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Hai appena scoperto le strane opere di Soutine e vorresti saperne di più su questo pittore espressionista?

Capire le opere di Chaim Soutine è impossibile se non viene considerato il periodo storico, la cultura e soprattutto la vita di questo artista tormentato e geloso.

La sua arte è lo specchio del suo travaglio interiore e dei tempi difficile in cui visse.

Continua a leggere per scoprire le sue opere e la sua personalità.

L’infanzia difficile di Chaim Soutine

Chaim Soutine nacque nel 1893, decimo di undici figli, in una poverissima famiglia ebrea dell’impero russo, in quella che oggi è la Bielorussia.

La sua infanzia non fu semplice: gli ebrei erano infatti emarginati dalla società ortodossa e spesso vivevano in condizioni di grande precarietà.

Soutine, pur essendo cresciuto nell’osservanza della sua religione, era dedito al disegno e alla pittura. Queste attività erano assolutamente vietate tra gli ebrei perché contrarie al testo sacro. La sua passione per l’arte gli causò non poche punizioni da parte dei propri genitori.

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Chaim Soutine a Parigi

Nel 1913 si trasferì a Parigi con alcuni amici, dove conobbe altri grandi pittori della sua epoca e si dedicò a ritratti di nature morte.

La sua passione per la riproduzione della carne, gli causò problemi con le autorità a causa del fetore che emanavano. Dipinse inoltre ritratti di lavoratori dalle professioni più svariate, dal pasticcere al chirichetto.

Villaggio

La grande guerra

Soutine partecipò alla prima guerra mondiale ma fu congedato in quanto di salute cagionevole. Conobbe Modigliani, che divenne il suo mentore: era molto geloso del suo lavoro e un assoluto perfezionista. Nonostante la sua arte gli fruttasse abbastanza soldi per vivere agevolmente, rimase molto critico, Soutine distrusse spesso le sue opere preso da attacchi di depressione.

Non aderì mai ad alcuna corrente artistica anche se viene riconosciuto tra i pittori espressionisti per via dell’uso del colore e delle forme nei suoi quadri.

La persecuzione nazista

Durante la seconda guerra mondiale Soutine fu costretto a fuggire da Parigi a causa dell’occupazione nazista e la persecuzione contro gli ebrei.

Gli spostamenti continui, le condizioni igieniche e le precarie condizioni di vita, gli procurarono un’ulcera che l’uccise nell’agosto 1943.

L’arte di Chaim Soutine

La sua arte è tormentata come la sua anima. I ritratti sono rappresentazioni psicologiche, le sue nature morte ci mostrano un universo di dolore, di sangue, di strazio sopratutto della carne (che poi ispirerà le opere di Bacon), persino i paesaggi sono un eco del suo travaglio interiore.

Chaim Soutine va dunque ricordato come uomo dalla vita difficile, come artista perfezionista, geloso della sua opera, ma anche come ebreo perseguitato sin dalla nascita a causa di un odio radicato e senza motivo.

Anche tu sei innamorato dei bellissimi dipinti di Renoir?

Forse non lo sapevi ma l’arte di Renoir nasce dall’unione di colori pastello e pennellate più intense. Il suo stile, assolutamente unico, conferisce alle sue opere un’estrema dolcezza che non può non colpire anche l’osservatore più critico.

Scommetto che non vedi l’ora di saperne di più!

Continua a leggere per scoprire uno dei più importanti artisti dell’impressionismo.

I primi passi di Renoir

Pierre-Auguste Renoir, uno dei più importanti artisti dell’impressionismo, nacque a Limoges nel 1841. Sesto di sette figli, scoprì presto la sua passione per l’arte. Divenne un pittore, grazie alle lezioni pagate dalla sua famiglia e iniziò ad esercitare la sua arte dipingendo “en plein air” nel bosco di Fontainebleau.  Tra i suoi amici più stretti ci sono personalità di spicco come Monet, Sisley e Bazille.

Non amava particolarmente né Gauguin né Van Gogh.

Passò un periodo di forte frustrazione a causa di problemi economici: non riusciva a vendere le sue tele e per questo non arrivava ad essere economicamente autonomo. Renoir era talmente povero da  non potersi permettere neppure i materiali di cui aveva bisogno.

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La vita di Renoir ed il riconoscimento

I riconoscimenti arrivarono solo nei tardi anni ’70: spesso si occupava di ritratti e nudi femminili, ma amava dipingere soprattutto scene dalla vita quotidiana, catturando tutta la sensualità, la dolcezza e la bellezza delle donne.

Una volta disse:

Quando ho dipinto il fondoschiena di una donna e mi viene voglia di toccarlo, allora (il quadro) è finito

Un viaggio ed un nuovo stile

Dopo aver venduto alcune opere, Renoir partì per un lungo viaggio lungo le coste del Mediterraneo che lo portò a visitare le stanze di Raffaello e gli affreschi di Pompei. Come spesso accade, trovò ispirazione e cambiò il suo stile in favore di una linea più marcata e di scene più delineate.

Vecchiaia e reumatismi

Intorno al 1892, Renoir iniziò a sviluppare una forte forma di reumatismi che lo portarono all’artrite: passò i suoi ultimi vent’anni nella casa di campagna sulla costa, a Cagnes-sur-mer. L’artrite lo costrinse sulla sedia a rotelle ma Renoir continuò a dipingere con i pennelli legati alle mani.

Alcuni dicono che non abbia mai perso la capacità di tenere in mano il pennello, comunque è logico supporre che richiedesse molti sforzi dipingere nelle sue condizioni.

Morì nel 1919.

Dei suoi figli, uno divenne attore, l’altro un famoso regista e il terzo un artista.

Ipse dixit

Dovrei forse dirvi che un’opera d’arte ha due qualità? La prima, deve essere indescrivibile, e la seconda, deve essere inimitabile.

Pierre-Auguste_Renoir_-_Le_Pont_de_Chatou

Commenti su Renoir?

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