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Giovanni Boldini rappresenta uno degli esempi più belli di innovazione artistica alle porte del ventesimo secolo.

Non si limita al ritratto ma sembra voler catturare la vera essenza dei suoi soggetti.

Ho visitato l’esposizione di Boldini al Vittoriano di Roma, ti racconto qui la mostra e la vita dell’artista. Sapevi che è stato uno dei pittori più richiesti tra l’aristocrazia della Belle Epoque.

Vuoi saperne di più su Boldini? Continua a leggere!

Mostra Giovanni Boldini al Vittoriano

Proprio la scorsa settimana ha aperto a Roma l’esposizione su Giovanni Boldini al Vittoriano. Non ho perso tempo e sono andata subito a visitarla. Il prezzo del biglietto all’entrata mi è apparso un po’ alto ma mi sono dovuta ricredere molto presto. La vastità dell’esposizione su Boldini, la bellezza delle opere esposte e la qualità del percorso espositivo valgono tutti e 14 gli euro di entrata.

E’ un viaggio nella vita di questo pittore ma anche nella belle époque, un periodo che mi ha sempre affascinata. Ma soprattutto è un viaggio nell’universo femminile, ritratto da una sensibilità che esalta la bellezza ed il movimento di queste ragazze di tanti anni fa.

Ma Boldini è stato molto di più di un semplice ritrattista.

Giovanni-Boldini-autoritratto

Chi era Giovanni Boldini

Boldini fu pittore italiano vissuto tra il 1842 e il 1931. Fu iniziato agli studi d’arte dal padre, ebbe una carriera che lo rese famosissimo in tutta Europa e il più importante pittore italiano della belle époque. 

Ma la vera particolarità di Boldini sono i ritratti dedicati alle donne.

Boldini e lo sconfinato amore per le donne

Il suo punto debole furono sempre le donne: alto poco più di 1.50 m, amava il lusso della classe aristocratica e le belle ragazze che affascinava con la sua personalità. Le donne furono tra i suoi soggetti preferiti.

Molti dei suoi dipinti raffigurano ritratti femminili, con vestiti eleganti e alla moda, simbolo di un’emancipazione che osava sempre di più.

Nella sua vita sentimentale ci furono tante storie d’amore, burrasche e colpi di scena: si sposò solo nel 1926, all’età di 84 anni.

Una carriera incredibile

Fu amico dei più grandi pittori e intellettuali della sua epoca, venne a contatto con i macchiaioli al Caffé Michelangelo di Firenze, e con gli impressionisti all’Esposizione Universale di Parigi.

Ritrasse due volte Giuseppe Verdi che gli regalò lo spartito dopo la prima dell’Otello.

Boldini è stato probabilmente uno dei pittori più richiesti dalla classe aristocratica. Viaggiò moltissimo in tutta Europa per ritrarre le donne dei personaggi più influenti della sua epoca.

Visse in Italia, Inghilterra e Francia, morì a Parigi, dove aveva il suo studio.

I suoi quadri si distinguono per il suo stile unico, ne parlo qui sotto!

Lo stile di Giovanni Boldini

Nei suoi quadri si ammirano la freschezza dei colori, le figure vibranti e l’idea del continuo movimento. I personaggi delle sue opere vengono raffigurati come se fossero foto scattate durante l’azione.

Le sue figure femminili sono sicure di sé, forti e determinate ad affermarsi nella vita e nella società.

Dai suoi ritratti emergono le personalità stesse dei soggetti. Determinazione, dolcezza, civetteria o forza d’animo: ogni sua tela è uno studio dell’essere umano.

Volete ammirare le sue tele? Adesso vi dico dove trovarle.

Dove ammirare le opere di Boldini

Dal 4 marzo al 16 luglio 2017 moltissime opere di Boldini possono essere ammirate alla mostra del complesso del Vittoriano a Roma.

Potete trovare alcune sue opere a Roma, presso lo GNAM, al museo Giovanni Boldini di Ferrara, al palazzo dei Vescovi a Pistoia e a Palazzo Pitti a Firenze.

 

Hai appena scoperto i bellissimi quadri di Tiziano Vecellio e ti sei innamorato di questi artista?

Tiziano fu uno dei più grandi artisti italiani. Tra rinascimento e manierismo, durante la sua lunghissima carriera, questo pittore subì influenze ed evoluzioni delle grandi personalità del suo tempo.

In questo post ti racconto la vita, gli aneddoti e le opere di uno dei più grandi maestri della pittura italiana.

La vita di Tiziano in breve

  • Nacque a Pieve di Cadore ma visse la maggior parte della vita a Venezia.
  • Fu allievo di Giovanni Bellini e fu profondamente influenzato da Giorgione.
  • La sua bottega lo rese molto ricco ma divenne anche imprenditore nel commercio del legname.
  • Rivoluzionò l’uso del colore nella pittura.
  • Realizzò i ritratti degli uomini più importanti del suo tempo.
  • Morì molto anziano, probabilmente a 103 anni.

Quando è nato Tiziano Vecellio? La controversa data di nascita

La data di nascita di Tiziano Vecellio è sconosciuta. Non vi sono documenti ufficiali e le diverse testimonianze in proposito non coincidono. Gli storici si accordano di solito su una data tra il 1480 e il 1490 ma alcuni datano la nascita anche tra il 1470 e il 1475.

Sappiamo per certo che Tiziano morì nel 1576. Abbiamo una lettera del 1571 in cui l’artista asserisce di avere 95 anni e un atto di morte in cui viene detto che spirò all’età di 103 anni.

Questo dato sarebbe importante per datare i primi dipinti con certezza e per capire bene la sua formazione. Quel che è sicuro è che visse molto a lungo per gli standard della sua epoca

Perché Tiziano è ritenuto un artista straordinario

Il giovane Tiziano venne a contatto con artisti del calibro di Lorenzo Lotto, Sebastiano Del Piombo,Carpaccio e Giorgione oltre al suo già citato maestro.

Il pittore raggiunse presto il successo con le sue tele che si contraddistinsero per l’uso eccezionale che riuscì a fare del colore.

Venezia in quel periodo era all’apice del suo splendore: controllava tutti i traffici del mediterraneo e un ricco e colto patriziato spendeva i propri soldi in opere d’arte per abbellire i propri palazzi. Divenne il pittore ufficiale della Serenissima nel 1517, sostituendo il suo stesso mastro Bellini.

Non solo pittore: Tiziano si dedica al commercio

Tiziano non fu solo pittore ma anche vero e proprio imprenditore: non solo avviò una propria bottega che ottenne grande successo, ma investì anche i propri guadagni per nel commercio del legname tra la sua città natale e Venezia.

Il legname era necessario all’industria delle navi e perciò l’artista ottenne presto alti proventi, divenendo ancora più ricco.

Un grave lutto e una storia d’amore finita in tragedia

Tiziano ebbe un unico grande amore, la bella Cecilia Soldano. Si sposarono nel 1525 dopo aver avuto i primi due figli, Pomponio ed Orazio.

I due convivevano già da tempo e si amavano molto. La giovane però morì di parto cinque anni dopo, dando alla luce la figlia Lavinia. Sembra che il pittore rimase talmente sconvolto dal lutto che non si risposò mai più.

I figli furono accuditi da sua sorella Orsola, che si trasferì appositamente a Venezia.

Tiziano Vecellio ritratti

Durante la sua carriera, Tiziano strinse rapporti, eseguì opere e ritratti per i più importanti ed eminenti personaggi della sua epoca: da Carlo V a Papa Paolo III Farnese, da Filippo II di Spagna a Enrico III di Francia, dai Gonzaga a Pietro Bembo, dall’Aretino ai vari dogi.

Come scrisse Vasari “non è stato quasi alcun signore di gran nome, né principe, né gran donna, che non sia stata ritratta dal Tiziano”.

La rivoluzione del colore di Tiziano

Tiziano fu più di tutti il maestro della luce e del colore.

Fuse l’attenzione fiamminga per i particolari e la materia (il vetro, le perle, i tessuti…) alla ricerca degli effetti di luce e colore che avevano iniziato il Bellini e il Giorgione, divenendo uno dei più grandi maestri della pittura italiana di ogni tempo.

Eugène Delacroix scrisse di Tiziano “In lui le qualità pittoriche sono portate al punto massimo: quel che dipinge, è dipinto: gli occhi guardano e sono animati dal fuoco della vita. Vita e ragione sono presenti ovunque”.

Hai appena scoperto le incredibili opere di Bosch e vorresti saperne di più? Ti trovi nel posto giusto!

Bosch è sicuramente uno degli artisti più fantasiosi ed originali della sua epoca. I suoi dipinti rappresentano soprattutto temi legati alla religione e a scene descritte nella bibbia.

Tuttavia Bosch non si limita a descrivere  gli avvenimenti così come vengono tramandati ma li trasforma secondo il suo punto di vista creando dipinti colmi di creature fantastiche e doppi significati.

Dalla sua fiorente immaginazione hanno tratto ispirazione dal suo lavoro moltissimi artisti tra cui Salvador Dalí, Jorg Immendorf e Robert Gober.

Nonostante studiosi ed appassionati si siano cimentati nello studio delle opere di Bosch, molte di queste rimangono ancora avvolte nel mistero. Sfortunatamente soltanto 25 dei suoi dipinti e 8 dei suoi disegni sono giunti fino a noi.

Le informazioni salienti sulla vita di Bosch

  • Bosch nacque nel 1450 ad Hertogenbosch (o Bosch), negli odierni Paesi Bassi.
  • La sua famiglia veniva da una tradizione di pittori tedeschi.
  • Sposò una donna ricca che lo rese uno degli uomini più benestanti del suo villaggio
  • Fece un viaggio a Venezia.
  • Nel 1504 gli fu commissionato un giudizio universale da Filippo il Bello, segno che aveva raggiunto una certa fama
  • Mori nel 1516.

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Bosch: nella mente di un artista geniale

L’arte di Bosch è assolutamente unica: ereditò l’attenzione ai particolari dei pittori fiamminghi ma vi aggiunse elementi tipici del suo stile, significati nascosti, un profondo senso dell’umorismo e del sarcasmo.

Nelle opere di Bosch non non può non notare un aspro criticismo sui vizi della società contemporanea (che in buona parte sono veri tutt’oggi!).

I quadri di Bosch sembrano delle visioni e sono spesso legati all’irrazionale, ad un universo orrifico fatto di chimere e mostri: molti dei suoi lavori sono ancora legati alla visione medievale del vizio e del peccato, al conflitto continuo tra la natura umana e i dettami religiosi.

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Il trittico del giardino delle delizie terrene

Uno dei capolavori di Bosch è il trittico del giardino delle delizie terrene: quest’opera rappresenta la condizione umana ed è un minuzioso inventario dei vizi e delle perversioni dell’uomo.

Da chiusa, questa tavola rappresenta la creazione del mondo. Una volta aperta però , ci svela tutta la sua bellezza.

Sulla sinistra si può notare la creazione dell’uomo e della donna, mentre al centro, la lussuria, viene rappresentata in un misto di animali esotici, probabilmente ispirati dai racconti e dai disegni degli esploratori dell’Africa e del Nuovo Mondo.

Piante e simboli sono disseminati ovunque, come rappresentazione dei vizi e delle debolezze degli esseri umani.

Un terzo pannello mostra la punizione per tali licenziosità: l’inferno. In attesa di nuovi peccatori, viene rappresentato colmo di dannati, mostri e diavoli intenti a far scontare le pene più disparate.

Il giardino delle delizie terrene è stata oggetto di moltissime interpretazioni, ed è probabilmente un insieme di differenti teorie e dottrine che spaziano da conoscenze alchemiche agli studi sulle malattie mentali, presenti in moltissimi altri lavori di Bosch.

I significati allegorici del giardino delle delizie terrene

I dipinti onirici di Bosch sono stati interpretati in molti modi. Non credo ci sia una spiegazione unica per ogni particolare, di certo nel “giardino delle delizie terrene” ricorrono alcuni temi. La frutta ad esempio, come le ciliegie e le fragole, erano considerate afrodisiache. Gli animali esotici come le giraffe, i ghepardi e i cammelli fanno parte di un repertorio che ricorda i bestiari medievali, quasi un inventario degli esseri più “strani”.

Non capitava tutti i giorni ad un olandese di quell’epoca di vedere un dromedario!

Animali fantastici ed ibridi, ma anche pesci e bestie notturne, meno conosciute e quindi più temute, popolano questo universo mostruoso. Sirene, fiori, frutti, uccelli e pesci, il tema ricorrente della musica e tutte le classi sociali vengono raffigurati e messi in ridicolo. Scene di sesso, orge e perversioni vengono rappresentate con una minuzia che rende l’insieme di quest’opera un formicaio di fantasia e stranezze.

Le delizie terrene che conducono all’inferno sono tutte qui!

Cosa ci ha lasciato Bosch: l’eredità di un genio

Hieronymus Bosch è un artista ironico e divertente, ma allo stesso tempo i suoi dipinti sono tali da far riflettere sulla condizione umana, sulla pazzia e sul concetto di realtà. E’ incredibile come l’arte, nonostante il passare dei secoli, possa essere così attuale anche ai giorni nostri!

Bosch sembra quasi un artista surrealista tanto le sue opere paiono contemporanee!

Deve essere stato una persona molto colta e molto interessante: dai suoi lavori traspare un’intelligenza poliedrica e sagace che intriga lo spettatore e difficilmente lo lascia indifferente.

Morì il 9 agosto 1516, lasciandoci il problema di interpretare i suoi pensieri e il piacere di sorridere guardando scene quantomai comiche.

Hai appena scoperto le strane opere di Soutine e vorresti saperne di più su questo pittore espressionista?

Capire le opere di Chaim Soutine è impossibile se non viene considerato il periodo storico, la cultura e soprattutto la vita di questo artista tormentato e geloso.

La sua arte è lo specchio del suo travaglio interiore e dei tempi difficile in cui visse.

Continua a leggere per scoprire le sue opere e la sua personalità.

L’infanzia difficile di Chaim Soutine

Chaim Soutine nacque nel 1893, decimo di undici figli, in una poverissima famiglia ebrea dell’impero russo, in quella che oggi è la Bielorussia.

La sua infanzia non fu semplice: gli ebrei erano infatti emarginati dalla società ortodossa e spesso vivevano in condizioni di grande precarietà.

Soutine, pur essendo cresciuto nell’osservanza della sua religione, era dedito al disegno e alla pittura. Queste attività erano assolutamente vietate tra gli ebrei perché contrarie al testo sacro. La sua passione per l’arte gli causò non poche punizioni da parte dei propri genitori.

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Chaim Soutine a Parigi

Nel 1913 si trasferì a Parigi con alcuni amici, dove conobbe altri grandi pittori della sua epoca e si dedicò a ritratti di nature morte.

La sua passione per la riproduzione della carne, gli causò problemi con le autorità a causa del fetore che emanavano. Dipinse inoltre ritratti di lavoratori dalle professioni più svariate, dal pasticcere al chirichetto.

Villaggio

La grande guerra

Soutine partecipò alla prima guerra mondiale ma fu congedato in quanto di salute cagionevole. Conobbe Modigliani, che divenne il suo mentore: era molto geloso del suo lavoro e un assoluto perfezionista. Nonostante la sua arte gli fruttasse abbastanza soldi per vivere agevolmente, rimase molto critico, Soutine distrusse spesso le sue opere preso da attacchi di depressione.

Non aderì mai ad alcuna corrente artistica anche se viene riconosciuto tra i pittori espressionisti per via dell’uso del colore e delle forme nei suoi quadri.

La persecuzione nazista

Durante la seconda guerra mondiale Soutine fu costretto a fuggire da Parigi a causa dell’occupazione nazista e la persecuzione contro gli ebrei.

Gli spostamenti continui, le condizioni igieniche e le precarie condizioni di vita, gli procurarono un’ulcera che l’uccise nell’agosto 1943.

Carcassa di mucca soutineL’arte di Chaim Soutine

La sua arte è tormentata come la sua anima. I ritratti sono rappresentazioni psicologiche, le sue nature morte ci mostrano un universo di dolore, di sangue, di strazio sopratutto della carne (che poi ispirerà le opere di Bacon), persino i paesaggi sono un eco del suo travaglio interiore.

Chaim Soutine va dunque ricordato come uomo dalla vita difficile, come artista perfezionista, geloso della sua opera, ma anche come ebreo perseguitato sin dalla nascita a causa di un odio radicato e senza motivo.

Anche tu sei innamorato dei bellissimi dipinti di Renoir?

Forse non lo sapevi ma l’arte di Renoir nasce dall’unione di colori pastello e pennellate più intense. Il suo stile, assolutamente unico, conferisce alle sue opere un’estrema dolcezza che non può non colpire anche l’osservatore più critico.

Scommetto che non vedi l’ora di saperne di più!

Continua a leggere per scoprire uno dei più importanti artisti dell’impressionismo.

I primi passi di Renoir

Pierre-Auguste Renoir, uno dei più importanti artisti dell’impressionismo, nacque a Limoges nel 1841. Sesto di sette figli, scoprì presto la sua passione per l’arte. Divenne un pittore, grazie alle lezioni pagate dalla sua famiglia e iniziò ad esercitare la sua arte dipingendo “en plein air” nel bosco di Fontainebleau.  Tra i suoi amici più stretti ci sono personalità di spicco come Monet, Sisley e Bazille.

Non amava particolarmente né Gauguin né Van Gogh.

Passò un periodo di forte frustrazione a causa di problemi economici: non riusciva a vendere le sue tele e per questo non arrivava ad essere economicamente autonomo. Renoir era talmente povero da  non potersi permettere neppure i materiali di cui aveva bisogno.

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La vita di Renoir ed il riconoscimento

I riconoscimenti arrivarono solo nei tardi anni ’70: spesso si occupava di ritratti e nudi femminili, ma amava dipingere soprattutto scene dalla vita quotidiana, catturando tutta la sensualità, la dolcezza e la bellezza delle donne.

Una volta disse:

Quando ho dipinto il fondoschiena di una donna e mi viene voglia di toccarlo, allora (il quadro) è finito

Un viaggio ed un nuovo stile

Dopo aver venduto alcune opere, Renoir partì per un lungo viaggio lungo le coste del Mediterraneo che lo portò a visitare le stanze di Raffaello e gli affreschi di Pompei. Come spesso accade, trovò ispirazione e cambiò il suo stile in favore di una linea più marcata e di scene più delineate.

Vecchiaia e reumatismi

Intorno al 1892, Renoir iniziò a sviluppare una forte forma di reumatismi che lo portarono all’artrite: passò i suoi ultimi vent’anni nella casa di campagna sulla costa, a Cagnes-sur-mer. L’artrite lo costrinse sulla sedia a rotelle ma Renoir continuò a dipingere con i pennelli legati alle mani.

Alcuni dicono che non abbia mai perso la capacità di tenere in mano il pennello, comunque è logico supporre che richiedesse molti sforzi dipingere nelle sue condizioni.

Morì nel 1919.

Dei suoi figli, uno divenne attore, l’altro un famoso regista e il terzo un artista.

Ipse dixit

Dovrei forse dirvi che un’opera d’arte ha due qualità? La prima, deve essere indescrivibile, e la seconda, deve essere inimitabile.

Pierre-Auguste_Renoir_-_Le_Pont_de_Chatou

Commenti su Renoir?

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