagna

Pisciotta è un piccolo comune che domina la valle da un’altura.

Si trova all’interno del parco nazionale vallo di Diano ed ha conservato tutto il suo fascino medievale. I piccoli vicoli, le casette in pietra e l’atmosfera rilassata, ti trasporteranno indietro nel tempo. Il paese è dominato dal gigantesco palazzo marchesale Pappacoda e dalla bella chiesa cinquecentesca dedicata ai santi Apostoli Pietro e Paolo. Io ho avuto la fortuna di arrivarci al tramonto, te lo consiglio!

Ho inserito Pisciotta tra i luoghi da visitare in Cilento anche per la bellezza delle sue spiagge. Si sa che in Cilento ci sono alcune delle spiagge più belle d’Italia e quella di Pisciotta è forse una di queste!

Il litorale di Pisciotta è stato premiato con la bandiera blu per l’estrema pulizia e bellezza. Si tratta di una spiaggia fatta di sabbia a ciottoli circondata dagli ulivi e dalle abitazioni del paese, non molto distante.

Il mare a Pisciotta è davvero spettacolare. L’acqua è talmente cristallina e pulita da ricordarmi la vacanza a Rodi. Ti fa venire voglia di restare in acqua per ore e ore.

Nei dintorni ci sono altre spiagge bellissime tra cui quella sabbiosa di Pietracciaio o quelle più ciottolose verso Ascea e Palinuro.

Ti consiglio di farci una passeggiata se vuoi respirare l’atmosfera del Cilento!

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Cosa vedere in Cilento: Marina di Camerota

Se vuoi sapere cosa vedere in Cilento, non potevo non annoverare Marina di Camerota.

Con le sue spiagge, tra le più belle d’Italia, è una delle località balneari più famose della Penisola. La straordinaria bellezza del luogo attrae da anni turisti da tutto il mondo. Inoltre, se stai cercando una spiaggia nudisti in Cilento, la spiaggia del Troncone è una delle poche nel nostro Paese in cui è permesso il naturismo.

Come per Acciaroli e Pisciotta, anche la spiaggia di Marina di Camerota ha ricevuto le cinque vele di Legambiente tanto che qui si trova anche lo splendido villaggio turistico del Touring.

Se sei come me, ti piace nuotare tra i pesci e stai cercando una spiaggia dove fare snorkeling in Cilento, la spiaggia di Marina di Camerota fa al caso tuo.

Qui il litorale di Marina di Camerota è piuttosto frastagliato e l’acqua ha scavato lungo la costa delle bellissime grotte a pelo d’acqua. Questa località del Cilento è talmente belle da essere stata scelta addirittura come set per alcuni film tra cui Gli Argonauti 2 e il recente Wonder Woman.

Tra le spiagge più belle di Marina di Camerota ti consiglio la spiaggia di S. Domenico, caratterizzata da sabbia bianca e mare turchese, si trova non molto distante dal centro storico e dal porto. Io ho fatto il bagno proprio qui e a tratti avevo l’impressione di trovarmi ai tropici. 

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La Certosa di Padula

Situata nel parco di Diano e dedicato a San Lorenzo, il monastero di Padula è uno dei posti più belli da visitare in Cilento.

Si tratta di un nucleo nato nel XIV secolo e poi risistemato in stile barocco. Capolavori di intarsi, affreschi, scale monumentali, sculture e molto altro ti lasceranno a bocca aperta! Purtroppo resta molto poco dello stile originale ma è sicuramente è dei luoghi più belli del Cilento.

Il complesso conta circa 350 stanze ed occupa più di 50.000 metri quadrati. Il chiostro della certosa di Padula è tra i più grandi d’Europa, circa 15.000 metri quadrati. La sua grande estensione, rende la certosa di Padula la seconda più grande in Europa dopo quella di Grenoble in Francia. Incredibile vero?

L’importanza di questo centro ha fatto si che nel 1998 l’UNESCO l’abbia dichiarata Patrimonio dell’Umanità e solo 4 anni più tardi la Regione Campania l’ha inserita nel novero dei Grandi Attrattori Culturali.

Insomma, se anche tu sei un amante dell’arte e della storia non puoi lasciarti scappare questo luogo così denso d’arte e di storia.

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Capo Palinuro e l’arco naturale

Il mare a Capo Palinuro è uno spettacolo.

L’acqua è limpida e si trovano tantissimi pesci e specie diverse. Noi abbiamo fatto una gita in barca che ci ha condotti sino alla grotta azzurra, un’insenatura marina con un’apertura sotterranea che lascia passare la luce rendendo l’acqua di un azzurro irreale. 

Abbiamo potuto nuotare in una piccola baia lungo il litorale e non me ne sarei mai voluta andare tanto era pieno di pesci! 

Splendido anche l’arco naturale scavato dal mare che si trova poco lontano: con i secoli il mare lo corroderà definitivamente ma per ora abbiamo ancora l’opportunità di godere di questa meraviglia della natura.

cosa vedere in Cilento

Il parco nazionale del Cilento e vallo di Diano

In questo parco naturale si trova una natura eterogenea e sostanzialmente incontaminata. E’ uno dei parchi nazionali più grandi d’Italia e possiede paesaggi molto vari, dal mare alla montagna, dalle grotte ai fiumi.

L’insediamento umano in quest’area, ricca di grotte, risale al Paleolitico medio (500.000 mila anni a.C.). Tutta l’area è protetta e consente di godere delle bellezze della natura unite a quelle artistiche.

L’area è caratterizzata da un’enorme varietà di bellezze naturali. Oltre all’area costiera, nel Parco Nazionale del Cilento ci sono zone montane, foreste e fiumi che rendono l’habitat incredibile sia dal punto di vista faunistico che per la grande varietà di piante autoctone.

All’interno del parco si trova anche un altro gioiello marino: Porto Infreschi, eletta nel 2014 spiaggia più bella d’Italia da Legambiente.

Si tratta di un porto naturale ed è uno dei luoghi più belli e suggestivi da visitare in Cilento. Porto Infreschi è un piccolo angolo di paradiso sulla terra, già conosciuto dagli antichi romani perché costituisce un ottimo approdo naturale.

Qui le onde si infrangono spumeggianti contro le bancate rocciose e spesso sono stati perfino avvistati i delfini, attirati dalla grande abbondanza di pesce.

Se stai cercando un posto insolito dove fare il bagno in Cilento te lo consiglio caldamente.

cosa vedere in Cilento

Opinioni sul Cilento

Cosa ne pensi di questa bellissima terra?

L’hai già visitata o hai intenzione di andarci prossimamente?

Scrivimi pure qui sotto se hai bisogno di qualche suggerimento o se vuoi consigliarmi delle mete che mi sono sfuggite.

Hai mai pensato di visitare Civita di Bagnoregio? Questa città, soprannominata la “città che muore”, è unica al mondo. Ti spiego in questo post perché!Visitare Civita di Bagnoregio

Visitare Civita di Bagnoregio e i calanchi

Civita di Bagnoregio si trova nei pressi del lago di Bolsena nella valle dei calanchi. Il terreno infatti è prevalentemente argilloso e tufaceo, il ché ha prodotto una notevole erosione dovuta alle precipitazioni e ai fiumi che vi passano, rendendo il paesaggio molto caratteristico. 

La progressiva erosione del terreno circostante sta condannando la città a morte: un giorno Civita di Bagnoregio crollerà, scomparendo inesorabilmente!Visitare Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio: 2500 anni di storia…

Questo territorio è abitato dall’epoca degli etruschi, quando fondarono un villaggio proprio su questa collina. La posizione strategica permetteva di controllare tutta la valle circostante. Le vie d’accesso alla città erano garantite da 5 porte, cui conducevano suggestive strade scavate nella roccia. Già all’epoca l’erosione costituiva un problema rilevante, al punto che gli etruschi e poi i romani, scavarono e arginarono fiumi per salvare la piccola Civita.

Gli edifici sono soprattutto di epoca medievale e rinascimentale mentre il grande ponte di accesso risale al 1965. Buona parte del paese originale franò con il terremoto del 1695.

Non mancano testimonianze del periodo etrusco e romano, come una necropoli antica.Visitare Civita di Bagnoregio

Qualche curiosità per visitare Civita di Bagnoregio

Da alcuni anni, Civita di Bagnoregio è divenuta un centro di interesse turistico, proprio perché è la “città che muore”. Ma non è questa l’unica ragione. E’ stata proprio Civita ad ispirare il capolavoro di animazione di  Hayao Miyazaki “La città incantata”, rendendo famoso il piccolo paese nel paese del Sol Levante.

Un altro dato sorprendente è il numero degli abitanti: Civita di Bagnoregio contava nel 2011 solamente 16 persone in tutto il paese!

Visitare Civita di BagnoregioInformazioni pratiche per visitare Civita di Bagnoregio

Visitare Civita di Bagnoregio è possibile solo dietro pagamento di un biglietto d’ingresso di 3 euro giorni feriali e 5 euro a persona nei giorni festivi. Un parcheggio, anch’esso a pagamento, si trova a poca distanza dal ponte, di 300 metri, che collega la città. Il ponte è percorribile solo a piedi.

Civita di Bagnoregio è un luogo incantevole, che sembra rimasto sospeso nel tempo ai secoli passati. Passeggerete tra fiori, casette di pietra e piccole chiese ma non c’è niente da “vedere” veramente. E’ bello nel suo complesso, è bello il paesaggio, è unico al mondo ma non ha un’attrazione nello specifico.

Potrebbe interessarvi il museo geologico e delle frane, per capire meglio il territorio e le sue peculiarità. Tuttavia di borghi simili e molto meno turistici di Civita di Bagnoregio ce ne sono molti, ad esempio Pitigliano (di cui abbiamo parlato qui).

Vi consiglio comunque di visitarla, potremmo essere tra le ultime generazione ad avere il privilegio di farlo!

Visitare Civita di Bagnoregio

Burg Eltz è un castello fiabesco che si trova in una regione altrettanto fiabesca, la splendida Mosella. Il castello di Eltz, perché è questo che vuol dire la parola burg, si trova in una posizione piuttosto isolata all’interno di un piccolo borgo immerso in una foresta. Sembra un villaggio di fate ma è molto di più: la storia di questo maniero è infatti intensa ed interessante, vi racconto tutto in questo post!burg eltz

Burg Eltz: un castello per tre famiglie

Abbiamo spesso l’idea che i castelli siano stati realizzati da ricchissimi e facoltosi nobili, che li hanno fatti costruire per mostrare la propria magnificenza. In realtà Burg Eltz è un Ganerbenburg, cioè un castello collettivo. I tre figli di un nobiluomo, il signore di von und zu Eltz, non potendosi permettere un castello per ciascuno, si associarono e misero i fondi per costruire un unico castello diviso in tre parti, una per ciascun fratello. Per questo vi sono le dimore di tre diverse famiglie: i Rübenach, i Rodendorf, i Kempenich. Il castello, dal XII secolo, è ancora proprietà degli eredi, ed è sempre rimasto in loro possesso da 33 generazioni!burg eltz

L’incredibile storia di Burg Eltz

La prima testimonianza del castello risale addirittura all’epoca di Federico Barbarossa ma la struttura attuale è frutto di vari interventi che si sono succeduti nei secoli. Gli ultimi ampliamenti risalgono addirittura al XVI secolo!

Ma la cosa più incredibile di questo castello è la continuità storica che lo ha visto protagonista: non fu mai distrutto da guerre ed è rimasto in possesso della stessa famiglia da ormai 850 anni!

Tre sono i simboli araldici che rappresentano le tre casate in cui si divise la famiglia: il leone d’oro, il leone d’argento e le corna di bufalo. Se fate attenzione troverete nelle corrispondenti ale del castello questi simboli ripetuti e potrete identificarne i proprietari.

Una delle parti più interessanti è sicuramente l’arredo d’epoca che comprende tavoli, letti, bauli, armature, arsenale da caccia, trofei e antichità diverse. I personaggi che si sono succeduti in questo castello e la storia di cui è impregnato rendono la visita oltre che interessante, assolutamente indimenticabile.

Nella sala del tesoro, visitabile a parte mostrando il biglietto, potrete ammirare capolavori dell’oreficeria e argenteria di diverse epoche e scoprirne l’evoluzione.burg eltz

Scoprire la vita della nobilità al Burg Eltz

La spiegazione della guida è stata magnetica per me. Ho scoperto cose che non avrei mai immaginato! I piccoli cannoni che si trovano in alcune sale, ad esempio, erano modellini portati dai fabbricanti per mostrare ai nobili un nuovo modello di cannone. Questi “omaggi” in miniatura, venivano poi utilizzati dai bambini e dai ragazzi per esercitarsi nell’uso dell’arma o per giocare. Lo avreste mai detto?

La convivenza tra le tre famiglie era regolamentata da un vero e proprio codice che somiglia in parte ai nostri regolamenti di condominio.

Bellissima la simbologia che permea alcune delle sale più importanti, come la rosa del silenzio nella sala delle riunioni. Questo simbolo era posto sopra la porta, ad indicare che tutto quello che sarebbe stato detto sarebbe rimasto all’interno di quella sala. Accanto alla rosa vi sono delle curiose maschere dei buffoni sulle pareti: i buffoni erano gli unici alle corti medievali a poter dire tutto quello che volevano senza incappare in dure punizioni. Così si incitavano i cavalieri ad essere totalmente sinceri e a non prendersi troppo sul serio ma anche a mantenere il segreto di quanto detto nella riunione!burg eltz

Informazioni pratiche per visitare Burg Eltz

Il castello di Eltz si trova all’interno di una foresta e per raggiungerlo vi consiglio di fare a piedi il suggestivo cammino Eltzer Burgpanorama, classificato come uno dei più bei percorsi naturalistici della Germania.

La visita al castello costa 10 euro per gli adulti ed include una guida. I turni di visita partono all’incirca ogni 15 minuti e dura all’incirca 45 minuti. Potete trovare tutte le informazioni sul Burg Eltz qui.burg eltz

Impressioni su Burg Eltz

Ho visitato Burg Eltz pensando che fosse sicuramente più bello da fuori che dentro. Putroppo all’interno non è permesso fare foto ma vi assicuro che vale la pena visitarlo ed ascoltare la guida! Il castello è meraviglioso e la quantità di arredi originali non fa che renderlo ancora più interessante e affascinante. Il posto in cui si trova, su una piccola altura circondata dal fiume, immerso in una foresta verdissima e circondato da un piccolo nucleo di casette, lo fa sembrare ancora più fiabesco. Me ne sono innamorata e l’ho trovato davvero bellissimo, come e più di altri splendidi castelli tedeschi!burg eltz

Una delle più belle vacanze della mia vita è stata a Rodi.

Quest’isola greca in cui si respira la Turchia, è baciata dal sole per 300 giorni l’anno. Ha un mare incantato, monumenti dell’antichità classica e del medioevo, una foresta di farfalle e dei tramonti indescrivibili.

In questo post cercherò di raccontarti cosa ho amato di Rodi e perché, sperando che miei consigli possano esserti utili!

Vacanza a Rodi: come organizzarsi

L’isola di Rodi è una meta turistica molto popolare, per questo ti consiglio di evitare i periodi di maggiore affluenza (come agosto).  Personalmente ci sono stata a settembre e non ho trovato tanto affollamento: questo mi ha permesso di godermi al meglio la vacanza.

Siccome non mi piace stare ferma in un posto, ho noleggiato un’auto durante il soggiorno e mi sono sempre mossa con quella. Senza l’automobile non so come altro avrei potuto vedere tutte le cose che ho visto, mi ha dato una flessibilità che con gli autobus non avrei sicuramente avuto, quindi ti consiglio di noleggiare un’auto o una motocicletta per visitare Rodi.

Ho preso un appartamento vicino (ma non troppo) Faliraki, il centro della vita notturna della città, pieno di locali e ristoranti. Noi abbiamo soggiornato presso le residenze Summer Days che consiglio se vuoi visitare Rodi con un mezzo proprio. Le maggiori città, Rodi e Lindos, si trovano a 20/30 minuti di automobile, così anche alcune delle spiagge più belle dell’isola.  Ecco qualche idea che ho sperimentato su cosa fare a Rodi.visitare rodi

La valle delle farfalle a Rodi, Petaloudes

Se vuoi visitare Rodi devi includere una passeggiata a Petaloudes, la foresta delle farfalle. Lungo il fiume Pelkanos sorge una lussureggiante foresta, dove ogni anno, tra luglio e settembre, le farfalle vanno a riprodursi. Mentre passeggi tra ponticelli e sentieri, potrai ammirare migliaia di esemplari  volteggiare nel loro habitat e dormire sulle rocce. Salendo fino alla cima potrai anche ammirare una bella vista sulla valle.visitare rodi

Le più belle spiagge di Rodi

Ti sconsiglio di fermarti sempre alla stessa spiaggia. A Rodi ci sono golfi e spiagge bellissime e diversissime, che ti permetteranno di vedere anche paesaggi diversi.  Considera che ombrellone e due lettini li puoi noleggiare quando vuoi a 4 euro.

Una delle mie preferite è stata la baia di Anthony Queen, un piccolo golfo roccioso con l’acqua cristallina dove nuotano pesci bellissimi. Da grande amante dello snorkeling me ne sono innamorata!

Splendida anche la spiaggia di Lindos, dominata dall’acropoli della città con le sue case colorate. Ho amato molto anche la spiaggia di Kallithea, Agios Pavlos (una piscina naturale!), la spiaggia Stegna e Oasis (incantevole). Un discorso diverso va fatto per Prassonissi, all’estremità dell’isola, dove si incontrano mar Egeo e Mar Mediterraneo. E’ il paradiso per gli amanti di windsurf, infatti è molto ventosa: sicuramente un posto da visitare ma assolutamente inadatta per lo snorkeling!

Anche a Faliraki e a Kalithea ci sono spiagge molto attrezzate ma anche molto frequentate. Se preferite posti più tranquilli, vi consiglio Agathi, Gennadi o Glyfada.visitare rodi

Rodi medievale: storie di cavalieri e castelli

La città di Rodi ti accoglierà con le sue mura imponenti ed il suo enorme castello medievale. Ripercorrere la storia della città non è semplice, tra i dedali delle sue vie, i minareti che si mescolano a resti di templi greci e bastioni medievali che si alternano ai tipici mulini a vento. Visitare Rodi città è un’esperienza che rimarrà impressa nei tuoi ricordi!

Rodi deve il suo fascino proprio a questo insieme eterogeneo di storia e di storie. Se vuoi sapere cosa fare a Rodi, ti consiglio di iniziare a visitarla dal suo castello, appartenuto ai cavalieri templari e poi ai cavalieri di Malta. Questo magnifico palazzo, fu pesantemente ricostruito nel XX secolo a seguito di un’esplosione. Potrai ammirare antichi arredi italiani e reperti vari. Le parti originali sono un insieme di stili: i cavalieri che lo fondarono come snodo per la navigazione verso la Terra Santa, provenivano da paesi diversi. Francia, Provenza, Italia e Spagna avevano le loro pensioni ma i cavalieri provenivano principalmente da sette stati: Provenza, Alvernia, Germania, Italia, Inghilterra, Aragona e Francia.

La passeggiata lungo le mura, vi darà un’idea della magnificenza di questa struttura che, nonostante i restauri, resta un luogo estremamente affascinante.

Percorrendo l’antica via dei Cavalieri noterete edifici in cui l’arte gotica e romanica, con influssi diversi, si mescolano a formare uno stile unico e bellissimo.

visitare rodi
Una delle porte d’entrata della città di Rodi

Il museo archeologico di Rodi

Presso l’antico ospedale di San Giovanni è oggi allestito il museo archeologico di Rodi. Tra i tanti, incredibili reperti, le palle di cannone e la splendida sala grande segnalo la Venere accovacciata che si asciuga i capelli, un mosaico paleocristiano e lenti di ingrandimento in cristallo di rocca risalenti all’epoca classica.visitare rodi

Visitare Rodi tra siti archeologici e castelli

Altri luoghi di interesse artistico e panoramico sono i castelli, disseminati in tutta l’isola. I più belli oltre a quello della città di Rodi secondo me sono i castelli di  Monolithos e Kritinia.

Se vuoi visitare Rodi città fino in fondo, non devi perderti la parte archeologica dove sorgono i resti del tempio di Zeus, padre degli dei e di Athena Polias, dea della sapienza. Anticamente questi due dei proteggevano la città ed avevano templi dedicati a loro in molte città greche.

Altro sito archeologico magnifico a Rodi è Kamiros, in cui si può scoprire la città di più di 2500 anni fa. L’acropoli di Lindos, un luogo veramente magico, a cui ripenso spesso, è uno dei siti archeologici che devi vedere se vuoi visitare davvero Rodi. Non farti spaventare dalla salita, ne vale davvero la pena!

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acropoli di Lindos

Dove mangiare a Rodi

A Rodi si mangiano tutte le specialità della cucina greca più alcune delizie della Turchia. Non manca la cucina italiana, vista la massiva presenza di connazionali sull’isola, quindi, quanto a cibo, non potrete andarvene insoddisfatti!

Dalla cucina greca vi consiglio pita e suvlaki, la tipica piadina che costituisce un perfetto pranzo al sacco o cena veloce. Il kebab, che in Turchia è eccezionale, è sicuramente buono anche a Rodi. Ma la cucina greca si diversifica soprattutto quando si parla di pesce: ottimo il pescato fresco che ho assaggiato a Lindos. I miei due posti preferiti, dove sono tornata più di una volta sono stati l’Auvergne café a Rodi, ospitato in un angolo tranquillo di mura, all’ombra di un grande albero secolare. Sembrava di tornare davvero indietro nel tempo e i club sandwich sono eccezionali!

L’altro ristorante, una delle cene più romantiche della mia vita, è stata in riva al mare da Maria Mouria dove si servono piatti della tradizione greca cucinati in modo semplice e gustoso.visitare rodi

La bellezza di Rodi

La bellezza di Rodi non finisce qui! Ci sono terme, golfi, prodotti tipici, paesaggi magnifici e tramonti magici da vedere. Se state pensando di visitare Rodi, vi consiglio questo sito che può aiutarvi a programmare la vostra vacanza in quest’isola meravigliosa. Per gli amanti dello snorkeling, Rodi è perfetta e vi farà innamorare! Spero che questo post sia stato utile, per qualunque domanda scrivetemi pure!

visitare rodi

Questo post è diverso da tutti gli altri mai scritti e che mai scriverò. Castel Santa Maria per me è un luogo quasi sacro, che amo come nessun altro posto al mondo. La mia famiglia proviene da questo piccolissimo paesino sull’Appennino, che si trova in Umbria, tra Norcia e Cascia. E’ stato il mio primo viaggio a due mesi di vita ed è dove voglio essere sepolta, alla fine di tutto.

Ecco perché è così speciale e cosa ha di incredibile.

Castel Santa Maria: storie di terremoti

In cima ad una montagna, sorgeva sin dagli albori della civiltà, un piccolo villaggio. Non sappiamo esattamente da quanto l’uomo si sia insediato sul nostro colle, poiché le prime testimonianze risalgono al medioevo, quando era già un Castro (castello) sotto il controllo di Norcia.

A Castel Santa Maria si viveva di agricoltura e pastorizia: ho l’impressione che i secoli siano passati più o meno tutti simili. Poi, nel 1703, venne il terremoto, che distrusse il castello, uccise 25 dei 75 abitanti complessivi e costrinse i castellani a ricostruire il paese poco più sotto. Prima e dopo ce ne furono altri di terremoti, ma mai così distruttivi.

Nel 1979 un altro terremoto lo rase al suolo,  stavolta definitivamente. Il paese fu riedificato sulla collina accanto, perdendo il suo fascino di antico villaggio e diventando una fila di identiche villette a schiera in cemento armato.

Nel 2016, anche queste case antisismiche sono state danneggiate. Solo 3 su più di 30 sono ora agibili. Vi ho parlato del terremoto de 2016 e di cosa abbiamo perso in questo post.castel-santa-maria

Il tesoro di Castel Santa Maria: la Madonna della Neve

Nel piccolo villaggio di pastori c’era però un tesoro di valore enorme per la gente del posto. Si trattava di un santuario, di pianta ottagonale, edificato ispirandosi ad un disegno di Bramante. Era dedicato alla Madonna della Neve, poiché anche a Castel Santa Maria, in mezzo alle montagne, c’era stato un miracolo.

Un uomo, travolto da una tormenta di neve, era rimasto intrappolato sotto alla coltre gelata. Gli abitanti del paese riuscirono a liberarlo solo tre giorni dopo e lo trovarono incredibilmente ancora vivo. Il viandante si era infatti votato alla Madonna e aveva a lungo pregato. In quel luogo, ai piedi del paese,  iniziò la costruizione della chiesa nel 1565, grazie alle donazioni popolari.

La chiesa fu affrescata dai pittori locali, gli Angelucci da Mevale, e sopravvisse a vari terremoti, tra cui quello del 1703. Non scampò tuttavia alla scossa del 1979, che distrusse quattro delle sue otto facciate.

C’è chi dice che furono i lavori di ristrutturazione ad appesantirne troppo la volta e a causarne il crollo. Quello che sappiamo per certo è che la chiesa fu lasciata in uno stato di sostanziale abbandono fino ad oggi.

La Madonna della Neve è stata la mia tesi di laurea e probabilmente uno dei motivi per cui ho deciso di studiare storia dell’arte: volevo impedire che monumenti del genere fossero lasciati alle intemperie come se non valessero nulla.castel santa maria

Perché Castel Santa Maria è un posto incredibile

Perché questo paesino tra gli Appennini è così incredibile per me? Sicuramente perché sono affezionata al paese e alle persone che lo frequentano, ma penso che gran parte del suo fascino sia dovuto al fatto che intorno non c’è niente.

O forse sarebbe meglio dire che intorno c’è tutto. 

E’ immerso nel verde del parco dei monti Sibillini: ci sono campi di grano, lepri, volpi, cinghiali, lupi e cervi. Ci sono aquile, poiane, falchi, ricci e talpe. C’è l’aria fresca e ci sono delle tempeste meravigliose. Ci sono dei tramonti magici e delle notti piene di stelle.

A Castel Santa Maria c’è la natura, una natura identica da secoli e piena di fascino, di energia e di bellezza. E’ per questo, penso, che amo così tanto quelle montagne.castel santa maria

I progetti per Castel Santa Maria

In questo periodo sono un pò assente dal blog perché sto lavorando molto ad uno dei più grandi sogni della mia vita: ricostruire la Madonna della Neve.

Dopo 40 anni, sembra che questo sogno possa finalmente avverarsi, anche se non è facile e richiede molto impegno. Ricostruire la chiesa ora può sembrare privo di senso ma è tutto il contrario: in un momento in cui tutte le chiese di Norcia sono andate distrutte, ridare vita ad un’opera d’arte può contribuire a creare un indotto turistico, in tutto il territorio senza contare il significato simbolico che assumerebbe. Ridarebbe vita al paese e magari potrebbe contribuire a creare del lavoro. Tornerebbe ad essere un luogo di aggregazione per tutte le persone della montagna, di preghiera e di pellegrinaggio, come è stato per secoli.

La proloco di Castel Santa Maria si sta occupando di promuove e diffondere la nostra storia. Per questo abbiamo aperto una pagina facebook che si chiama Ritorno a Castello dove raccontiamo la storia del paese e le iniziative per promuovere il progetto. Se vi interessa, mettete mi piace, ci sono un sacco di eventi che bollono in pentola!

Orleans è una piccola città capoluogo del dipartimento del Loira in Francia. Non è molto grande ed una giornata è più che sufficiente per visitarla interamente, ma ti rapirà il cuore.

Il fulcro del centro urbano è la grande place du Martroi, di forma esagonale, da cui si dipartono le principali arterie della città. Nel centro storico campeggia la statua equestre dell’eroina di questa città e della Francia intera, Giovanna D’Arco.

Questa ragazza, grazie al suo coraggio tolse l’assedio ad Orleans e combatté gli inglesi finché non fu tradita, venduta ed arsa come strega a Rouen.

Sarà stato complice il tempo uggioso ma mi sono letteralmente persa per la città alla scoperta dei suoi luoghi di cultura e della vita di una giovane pulzella che cambiò le sorti della Francia per sempre.

La cattedrale di Orleans

La Cattedrale di Orleans è notevole. Trovarla è molto facile grazie alle sue dimensioni maestose ma anche perché si trova su una delle strade più grandi della città, la Rue Jeanne D’Arc.

Questa Cattedrale è dedicata alla Santa Croce e ha origini antichissime: il primo centro di culto risalirebbe addirittura al 330 d.C. quando santa Elena, madre dell’imperatore Costantino, ritrovò la vera croce di Cristo portandone un frammento proprio ad Orleans. Fu proprio in questo momento che venne avviata la costruzione di una chiesa per contenere la sacra reliquia.

Quella che vediamo oggi non è l’originale. Successivamente alla costruzione voluta da Santa Elena,  venne eretta una prima cattedrale gotica, poi crollata e ricostruita nel 1278. Di questa oggi rimangono le nove cappelle radiali del coro.

La Cattedrale di Orleans fu poi distrutta dagli ugonotti durante le guerre di religione e ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo arrivando fino a noi.

Insomma una storia piuttosto movimentata.

Il museo delle belle arti di Orleans e la casa di Giovanna d’Arco

Se vuoi visitare Orleans non puoi perderti il museo delle belle arti. Si trova proprio accanto alla cattedrale ed ospita opere dal XV secolo ai giorni nostriPur non avendo pezzi eccezionali, è molto ricco di tele interessanti che vanno dai fiamminghi a Tamara de Lempicka.

Le vere scoperte per me sono state Léon Cogniet, artista del XIX secolo di cui sono conservate alcune bellissime tele, e il fotografo Jérémie Corbeau, che può essere apprezzato grazie ad alcune foto esposte in una breve percorso chiamato “Réalité énigmatique“. Il suo lavoro è incentrato sul concetto di realtà, percezione e prospettiva. Da non perdere se sei appassionato di fotografia.

Per i fan della Pulzella, non molto lontano si trova la casa di Giovanna d’Arco di Orleans. Non si tratta della casa natia ma di un’abitazione in cui l’eroina francese abitò dal 29 aprile al 9 maggio 1429.

Oggi la Casa di Giovanna D’Arco è un museo e spazio multimediale chiamato Maison de Jeanne D’Arc. L’abitazione non è originale ma si tratta di una ricostruzione del 1960. Loriginale, come molte altre strutture, venne distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Altre attrazioni da vedere ad Orleans

Altre attrazioni interessanti sono l’hôtel de Ville, cioè il municipio, e le tante piccole case in legno che caratterizzano alcuni scorci davvero tipici. Queste abitazioni non sono ben conservate come a Troyes o ad Amiens, a causa dei bombardamenti che hanno segnato la storia di questa città.

Resti dell’antica cinta muraria di Orlenas sono visibili accanto al transetto sinistro della cattedrale e nel quartiere Saint Paul, accanto ad uno spazio giochi per bambini.

Informazioni pratiche per visitare Orleans

Il biglietto per il museo archeologico di Orleans costa solo 4€. Il museo è allestito in un bellissimo edificio rinascimentale, l’hôtel Cabu. Inoltre con il biglietto è possibile visitare anche la casa di Giovanna d’Arco.

In questo museo si trovano l’incredibile tesoro di Neuvy-en-Sullias, un insieme di bronzi gallo-romani tra cui spiccano una tromba e una statua equestre molto belli.

Una sala è interamente dedicata al commercio sulla Loira e alla lavorazione dello zucchero che veniva raffinato ad Orleans. Nelle altre sale si trovano vari cimeli ed opere che hanno segnato la vita della città, infine un’intera sezione è consacrata alla vita di Giovanna D’Arco.

Commenti su Orleans

Hai mai visitato Orleans?

Se hai dubbi o vuoi raccontarmi la tua esperienza scrivimi qui sotto nei commenti!

Ci sono dei luoghi in cui la storia di Roma antica, la nostra storia, non solo è visibile, ma è palpabile. La si può respirare e, con un po’ di immaginazione, la si può vivere.

Il porto di Ostia antica è proprio uno di questi luoghi.

Molto simile agli scavi archeologici di Pompei o Ercolano (ma anche alle rovine di villa Adriana a Tivoli), visitare il porto di Ostia antica ti riporterà indietro nel tempo di 2000 anni.

Ostia antica fu fondata nel IV secolo a.C. come colonia di Roma e ingrandita notevolmente in epoca imperiale. Era qui che sfociava il Tevere nei tempi antichi, anche se sembra inverosimile vista la distanza attuale della zona archeologica dal mare (colpa dei detriti portati dal fiume!).

Oggi il parco di Ostia Antica è uno dei più belli e famosi del mondo.

Scoprilo con me!

Visitare Ostia Antica: un viaggio nel passato

Entrando nel parco archeologico di Ostia Antica ci si trova subito a percorre il decumano massimo e in un mondo completamente diverso: le mura delle case, le colonne dei templi o delle terme, le statue di personaggi pubblici, iscrizioni e mosaici, ci accompagnano ad ogni angolo.

La città è enorme e vi si trovano ogni sorta di costruzioni: il più suggestivo è decisamente il teatro con i suoi gradoni spogli, con tre maschere scolpite sullo sfondo, che ci ricordano di quanto l’opera teatrale fosse sacra e divertente in epoca classica.

Il teatro di Ostia antica

Il teatro di Ostia Antica fu costruito in epoca augustea (12 a.C.). Venne più volte restaurato ed ampliato, sino a raggiungere una capienza di circa 4000 persone. Un tempo era arricchito da sculture, epigrafi e lastre marmoree. Ospitava rappresentazioni comiche, tragiche ma anche giochi acquatici, realizzati tramite condutture che portavano l’acqua alla cavea.

Ho avuto la fortuna di fermarci a fare una pausa proprio mentre una scolaresca, di circa trenta ragazzi indiani, si esibiva in danze e canti corali, con musica latina, inglese e indiana.

L’emozione è stata indescrivibile!

Ecco come dei bambini venuti dall’altro lato del mondo, semplicemente con le loro voci, con i loro gesti, possono ridare linfa vitale ad un luogo dimenticato dai secoli.

Dopo duemila anni, l’acustica all’interno del teatro di Ostia Antica è ancora perfetta, le sensazioni così travolgenti da farmi commuovere. Chissà se chi l’ha costruito avrebbe mai potuto pensare che, duemila anni dopo, si sarebbe ballato su quelle pietre al ritmo di Jennifer Lopez e canti gregoriani!

Per un istante ho visto quei gradoni luccicare di marmi, e sulla scena degli attori recitare il latino, le voci amplificate dalle maschere, i vestiti sgargianti. E mi è venuta una nostalgia tremenda.

Dall’inizio del ‘900, quando fu riportato alla luce, il teatro di Ostia Antica fu utilizzato per varie rappresentazioni classiche, nelle sere d’estate. Spero tanto di poter assistere ad una di queste serate, appena inizia l’estate, e di poter ascoltare (magari in latino)  le battute ancora simpaticissime delle commedie di Plauto.

Le case romane a Ostia Antica

Passeggiare tra le antiche domus di Ostia Antica è stato come tornare indietro nel tempo.

Le domus non solo possono essere osservate dall’esterno ma potrai entrare, affacciarti alle finestre e, con un po’ di fantasia, osservare qual mondo perduto eppure ancora così vicino ed attuale.

Come le moderne città d’Europa anche Ostia Antica era suddivisa in quartieri. Passeggiando lungo le strade di basoliti potrai passare attraverso i quartieri popolari della città, caratterizzati dai resti delle antiche insulae. Queste erano infatti le case “popolari” dell’epoca di cui oggi, purtroppo, conserviamo solo il piano terra.

Oltre alle abitazioni, ad Ostia Antica sono ancora ben visibili locali commerciali antichi di 2000 anni, gli spazi occupati dalle botteghe degli artigiani e perfino i solchi dei loro carri, resi indelebili sul manto stradale.

A Ostia Antica potrai entrare all’interno degli edifici pubblici come le antiche terme romane, il bellissimo anfiteatro e le palestre in cui gli antichi romani già si prendevano cura del loro corpo. Insomma uno spaccato di umanità così vicino al nostro modo di vivere eppure così lontano nel tempo da sembrare inverosimile.

Tra i vicoli della città è possibile trovare perfino le latrine pubbliche a testimonianza di quanto la civiltà romana fosse già socialmente avanzata.

Cosa non perdere a Ostia Antica

Tra gli edifici più importanti che puoi trovare ad Ostia Antica, oltre al magnifico teatro, non puoi assolutamente perderti le bellissime Terme di Nettuno. Questa struttura ospita ancora dei mosaici stupendi e sono ancora ben riconoscibili gli spazi destinati per la cura del corpo e l’attività fisica.

Come ogni grande città anche Ostia Antica era a rischio incendi. Ecco perché gli antichi romani pensarono bene di costruire una caserma per i vigili del fuoco. Oggi questo edificio è ancora visitabile anche se resta solo il piano terra. Tuttavia è ancora riconoscibile l’ampio cortile e le fontane che venivano utilizzate come approvvigionamento di acqua ma anche per le abluzioni e i bagni.

Infine ti segnalo il Thermopolium della via Diana. Se pensi che i pub siano un’invenzione moderna ti sbagli di grosso. Gli antichi romani amavano molto la vita pubblica e per questo motivo avevano già previsto delle strutture che potessero avere la funzione di ritrovo sociale. Il Thermopolium può essere considerato come una vera e propria locanda dell’epoca. L’edificio è conservato molto bene e ci fa capire come il nostro stile di vita non è così cambiato negli ultimi 2000 anni.

L’incuria a Ostia antica

Purtroppo, vista anche l’enormità del patrimonio architettonico che ci è stato lasciato, ho trovato alcune zone di Ostia antica in uno stato di semi-abbandono.

Mi sono sentita davvero abbattuta quando mi sono trovata faccia a faccia con un mosaico ricoperto da piante infestanti o di fronte ad un affresco lasciato alle intemperie. Inoltre i pannelli esplicativi sono piccoli, molti sono sbiaditi o rimossi. Non ho visto alcun tipo di sorveglianza e gli affreschi sono poco “protetti” da tettoie risalenti a non si sa quanti anni fa.

Dovremmo fare di più per proteggere e preservare questo e tutti gli altri siti archeologici che fanno parte non solo del nostro patrimonio artistico ma della nostra memoria storica.

Informazioni pratiche su Ostia Antica

Per arrivare ad Ostia Antica con i mezzi pubblici puoi prendere la linea ferroviaria Roma-Lido da Piramide, San Paolo o Eur Magliana e scendere alla fermata Ostia Antica. Il viaggio in treno da Roma a Ostia dura circa mezz’ora.

Una volta scesi alla fermata Ostia Antica, la biglietteria del parco archeologico si troverà a pochi passi e non avrai il problema di dover cercare parcheggio.

Solitamente la biglietteria per il parco archeologico di Ostia Antica non è molto affollata e il prezzo del biglietto è di 10 euro per gli adulti, ridotto a 6 per i bambini.

Per info sugli orari e altro puoi cliccare qui.

Commenti su Ostia Antica?

Hai mai avuto la possibilità di visitare questo parco archeologico?

Se hai dei dubbi o vuoi raccontarmi la tua esperienza scrivimi qui sotto nei commenti.

Se stai pensando di fare un giro presso uno dei laghi più famosi d’Italia, non puoi certo lasciarti sfuggire l’occasione di entrare nel castello di Bracciano. Questa località vicino Roma deve infatti molta della sua fama al bellissimo Castello Orsini-Odescalchi.

Ho avuto la possibilità di entrare nel castello di Bracciano in una giornata piuttosto uggiosa e malinconica. Il clima ideale per passeggiare tra sue antiche ed enormi sale ricordando il passato.

Questo è uno dei luoghi più suggestivi della città di Bracciano: la vista che si gode sul lago è semplicemente magnifica ed il castello è reso ancora più affascinante dalle numerose piante rampicanti che in alcuni punti lo avvolgono completamente.

Sei pronto a scoprire di più su questo bellissimo castello vicino Roma?

Si parte!

La storia del castello di Bracciano

Il castello di Bracciano fu costruito dalla famiglia Orsini. Oggi è invece proprietà della famiglia Odescalchi. Questi ultimi ne entrarono in possesso nel 1696 e lo abitano tutt’ora in un ala privata non accessibile dai turisti.

A metà tra un palazzo ed una fortezza militare, questa struttura ha radici medievali ma fu eretta così come la vediamo nel 1470.

Cosa c’è all’interno del Castello di Bracciano

Ho visitato personalmente gli interni del castello di Bracciano e ne sono rimasta molto colpitaSi passa nelle varie sale di rappresentanza fino al grande salone, attraversando i secoli, gli affreschi e gli arredi antichi.

I quadri alle pareti ci parlano delle persone che lo hanno popolato e dei nobili personaggi che vi furono ospitati. Ogni angolo ha la sua piccola storia da raccontare!

I soffitti lignei del castello, finemente affrescati ma rimaneggiati per la maggior parte nell’800, lasciano a bocca aperta

Vi sono splendidi affreschi di autori come Antoniazzo Romano con il suo ciclo sulla vita della nobildonna, i fratelli Zuccari o Giacomo del Duca, allievo di Michelangelo.

Questo antico maniero è unico proprio grazie al mosaico di stili che si alternano tra le varie stanze, rendendolo un vero e proprio scrigno d’arte.

La sanguinosa leggenda del castello di Bracciano

Vuoi conoscere la leggenda del Castello di Bracciano?

Pare che Isabella de’ Medici, moglie di Paolo Giordano Orsini, tradisse frequentemente il marito con alcuni giovani. Una volta terminato l’amplesso, se ne sbarazzava facendoli precipitare in una botola posta sul pavimento. Le botole non sono mai state trovate quindi si pensa sia solo una leggenda.

Il marito, scoperto il tradimento della bella sposa, la strangolò con un nastro, aiutato da un sicario. Questo omicidio è storicamente dimostrato.

Ad infittire il mistero ci sono pervenuti dei carteggi tra Isabella ed il cugino del marito, che spingono a pensare che avesse davvero relazioni extraconiugali. Quanto c’è di vero non lo sapremo.

Si dice che il fantasma aleggi ancora per le stanze!

il castello di bracciano

Matrimoni famosi al castello di Bracciano oggi

Il castello di Bracciano, oltre ad essere aperto per le visite, ospita anche alcuni eventi mondani tra cui banchetti e matrimoni.

Tra i matrimoni più famosi che si sono svolti all’interno del Castello di Bracciano ci sono quello di Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker e, nel 2006, quello tra Katie Holmes e Tom Cruise che, tra le altre cose, ha anche cercato di acquistare l’intero castello.

il castello di bracciano

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Quanto costa l’ingresso per il castello di Bracciano

Il biglietto intero costa 7.50 e la visita è accompagnata da una guida: il gruppo parte ogni 20 minuti nei giorni festivi e ogni ora nei giorni feriali, altre info a questo link.

Non ci sono riduzioni che per i bambini.

il castello di bracciano

Commenti sul castello di Bracciano?

Hai mai visitato il Castello di Bracciano? Cosa ti ha emozionato di più?

Scrivimelo qui sotto!

Se stai facendo un tour della Francia e sei desideroso di scoprire cosa fare fuori da Parigi, ti suggerisco di passare almeno un giorno a Rouen.

Ho potuto visitare questa bellissima città della Normandia durante i due anni in cui mi sono trasferita in Francia. Rouen si trova infatti a solo un’ora di treno da Parigi ed è una meta molto amata da tutti i viaggiatori che desiderano fare un tour in Normandia.

Proprio in questa città si trova una delle più belle cattedrali del mondo, sopravvissuta per miracolo ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Rouen è inoltre una città densa di storia. Fu in origine città celtica, poi romana, invasa dai normanni, infine ducato francese spesso vittima di invasioni. La Francia e l’Inghilterra si sono a lungo contese questo territorio per via della sua posizione strategica vicino al mare e per via dei fiorenti commerci.

Se non ne eri a conoscenza, devi inoltre sapere che Rouen è stata la città del processo di Giovanna D’arco nonché il luogo della sua esecuzione nel 1431.

Sei curioso di scoprire cosa vedere e cosa fare a Rouen in un giorno?

Ecco la mia esperienza nella capitale della Normandia.

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La cattedrale di Rouen

Quando si arriva a Rouen è impossibile non notare la magnifica cattedrale dedicata a Notre-Dame. La sua guglia è la più alta di Francia: la  flèche (freccia in francese) misura infatti  151 metri.

La facciata della cattedrale di Rouen sembra di merletto e le ampie navate gotiche non possono non lasciare affascinati. All’interno invece troviamo immense colonne,  vetrate del XIV secolo e sepolture di personaggi importanti della storia di Francia quali Rollone e suo figlio Guglielmo Lungaspada.

In questo luogo è deposto il cuore di Riccardo Cuor di Leone, il famoso sovrano inglese di cui narrano tanti romanzi, celebre per le crociate e per il suo spregiudicato coraggio.

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Le altre chiese di Rouen

Passeggiando nei dintorni della cattedrale, mi sono imbattuta in altre due bellissime chiese: Saint Maclou e Saint Ouen.

La prima, costruita e decorata in un bellissimo gotico fiammeggiante, mi ha davvero colpita. Saint Ouen non è da meno:  costruita nello stesso stile, è altrettanto spettacolare ed è parte di un’antichissima abbazia benedettina molto importante in questa regione.

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Il centro storico di Rouen e il Gros Horologe

Ma Rouen non é solo famosa per il suo gotico religioso. Durante il Medioevo fu una ricca e prosperosa città comunale, fiera della sua indipendenza e della sua potenza. Proprio a questo periodo risalgono molte delle pittoresche casette in legno del centro storico. Alcune mi hanno lasciata davvero senza parole.

Uno dei monumenti più importanti da visitare a Rouen in un giorno è il magnifico palazzo di giustizia e il Gros Horloge. Questo grande orologio un tempo scandiva i ritmi della città. Fu realizzato nel 1389da Jourdain Delestre e Jean de Felains e trova il suo posto nella torre civica della città.

Il Gros Horologe di Rouen è uno dei più antichi e più bei orologi d’Europa: il suo funzionamento è assai complesso e presenta delle raffigurazioni allegoriche molto belle.

Si tratta sicuramente di uno dei monumenti più famosi dopo la magnifica cattedrale.

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Il museo delle belle arti di Rouen

Non ho potuto non visitare l’esposizione permanente del Museo delle Belle Arti: tra le numerose sale, le cose più belle che vi segnalo sono senza dubbio la Flagellazione di Caravaggio, i ritratti di Theodore Gericault e alcuni notevoli capolavori impressionisti firmati Monet, Renoir e Sisley.

Da non perdere la parte contemporanea con opere di Duchamp (adoro!), Kupka e molti altri.

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Dove è morta Giovanna D’Arco

Vagando senza meta ho scoperto molto della storia di Rouen tra cui il legame con Giovanna d’Arco (che è invece originaria di Orleans)

Tra i tanti luoghi di interesse, consiglio una passeggiata nella piazza del Vieux Marché(vecchio mercato), al cui centro sorge la piccola chiesa dedicata a Santa Giovanna d’Arco, bruciata viva in questa piazza a soli 18 anni nel 1431.

Poco distante dalla piazza sorge una torre, parte di un edificio in cui quest eroina francese fu imprigionata in attesa della sua esecuzione… fa davvero stringere il cuore.

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Informazioni pratiche

L’ufficio del turismo di Rouen si trova esattamente di fronte alla cattedrale in un edificio rinascimentale che difficilmente non noterete. La città è facilmente raggiungibile da Parigi grazie al TGC, il treno ad alta velocità francese.

Il centro cittadino è tranquillamente visitabile a piedi.

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