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Città d’arte

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Oggi inauguriamo la nuova rubrica, in cui expat e locali ci racconteranno le loro città dando consigli pratici a chi vuole visitarle. Giulia ci parla di Amsterdam, una città dalle mille sorprese!

Amsterdam. Un connubio di arte e colori. Le facciate delle antiche case lungo i canali contrastano meravigliosamente con le architetture moderne.

Passato, presente e futuro si fondono nella capitale olandese che corre veloce, come le migliaia di bici che ogni giorno la percorrono. Le opportunità che questa città offre sono molte e varie, da un punto di vista sia lavorativo sia universitario. Non vi ho ancora convinti a organizzare il vostro prossimo viaggio ad Amsterdam?

Beh, effettivamente non ve ne ho parlato ancora abbastanza. Mi sono trasferita qui per la seconda volta nel giro di due anni, da quanto ne sono innamorata. Cercherò di raccontarvi Amsterdam con gli occhi di chi la vive tutti i giorni (e di chi la ama da impazzire!).visitare-amsterdam

Cosa c’è da vedere ad Amsterdam?

Tanto. Davvero tanto. Consiglio di spendere almeno tre notti nella città per riuscire a godersene almeno una buona parte. La vera essenza di Amsterdam sta nei canali che la percorrono: una passeggiata per la Grachtengodel (letteralmente “cintura dei canali”) è d’obbligo. Da non perdere le quattro piazze principali di Amsterdam: Dam (dove ha sede l’ex Palazzo Reale), Nieuwmarkt, Rembrandtplein e Leidseplein.

Splendida è anche la zona del Red Light District(“Quartiere a luci rosse“), una delle più antiche di tutta Amsterdam, che ospita la gotica Oude Kerk (“Chiesa Vecchia”). Degne di nota sono anche la gotica Nieuwe Kerk (“Chiesa Nuova”), situata a Dam, e la neo-barocca Sint Nicolaaskerk (“Basilica di San Nicola”), proprio davanti alla maestosa Stazione Centrale. E questo è solo l’inizio se volete visitare Amsterdam!visitare-amsterdam

I musei di Amsterdam da non perdere

Se volete visitare Amsterdam, imperdibile è la Museumplein, la gigantesca piazza dei musei. Oltre a ospitare la celebre scritta “Iamsterdam” (diventata un vero e proprio marchio della città), essa è sede dei principali musei amsterdamiani. Il Rijksmuseum (in foto) è dedicato alla Storia dell’arte (olandese e non solo), dall’antichità ai giorni nostri; lo Stedelijk è il museo di arte contemporanea; il Museo di Van Gogh è dedicato interamente all’immenso artista olandese e, infine, il Moco Museum dedicato a Banksy. Altri due musei assolutamente da visitare sono il Nemo Museo della Scienza, la cui architettura in rame a forma di nave è opera di Renzo Piano, e l’Amsterdam Museum, l’interattivo (e interessantissimo!) museo della storia della città.

Infine, consiglio di ritagliarsi un’oretta di tempo per fare una crociera sui canali. La maggior parte dei boat trips partono dalla Stazione Centrale e dal Damrak; la durata può variare tra mezz’ora, un’ora e un’ora e mezza. Alcune offrono addirittura la possibilità di un drink o di una cena a bordo. Penso che sia una buona occasione per visitare Amsterdam da un punto di vista totalmente diverso.visitare-amsterdam

Dove mangiare ad Amsterdam?

Come per ogni viaggio che si rispetti, le info “culinarie” sono fondamentali! Le due zone più caratteristiche di Amsterdam sono anche quelle più ricche di ristoranti: mi riferisco
al Grachtengodel e al Red Light District. Il bello è che si possono provare diverse cucine, provenienti da tutto il mondo: ottimi ristoranti olandesi, indiani e greci nella zona dei canali; deliziosi cinesi, indonesiani e argentini nei dintorni di Dam e del Quartiere a luci rosse.

Tra tutti i ristoranti che ho provato, però, devo dire che questi tre mi sono rimasti nel cuore:

  • Eye Film Museum. A tutti gli effetti è un museo… del cinema! Si trova a Nord di Amsterdam, ed è facilmente raggiungibile dalla Stazione Centrale grazie a un traghetto gratuito che parte ogni 5 minuti e impiega circa 3 minuti per raggiungere l’altra sponda. Il Museo (e cinema) gode di una splendida terrazza (interna con vetrate) sede di un bar-ristorante dove si può degustare un’ottima cucina internazionale. La location è molto bella e i prezzi sono abbastanza contenuti.
  • Madame (in foto): è il ristorante dell’Adam Lookout Tour (135m), situato a circa 100 m di altezza. Come potete immaginare – e notare dalla foto – la vista sulla città è mozzafiato. I prezzi sono medio-alti, ma ne vale veramente la pena; la cucina è internazionale. Consiglio sempre di prenotare tramite il loro sito, soprattutto il weekend, perché i coperti non sono molti
  • The Seafood Bar. Amsterdam è una “città d’acqua” e qui il pesce arriva fresco ogni giorno. Bene, questo è il posto ideale per farne una scorpacciata. Si trova a Spui, nel centro città. La location è splendida e pesce e cucina sono a vista, garantendo una trasparenza estrema. I prezzi sono abbastanza alti, ma neanche troppo se si considera la qualità eccelsa del cibo, il servizio e la location.visitare-amsterdam

Info pratiche per visitare Amsterdam

Amsterdam è la città delle biciclette. Le piste ciclabili sono delle specie di autostrade e le bici hanno la precedenza su tutti, perfino sui pedoni. Consiglio, quindi, di noleggiarne una: alla Stazione Centrale, ad esempio, c’è un noleggio bici ben fornito. Il mezzo perfetto per visitare Amsterdam!

Se poi proprio il tempo è tiranno e in Olanda, purtroppo, succede abbastanza spesso, potete usare i trasporti per spostarvi. La cosa più conveniente da fare è acquistare una carta dei trasporti (valida 24, 48 o 72 ore) con cui potete viaggiare liberamente in bus, tram e metro. Ancor meglio, se siete degli appassionati di musei, consiglio la IAmsterdam City Card (24, 48, 72 o 96h) che garantisce l’ingresso a più di 50 musei e l’utilizzo gratuito dei trasporti cittadini.

Qualcosa mi dice ora che forse ora vi ho convinto a fare il vostro prossimo viaggio ad Amsterdam! Lasciatevi incantare dalla bellezza di questa città, dal profumo dei suoi tulipani e dai colori delle sue case sui canali… ne vale davvero la pena!

Giulia Pianellivisitare-amsterdam

(le foto di questo post sono state prese da internet. Se violano il tuo copyright, per favore fammelo sapere scrivendomi a arttrip@arttrip.it)

Se ti stai chiedendo cosa fare Merano, questo post è per te. Merano è una cittadina dell’Alto Adige incastonata tra le montagne. Si trova in Val Venosta ed è famosa per essere una località termale di fama internazionale dai tempi dell’impero Asburgico.

Ma visitare Merano ti farà scoprire anche le tradizioni millenarie, le storie rimaste incastrate tra le Alpi tantissime volte, lasciando segni indelebili. A Merano i luoghi dell’arte e della cultura si fondono con il paesaggio creando scenari incredibili.

Pronto a scoprire questo bellissimo paese tra le Alpi? Ti racconto cosa fare a Merano qui sotto!

Post scritto in collaborazione con l’hotel Westend Meran

Cosa fare a Merano

La passeggiata Tappeiner e la torre delle polveri

Se  ti stai chiedendo cosa vedere a Merano, ti dico subito che passeggiando per le sue stradine ti ritroverai trasportato in un’atmosfera di altri tempi. Casette di legno intonacato, il fiume Passirio che scorre tra piccoli ponti, giardini pensili e terrazze con vista sulle montagne.

Ho iniziato ad esplorare Merano partendo dalla passeggiata Tappeiner, un sentiero che si snoda dal centro città fino all’antica torre del castello, arroccato sul versante della montagna. Il panorama dall’alto è mozzafiato e aiuta a comprendere come si articola la città e i suoi vari monumenti.

Si può salire fino alla cima della torre delle polveri, chiamata così perché vi furono conservate le scorte di polvere da sparo. La vista dall’alto vale sicuramente la fatica della salita!

Cosa fare a Merano

La bellezza nascosta della cattedrale di Merano

La cattedrale di Merano, dedicata a San Niccolò, è attestata nei documenti sin dal 1266. Quella che vediamo oggi è il frutto di un ampliamento trecentesco. Vi si riconoscono influenze nord europee ed italiane che si fondono in un complesso unico.

In questo territorio, da secoli conteso tra Austria ed Italia, si percepisce l‘influsso di due diverse culture che si incontrano e si contaminano. Ne è un esempio il campanile di Merano, alto più di 80 metri, che fu costruito a più riprese su tipo italiano mentre nella cattedrale prevale uno stile tardo gotico.

Come consuetudine, nei pressi della cattedrale di Merano, sorgeva in antichità un cimitero. Oggi è stato spostato ma si possono ancora vedere delle belle lapidi antiche dietro alla chiesa.

Cosa fare a Merano

Scoprire la storia di Merano al museo civico

Cosa fare a Merano? Se vuoi scoprire la sua storia e approfondire la conoscenza del territorio, dovrai visitare il Mamming Museum che si trova proprio accanto alla cattedrale di San Niccolò.

La collezione fu iniziata dal ricco medico Franz Innerhofer che raccolse opere d’arte da tutta la regione. Oggi il museo civico di Merano raccoglie reperti archeologici, pezzi di storia collettiva e privata, dalla preistoria all’annessione dell’Alto Adige all’Italia.

Alcuni reperti curiosi, come una maschera funebre di Napoleone, una mummia egiziana e armi sudanesi, sono stati raccolti da meranesi avventurosi in giro per il mondo. Bellissima la collezione di oggetti tipici, dai vestiti alle antiche insegne, dalle carrozze alle statue devozionali.

La parte più interessantedel Mamming Museum? Sicuramente quella dello sviluppo della città come centro termale e attrazione turistica, la vita sulle montagne nell’antichità e le tradizioni locali.

Cosa fare a Merano

I giardini del castello Trauttmansdorff

I giardini di Trauttmansdorff a Merano sono dei veri giardini da favola. Se vuoi sapere cosa vedere a Merano, inseriscili nella tua lista, soprattutto se hai intenzione di visitare Merano in primavera o in estate!

Ai piedi di un imponente castello, si estendono ettari di boschi, giardini fioriti e fontane tra cui spicca la passeggiata fino al laghetto, il sentiero degli innamorati e un punto di osservazione praticamente sospeso sul vuoto. Sono quattro le aree tematiche in cui si suddivide il giardino Trauttmansdorff: giardini del sole, boschi dal mondo, giardini acquatici e terrazzati e paesaggi dell’Alto Adige.

Durante la visita scoprirai più di 80 ambienti botanici, ti godrai un paesaggio magnifico e potrai vivere anche esperienze sensoriali basate su profumi e textures.

Ti consiglio di visitare il castello di Trauttmansdorff, dove ora è allestito lo spazio museale del Touriseum. Si ripercorre la storia del turismo e dei trasporti nella regione, pro e contro della fama di cui gode Merano ma anche la storia del castello, costruito da una serie di famiglie e poi divenuto proprietà asburgica. E’ proprio qui che Sissi amava ritirarsi per riposare.

Un posto da non perdere, da mettere nella lista di cosa fare a Merano, anche se hai bambini piccoli!

Cosa fare a Merano

Le terme di Merano, curarsi con l’acqua

Nell’800 si scoprirono le proprietà curative delle acque termali e Merano attirò l’attenzione dei sovrani austriaci e di tutta la nobiltà dell’epoca. A questo momento risale l’espansione della città, la costruzione di moltissimi palazzi e dei centri termali di Merano. Il più grande di Merano fu tuttavia costruito nel 2005 ed è oggi una spa completa in cui potersi prendere cura del proprio corpo tra saune, massaggi, vasche idromassaggio etc.

La parte più bella per me restano le vasche (25 tra esterne del interne) con acqua a diverse temperature.

La parte più imbarazzante è stata la sauna per sole donne a cui bisogna accedere completamente nude. Per me sarebbe anche andato bene sennonché, mentre mi stavo spogliando, è passato un uomo, impiegato dell’impianto che mi ha cordialmente salutata lasciandomi di stucco. Non ce l’ho fatta, mi sono rimessa il costume e sono tornata nell’area piscina.

Ti è mai capitata una cosa del genere?

Cosa fare a MeranoCome arrivare a Merano

Arrivare a Merano in treno non è difficile poiché è collegata benissimo da un trenino che parte ogni 20 minuti dalla stazione di Bolzano. Bolzano è collegata con tutta Italia sia dai treni ad alta velocità che da quelli regionali.

Se vuoi raggiungerla in auto, cosa che ti sconsiglio, puoi seguire le indicazioni riportate su questo sito.

L’aeroporto più vicino a Merano è quello di Bolzano.

Cosa fare a Merano

Dove dormire a Merano

A Merano siamo stati ospiti dell’hotel Westend Merano. Si trova in una residenza d’epoca in stile art nouveau che sorge sulle rive del fiume Passirio, in un giardino lussureggiante.

La struttura è un palazzo di inizi ‘900 che venne costruito come residenza privata di un architetto e poi convertito in hotel. Le camere sono spaziose e luminose, la colazione abbondante e la cena, semplice e gustosa, prevede piatti preparati freschi ogni giorno.

Ottime le ricette tipiche altoatesine come gli spatzle o lo strudel, che lasceranno un ricordo indelebile nei vostri ricordi dell’Alto Adige!

Cosa fare a Merano

Cosa fare a Merano: informazioni pratiche

Le attrazioni di Merano e dintorni sono visitabili anche con alcune convenzioni. Il nostro hotel ci ha proposto ad esempio il biglietto combinato terme e giardini Trauttmansdorff e la Museumcard  che permette l’accesso a musei, mezzi di trasporto e attrazioni in tutta la provincia.

Spero di averti detto cosa fare a Merano, presto ti racconto quello che abbiamo visto a Malles e dintorni.

Cosa fare a Merano

Commenti su Merano!

Hai mai visitato questa zona d’Italia?

Raccontami la tua esperienza qui sotto nei commenti!

Bevagna è un piccolo borgo umbro che nei secoli ha conservato tutto il suo fascino antico.

E’ considerato uno dei borghi più belli d’Italia: tra resti romani, casette di mattoni e antiche chiese, visitare Bevagna è come tornare indietro nel tempo.

Proprio partendo da quest’idea, ogni anno, una festa particolarissima ti permetterà di scoprire Bevagna com’era circa 700 anni fa!

Sei pronto a scoprire di cosa si tratta?

visitare Bevagna

Il mercato delle Gaite: Bevagna nel medioevo

Il momento migliore per visitare Bevagna è a giugno, quando viene organizzato il mercato delle Gaite.  Si tratta di una manifestazione che riproduce fedelmente la vita di una cittadina medievale tra il 1250 e il 1350.

In quest’occasione, la popolazione indossa abiti d’epoca, sono organizzati spettacoli di falconeria e musica antica. Una delle parti più interessanti, sono i diversi artigiani che spiegano le arti e i mestieri di un tempo. Le botteghe del circuito dei mestieri medievali, l’antica cartiera, il cereria, la zecca e il setificio sono visitabili dietro pagamento di un biglietto di 7 euro per tutto il circuito.

Nella cartiera di Bevagna si può ammirare come veniva confezionata la carta, materiale preziosissimo all’epoca. Così al setificio ti verrà spiegato il sistema di estrazione della seta dai bachi, come questa tecnica sia stata esportata dall’Asia e l’importanza di questa scoperta. La cereria e la zecca, altrettanto interessanti, ti illustreranno le modalità di realizzazione delle candele (e non solo) e del conio.

Altro punto di interesse è la casa di Cecco, una tipica dimora medievale dove potrai apprendere come si viveva 700 anni fa!

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la cartiera medievale

I monumenti che non puoi perderti se vuoi visitare Bevagna

Bevagna, già importante centro umbro, fu conquistata dai Romani e prosperò come nodo mercantile sulla via Flamina, divenendo comune indipendente. Fu distrutta da Corrado Trinci, della vicina Foligno. Oggi Bevagna conserva ancora un teatro romano e i resti di due templi, in parte reimpiegati nelle chiese della piazza principale, Piazza Sivestri, dove sorgono ben due edifici romanici.

La chiesa di San Michele, costruita nel XII secolo, è un bellissimo esempio di romanico: eccezionalmente per quell’epoca, sappiamo i nomi dei due artisti che la costruirono, Binello e Rodolfo. Troviamo infatti le loro “firme” nell’iscrizione all’ingresso. Magnifiche le sculture del portale, rappresentanti San Michele e un angelo con cartiglio.

Praticamente di fronte sorge la chiesa di San Silvestro, risalente al 1195, capolavoro di Binello. L’imponente navata fu edificata su una cripta antica, dove si respira un’atmosfera surreale: mi sono sentita una pellegrina di tanti anni fa, sbalordita dall’imponenza della costruzione.

visitare Bevagna
la firma degli architetti si trova sotto gli angeli

Alla scoperta dell’antica Mevania

Il teatro romano di Bevagna non è visibile ma c’è. Se osserviamo la pianta della città dall’alto lo notiamo subito: un intero complesso di case è stato costruito seguendo le fondazioni dell’antico edificio. All’interno delle abitazioni, sono stati inglobati resti della struttura romana.

Oggi una parte “nascosta” di questo tesoro è visitabile grazie alla Compagnia delle Arti. Questa compagnia guida i visitatori alla scoperta degli ambienti antichi ancora conservati come parte dell’ambulacro sottostante la cavea. Proprio la cavea, l’ambiente centrale del teatro, misurava la bellezza di 90 metri. Le dimensioni notevoli dell’edificio fanno pensare che accorressero anche dai paesi vicini per assistere agli spettacoli. La struttura del teatro romano di Bevagna risale all’incirca al I secolo d.C.

Ai tempi dell’impero romano, Mevania, l’antico nome di Bevagna, custodiva anche templi e terme sontuose. I magnifici mosaici delle terme sono oggi stati recuperati e sono visibili nel percorso del museo civico di Bevagna, che ci racconta la storia della città sin dalle sue origini.visitare Bevagna

Dove dormire e cosa mangiare a Bevagna

Se stai cercando dove dormire a Bevagna, ti consiglio di dare un’occhiata al Marinucci’s house.  La dimora storica del Canonico ti lascerà incantato. Il soggiorno include la visita alla casa di Cecco e al teatro romano (per informazioni puoi contattare il numero 3331207957).

Noi abbiamo mangiato poco distante in un ristorante deliziosola cucina umbra è eccezionale!visitare Bevagna

Perché visitare Siena? I motivi possono essere i più svariati  e non importa che scusa trovi, che sia assaggiare il prosciutto di cinta o  ammirare gli affreschi di Simone Martini, va bene comunque!

Siena è una città medievale piena di capolavori d’arte e meraviglie in ogni angolo. La cattedrale e il suo pavimento unico, la libreria Piccolomini, il Palazzo Pubblico e i suoi affreschi, la famosa piazza del Campo e il museo civico…

Mi sono ritrovata a Siena quasi per caso, ti racconto qui perché visitare Siena e cosa vedere!

perché visitare sienaVedere Siena dall’alto

Perché visitare Siena? Se osservi Siena dall’alto, la prima cosa che noterai è la sua forma. E’ come se la città si fosse sviluppata in forme sinuose  attorno a piazza del Campo. Ha mantenuto gli edifici antichi, color mattone, tra i quali spicca la cattedrale in marmo bianco e nero.

A Siena troverai tantissimi luoghi interessanti da visitare, pieni di storia, di storie e di bellezza. Eccone alcuni che non puoi assolutamente perdere!perché visitare siena

Piazza del Campo a Siena

Se vuoi un motivo sul perché visitare Siena possiamo partire proprio da questa piazza incredibile.

Pizza del Campo a Siena un tempo era un acquitrino che fu poi bonificato ai tempi dei romani. Il “campo” divenne il centro del mercato cittadino e solo nel 1270 si decise di costruire qui il palazzo pubblico, quello che rappresenta la città libera dal potere ecclesiastico e dai dispotismi.

Da allora il centro di Siena è proprio piazza del Campo, con i suoi splendidi palazzi rinascimentali e la sua divisione in nove spicchi, a ricordare il governo dei nove.

E’ in questa piazza che ogni anno si tiene il palio di Siena, che vede correre i cavalli delle varie contrade senesi in una giostra che ha addirittura origini medievali.perché visitare siena

La fontana Gaia a Siena

E’ chiamata così per via della festa che venne fatta dai senesi quando finalmente si riuscì a portare l’acqua sino alla piazza del campo, alla metà del XIV secolo. All’epoca venne costruita una nuova fontana da Jacopo della Quercia agli inizi del ‘400.

Quella oggi visibile nella piazza del palio è una copia ottocentesca, mentre i resti dell’originale sono ospitati nel museo civico di Siena. Fu una delle opere scultoree più importanti del suo secolo: basta guardare la bellezza delle sue figure per capire perché!

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Il palazzo Comunale di Siena

Il palazzo Pubblico o palazzo Comunale di Siena fu costruito agli inizi del ‘300 per ospitare il governo della città. L’esterno è maestoso quanto l’interno è ampio e solenne. Le forme trecentesche si fondono con una decorazione complessa e vastissima. Perché visitare Siena ti apparirà evidente anche solo per questo edificio!

Al suo interno ospita il museo civico e uno dei cicli di affreschi più famosi del XIV secolo: allegoria del Buono e del Cattivo Governo di Ambriogio Lorenzetti.

L’affresco descrive cause ed effetti del governo giusto e del malgoverno, un tema sempre attuale e trattato magistralmente in questo dipinto.

Altri importantissimi artisti hanno lavorato in questo palazzo come Beccafumi, Sodoma, Duccio di Buoninsegna… nelle sue sale si ripercorre la storia della pittura toscana del XIV secolo!

Anche Guidoriccio da Fogliano  è un affresco molto interessante,  attribuito a Simone Martini.perché visitare siena

La torre del Mangia a Siena

Accanto all’imponente palazzo Comunale, svetta la Torre del Mangia di Siena. Questa torre di 88 metri è alta quanto il campanile del duomo di Siena, a simboleggiare l’equilibrio che deve esistere tra i poteri spirituale e temporale.

Ma perché si chiama così? Viene detta del “Mangia” dal soprannome che i cittadini diedero al primo campanaro della torre, famoso per la ghiottoneria. Lo avresti mai detto?

Per salire sulla cima della torre bisogna scalare più di 400 gradini di una scala molto stretta. E’ sconsigliato a chi soffre di cuore o claustrofobia. Il panorama dall’alto però è davvero stupendo!perché visitare siena

Il magnifico duomo di Siena

Perché visitare Siena? Sicuramente per il suo duomo!

Questo capolavoro medievale ha visto diverse fasi costruttive: vi furono impiegati alcuni tra i più grandi ed importanti artisti ed architetti dell’epoca. Le prime notizie risalgono al 1226 e alla prima parte della facciata, verso la fine del XIII secolo, lavorò Giovanni Pisano.

Il cantiere proseguì per oltre un secolo finché non fu deciso di rendere questo duomo ancora più maestoso convertendo la cattedrale nel transetto e prolungando le navate centrali.

Tuttavia questo progetto non fu mai completato: la peste e la carenza di fondi fecero bloccare il cantiere. Rimangono oggi però gli archi di quella che doveva essere la nuova navata centrale e la nuova facciata che sembra quasi un arco di trionfo isolato.

Nel museo dell’opera di Siena potrai ripercorrere tutte le vicissitudini di questo immenso cantiere, ammirare le statue originali e scoprire una parte della storia di questa città così affascinante.perché visitare siena

Non perderti la libreria Piccolomini nel duomo di Siena!

Lungo la navata sinistra del duomo, potrai notare un ambiente completamente decorato e pieno di libri! Si tratta della libreria Piccolomini,

Fu costruita nel 1492 per custodire i libri di Papa Pio II e fu decorata agli inizi del ‘500 da Pinturicchio e aiuti, tra cui anche Raffaello. Gli affreschi raccontano della vita di Enea Silvio Piccolomini, divenuto papa con il nome di Pio II.

Quando si entra in questa libreria non si sa dove guardare, se ai libri, al soffitto, agli affreschi… è un gioiello!perché visitare siena

I pavimenti del duomo di Siena

Un capolavoro spesso sottovalutato è il pavimento del duomo di Siena (ti ricordi del pavimento della cattedrale di Otranto? Ne abbiamo parlato qui e qui).

Realizzato in tarsie marmoree, rappresenta più di sessanta scene, pensate tra il ‘300 e l’800. Le composizioni sono tanto varie e diverse che si fatica a trovare un tema generale che potrebbe essere sinteticamente pensato come la ricerca della salvezza.

Personaggi biblici si alternano ad antichi sapienti come Ermete Trimegisto, le Sibille e allegorie della fortuna e della sapienza. Al centro campeggia la lupa di Siena e le città alleate.

Se visiti la cattedrale di Siena, facci caso, perché visitare Siena è anche questo!perché visitare siena

Altre bellezze da vedere a Siena

Se ti stai ancora chiedendo perché visitare Siena, ti assicuro che le cose da visitare non finiscono qui!

Potrai ammirare la basilica medievale di San Domenico, legata a Santa Caterina o la chiesa di San Francesco, potrai ammirare i capolavori della Pinacoteca Nazionale di Siena o Santa Maria della Scala

Poco distante da Siena si trovano altri luoghi incantevoli, come la Val d’Orcia o la suggestiva abbazia di San Galgano di cui ho già parlato in precedenza.perché visitare siena

Commenti su Siena?

Spero di averti dato delle buone ragioni per visitare questo capoluogo toscano. Io ci sono capitata praticamente per caso e mi ha lasciata a bocca aperta!

Hai altre buone ragioni su perché visitare Siena?

Raccontamele nei commenti!

perché visitare siena

Vuoi sapere cosa vedere a Catania in un giorno? Questo capoluogo siciliano ha una storia antichissima ed è profondamente legato ad uno dei più grandi vulcani del mondo, l’Etna.

Qui ti racconto quali monumenti ho visto durante la mia visita, cosa ho mangiato e cosa puoi fare se hai poco tempo per vedere Catania!

Si parte!

Perché c’è un elefante a Catania?

Per cominciare a raccontarti cosa vedere a Catania in un giorno, voglio iniziare dal simbolo della città: l’elefante. Ne troverai una statua proprio davanti al duomo. Al centro della piazza la statua sorregge un obelisco probabilmente egizio.

Non si sa a che epoca risalga quest’opera, ma è senza dubbio molto antica. Varie sono le leggende che associano l’elefante alla città di Catania, si dice addirittura in memoria di una vittoria contro i cartaginesi.  Forse non sapremo mai quali sono le vere origini di questa scelta, ma quello che possiamo dire è che divenne il simbolo della città già nel XIII secolo.

Ah, ovviamente l’elefante di Catania è realizzatoin basalto nero o pietra lavica. Quasi in tutta la città vedrai questa pietra nera proprio perché gli abitanti hanno ricavato questo materiale dalle eruzioni dell’Etna.

Dopo che la città di Catania fu quasi distrutta dopo l’eruzione del 1669 e il terremoto del 1693, la statua dell’elefante venne inserita in una fontana monumentale, opera di Giovan Battista Vaccarini, che operò anche i restauri all’elefante.

Ma a Catania c’è molto di pù da vedere. Ad esempio il bellissimo Duomo di Sant’Agata!

cosa vedere a catania in un giornoIl duomo di Sant’Agata a Catania

Cosa vedere a Catania in un giorno? Sicuramente il duomo di Sant’Agata!

Questa cattedrale fu costruita sui resti di terme romane alla fine del XI secolo dalla potente famiglia normanna degli Altavilla (ti ricordi? Ne abbiamo parlato a proposito dell’abbazia incompiuta di Venosa). Anche questa chiesa, come la maggior parte dei monumenti, ha subito una ricostruzione dopo il terremoto del 1693. Le forme infatti sono settecentesche: lo stile elegante dell’architettura è arricchito dall’opulenza del barocco. Nella parte absidale tuttavia sono ancora visibili i resti medievali e alcune colonne romane di reimpiego.

Ho trovato bellissimi i lampadari e gli arredi della chiesa. Quando ci entrerai fai caso ai particolari!

Una curiosità: di fronte all’altare, accanto al grande pilastro, vi è la tomba di Vincenzo Bellini, grande musicista catanese. La sua salma fu spostata qui nel 1876 dal cimitero Père Lachaise di Parigi.  Anche un altro personaggio importante di Catania, il poeta Mario Rapisardi, è legato alla cattedrale. Dedicò queste parole alla campana della chiesa di Sant’Agata:

O sacra campana del Duomo/ Che al vespro d’autunno con lenti/ Rintocchi sui vènti lamènti/ L’audace miseria dell’uomo,/ Nell’ombra solinga raccolto/ Feconda di mesti pensieri,/ Dolente dell’oggi, del jeri,/ Intènto al domani, io t’ascolto./ La fine del pallido giorno/ Lamenta, o campana romita:/ Io canto dell’alba il ritorno,/ L’amor, la giustizia, la vita.

cosa vedere a catania in un giornoSulle tracce dei romani a Katane

La città di Catania fu fondata dai greci con il nome di Katane (Kατάvη). Passò poi sotto al dominio romano, di cui resta il magnifico teatro romano ancora ben conservato. Il biglietto d’entrata costa 6 euro e consente l’accesso all’interno del teatro e ad uno spazio espositivo dove si possono ammirare statue e decorazioni.

Lungo la via Etnea, la strada principale della città che arriva fino al duomo, troverai i resti di un altro edificio romano: l’anfiteatro. Ne potrai vedere una porzione a piazza Stesicoro ma putroppo i resti non sono quasi mai visitabili.

cosa vedere a catania in un giornoIl castello ursino di Catania

Il castello ursino di Catania è un monumento che devi assolutamente inserire nel tuo itinerario su cosa vedere a Catania in un giorno. Questo maniero fu costruito da Federico II di Svevia nel XIII secolo e si trovava in riva al mare, come molti altri castelli tra cui quello di Trani e Roseto Capo Spulico, di cui abbiamo già parlato.

Dopo l’eruzione del 1669, la lava ricoprì parte della città, tra cui il castello, pur non intaccandone la struttura. L’edificio fu successivamente sede del parlamento durante i vespri siciliani, dimora reale degli Aragonesi, guarnigione militare e poi prigione. Oggi ospita il museo civico di Catania ed è sede di mostre temporanee.

Al momento vi è l’esposizione “tesori nascosti” a cura di Vittorio Sgarbi che ha raccolto opere di collezioni private e quindi “nascoste”.

Un elemento del castello che mi ha lasciata interdetta è la stella a cinque punte che si trova su una delle finestre. Ho letto che sarebbe la stella di Davide e che quindi rappresenterebbe le maestranze ebraiche del tempo, ma la stella di Davide di solito ha sei punte.

C’è qualcuno più informato che può spiegarmi se questa decorazione ha qualche significato preciso?

cosa vedere a catania in un giornoIl barocco di Catania: patrimonio dell’UNESCO

Gli eleganti edifici barocchi che troverete in giro per la città, in particolare quelli della piazza del duomo, sono stati proclamati patrimonio dell’UNESCO. La bellezza di Catania è proprio nelle sue eleganti architetture e negli splendidi palazzi storici. Facci caso mentre passeggi per le sue strade!

Per ammirare la piazza del duomo di Catania, ti consiglio di salire sulla cupola della Badia di Sant’Agata, altra chiesa barocca che sorge accanto alla cattedrale. 3 euro e molti scalini, vi permetteranno di vedere la città dall’alto dei suoi tetti e di goderti una vista incantevole sull’Etna e sulle sue strade!

Anche se hai poco tempo ti consiglio di inserirla nella lista di cosa vedere a Catania in un giorno!

Altra attrazione da non perdere è il monastero benedettino, oggi sede dell’università. Anche qui puoi ammirarne le stupende architetture e decorazioni…

cosa vedere a catania in un giornoGiardini e mercati: la vita quotidiana a Catania

Altri due luoghi di Catania mi hanno colpita particolarmente: la bellezza dei suoi parchi e il mercato del pesce. Una tappa che puoi goderti se c’è il sole, sono i bellissimi giardini Bellini, curati e rilassanti. Sono annoverati addirittura tra i giardini più belli d’Italia.

Il mercato del pesce invece si trova a pochi passi dalla piazza del duomo e non vi si trovano solo prodotti ittici ma molto altro. I turisti si mescolano ai catanesi e si trovano praticamente tutti i prodotti più buoni di questo meraviglioso territorio, tra cui i vini! Le colate laviche rendono infatti il terreno estremamente ricco e fertile, perciò frutta e verdura locali hanno un sapore eccezionale!cosa vedere a catania in un giorno

Visitare Catania in un giorno: cosa mangiare e dove

Cosa vedere a Catania in un giorno te l’ho detto, ora ti racconto cosa assaggiare! Tutti sanno che la Sicilia vanta una tradizione culinaria eccezionale e dopo essere stata a Catania non posso che confermare. Pur essendo rimasta in questa città pochissimi giorni, ti lascio qualche indirizzo che mi è piaciuto particolarmente.

Siamo tornati al ristorante U’fucularu di Catania due volte e, se vuoi un consiglio su dove mangiare a Catania, non posso non raccomandarti questa piccola trattoria! I prodotti sono tutti freschissimi, compresa la pasta e la passata di pomodoro, i dolci fatti in casa e l’accoglienza molto simpatica. Ho mangiato la pasta all’arriminata e alla norma più buone della mia vita!

Ho assaggiato le arancine al caffè Prestipino, a due passi dal duomo e le ho trovate eccezionali! Se hai altri locali da consigliare scrivilo pure nei commenti! Un altro piatto tipico della città è la carne di cavallo ma io non la mangio, quindi non so darti indicazioni in merito.

Quanto a dolci e cannoli, mi sono imbattuta per caso in un caffè-pasticceria buonissimo (e grassissimo!) che si chiama Magrì. Per la prima volta in vita mia non sono riuscita a finire un cannolo…cosa vedere a catania in un giorno

Brutte esperienze e consigli sul tragitto da e per l’aeroporto

In viaggio può capitare di fare brutti incontri e prendere delle fregature. E’ quello che ci è successo appena arrivati all’aeroporto di Catania, quando abbiamo preso un taxi per arrivare in hotel. Il conducente ha allungato la strada di proposito, passando da 6 a 9 km, e alla mia domanda sul perché mi ha risposto per evitare il traffico che però non c’era.

A quel punto potevo scegliere se farmi lasciare in mezzo alla strada con le valigie o fidarmi e proseguire. Ho fatto l’errore di fidarmi.

Arrivati a destinazione, ci ha chiesto 40 euro per il tragitto di 9 km. Ovviamente abbiamo protestato dicendogli che era troppo e abbiamo chiesto quale fosse la tariffa a chilometro: la risposta è stata 2 euro per chilometro. Quindi 18 euro, più i bagagli e il nostro trasporto siamo arrivati a 30 euro (che è comunque tanto).

A quel punto, davanti all’evidenza, ha fatto finta di essersi sbagliato e ci ha chiesto solo 30 euro. Non ci ha fatto fattura ed ero così alterata che non ho neppure pensato a chiederla. Insomma, una brutta esperienza! Volete il mio consiglio? Prend l’alibus, un pullman che vi porta dall’aeroporto al pieno centro in una ventina di minuti e costa 4 euro. Eviterete malintesi e soprattutto litigate!

A parte questo inconveniente, ho trovato Catania splendida e salire sull’Etna è stata un’esperienza indimenticabile per me. cosa vedere a catania in un giorno

Commenti su Catania?

Hai mai visitato questa splendida cittadina della Sicilia? Cosa ti è piaciuto di più?

Raccontamelo nei commenti qui sotto!

Stai pensando di andare a Lubiana?

Questa capitale poco conosciuta è un piccolo tesoro di arte e storia, un incanto di canali, casette e colori. Dall’alto, domina l’antico castello di Lubiana che ci racconta la storia della città e di tutta la Slovenia.

Ma ci sono tante altre cose da scoprire… ad esempio sai perché su uno dei ponti ci sono quattro enormi draghi appollaiati? O cosa potrai ammirare nella Narodna galerija? Sei mai stato in un museo delle illusioni dove ti ritroverai in una stanza al contrario?

Ti dico perché visitare Lubiana, ti racconto la mia esperienza,  e ti do qualche consiglio su cosa vedere, fare e mangiare nella splendida capitale slovena!

castello di lubianaScoprire la storia della Slovenia al castello di Lubiana

Il castello di Lubiana o Ljubljanski grad sorge sull’insediamento più antico della città. L’area fu abitata sin dalla preistoria e poi divenne una cittadina romana con il nome Aemona e più tardi Labacum. Nel medioevo sorse il primo castello, documentato sin dal 1144 e poi ampliato a più riprese nei secoli successivi.

Struttura difensiva e roccaforte, il castello di Lubiana ha segnato profondamente la storia della città. Nel XV secolo furono edificate solide torri, per resistere agli attacchi di armi sempre più evolute come i cannoni. Nel XVII secolo divenne un ospedale militare e poi una prigione, sino alla seconda guerra mondiale.

Visitare il castello di Lubiana vuol dire anche scoprire questi cambiamenti, dalla preistoria alla sua ricostruzione negli anni ’60. Per arrivare al castello di Lubiana potrai prendere la funicolare, inclusa nel prezzo del biglietto. Il percorso si snoda in senso cronologico tra reperti archeologici e installazioni video. Ti consiglio di salire sino alla cima delle varie torri: si gode di un paesaggio magnifico sulla città!

Ecco altre 5 cose da fare a Lubiana e che a me sono piaciute tantissimo!

castello di lubianaFare una foto sul ponte dei draghi a Lubiana

Il castello di Lubiana è solo una delle attrazioni di questa piccola città. La più famosa e forse sopravvalutata è il ponte dei draghi che in realtà è… piccolissimo! Due draghi in bronzo controllano il passaggio di persone ed automobili sul fiume Ljubljanica.

Il drago infatti è il simbolo della città, poiché la leggenda vuole che la città sia stata fondata da Giasone. Dopo aver rubato il vello d’oro assieme ai coraggiosi argonauti, avrebbe preso il mare sbarcando sulle coste slovene e, mentre cercavano di tornare in Grecia, si sarebbe imbattuto in un terribile mostro. Quella che un tempo era una palude, era il regno di un possente drago, che Giasone sconfiggerà. Al posto della palude sorgerà la città di Lubiana e il drago rimarrà perennemente presente nel suo stemma.

Il ponte è un capolavoro della Secessione (movimento artistico di cui fece parte anche Klimt). Il ponte dei draghi di Lubiana fu uno dei primi in cemento armato ed era all’avanguardia dal punto di vista tecnico, poiché fu costruito nel 1901. Puoi leggere la mia esperienza sul ponte dei draghi in questo post!castello di lubiana

Visitare la galleria nazionale di arte della Slovenia

Se le gallerie nazionali di alcuni stati che ho visto si sono rivelate piuttosto deludenti, quella della Slovenia mi ha colpita in senso positivo. Non ci sono capolavori famosissimi, ma splendide opere che vanno dal medioevo agli inizi del ‘900. Le mie opere preferite? Sicuramente la “Danza macabra” tardomedievale, in cui si vedono gli scheletri di persone di tutte le classi sociali, filare in fila a rappresentare il fatto che la morte rende tutti uguali.

Ho scoperto autori sloveni che non conoscevo affatto come Ivana Kobilka, pittrice dell’800 tra le più importanti della Slovenia o Anton Karinger.castello di lubiana galleria nazionale arte slovena

Perdere l’orientamento nel museo delle illusioni di Lubiana

Molte guide raccomandavano il museo delle illusioni, quindi abbiamo deciso di dedicargli una visita. Ci ha sorprese oltre le aspettative!  Le illusioni ottiche vi faranno perdere il senso dell’orientamento e della realtà trascinandovi come Alice nel paese delle meraviglie in un mondo assurdo e meraviglioso! Indicato per i più piccoli ma molto divertente anche per i più grandi. La mia preferita è stata la stanza al contrario…museo delle illusioni lubiana

Accendere una candela nella chiesa dei santi Cirillo e Metodio

Si tratta di una chiesa ortodossa moderna, risalente agli anni ’30. Si trova proprio davanti alla galleria Nazionale di arte Slovena, e all’esterno è molto sobria, nonostante le sue cinque cupole. All’ interno invece è completamente ricoperta da coloratissimi affreschi. Ci sono voluti più di 10 anni per terminarli, dal 1986 al 1997. Il suo fascino è proprio nelle decorazioni: l’atmosfera che si respira è di grande raccoglimento ma i dipinti sono talmente vari e stupefacenti che lasciano senza parole. santi Cirillo e metodo lubiana

Assaggiare piatti deliziosi al ristorante Atelje

Uno dei ristoranti più buoni in cui sia mai stata in tutta la mia vita si trova a Lubiana, in pieno centro. Noi abbiamo soggiornato allhotel Union Business, che vi consiglio caldamente non solo per la posizione ma anche per la bella SPA e l’ampiezza delle stanze. Proprio accanto c’è l’hotel Union, in una bellissima struttura di inizio secolo e il ristorante Atelje si trova proprio alle spalle di questo albergo.

Abbiamo provato il menù degustazione ed è stato un tripudio di sapori! Lo chef alterna piatti tipici della Slovenia con cucina la internazionale ed il risultato è sensazionale. Da provare, non te ne pentirai!

Consigli pratici per visitare Lubiana

Lubiana ha un centro città piccolino e molto curato, quindi non farai fatica a raggiungere le attrazioni principali a piedi. Per risparmiare su monumenti e musei, ti consiglio la Ljubljana card che ti permette di avere sconti e gratuità su tutti i luoghi di interesse principali. La puoi acquistare online a questo link, oppure all’ufficio del turismo che si trova in pieno centro!

Sei già stato a Lubiana? Quali sono le tue 5 cose interessanti da fare? Fammelo sapere nei commenti!

museo delle illusioni lubiana
Quante zampe ha questo elefante?

castello di lubiana

Tutti mi avevano detto che Trieste era una bella città ma le mie aspettative erano basse. Invece non solo mi ha sorpresa ma mi ha anche lasciato un’emozione strana dentro. Deve essere stato l’effetto del mare in inverno, dei suoi castelli e delle sue architetture.

Vi racconto qui cosa vedere a Trieste in due giorni e cosa mi è piaciuto di più!

Piazza Unità d’Italia, meraviglia di Trieste

Un post su cosa vedere a Trieste non può non iniziare dal suo luogo più famoso. Sto parlando di piazza Unità d’Italia, la piazza principale della città, proprio di fronte al mare. E’ il vero centro amministrativo del capoluogo, poiché ospita nei suoi bellissimi palazzi il municipio, la prefettura e la giunta regionale del Friuli Venezia Giulia.

In passato era chiamata piazza Grande e si trova proprio ai piedi del colle si San Giusto, ove si trova la cattedrale. La piazza è molto vasta, di forma rettangolare e si apre verso il mare. Gli eleganti edifici sono stati costruiti tra la metà del XVIII secolo e gli inizi del XX. Da osservare le decorazioni, le statue e la magnificenza dell’insieme che rendono questa piazza una delle più grandi della Penisola e anche una delle più belle!

La piazza è stato oggetto di ristrutturazioni tra il 2001 e il 2005, quando la fontana dei quattro continenti è stata ricollocata al centro della piazza, verso il municipio. Questa fontana rappresenta il mondo: i continenti Europa, Asia, Africa e America, sono sormontati da una rappresentazione della città di Trieste. Intorno alla donna, reti, pacchi e cotone, indicano i principali commerci di cui Trieste era protagonista. Fu realizzata tra il 1751 e il 1754 ma ha avuto una storia difficile: è stata recentemente vittima di atti vandalici, ha rischiato la demolizione ed è stata smantellata e ripristinata più volte! Sicuramente da mettere nella lista di cosa vedere a Trieste.cosa vedere a Trieste

La cattedrale di San Giusto e il campanile

La cattedrale di San Giusto a Trieste è a dir poco unica. E’ infatti il risultato della fusione di due chiese preesistenti, una dedicata alla Madonna e una al santo martire Giusto, patrono della città. L’unificazione dell’edificio risale agli inizi del XIV secolo: delle sei navate originali ne furono conservate solo cinque. Ciascuna di esse conserva parte della decorazione originale: è il caso delle absidi laterali, con splendidi mosaici bizantini. Da un lato vi è infatti quello dedicato alla Vergine Theotokos, opera di maestranze veneziane e costantinopolitane risalente al XII secolo. Dall’altro lato invece vi è il Cristo Pantocratore affiancato dai santi Giusto e Servolo, opera di maestranze bizantine del XIII secolo. Il mosaico dell’abside centrale è invece moderno.cosa vedere a Trieste

Mosaici romani del V secolo sono ancora visibili sul pavimento mentre la facciata stupisce per l’eterogeneità degli elementi. Un grande rosone, sculture medievali, elementi di reimpiego romani… tutto crea un insieme assolutamente unico. Certamente anche se avete poco tempo è una delle cose da vedere a Trieste.

Anche il campanile, rinforzato nel 1342 per affiancare il nuovo edificio unificato, presenta molti elementi romani di reimpiego. Salendo sulla cima si gode di una splendida vista sul golfo e sulla città. La maggiore delle campane fu ricavata dai cannoni lasciati da Napoleone durante la sua ritirata.

Proprio accanto alla cattedrale si possono scorgere i resti del foro romano e del castello medievale che circondava la parte alta della città.

cosa vedere a Trieste
Vista dal campanile di San Giusto

Il castello di Miramare a Trieste

Se chiedi a chiunque cosa vedere a Trieste, di certo di risponderà “il castello di Miramare!”. Questo perché il castello di Miramare a Trieste è davvero magnifico. Si trova a picco sul mare: candido come la spuma delle onde, è immerso in un giardino da sogno. Fu voluto da Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, fratello  minore dell’imperatore Francesco Giuseppe (il marito di Sissi). Sua moglie Carlotta del Belgio  lo arredò con ottimo gusto e vi si possono ancora vedere gli splendidi mobili e decorazioni dell’epoca. 

La storia di Massimiliano e della sua ambizione è narrata all’interno dello splendido palazzo. Gli affreschi ci raccontano di quando suo fratello gli fece visita a Trieste, della sua passione per la botanica e la navigazione, di quando partì per farsi incoronare imperatore del Messico, per non fare mai più ritorno.

Gli ambienti del castello sono bellissimi: quelli che mi hanno colpita di più sono state lo studio di Massimiliano, che è arredato come se fosse una nave! Impossibile non rimanere ammirati dal grande salone, ricco di splendidi decori. Mi ha fatta invece molto riflettere la stanza con i ritratti degli uomini più potenti del tempo, che mi è sembrata praticamente l’istantanea di un periodo storico.

Al secondo piano del castello si trova invece la dimora di un altro nobile, pronipote di Vittorio Emanuele II, il duca Amedeo di Savoia Aosta, anche detto duca di ferro. L’arredamento qui risale al 1930: il giovane duca vi soggiornò infatti dal 1930 al 1937 facendo rimodernare tutto il secondo piano. Anche qui gli arredi ci parlano della moda, della vita e della storia di quel periodo. E’ incredibile come l’architettura e l’arredamento possono raccontare storie e passioni di chi ha vissuto quelle stanze!cosa vedere a Trieste

Le scuderie del castello Miramare di Trieste

Presso le scuderie del Castello Miramare di Trieste vi è uno spazio dedicato a mostre temporanee. Neanche a farlo apposta, sono capitata con mia zia nel periodo in cui facevano una mostra sull’art nouveau, di cui siamo entrambe grandi appassionate. Anche qui le aspettative erano molto basse e invece siamo rimaste stupite dalla quantità e bellezza delle opere esposte, dall’ampiezza dello spazio espositivo e dalla varietà degli oggetti, anche del quotidiano. Non so che mostre ci saranno in futuro, ma forse vale la pena inserire questo spazio espositivo tra le cose da vedere a Trieste durante la tua visita!

cosa vedere a Trieste
un’opera della mostra sull’art nouveau

Il canale grande di Trieste e la sua bellezza unica

Passeggiando per il centro di Trieste e lungo la sua costa, non potrete non notare il canale grande. Penso che anche questa sia tra le cose da vedere a Trieste in quanto parte integrante della sua storia. Tra le barche che vi sono ormeggiate, vedrete i bellissimi palazzi del XIX secolo che si specchiano nell’acqua calma. Questo canale fu infatti costruito alla metà del ‘700  a metà strada tra la stazione e la grande piazza Unità d’Italia affinché le barche potessero lasciare i loro preziosi carichi direttamente nel centro della città!cosa vedere a Trieste

L’antica Roma a Trieste: alla scoperta di Tergeste

Trieste era già abitata prima dei romani, tuttavia questi ultimi impressero nella città un’impronta indelebile, che ne ha condizionato l’evoluzione. Quando ancora si chiamava Tergeste, vi era un grande teatro romano: ancora oggi lo potrete vedere poco distante dalla grande piazza Unità d’Italia.

Arrampicandovi verso il castello, potrete incappare nell’antico arco di Riccardo, risalente al I secolo d.C. e probabilmente antica porta d’entrata della città. Vi segnalo questo itinerario per scoprire l’antica Tergeste che mi sembra ben fatto!

cosa vedere a Trieste
L’arco di Riccardo

Dove mangiare a Trieste

Per quella che è la mia esperienza, a Trieste si mangia divinamente! Vi segnalo quattro locali dove mangiare a Trieste che si trovano vicinissimi alla piazza Unità d’Italia e che mi sono piaciuti tantissimo. In primis, l’Antica ghiacceretta, ristorante in cui lo chef propone piatti assolutamente eccezionali. Da provare assolutamente, ci siamo tornate due volte!

La pizzeria Marinato, che prepara ottimi piatti della tradizione partenopea sfruttando ingredienti di eccellenza come il pesce dell’adriatico. Buonissimo anche il Pep’s Fish house, che propone piatti dello street food molto gustosi e a prezzi più che ragionevoli. Ultimo la Carega ( in dialetto vuol dire sedia), che non è proprio un ristorante, ma più una sorta di osteria, tanto che vi verranno serviti dei piatti direttamente nei pentolini! Da assaggiare i piatti tipici friulani consigliati dallo chef, come le patate in tecia o chifeletti.cosa vedere a Trieste

Cosa vedere a Trieste: una città, tante culture

Questo post non è assolutamente abbastanza per descrivere Trieste, in cui c’è molto altro da vedere e da scoprire! Quello che mi ha colpita di più della città è la sua atmosfera a metà tra una città italiana e una città austriaca. Sarà che l’ho visitata d’inverno, ma per le sue strade mi sembrava di  respirare ancora un’aria di fine ottocento, tra palazzi fastosi e valzer.

Un’altra cosa che mi ha lasciata sorpresa è l’estrema disponibilità e gentilezza degli abitanti. Tutte le persone con cui abbiamo parlato sono state cortesi, al punto che quando ho chiesto informazioni ad una signora mi ha accompagnata fino alla chiesa che cercavo! Sembra una cosa strana da dire ma TUTTI, tutti, i triestini con cui ho interagito sono stati gentilissimi, spero non sia solo un caso. Si dice anzi che vadano fieri della loro gentilezza perché vivendo in una città portuale, al confine con la Slovenia e l’Austria, sono da secoli abituati ad accogliere e a conoscere stranieri. Trovo questo messaggio bellissimo, forse dovremmo essere tutti più triestini!

Spero che questo post ti sia piaciuto, se hai altro da consigliare su cosa vedere a Trieste, lascia a me e agli altri viaggiatori un commento qui sotto e raccontaci la tua esperienza nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia!

cosa vedere a Trieste
Il castello e i resti romani vicino alla cattedrale
cosa vedere a Trieste
statue sul molo di Trieste

 

cosa vedere a Trieste
la bellezza dei palazzi di Trieste

Stai pensando di andare a Trani ma non sai cosa bene cosa visitare o dove andare a mangiare? Niente paura, in questo post troverai moltissimi suggerimenti su cosa fare e cosa andare a vedere in una delle più belle città della Puglia.

Una passeggiata alla scoperta delle bellezze di Trani, tra meraviglie medievali, mare e storia.

Sei pronto a partire?



Perché visitare Trani?

Trani è una delle città più belle della Puglia ed ha un’origine antichissima le cui radici affondano fino nella preistoria.  Divenne un’importante centro romano e poi, nel medioevo, passò sotto il dominio bizantino e fù sede vescovile.

La cattedrale di Trani, iniziata nel 1099 e costruita nel tipico stile romanico pugliese, testimonia che la città era un porto importante e molto visitato. Infatti, sotto il dominio di Federico II di Svevia, Trani divenne un centro importante di scambi e cultura.  Il castello Svevo di Trani, costruito nel 1233, rimane a ricordarci quest’epoca di grande ricchezza.

Il declino della città di Trani iniziò con il dominio Angioino e proseguì con quello Aragonese. La causa principale fu lo spostamento delle vie commerciali dopo la scoperta dell’America, dal Mediterraneo all’Atlantico.

Il paesaggio di Trani è qualcosa di indescrivibile: la pietra bianca su cui riflettono i raggi del sole, il blu intenso del mare come sfondo, le forme maestose dei suoi monumenti. Passeggiare per le sue vie, assaporare il mare dal porto, godersi i suoi colori riempe gli occhi di bellezza e ti trasporterà indietro di mille anni, quando era una città di mare del medioevo.trani

Cosa vedere a Trani in un giorno?

Per visitare Trani occorre almeno un giorno. Ci sono stata tre volte e ho sempre scoperto cose nuove che precedentemente non avevo notato.

Penso che ci siano almeno tre cose da vedere assolutamente a Trani: la cattedrale, il castello e la chiesa di Ognissanti. Questi tre edifici sono la più importante testimonianza del suo passato medievale e ti aiuteranno ad immergersi nella sua atmosfera di antica città portuale.

traniTrani e la sua Cattedrale

La cattedrale di Trani è in stile romanico e si divide su due livelli: la chiesa superiore e la chiesa inferiore.

Nella cattedrale inferiore si possono ammirare alcuni brandelli di antichi affreschi medievali che, insieme alla maestosità dell’architettura e alle colonne non proprio slanciare, infondono un’atmosfera di calma e raccogliemento. In questo luogo sono anche conservate le reliquie di San Nicola, molto venerato in Puglia.

Se fai attenzione potrai notarei i resti della chiesa precedente, dedicata alla Madonna e l’ipogeo di San Leucio, risalente al VII secolo.

Il portale bronzeo della cattedrale superiore è un capolavoro di Barisano da Trani che unisce elementi romanici a stilemi bizantini e saraceni. Risale al 1180 e pesa la la bellezza di 25 quintali: è diviso in 32 riquadri uno dei quali rappresenta lo stesso Barisano ai piedi di San Nicola Pellegrino, dedicatario della basilica.

La chiesa superiore ha forme più slanciate: gli archi del matroneo (il piano superiore) si alternano alle colonne binate che dividono le navate, creando un ritmo armonioso e fluido. L’abside è incorniciato da un immenso arco, illuminato da una finestra.

Le forme sono semplici, maestose e incredibili.

Non si può non notare il grande campanile della cattedrale di Trani, alto ben 60 metri. Fu iniziato nel 1200 e concluso cento anni dopo: sui diversi livelli,si leggono infatti stili architettonici diversi!trani

Trani e la chiesa di Ognissanti

Altra meraviglia di questa città è la chiesa di Ognissanti, costruita nel XII secolo. Sorgeva su una delle tratte che soldati e cavalieri di tutta Europa percorrevano per imbarcarsi verso la Terrasanta. Probalimente era utilizzata per le benedizioni.

Anticamente la chiesa di Ognisanti si trovava all’interno di un’ospedale. Alcuni sostengono che fosse una delle chiese appartenute all’ordine dei Templari, a tal punto che è chiamata anche chiesa dei Templari.

Benché la presenza di quest’ordine sia attestata in città, non vi sono documenti che riportino la loro gestione della chiesa. Quello che è sicuro è che vale la pena visitarla perché sembra di fare un viaggio nel tempo: tra capitelli decorati e l’abside che si affaccia direttamente sul mare, sembra di entrare in un’altra dimensione, raccolta e silenziosa.trani

Dove mangiare a Trani?

Trani è una città di mare e ci sono diversi ristoranti dove assaggiare le delizie locali.

La cucina del posto offre varie specialità di pesce e regionali come le orecchiette. Tra i molti ristoranti che troverai in centro ce ne sono di più o meno cari: il mio consiglio è di allontanarti un pochino dalle zone più turistiche e cercare qualche piccola osteria tipica all’interno della città.

Se vuoi fare un pranzo veloce, fermati in un forno e prenti un pezzo di focaccia: è una delle cose più buone del mondo!trani

Commenti su Trani?

Hai mai visitato questa città o hai intenzione di visitarla a breve? Scrivimi pure nei commenti e raccontami la tua esperienza di viaggio.

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dettaglio del rosone della cattedrale
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Il portale della cattedrale, capolavoro medievale
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Affreschi medievali all’interno della cattedrale di Trani
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prospettiva del campanile della cattedrale di Trani
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basilica inferiore

State cercando un posto dove andare in viaggio tra dicembre e gennaio? Se vi piace passeggiare tra le bancarelle del centro non potete lasciarvi sfuggire i mercatini di natale più belli d’Europa!

I mercatini di Natale sono una tradizione tipica dell’Europa settentrionale ma ultimamente si stanno diffondendo un pò ovunque. Le più belle vie e piazze del vecchio continente si popolano di piccoli banchetti con prodotti tipici, street food, manufatti artigianali, idee regalo e tanto altro.

Se vi piace viaggiare in inverno, i mercatini di Natale sono un’ottima scusa per visitare le più belle città del nord Europa: pieni di luci, addobbi e profumi, inebriano gli avventori e rallegrano le buie giornate invernali oltre a costituire una vera e propria attrazione turistica.

In questo post trovate i 5 mercatini di Natale più carini in cui sono stata con le cose più buone che si possono assaggiare, pronti a partire?




I Mercatini di Natale in Germania: Aachen

I mercatini di Natale in Germania sono popolarissimi. Se non sapere cosa regalare a Natale, questi mercatini sono sempre un ottima scusa per trovare i regali dell’ultimo minuto o dove bere bere un punch caldo e riscaldarsi nei freddi pomeriggi d’inverno.

I mercatini di Natale di Aachen si trovano nella piazza del municipio e sono tra i più belli che ho visitato. Tra i prodotti tipici che potrete trovare ci sono i biscotti: i domino, l’ottimo pan di zenzero, i printen e gli spekulatius oltre al marzapane ricoperto di cioccolata, sono tutti eccezionalmente buoni, provare per credere.

I Mercatini di Parigi agli Champs Elysée

Tra i più bei mercatini di natale che abbia mai visitato ci sono sicuramente quelli di Parigi.  Di solito sono allestiti lungo gli Champs Elisée ma quest’anno sono stati spostati per ragioni di sicurezza. Tra splendide luminarie, potrete trovare davvero di tutto, inclusa una pista di pattinaggio poco lontana.

Volete regalare dei prodotti tipici francesi? Ai mercatini di Parigi ci sono formaggi di ogni regione francese, vini per ogni palato e i tipici dolcetti “tete au chocolat”, morbida mousse ricoperta di cioccolato… buonissimi!

I mercatiti di Natale a Vienna

Volete organizzare un viaggio a Vienna? Io ci sono stata 7 anni fa e ci sono due cose che mi sono rimaste veramente impresse: gli spendidi mercatini di Natale della capitale austriaca e il FREDDO!

I mercatini di Natale di Vienna si trovano in vari posti della città. I più suggestivi? Quelli alla piazza del municipio.  Su questo sfondo vengono allestite delle bellissime casette di legno, tutte decorate a festa e con tante di quelle luci che fanno sembrare la piazza ancora più magica.

Qui si trovano le splendide candele fatte a mano, addobbi natalizi e punch bollenti per combattere il freddo. Se non sapete dove cenare a Vienna, tra i banchetti dei mercatini di Natale potete trovare le classiche frittelle di patate austriache, le patate al forno con formaggio e, ovviamente l’immancabile torta Sacher!

mercatini di nataleI Mercatini di Natale di Lubiana

Sono stata ultimamente ai mercatini di Lubiana e ne sono rimasta affascinata. Il lungofiume si anima di banchetti e luci bellissime, accompagnato da musica anche dal vivo e ottimo street food tra cui il gulasch. Sono un punto di ritrovo per gli abitanti che ne approfittano per stare insieme e godersi le serate invernali riscaldandosi con il vin brulée.

Se volete visitare Lubiana vi consiglio sicuramente il Castello, illuminato che domina la città la fa sembrare ancora più magica!

mercatini di nataleIl piccolo paesino di Monchau

Monchau è un paesino della germania e, già da solo, sembra il villaggio degli elfi che aiutano Babbo Natale, immaginatevela sotto alla neve piena di lucine!

Al mercatino di Natale di questa città si possono trovare tutti i prodotti tipici: dalla famosa vetreria artigianale per le decorazioni per l’albero, ai prodotti tipici della fabbrica della mostarda (da provare quella al miele o al pomodoro!) e tantissimi pizzi e merletti tipici.

C’è persino una House of Christmas, un negozio di tre piani, in pieno centro, che offre tutto sul Natale da marzo a dicembre. Ve la consiglio caldamente!

mercatini di nataleCommenti sui mercatini di natale?

Penso che il Natale sia un momento di riscoperta delle proprie tradizioni e quindi anche di valorizzazione dei prodotti tipici locali, non solo culinari, per questo i mercatini di Natale sono un punto importante di ritrovo ma anche di riscoperta culturale.

Nei prossimi anni spero di visitarne molti altri, soprattutto in Austria e nel nord Italia.

Quali mi consigliate?

Il rione sanità di Napoli è una zona fuori dai soliti itinerari turistici.

Questo quartiere è stato a lungo vittima di pregiudizi perché ritenuto uno dei luoghi più pericolosi di Napoli. Tuttavia, grazie all’impegno delle persone che ci vivono, oggi il rione sanità sta attraendo sempre più visitatori.

Il percorso lungo il Miglio Sacro nasconde delle bellezze incredibili che rivelano una parte importante della storia di Napoli e dei suoi abitanti.

Se vuoi sapere cosa vedere a Napoli oltre al centro storico, ti racconto la mia esperienza vissuta lungo il Miglio Sacro.

Leggi anche: cosa vedere a Procida in 10 incredibili scatti!



Il rione Sanità e la sua cicatrice

Il rione Sanità era il luogo in cui i napoletani si recavano per chiedere i miracoli. Era una delle zone più facoltose di Napolidove si trovava la tomba di San Gennaro, dove passava il re con la sua corte per recarsi alla reggia di Capodimonte e dove i nobili avevano i loro splendidi palazzi.

Questo quartiere, fatto di salite e discese, è costruito in una valle ed è stata proprio questa la sua sfortuna. Nel 1806, il governo francese decise di costruire un mastodontico ponte nel quartiere sanità per migliorare la viabilità. A causa di questa strada soprelevata, che taglia letteralmente il quartiere ed i suoi edifici, il rione Sanità iniziò un lento ed inesorabile degrado. Tagliato fuori dal resto della città, nei decenni passati è stato al centro di atti camorristici che gli hanno conferito la triste fama di uno dei luoghi più pericolosi di Napoli.

Vi ho già spiegato che oggi le cose stanno cambiando grazie anche all’impegno e al lavoro dei suoi abitanti. Ed è proprio grazie a loro che i suoi tesori del rione sanità stanno ricevendo sempre più attenzione sia per il valore storico artistico che per quello antropologico.

Vuoi sapere cos’è il miglio sacro di Napoli? Te lo spiego tra poco!

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Il miglio sacro di Napoli: che cos’è e perché è importante

Il miglio sacro è un percorso che si snoda all’interno del rione Sanità. Nelle sue varie tappe permette di approfondire e comprendere aspetti diversi ed unici della cultura napoletana.

E’ molto importante perché fa parte di un progetto molto più ampio di rivalutazione del quartiere. Include alcuni importanti siti come le catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso, il cimitero delle Fontanelle e bellissime chiese come quella della Madonna della Sanità, di San Severo fuori le mura e di San Gennaro fuori le mura.

Inoltre, per gli appassionati dello street art, c’è un bellissimo che si snoda tra i palazzi storici.

Pronti a partire?

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Le catacombe di San Gennaro a Napoli lungo il miglio sacro

Sotto al rione Sanità si snodano gallerie scavate nel tufo. Questa zona nell’antichità era utilizzata come cimitero e ne abbiamo testimonianza partendo dalle catacombe di San Gennaro. Rispetto alle catacombe che avevo già visitato, sono rimasta colpita dall’ampiezza: non si tratta di un luogo angusto ma di una sorta di grande basilica sotterranea da cui si dipanano varie gallerie.

Il primo santo patrono della città di NapoliSant’Agrippino, venne sepolto qui nel III secolo e, nel V secolo, anche le spoglie di San Gennaro vennero sepolte vicino. Poiché la vicinanza alle reliquie dei santi veniva considerata un privilegio, furono scavate numerosissime tombe, decorate con bellissimi affreschi e mosaici.

Anche se le spoglie di San Gennaro furono portate via nel IX secolo, causando per altro un progressivo abbandono del sito, le decorazioni delle tombe sono rimaste. Particolarmente belli sono i ritratti a mosaico dei primi vescovi di Napoli, tra cui l’africano Quodvultdeus, sfuggito alle persecuzioni vandaliche.

Come spesso accade, le sepolture ci parlano della vita, degli usi e dei costumi ed è proprio qui che si trova  il più antico ritratto di San Gennaro conosciuto.

Le catacombe di San Gennaro al rione Sanità sono una tappa fondamentale per capire a fondo la storia di Napoli.

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La basilica di San Gennaro fuori le mura

Alla fine delle catacombe di San Gennaro, sorge una chiesa paleocristiana del V secolo, pesantemente rimaneggiata nei secoli successivi. Si tratta di San Gennaro extra moenia, fuori le mura, annessa alle catacombe che ospitavano la tomba del santo.

L’edificio assunse forme medievali e poi barocche, finché nel ‘900 non si volle riportarla all’originale “semplicità” rimuovendo gli altri interventi.

Dell’originale struttura si conservano le belle colonne nell’abside e l’impianto basilicale, mentre l’atrio d’accesso è decorato con affreschi cinquecenteschi di Andrea Sabatini, rappresentanti storie della vita di San Gennaro.

Accanto alla chiesa sorse prima un monastero benedettino (VIII secolo) poi convertito in ospedale per gli appestati (XV secolo), e infine ospedale dei poveri (XVII secolo).

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Il cimitero delle Fontanelle a Napoli, dove la devozione incontra il folklore

Uno dei posti più incredibili e suggestivi del Miglio Sacro e del rione Sanità è il cimitero delle Fontanelle. Un’antica cava di tufo, di proporzioni mastodontiche, ospita le ossa di centinaia di migliaia di napoletani.

Dal seicento furono infatti ammassati i resti di tutti gli ossari cittadini, di qualunque epoca fossero, per fare spazio ai corpi delle numerose vittime della peste. Nell’ottocento le ossa furono sistemate da alcune pie donne e da allora questo enorme cimitero divenne un vero e proprio luogo di culto.

Era uso adottare un teschio, detto “capuzzella”, cui si chiedeva protezione e grazia in cambio di preghiere. Le anime pezzentelle, proteggevano l’intera famiglia e, quando realizzavano un miracolo, il teschio veniva messo in una teca, gli si portavano doni e gli si scrivevano dediche.

A volte la suggestione era tale che si sognava la persona a cui era appartenuto il teschio.

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Riflessioni lungo il Miglio Sacro a Napoli

Le riflessioni da fare in un luogo simile sono infinite.

Possiamo pensare alla famosa “livella” di Totò, che peraltro nacque al quartiere Sanità. In questo luogo si trovano i resti di persone dal V secolo al XVII. Tutte ammucchiate, tutte uguali, che siano appartenute a ricchi o a poveri, a persone importanti o sconosciute.

Ho trovato molto interessanti anche le teche dei teschi che hanno esaudito le grazie richieste, alcuni dei quali con errori di ortografia e con dediche speciali, che ci raccontano la storia di chi si era preso cura di questi resti.

Secondo me il cimitero delle Fontanelle del Miglio Sacro non è solo un posto incredibilmente suggestivo, ma anche e soprattutto importante per capire la vita e le usanze napoletane.

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Il centro del rione e del miglio Sacro: la madonna della Sanità

La chiesa di Santa Maria della Sanità sorge proprio al centro del quartiere e del Miglio Sacro. Si tratta di un edificio barocco di grandissime dimensioni, che colpisce soprattutto per la cripta. La chiesa ha infatti origini antichissime: risale addirittura al V secolo di cui ci è arrivata l’immagine della Madonna con Bambino.

Proprio questo ritrovamento ha causato la ricostruzione dell’edificio e della cripta. I frati domenicani, per dare lustro alla chiesa, acquistarono anche le reliquie di 13 santi. Grazie a quest’ultime, aumentarono i fedeli desiderosi di essere sepolti nelle catacombe adiacenti e i prezzi aumentarono velocemente.

Davanti all’altare vi è una superba scalinata detta “a forcipe”, con marmi policromi che fa da cornice all’entrata della cripta. Nella chiesa sono presenti interessanti opere pittoriche del Seicento, di Luca Giordano e Andrea Vaccaro.

La statua di San Vincenzo O’Monacone, patrono del quartiere, è la più venerata.

Sulla sinistra della facciata c’è l’entrata dell’antico chiostro, oggi tagliato in due dalla costruzione del ponte napoleonico. Se riuscite ad entrate noterete gli affreschi antichi, quasi monocromatici, e la particolare forma ellittica.

Da una delle scale si accede al b&b casa del Monacone, gestito dalla cooperativa la Paranza, di cui vi ho parlato qui.

Proprio accanto alla cripta, si trova l’entrata alle catacombe di San Gaudioso, anche queste uniche nel loro genere.

Ora te ne parlo!

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Le catacombe di San Gaudioso a Napoli

Le catacombe di San Gaudioso si trovano proprio sotto alla chiesa della Madonna della Sanità e sono incluse nel percorso turistico del Miglio Sacro. Sono più piccole e strette delle Catacombe di San Gennaro ma non così tanto da causare ansia da claustrofobia.

Anch’esse hanno una parte antica, risalente al V secolo, quando vi erano sepolti i resti di San Gaudioso.

Furono abbandonate dopo la traslazione del corpo del santo e ampliate nel XVII secolo, quando nella chiesa furono portate le reliquie dei 13 santi.

frati domenicani costruirono quindi dei nuovi alloggiamenti per le salme del tutto particolari. All’epoca era in uso a Napoli l’essiccamento dei cadaveri, che prevedeva un tempo di svuotamento e perdita dei liquidi corporei di circa un anno. La temperatura costante del tufo bloccava i processi di putrefazione e permetteva la conservazione dei tessuti.

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Le catacombe di San Gaudioso: macabri racconti barocchi

Al di sotto delle catacombe di San Gaudioso si trova il luogo dove i corpi venivano trattati prima della sepoltura. Questi venivano lasciati su seggi scavati nel tufo di diverse dimensioni, a seconda della grandezza del morto. Vi era una persona addetta proprio a sorvegliare che il processo avvenisse in modo corretto, detta schiattamuorto, che bucava i cadaveri per permettere ai liquidi di fuoriuscire.

E’ ancora in uso a Napoli dire “che tu pozza sculà” cioè che tu possa “scolare”, morire.

Una volta “scolati”, i defunti venivano inumati e la tomba sigillata. La testa veniva murata con tanto di capelli e, al di sotto, veniva rappresentato il vestito del defunto.

Immaginate l’impressione che dovevano fare con tutta la pelle attaccata!

Nelle catacombe di san Gaudioso troviamo un giudice, un medico, delle ricche dame ma, per fortuna, sono conservate solo parte dei teschi e non tutti i crani essiccati!

Anche qui l’arte funebre si mescola al folklore, alle tradizioni locali e della storia del costume. La prossima volta che vi lamentate del vostro lavoro, pensate allo schiattamuorto, che se ne stava dentro alle catacombe tra i liquidi dei cadaveri…TERRIBILE!

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Altre due chiese da non perdere al quartiere Sanità

Vi sono altri due edifici che meritano attenzione lungo il miglio sacro. Si stratta della chiesa di Santa Maria de’ Vergini, cosiddetta perché legata alla confraternita degli eunostidi, dediti alla castità.

L’altro edificio interessante è San Severo fuori le mura, chiesa barocca che nasconde più di un tesoro: l’oratorio della confraternita dei bianchi, con preziosi stucchi e dipinti e delle antiche catacombe, non ancora accessibili al pubblico.

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La street art a Napoli da vedere lungo il miglio sacro

Passeggiando lungo il Miglio Sacro, non potrete non notare i coloratissimi murales che decorano i palazzi. Gli stessi ragazzi che gestiscono le catacombe hanno chiamato artisti da tutto il mondo per decorare il rione Sanità che oggi si presenta come una vera e propria esposizione di street art a Napoli.

Tra i murali più famosi vi è “Luce” di Tonio Cruz, davanti alla Madonna della Sanità, che rappresenta i bambini del rione o “Resis-ti-amo” di Bosoletti, che si concentra sulla “femminilità” del quartiere, abitato da moltissime donne con figli.

Ho trovato splendido anche “Speranza nascosta” che mostra il viso segnato dalle rughe di un clochard però in negativo, come se per essere letto dovessimo avere un filtro, un modo diverso di vedere la realtà. Si trova proprio in corrispondenza con un centro di accoglienza per senzatetto.

Il murale che ricopre totalmente la chiesa accanto al cimitero delle Fontanelle, il volto della venere spezzata che rappresenta il quartiere stesso, il grande totem fuori dalla chiesa di San Severo, tutti raccontano di come questi artisti di fama mondiale vedono questo quartiere tanto bello quanto ricco di contraddizioni.

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Informazioni utili sul miglio sacro

L’intero percorso del Miglio Sacro è frutto di anni di lavoro e paziente rivalutazione del quartiere da parte dei ragazzi che oggi gestiscono le Catacombe di Napoli. Come vi ho spiegato, non si tratta solo di una cooperativa, ma di un progetto molto più vasto che sta dando nuova vita al rione.

Il tragitto intero dura circa tre ore con una guida.

Il Miglio Sacro è un ottimo spunto per scoprire una parte della città di Napoli fuori dai soliti percorsi turistici ma che include grandi bellezze artistiche ed eccellenze culinarie come la pasticceria Poppella, famosa per il suo fiocco di neve, la pizzeria da Ciro Oliva, locali tradizionali dove potrete gustare piatti tipici della tradizione come il ristorante La taverna di Totò o l’alimentari Carmine. Vi lascio agli articoli dei miei compagni di viaggio.

Il racconto di Martina di Martiipal

Il racconto di Gian Luca di Viaggiaescopri

Il racconto di Ramona di Farina Lievito e Fantasia

Il racconto di Fedora di Cappuccino e Cornetto

Il racconto di Pilar di Non solo turisti

Siete mai stati o avete intenzione di visitare il rione sanità di Napoli? Per qualsiasi informazione scrivetemi nei commenti!

Il viaggio è stato sponsorizzato da InsolitaItalia.

 

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